La sera del 14 maggio 2025, la psicologa 33enne Tzahala Gaz stava andando dall’insediamento di Bruchin in Cisgiordania verso Israele assieme al marito per partorire in ospedale il loro quarto figlio, dopo che le si erano rotte le acque. Ma lungo la strada, un terrorista palestinese ha aperto il fuoco sulla loro macchina, ferendo gravemente la Gaz. Giunta in ospedale, in seguito la donna incinta è morta a causa delle ferite riportate.
Se sui media israeliani il tragico fatto ha avuto un’ampia risonanza, in Italia ne ha scritto solo il quotidiano Libero. Un silenzio dovuto anche al fatto che, quando si parla degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, nei nostri media prevale un atteggiamento che va ben oltre la legittima critica: anche difronte ad attacchi terroristici efferati, si tende a nascondere o addirittura a giustificare gli attacchi se la vittima è israeliana, quasi come se non fosse un essere umano.
Il recente attacco
Un caso simile si è verificato più di recente, dopo che il 18 novembre due terroristi palestinesi armati hanno attaccato dei civili israeliani nei pressi dell’insediamento di Gush Etzion, a sud di Gerusalemme. I due attentatori hanno prima tentato di investire i passanti con una macchina, e poi sono scesi dal veicolo per aggredirli con dei coltelli: un israeliano di Kiryat Arba, Aharon Cohen, è rimasto ucciso, e nel momento in cui scriviamo si contano altri tre feriti.
I due terroristi, provenienti da Hebron e Beit Ummar, sono stati neutralizzati da civili armati e riservisti dell’esercito presenti nella zona. Nella loro auto, sono stati trovati degli esplosivi, disinnescati dalle truppe israeliane.
La narrazione del GR 2
Difronte a questi fatti, anche emittenti pubbliche si permettono di veicolarne ricostruzioni faziose. Ne è un esempio il modo in cui la cronaca dell’attentato è stata riportata da Rai GR 2, sotto la conduzione della giornalista Roberta Sibona.
Nell’introdurre i fatti, la giornalista ha iniziato dicendo che “sono stati uccisi due diciottenni arabi che stamattina si sono resi responsabili di un attentato in Cisgiordania, in risposta alle violenze dei coloni che da settimane attaccano villaggi palestinesi”.
Innanzitutto, occorre far notare come la giornalista abbia invertito l’ordine degli eventi, citando prima l’eliminazione dei due terroristi e solo dopo l’attentato da loro compiuto. In questo modo, si è cercato di invertire i ruoli di aggredito e aggressore.
In secondo luogo, si sostiene che l’attentato sia avvenuto come ritorsione per gli attacchi dei coloni, ma senza citare alcuna prova a sostegno di questa tesi. Quello che invece non è stato riportato, è che la Jihad Islamica Palestinese ha rivendicato l’attentato sui social network, si è congratulata con i due terroristi e ha istigato i palestinesi a intensificare gli attacchi contro i cittadini israeliani.
Da notare il fatto che la Sibona non ha mai nascosto il suo retroterra culturale di sinistra né le sue posizioni filopalestinesi: già collaboratrice di Quotidiano donna, supplemento al Quotidiano dei lavoratori del movimento comunista Avanguardia Operaia, sul suo profilo Facebook a settembre aveva come immagine di copertina un’illustrazione che inneggiava alla Global Sumud Flotilla.
La Rai come gli organi dell’Anp
Per come ha riportato la notizia, il notiziario di Rai Radio 2 ha dimostrato una certa somiglianza con la narrazione veicolata dagli organi di stampa dell’Autorità nazionale palestinese.
Infatti, tutti i media ufficiali dell’Anp hanno presentato la vicenda come se si trattasse dell’omicidio a sangue freddo di due giovani palestinesi innocenti. Nessuno di loro ha minimamente menzionato il fatto che stavano compiendo un attentato terroristico.
Così ha titolato la pagina Facebook della tv ufficiale dell’Anp: “Ultime notizie: l’occupazione apre il fuoco su tre giovani a sud di Betlemme”. Mentre la loro radio ufficiale, in un post su Telegram, ha dichiarato: “L’occupazione ha sparato a 3 giovani a sud di Betlemme”. E infine, la loro agenzia di stampa Wafa ha scritto: “Le forze israeliane sparano a tre giovani a sud di Betlemme”.
I precedenti
Prima dell’ultimo episodio del GR 2, è già successo che i media italiani cercassero di presentare attentatori palestinesi come delle vittime: quando, nel febbraio 2019, un palestinese di Hebron ha stuprato e ucciso a coltellate vicino a Gerusalemme Ori Ansbacher, una ragazza israeliana di 19 anni, tra i maggiori quotidiani italiani solo La Stampa ha riportato la cronaca dell’omicidio, mentre altre testate, tra cui l’Ansa, La Repubblica e il Tgcom24, riportarono solo il successivo appello del ministro della giustizia israeliano Ayelet Shaked, che chiedeva la pena di morte per l’assassino.
Un altro caso di disinformazione legata alla Rai riguarda l’inviato di Rai 2 Gianmarco Sicuro, il quale nel 2023 ha scritto sui social che i cittadini arabi israeliani sarebbero discriminati “a partire dal diritto di voto”, quando si tratta di una falsità. Gli arabi con la cittadinanza israeliana hanno sempre avuto il diritto di voto, e nel momento in cui Sicuro scriveva il contrario sui social, c’erano 10 deputati arabi nella Knesset, il parlamento israeliano.
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