Cultura

Un Viagra politico per curare l’impotenza degli anti-occidentalisti

La conservazione della libertà occidentale. Non si può restare in silenzio di fronte ai danni di chi odia la nostra identità, alle barbarie della cancel culture e ai disordini pro-pal

scontri pro-pal
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I sinistroidi dei centri sociali, ma anche alcuni di quelli che si trovano nelle tanto decantate sezioni di partito, non cantano l’inno nazionale italiano. Alcuni di essi addirittura lo avversano e vorrebbero sostituirlo con qualche altro canto. Di fronte a tali posizioni la memoria storica del nostro Paese, e il senso del nostro odierno sentirci liberi, risultano sotto attacco.

Ci troviamo spesso a dover fronteggiare atteggiamenti di odio verso l’identità occidentale, che invece ci fece liberi. Ma la cosa più preoccupante risiede nell’ignavia di chi, al posto di difendere la nazione, assume un atteggiamento di comodo restando in silenzio di fronte alle provocazioni o ai danni posti in essere da pro-pal e anarchici.

Più divina che umana

Nell’intonare a festa l’Inno di Mameli dovremmo tutti ricordare, con orgoglio, il sofferto percorso che ha condotto l’Italia all’unità, quale anticamera di una faticata identità nazionale. Per comprendere al meglio la cultura motrice che alimentò il senso profondo della nostra libertà, patriottica e popolare, possiamo scavare nella sapienza mazziniana. Lì, tra le varie dialettiche, troveremo anche peculiari sfumature valoriali che possiamo ricondurre alla Lettera apologetica di Ugo Foscolo.

In quest’ultima, l’autore dei Sepolcri ci parla delle vicende politiche del suo tempo. La Lettera fu scritta a partire dal 1814 e completata tra il 1825 e il 1826; rimasta inedita, venne pubblicata postuma a cura di Giuseppe Mazzini.

La libertà a me par cosa più divina che umana; e l’ho veduta sì necessaria e sempre sì corruttibile fra’ mortali, che io non la darei da amministrare fuorché alla Giustizia la quale la governasse con leggi preordinate, immutabili, e d’inesorabile fatalità; e concedesse i fulmini tutti in mano a’ re che ne godano come il Giove omerico, il quale operava per decreti prestabiliti, né poteva mai rivocare il suo giuramento.

Così scrisse Foscolo, in un elegante passo della sopra menzionata opera. Dalle parole di un uomo che ha vissuto il suo tempo, attraversando anche l’esilio, si evince la plastica consapevolezza che la libertà è una imprescindibile necessità umana.

La libertà nel poeta politico è quindi nuda, pura, spogliata di ogni ideologia. Essa risulta poi interconnessa alla questione della giustizia, che deve essere retta dalle leggi. Foscolo si è soffermato sul carattere prestabilito di quelle leggi che reggono e assicurano la libertà. Il carattere di immutabilità delle stesse, invece, possiamo leggerlo come l’espressione del principio d’universalità della libertà.

L’amore per la patria

Giuseppe Mazzini, nel pubblicare gli Scritti politici inediti di Ugo Foscolo, aveva rivolto un invito ai giovani della sua – ma anche d’ogni futura – epoca. Aveva infatti scritto:

Io dirò dunque ai giovani che leggeranno queste reliquie: non ricopiate le idee; ogni tempo ha le sue, e i pochi anni che vi separano dagli anni del Foscolo segnano il limite fra due età radicalmente diverse. Ma adorate le idee dell’età in che voi v’apparecchiate a vivere com’egli adorava le proprie. Amate la patria com’egli, anche quando la flagellava a sangue, l’amava. Consecratele indefessi il pensiero ed il braccio, la penna e la spada, e se la sorte v’assegna l’esilio, la miseria la morte precoce, amatela morendo o vivendo, ch’è peggio, nella povertà e nell’esilio.

L’amore per la patria, alla quale non bisogna aver paura di consacrarsi con il sacrificio necessario, da un lato, e l’invito a non cadere mai nell’anacronismo o nella mera copiatura delle idee passate, dall’altro, rappresentano coordinate militanti transgenerazionali.

L’impotenza anti-occidentalista

Queste, ove diffuse, possono ancora parlare a viso aperto ad alcune delle contraddizioni del nostro tempo incerto. Possono insegnare il buon vivere al nichilismo insito nelle azioni giovanili woke, possono contenere le barbarie della cancel culture e i disordini causati dal dilagante anti-occidentalismo dei movimenti pro-pal.

Le azioni violente degli anti-occidentalismi occidentali che accaddero sabato 5 ottobre 2024 a Roma (tanto per ricordare solo una vicenda, fra le tante), dove purtroppo ben 34 appartenenti alle forze dell’ordine rimasero feriti, dimostrarono sin da subito che una parte del nostro Occidente è autolesionista, disfattista, incosciente, ma soprattutto impotente.

L’anti-occidentalismo di alcuni occidentali soffre una disfunzione erettile: non riesce a penetrare il senso della nostra attuale missione identitaria. Contro quelle disfunzioni erettili, e contro l’impotenza anti-occidentalista di alcuni occidentali, consigliamo un Viagra politico. A base di liberalismo e conservazione intelligente. Sono aperte le sperimentazioni.

I giovani sapranno ritornare a fare di più, e a osare al livello globale, se risponderanno agli stimoli della virtù attraverso la conoscenza. Agli adulti spetta il sacro compito di tramandare ed onorare i valori che l’Occidente libero riconosce, conquista, conserva e garantisce.

Lo sapevi che...

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