Esteri

Un risveglio spaziale: ecco come Parigi prova a prendersi la leadership in Europa

La strategia spaziale francese una sorta di laboratorio europeo per una nuova concezione del potere basata su autonomia tecnologica, capacità militare e interconnessione cibernetica

Vortex (Dassault, Ytube)

Parigi – La Francia è tornata a riscrivere la propria traiettoria spaziale. A distanza di quindici anni dall’ultima revisione strutturata, Parigi sta ridefinendo le proprie priorità strategiche fino al 2040, spinta dalla necessità di rilanciare una politica industriale, scientifica e militare coerente con la nuova centralità dello spazio.

Il rapporto

Come sottolinea l’Institut Montaigne in un recente rapporto dal titolo emblematico “Potenza spaziale: il risveglio della Francia”, questo nuovo corso nasce da un contesto oltremodo critico, aggravato dalle crisi internazionali in Ucraina e Medio Oriente: l’Europa ha perso terreno nei lanci commerciali, ha fallito la transizione alle costellazioni satellitari e rischia il declassamento strategico.

Secondo il think tank francese, lo spazio “non è più un semplice ambiente ausiliario, ma una condizione fondamentale per la condotta delle operazioni e per la protezione delle economie”. Da qui l’urgenza di ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti, accelerare l’autonomia in osservazione operativa, allerta precoce e navigazione (con sistemi come Galileo, alternativa al GPS), e spingere su programmi paneuropei come IRIS², invocando un vertice tra Francia, Germania e Italia per superare le esitazioni politiche e industriali.

La svolta

Per capire l’evoluzione della politica spaziale francese però occorre fare un passo indietro. Il punto di svolta è infatti avvenuto nel 2019, quando il Ministero delle Forze Armate francese ha adottato una dottrina spaziale militare improntata al controllo “attivo” dello spazio.

Una visione ribadita anche nel 2023 dalla Fondation pour la Recherche Stratégique (FRS), che ha individuato nello spazio un’estensione naturale delle operazioni militari. A sostegno di questa strategia, il Commandement de l’Espace (CDE) francese si è speso per coordinare un arsenale di capacità operative di alto livello: dai satelliti ottici CSO alla costellazione CERES, strumenti fondamentali per implementare l’intelligence elettronica della Francia.

Non è un caso che programmi come Syracuse IV e Athena-Fidus (quest’ultima nata in collaborazione con l’agenzia spaziale italiana ASI) abbiano consolidato la posizione francese nelle comunicazioni satellitari sicure. Le capacità di sorveglianza si estendono anche al cosiddetto near space, dove il Ministero della Difesa francese ha recentemente allocato fondi per rilevare e monitorare oggetti in alta atmosfera, secondo quanto riportato da DefenseNews.

Il programma Vortex

Una delle novità più strategiche emerse nel 2025 è il programma Vortex, presentato da Dassault Aviation al Salone di Le Bourget e definito dal ministro delle forze armate Sébastien Lecornu come una chiave di volta per il dominio spaziale francese. Durante un’audizione all’Assemblea nazionale, il delegato generale per gli armamenti, Emmanuel Chiva, ha illustrato i dettagli dell’accordo firmato il 20 giugno tra il Ministero della difesa e Dassault per lo sviluppo di questo ambizioso programma.

Secondo le informazioni che abbiamo potuto raccogliere, il Vortex, acronimo di Véhicule Orbital Réutilisable de Transport et d’Exploration, sarà un veicolo suborbitale riutilizzabile, capace di raggiungere Mach 12 (≈12.800 km/h) e operare nell’alta atmosfera. Con un budget congiunto di 70 milioni di euro, il primo volo dimostrativo del Vortex D è previsto per il 2027. Sarà seguito da versioni più evolute: Vortex S, Vortex C (cargo), e infine Vortex M, con equipaggio.

La competizione con Musk

C’è però un dato negativo per le ambizioni francesi: la Francia dovrà appoggiarsi a partner extraeuropei: il primo lancio del Vortex utilizzerà un micro-lanciatore Electron della statunitense Rocket Lab. Va detto però che il Vortex si inserisce in una più ampia strategia di autonomia industriale.

La Francia guida anche il Project Bromo per una costellazione satellitare europea: Airbus, assieme all’italiana Leonardo e la francese Thales vogliono unire le forze per competere meglio con la Cina e Starlink di Elon Musk. Il Project Salazar invece, gestito dalla startup Dark e dalla DGA, esplora le capacità di difesa attiva in orbita bassa (LEO).

Cybersicurezza

In parallelo, l’ecosistema francese si muove anche sul fronte della cybersecurity spaziale. Il 5 febbraio 2026, si terrà al Sands Expo di Singapore CYSAT ASIA, il primo evento asiatico dedicato alla sicurezza informatica nello spazio. Organizzato da CYSEC, l’evento mira a costruire ponti tra startup, operatori, agenzie e comunità di sicurezza, in un contesto di cooperazione euro-asiatica promosso anche dal presidente francese Emmanuel Macron nel messaggio per i 50 anni dell’Agenzia Spaziale Europea.

“La resilienza delle infrastrutture spaziali di domani dipenderà da partnership globali che riuniscano agenzie, operatori, startup ed esperti di sicurezza informatica”, si legge nel comunicato ufficiale. Insomma, la strategia spaziale francese è oggi una sorta di laboratorio europeo per una nuova concezione del potere basata su autonomia tecnologica, capacità militare e interconnessione cibernetica. Lo spazio non è più solo un palcoscenico per la ricerca scientifica o per la cooperazione, è il nuovo terreno di competizione e di insperato equilibrio tra le potenze.

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