Ogni volta che il Parlamento viene attraversato dall’ombra dei franchi tiratori, il dibattito si concentra inevitabilmente sui numeri. Chi ha tradito? Da quale partito arrivano i voti mancanti? Chi voleva mandare un messaggio alla leadership?
Il vero danno
Eppure, c’è una domanda molto più importante che raramente ci poniamo: chi perde davvero?
La risposta è semplice. Perdono i cittadini.
Perché ogni voto occulto utilizzato non per difendere un principio, ma per consumare regolamenti di conti interni o giochi di potere, allontana ancora di più gli italiani dalla politica. Alimenta l’idea che dietro le dichiarazioni pubbliche si nascondano interessi personali, tatticismi e rivalità che nulla hanno a che vedere con il bene comune. È questo il vero danno.
L’astensionismo non cresce soltanto perché le persone sono disinteressate. Cresce perché sempre più cittadini faticano a riconoscere nella politica un luogo di responsabilità. Quando assistono a episodi come quello dei franchi tiratori, vedono confermata la convinzione che, dietro le quinte, prevalgano logiche incomprensibili rispetto agli impegni assunti davanti agli elettori.
Esultanza surreale
Ancora più singolare è assistere all’esultanza dell’opposizione. Festeggiare una sconfitta ottenuta grazie a possibili dissensi interni della maggioranza può offrire un vantaggio tattico momentaneo, ma difficilmente rappresenta una vittoria politica. Una democrazia non si rafforza quando un governo viene messo in difficoltà da manovre opache; si rafforza quando il confronto avviene alla luce del sole, sulle idee, sui programmi e davanti ai cittadini.
Se davvero si vuole ricostruire il rapporto di fiducia tra elettori e istituzioni, non basta invocare trasparenza dagli avversari. Occorre praticarla sempre, anche quando conviene meno.
La maggioranza ha il dovere di interrogarsi su quanto accaduto. Ma l’opposizione dovrebbe evitare di trasformare ogni incidente parlamentare in un trofeo. Perché ciò che oggi può apparire utile contro il governo, domani potrebbe ritorcersi contro chiunque sieda su quei banchi.
La dignità del mandato parlamentare
Esiste infine un tema che riguarda la dignità stessa del mandato parlamentare. Ogni deputato e ogni senatore è libero di esprimere il proprio convincimento. È un principio costituzionale. Ma quando il dissenso diventa uno strumento per colpire senza assumersene la responsabilità politica, quella libertà perde parte della sua nobiltà. Il coraggio delle idee consiste nel sostenerle apertamente, non nel nasconderle dietro l’anonimato di un voto.
I franchi tiratori non indeboliscono soltanto una maggioranza. Indeboliscono la credibilità delle istituzioni e alimentano quel disamore verso la politica che, da anni, allarga la distanza tra cittadini e Parlamento. Ed è una sconfitta che non appartiene né alla destra né alla sinistra. Appartiene all’Italia.
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