Gianclaudio Torlizzi fa il punto a Red Pill: il mercato, spiega, “sta scontando il rischio di una strozzatura lunga dello Stretto di Hormuz, attraverso cui passa il 20 per cento del commercio globale di petrolio, e a scontare anche che non avendo sbocco nell’export, ed esaurendosi la capienza di stoccaggio, la produzione dei Paesi del Golfo venga tagliata”. Stesso discorso per il gas e derivati.
Se la situazione perdura, “non ci sarà solo un problema di prezzi e di carenza di offerta, ma il rischio di una restrizione monetaria“, avverte Torlizzi.
Questa è una fase di mercato di “grande volatilità”, nervosa, con prezzi non sostenibili per l’industria. Tutto dipende da quando Hormuz tornerà ad essere operativo. Se americani e israeliani riusciranno a raggiungere i loro obiettivi “entro qualche settimana”, l’allarme rientrerà in tempi rapidi e “i prezzi crolleranno”. Finché ci sarà incertezza sui tempi, il mercato sconterà il “rischio di scenari non felici”.
Il rilascio delle scorte può allentare le tensioni nel breve termine, ma il problema strutturale si risolve solo con la riapertura di Hormuz, da dove escono 20 milioni di barili al giorno.
Gli Stati Uniti, osserva Torlizzi, sono “esportatori netti di petrolio e gas, quindi sono in una posizione favorevole di surplus strutturale, che potrebbero giocare a loro favore con un bando alle esportazioni“, che Trump ha già evocato. Il che comporterebbe un aumento dell’offerta sul mercato americano, e conseguente crollo dei prezzi, e il permanere delle tensioni nel resto del mondo. Quindi, in breve, “un WTI a 50 dollari e un Brent a 100-150 dollari”. Tenendosi il petrolio in casa loro, gli americani avrebbero anche un “potere negoziale enorme nei confronti della Cina”.
Ad oggi non ci sono pressioni tali dal punto di vista americano da giustificare un “dietrofront”, viceversa in Europa “avremmo bisogno di un allentamento della pressione su Hormuz”. Il problema europeo è lo stoccaggio in vista dell’inverno. Già oggi “si stanno verificando aste sul gas liquefatto tra Europa e Asia“.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


