Esteri

La minaccia russa? Tachipirina e vigile attesa

Sempre più frequenti sconfinamenti aerei e provocazioni. Mosca sta testando determinazione e preparazione della Nato? Meglio non fidarsi di Putin

Putin
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La notizia è della notte tra il 14 e il 15 settembre. Lo ha comunicato il presidente lituano Gitanas Nauseda: “Un drone che ha violato nella notte lo spazio aereo della Lituania è stato rapidamente abbattuto da caccia della Nato”. I due caccia intervenuti nell’operazione di scrambling sono Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare italiana, dislocati presso la base aerea di Šiauliai, situata nella Lituania settentrionale.

Cambio di passo russo

Da mesi, le forze armate russe stanno testando le strutture di difesa della Nato, con sempre più frequenti sconfinamenti aerei ai bordi estremi dello spazio aereo europeo, e Paesi come Polonia e Danimarca hanno più volte dovuto attivare le procedure di difesa immediata e risposta contro velivoli (tanto quelli a pilotaggio remoto che tradizionali) che Vladimir Putin ha deliberatamente inviato per saggiare le reazioni dell’Occidente. Che si tratti di una provocazione vera e propria o di una fase di studio sulla consistenza degli asset bellici dei Paesi Nato, poco importa.

Ciò che conta è il cambio di passo nella strategia del gigante rosso (perché tale colore non è cambiato per nulla negli ultimi decenni): dalle pacifiche (si fa per dire) incursioni sommerse degli immensi sottomarini nucleari russi, in atto da molti anni, si sta sempre più evidenziando una sorta di “prova generale” da collocarsi nell’ambito di un conflitto esteso ai Paesi europei che Mosca, come sempre da Stalin in avanti, nega recisamente a parole, pur dando ben più che l’impressione di non escluderlo affatto.

Fidarsi di Putin?

Pur avendo lo “Zar” pubblicamente smentito un ipotetico allargamento, o sconfinamento se vi piace di più, ad ovest del conflitto Russo-Ucraino, i fatti parlano ben altro linguaggio. Sta a noi fidarci o meno dell’oligarca (se non vogliamo definirlo dittatore) russo.

La strategia militare, dai tempi di Giulio Cesare in poi, è cosa ben diversa dalla politica, anche quando le leve della macchina della guerra sono nella disponibilità di chi detiene ogni potere politico e segue logiche diverse, questo il guaio. Non sono favolette e nemmeno esagerazioni quando si dice che Putin (che molti americani hanno ribattezzato Putler) ha ancora in testa la Grande Russia e non per niente lo definiamo un po’ impropriamente come “Zar di tutte le Russie”. Come diceva il sommo Andreotti: “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

Perché mai dovremmo fidarci di Putin, magari soltanto perché non straparla e non fa gli sfondoni di Trump? Come possiamo non tenere in considerazione la guerra ibrida che la Russia ha sempre più implementato in questi ultimi anni? Dagli attacchi hacker, di cui sono maestri, all’imponente campagna di disinformazione (la ormai defunta Radio Mosca docet) contro l’Occidente che i leader russi non hanno mai smesso di alimentare a dismisura tanto all’interno che all’esterno dei loro confini? D’accordo, adesso le chiamano “misure attive” (aktivnye meroprijatija) , ma sempre di propaganda rivolta contro i Paesi atlantici si tratta.

Il consenso

Con buona pace degli estimatori dell'”uomo forte” di Leningrado (la attuale Pietroburgo privata del “San” che la precedeva) la minestra non cambia. Ai russi la guerra piace molto più che a noi e le fasi di ristrettezze belliche e persino il numero impressionante di morti tra i loro soldati hanno da sempre una funzione di spinta alla coesione nazionale, concetto a noi poco noto.

La maggior parte del popolo russo sta con Putin e per questo il dittatore si può permettere di stroncare fisicamente i suoi, tutto sommato pochi, oppositori. Semmai, ciò che stupisce e che sembra quasi una contraddizione in termini, è quando proprio noi che facciamo mostra di detestare le dittature, dimostriamo coi fatti di avere una propensione naturale per quei leader che governano col pugno duro, per cui, alla fin fine, a molti Putin sta simpatico, altro che Putler!

Parliamo, peraltro, di un capo supremo che tuttora sempre più conferisce potere alla polizia segreta, parte essenziale dei loro servizi. Tutti gli analisti indipendenti al mondo stanno sottolineando il crescente potere del Federal’naja služba bezopasnosti (FSB ) ossia il diretto successore di quel fatidico KGB di cui il leader moscovita fu a lungo un agente di primo piano. “Chi nasce tondo non muore quadrato”, dicevano i vecchi.

Le mire di Putin

Mettiamo da parte le disquisizioni squisitamente geopolitiche, soprattutto quelle maggiormente basate sul pensiero teorico di quello o quell’altro analista di successo e badiamo invece alla cose pratiche ed assolutamente evidenti a tutti.

La Russia, ossia chi ne detiene saldamente le redini, checché se ne dica, è una realtà molto più vicina a noi rispetto a Teheran o Gerusalemme e sta sempre più dimostrandoci che, una volta risolta a loro a favore la faccenda Ucraina (ammesso che ciò avvenga, non ci scommetterei) non ha la minima intenzione di fermarsi, perché, a detta di Putin, questa storia di trovarsi circondato da Paesi Nato proprio non gli va giù e, da lì a farne una questione di sicurezza nazionale è un attimo.

Vigile attesa?

Avrete notato che in questo discorso non ho inserito tra i protagonisti Donald Trump (l’immancabile, quello in cima a tutte le hit del momento). Semplicemente per un motivo: che ci sia il neo-morettino o chiunque altro alla Casa Bianca, non cambierà una virgola della politica fattualmente espansionistica della Russia. Mentre gran parte dei nostri politici si dilettano nell’esaminare a fondo la questione di Gaza, anche perché è del tutto gratis farlo, non sembrano spaventare certe (chiamiamole col loro nome) minacce che sempre più si avvicinano ai nostri confini. Tachipirina e vigile attesa, questa la ricetta, ancora una volta.

Se a Trump manca ormai qualche rotella (e siamo in tanti a supporlo) siamo certi che quelle di Putin siano tutte al loro posto? I casi sono due: se sta andando fuori di testa (e, personalmente non lo credo, ma fate voi) dobbiamo essere molto preoccupati. Se, invece sia perfettamente in compus sui è pure peggio.

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