Per la sinistra italica, intrisa di buonismo di maniera, si tratta di “percezione d’insicurezza”. E va bene, vi passeremo questa stortura lessicale a voi tanto cara, ma non prima di avervi ricordato che la vita è fatta di percezioni perché l’essere umano è un essere senziente che prova sentimenti e che persino gli animali ne hanno.
La cruda realtà
Ma, anche lasciando da parte le questioni terminologiche, resta comunque la cruda sostanza: le nostre città, grandi o piccole che siano, brulicano di violenza gratuita ed immotivata, nella maggioranza dei casi ascrivibile a stranieri o figli di stranieri naturalizzati troppo in fretta che, in buona sostanza, altro non fanno che comportarsi a casa nostra come si comportavano a casa loro e pure peggio, poiché a casa loro rischiavano anni di galera se non di essere ammazzati senza tanti complimenti.
Se non fosse questo il punto di partenza, nella sua cruda essenza fattuale, rischieremmo di perderci nei mille rivoli delle considerazioni da salotto radical-chic, ossia quello della difesa ad oltranza degli “emarginati” che vanno “compresi”, ”aiutati” e tutta una serie di passati e trapassati che remoti non lo sono affatto, pesando invece come attualissimi su una società ormai incapace di difendere se stessa.
Fuori dall’Italia
La vexata quaestio se sia più efficace la prevenzione oppure la repressione è stata ampiamente superata dalla cronaca, in un territorio vilipeso ed oltraggiato ogni giorno da individui che di comportarsi civilmente non ne hanno la minima intenzione. Senza ombra di dubbio e senza sprecare tempo ulteriore a sparare definizioni di comodo, le espressioni di prevenzione e quelle di repressione coincidono perfettamente: fuori dall’Italia.
Li si rimandino ai loro Paesi d’origine senza tanti complimenti, una soluzione adottata da decine di nazioni civilissime ed attente ai diritti umani ma ugualmente improntate al garantire il quieto vivere dei suoi abitanti legittimi. A proposito di legittimità: se riuscissimo a cacciare dall’Italia tutti i clandestini sarebbe già un buon inizio ed un segnale inequivocabile; devono capire che qui non c’è trippa per gatti e che hanno una e solo una possibilità: comportarsi nel pieno rispetto delle nostre regole. Chiamatela remigrazione o come diavolo volete, c’importa zero. Ma fuori dalle palle. Pazienza e sopportazione finite.
Perdonatemi, cari buonisti, se ricorro ad un esempio terra-terra: quando circondate casa vostra da un muro che non sia valicabile con troppa facilità, muro che pure voi anime belle vi premurate di edificare, vi ponete forse il problema se tutti quelli che lasciate fuori da casa vostra siano migliori o peggiori di voi? Devono stare lontani dalle vostre case e dai vostri cari. Punto.
Forse lasciate la porta di casa aperta tenendo presente che, magari, alcuni vostri familiari potrebbero non essere delle persone così perbene e che altri che potrebbero entrare impunemente a casa vostra, in fondo in fondo, non siano così cattivi? No di certo. La casa è vostra e ne fate ciò che volete e in casa vostra siete voi a decidere chi possa o non possa starci.
Ma dove sta scritto che si debba sopportare oltre l’imposizione di comportamenti incompatibili con l’abc delle nostre regole? Non di certo nella Costituzione-più-bella-del-mondo, quella che ad ogni piè sospinto invocate come giustificativo per calare le braghe di fronte all’invasione dell’inciviltà sociale, religiosa e giuridica di chi delle nostre regole se ne frega bellamente.
Lungi dall’adeguarci boldrinianamente a stili di vita infarciti di violenza e prevaricazioni di ogni genere, sarebbe adesso il momento, se ancora possibile, di uno scatto d’orgoglio che nulla ha a che spartire con i sistemi totalitari e per niente assomiglia a sciovinismo e protezionismo. Si tratta semplicemente di pronunciare due parole: adesso basta.
Finora abbiamo sopportato, ma adesso basta. E non abbiamo bisogno del generale di turno, e, paradossalmente, nemmeno di rafforzare oltremisura le nostre forze di polizia. Deve nascere da noi cittadini quell’alzata di testa che ci faccia dire basta. Non prevalebunt.
Semmai, sia proprio ai politici che si richieda di smetterla una volta per tutte con le solite frasi fatte. Avete toppato miseramente, signori al governo e non; non siete minimamente riusciti a farci vivere meglio ed in posti più sicuri e privi di gentaglia di strada che vuole farci del male. Vi dirò di più, cari politici dei miei stivali: state scherzando col fuoco. La storia insegna che il popolo inferocito è capace di cose inimmaginabili fino al giorno prima.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


