Ha fatto discutere l’episodio avvenuto a Reggio Emilia, dove una delegazione di insegnanti ebrei americani ha dovuto rinunciare a una visita educativa dopo che è stato chiesto loro di firmare un documento per prendere le distanze dal governo israeliano di Benjamin Netanyahu.
Tuttavia, questo tipo di episodi non si verificano solo in Italia: negli ultimi tre anni, essi si sono moltiplicati in tutto l’Occidente. E se fino a poco tempo fa si cercava di giustificare certi atteggiamenti distinguendo tra antisemitismo e antisionismo, il confine che li separa si sta erodendo sempre di più.
Antisemitismo tollerato in Irlanda
A questo proposito, un episodio significativo è quello avvenuto a metà ottobre in Irlanda, dove l’Herbert Park Hotel di Dublino ha cancellato 70 prenotazioni destinate ai delegati giunti da tutti i Paesi dell’Unione europea per partecipare ad una conferenza sull’antisemitismo del SECCA (Special Envoys and Coordinators Combating Antisemitism), un gruppo internazionale sostenuto dal World Jewish Congress e dalla Commissione Europea.
Maurice Cohen, presidente del Jewish Representative Council of Ireland, ha denunciato l’accaduto, raccontando al Times of Israel di essere andato a parlare con la direttrice dell’albergo per chiederle spiegazioni sull’accaduto. Quando le è stato spiegato il motivo per cui gli ospiti erano a Dublino, ha raccontato, questa ha chiesto se la conferenza prevedeva il coinvolgimento dell’esercito israeliano.
La scrittrice boicottata in Spagna
Dopo che in estate una petizione ha chiesto l’esclusione dello scrittore israeliano Eshkol Nevo dal festival Il Libro Possibile di Polignano a Mare (in provincia di Bari), nel mirino dei boicottatori sono finiti anche scrittori ebrei della diaspora.
Come l’argentina Ariana Harwicz, la quale a settembre è stata esclusa dal CULTUR-ALH, il Festival Internacional de Arte, Literatura y Humanidades di Granada.
Sebbene i libri della Harwicz siano dei bestseller a livello internazionale, tanto che dal suo romanzo Ammazzati amore mio nel 2025 è stato tratto il film Die My Love con Jennifer Lawrence e Robert Pattinson, il suo invito al festival in Spagna è stato ritirato dopo che associazioni universitarie pro-Palestina ne hanno chiesto l’esclusione. Il motivo? L’autrice argentina si è dichiarata contraria al boicottaggio di artisti e scrittori israeliani, oltre a respingere le accuse di genocidio rivolte a Israele.
In difesa dalla Harwicz, è uscita una petizione firmata da più di 350 esponenti del mondo della cultura e della politica, che includono il filosofo spagnolo Fernando Savater e l’ex primo ministro francese Manuel Valls.
La DJ minacciata in Francia
Passando dalla letteratura alla musica, non si può non menzionare ciò che è successo a luglio ad un concerto della DJ ebrea francese Barbara Butch, tenutosi al festival Cabaret Frappé di Grenoble. Il festival è stato interrotto dopo che un centinaio di manifestanti propal hanno protestato contro la sua presenza, lanciando anche bottiglie di vetro e altri oggetti verso il palco. La Butch ha dovuto interrompere il concerto ed essere scortata fuori.
In precedenza, la sezione locale di Grenoble del partito di estrema sinistra La France Insoumise aveva indetto una campagna di boicottaggio, diffondendo un’immagine della DJ ricoperta di sangue davanti ad una bandiera LGBT con la Stella di Davide, definendola “sostenitrice del genocidio”. Questo perché la Butch aveva sostenuto un disegno di legge sulla lotta all’antisemitismo presentato da Caroline Yadan, deputata del partito Renaissance di Emmanuel Macron.
Richieste di abiura dalla Francia alla Grecia
Questo fenomeno non colpisce solo personaggi pubblici, ma anche semplici cittadini. Ad agosto un ebreo francese, Yedidia Levy-Zauberman, aveva provato a noleggiare una barca tramite l’applicazione Click&Boat per una vacanza in Grecia. Tuttavia, secondo Le Point, in risposta ha ricevuto il seguente messaggio su Whatsapp: “Mi scusi per questa domanda tardiva e inopportuna. Il responsabile della base ha riferito che lei è di origine ebraica, quindi devo chiederle se appoggia l’occupazione di Gaza. Mi dispiace farle una domanda del genere, mi trovo in una situazione difficile e sono sicuro che lo sia anche lei”.
Un caso analogo si era già verificato a giugno. Un rabbino di Londra, Yoni Birnbaum, aveva prenotato un posto in campagna dove alloggiare per le vacanze con la famiglia vicino a Vesoul, in Francia. Tuttavia, i gestori dell’alloggio gli hanno scritto una mail in cui gli hanno chiesto di “confermare di essere membro di un movimento ebraico progressista e liberale”, e che “questo movimento condanna le azioni violente dell’esercito israeliano”. In caso contrario, non gli avrebbero permesso di pernottare da loro, in quanto ciò sarebbe stato “contro i nostri principi”.
Disabile aggredito in Germania
Talvolta questo odio si manifesta anche tramite la violenza fisica. Lo ha imparato a proprie spese Hans-Georg Lindenau, un negoziante berlinese di 67 anni che deve spostarsi in sedia a rotelle. Dopo aver esposto nel proprio negozio a Berlino manifesti contro l’antisemitismo, in occasione del terzo anniversario dei massacri del 7 Ottobre, è stato aggredito più volte da gruppi di ragazzi.
La sera di mercoledì 7 ottobre, circa sei giovani sono entrati nel negozio hanno spruzzato addosso a Lindenau dello spray al peperoncino. Il giorno dopo, un altro gruppo è andato nel negozio per spruzzargli nuovamente lo spray, ma le sue grida d’aiuto li hanno fatti fuggire. Poco dopo, mentre chiudeva il negozio, i ragazzi sono tornati per spruzzargli addosso lo spray al peperoncino.
Un aspetto degno di nota è che questi giovani non solo hanno preso di mira un uomo anziano in sedia a rotelle, ma in più uno che presumibilmente faceva parte della loro stessa area politica. La Bild ha spiegato che il suo negozio, M99, è noto per vendere riviste e accessori politici di sinistra.
Artisti controcorrente
In un’epoca in cui i pochi artisti che non abiurano Israele diventano un bersaglio, come dimostrano le contestazioni dei boicottatori propal in Indonesia e in Giordania contro il tenore Andrea Bocelli (“colpevole” di essersi esibito a Tel Aviv nel 2022), mentre quelli schierati con i propal come il rapper Macklemore vengono osannati, è ancora più importante valorizzare chi ha preso posizioni coraggiose.
Si va dalla cantante iraniana Gola (pseudonimo di Golazin Ardestani), che si è recata in Israele per cantare assieme alla collega israeliana Yuval Raphael all’apertura del Haifa Film Festival 2026, al frontman dei Metallica James Hetfield, che durante un recente concerto a Las Vegas ha detto sul palco: “I Metallica non sono qui come altri intrattenitori per influenzarvi con le loro stronzate”.
Una delle prese di posizione più esplicite è stata quella del cantante inglese Boy George, che in un tweet ad aprile ha detto: “Va molto di moda odiare Israele, ma ho sempre detto che ‘la moda è per i deboli, lo stile per i coraggiosi’”.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

