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Torino, le minacce radical chic al candidato del centrodestra

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Oggi voglio raccontarvi una storia di ferocia dei “buoni” apparentemente marginale, in realtà centralissima. Una storia che, come poche altre, mostra i pericoli per la democrazia insiti nella schizofrenia ideologica del politicamente corretto che ci ha obnubilato (quasi) tutti.

Esagero? Fate voi. Il protagonista (suo malgrado) di questa storia è Paolo Damilano, imprenditore nel ramo delle acque minerali, del vino e del food, candidato sindaco a Torino per il centrodestra. Il quale evidentemente è sceso in campo addirittura senza chiedere il permesso al Corriere della Sera, che nella sua edizione locale ha provveduto a recapitargli un “messaggio” sotto forma di editoriale, a firma di tal Gabriele Ferraris. Sono obbligato a riportarne stralci virgolettati, perché quando li ho letti non riuscivo a crederci.

“Mi domando con quale stato d’animo l’ex presidente del Museo del Cinema, il colto Paolo Damilano, potrebbe un giorno, come sindaco, accogliere la pretesa di qualcuno della sua maggioranza di negare il patrocinio del Comune al Festival del Cinema Gay o al Pride”. Che immagino sia il primo problema avvertito dai torinesi in piena pandemia sanitaria ed economica, in ogni caso il pezzo continua: “E quella pretesa sarebbe, badate bene, soltanto l’aspetto più folkloristico di una linea politica, a proposito di certi temi, che ha una sua coerenza e una sua legittimità, in democrazia” (qui l’autore sembra quasi dispiaciuto di quel contrattempo democratico per cui esistano tesi differenti dalle sue). Infine, l’affondo: “Ma la pretesa risulterebbe assai scomoda da gestire per il moderno, elegante e misurato sindaco Paolo Damilano, e tanto più per l’imprenditore Paolo Damilano, certo non felice qualora i suoi prodotti e i suoi locali diventassero oggetto di sdegnati boicottaggi”.

Giuro, non ci sono refusi da parte del sottoscritto. Il Corriere della Sera, un’era fa organo della borghesia produttiva, nel suo dorso torinese evoca la possibilità che “i prodotti e i locali” di un imprenditore possano diventare “oggetto di sdegnato boicottaggio” a causa delle sue idee e del suo impegno politico, imperdonabilmente dalla parte sbagliata, quella del centrodestra, che per lorsignori diventa sempre automaticamente “destra” bavosa, impresentabile, subumana.

Motivo per cui, prosegue l’articolista nel caso Damilano si riveli duro d’orecchi, “il rinvio delle elezioni comunali lascia al moderato imprenditore benpensante il tempo per riflettere sulle proprie scelte e i propri obiettivi”. Insomma, il benpensante veda appunto di pensare bene, e rivedere la malsana idea di contendere la guida della città al centrosinistra. Come sono umani, gli lasciano il tempo per riflettere, per accorgersi dell’errore, ravvedersi e magari prendere la tessera del Pd.

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A.L.
A.L.
22 Marzo 2021 3:31

Ma non sono le associazioni mafiose che lanciano gli “avvertimenti”? Domanda retorica. Oggi a lanciarli sono anche i detentori del ‘bene assoluto’ (ci starebbe una maiuscola ironica sul sostantivo astratto, molto astratto in questo caso) che è di volta in volta arcobaleno, ecoillogico (niente a che vedere con il buon senso e la necessità dell’ecologia vera), buonista, cancellista, neolinguista, dalla parte di ciascuno e di tutti purché ciascuno e tutti siano da una sola parte, solo e soltanto quella, la loro: il Potere. Strisciante, regnante, trionfante, insinuante, dichiarato o ovviamente nascosto ma in realtà sempre evidente. E soprattutto pericolosamente unico. Anche gli avversari sembrano farne parte. O non comprendere. Oggi le minacce sono aperte e quasi ovvie, quasi il Potere e i suoi ‘servi morali’, ma anche il loro folto pubblico, si stupiscono che ci si possa lamentare, che si possa eccepire, che si possa trovar strana l’intimidazione e la discriminazione che a loro va benissimo commettere purché politicamente corretta. Un altro problema è che ci stupiamo anche noi, in buona fede, ancora ci stupiamo ogni volta del fatto che si comportano così: come se non avessero già abbondantemente dimostrato quanto male possano fare. Ma l’hanno dimostrato: sarà il caso allora di non fidarsi mai più. Questa non è politica, è inciviltà. E’ dirigere la nostra vita in tutto e… Leggi il resto »

Ros
Ros
17 Marzo 2021 21:04

Caro Nicola,pur essendo elettore di destra,a questo punto della storia mi sento di comprendere la posizione del giornalista del corriere. E’ giusto che le cose di sinistra vengano fatte da quelli di sinistra….”ci siamo” rotti i c…. di eletti dalla destra fare poi i ventriloqui della sinistra….

Marco
Marco
17 Marzo 2021 20:27

Buonasera Caro Nicola, non chiediamoci perchè l’Italia sia un paese, ormai in decadenza. La politica è la principale imputata di questo sfacelo che ormai da troppo tempo è sotto i nostri occhi. Conta sempre di più, il colore politico di appartenenza, rispetto alla professionalità e l’intelligenza. Torino non fa certamente eccezione. La prova di tutto questo è nei nostri ricordi, su quello che successe alla Mostra del Libro. I sinistri, non sono un vero e proprio partito politico, ma esclusivamente un insieme di personaggi ibridi. Non conoscono il vero significato di comunismo (visto che non l’hanno mai vissuto) ne tanto meno, quello di democrazia. Il loro punto di riferimento è quello di ottenere il potere e non importa nulla se il paese è allo sbando, quello che importa è ottenere ciò che vogliono. Questo accade sopratutto in ambito lavorativo. Se non sei di sinistra, non potrai mai accedere a compiti di comando. I miei ricordi, ritornano a gli anni 80/90, quando un comportamento molto simile a quello odierno, era una regola. La bandiera era leggermente diversa, ma il colore predominante, era sempre il rosso. Oggi è molto più facile trovare lavoro, con la tessera del PD in tasca, piuttosto che con una laurea ottenuta con tanto di 110 e lode. Per quest’ultimi, l’unica cosa è trovare lavoro all’estero. La masturbazione… Leggi il resto »

nicola
nicola
17 Marzo 2021 18:50

semplicmente nazicomunisti

Ze'ev
Ze'ev
17 Marzo 2021 17:07

Ci voleva il Covid per avere l’Italia tutta rossa (sulla carta geografica, almeno). E anche se l’hanno governata allora, negli anni ’90, e lo stanno facendo oggi, illegittimamente, i sinistri non avranno mai tutti gli italiani. Così come i feroci compagni che andarono al potere in Russia cent’anni fa non ebbero mai tutti i russi.

Grazia
Grazia
17 Marzo 2021 14:44

Gli italiani dormienti.. Aspettano il bacio del principe azzurro. Intanto i comunisti marciano.

giupor
giupor
17 Marzo 2021 12:33

Conosco bene l’autore Ferraris, ex Stampa, ex edizioni provinciali e Torino Sette della stassa testata. I
Fighetto ideologicamente schierato che, per me, non ha mai spiccato in brillantezza giornalistica.
Fa specie che il Corriere pubblichi un articolo di tal genere. Penoso!

mikepz
mikepz
17 Marzo 2021 11:48

le cosche mafiose gli fanno una pippa ai picciotti del corserVa