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Una catastrofe culturale politicamente corretta

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Robert Tracinski è senior writer di The Federalist, l’influente online magazine conservatore/libertario che si prefigge di “discutere sulle basi filosofiche del dibattito del giorno” piuttosto che di occuparsi delle futilità di cui soprattutto si nutrono i soliti Main Stream Media, altrimenti noti come Jurassic press.

Il mio programma per la guerra culturale, egli spiegava ieri, è che la cultura vince. Insomma, se abbiamo gente che porta avanti valori competitivi, e a noi questa gente non manca, almeno saremo in grado di promuoverli creando prodotti culturali davvero interessanti, in campo artistico, architettonico, letterario, cinematografico, televisivo, ecc. Ma la sinistra culturale, pur con tutto lo strapotere “istituzionale” e mediatico che si ritrova, fa sempre più fatica a sfornare cose buone. Stanno cominciando a sostituire un didatticismo privo di ispirazione alla creatività artistica.

La vacuità del modernismo, il suo insuccesso nel raggiungere ed ispirare un vasto pubblico, è il terreno arido in cui è cresciuto questo nuovo stile didatticistico di fare arte e cultura… hanno eliminato melodia, armonia e struttura nella musica, realismo e abilità tecnica nelle arti visuali, per non parlare dello scempio prodotto nel campo della narrativa…

Ha ragione Tracinsky, il miglior piano di battaglia nella guerra culturale è che la cultura vince. Da leggere: “How Politically Correct Art Is Leading To The Age Of Didacticism”.