Desiderio di protagonismo. Di questo e soltanto di questo si tratta, alla fine. Che s’imbarchino per una gioiosa quanto scalcinata gita in mare su un costoso yacht cazzeggiando a zigzag verso le acque israeliane, che si parli dei loro sostenitori manifestanti che arroventano l’atmosfera già surriscaldata delle nostre città, cambia poco.
Niente di nuovo
E no, signori miei, qui le panzane basate sui pelosi distinguo delle “frange isolate di estremisti”, dello “scopo assolutamente pacifico della Flotilla” proprio non reggono più. Quando si caldeggino iniziative pericolose, sapendo benissimo che inevitabilmente porteranno grossi guai, quando non si abbia alcuna remora a mettere alla frusta le strutture di difesa di uno Stato, non si può autodefinirsi persone civili e perbene (ammesso che valga ancora qualcosa esserlo e che a qualcuno interessi sforzarsi di esserlo).
Niente di nuovo sotto il sole, ma altrettanto nessuna novità sulla colorazione politica dei sostenitori della gita aziendale a Gaza e sui loro sodali “pacifici dimostranti” nelle piazze: guarda caso sono sempre e soltanto di sinistra. Una sinistra che definire irresponsabile, per usare il termine del presidente del Consiglio, è abbondantemente poco.
Eppure, la solita narrazione del mainstream mediatico ci presenta la disgustosa minestra riscaldata di un preteso valore sociale, di motivazioni profonde che starebbero alla base di comportamenti di per sé antisociali e pericolosi. Nessuna originalità, nessun desiderio di smetterla di belare come pecoroni che ripetono slogan preconfezionati o addirittura precotti.
Quanto vediamo in televisione e sul web a sostegno del viaggetto via mare dei valorosi della prima “Floppiglia” alla quale ne seguiranno altre, ancor più sfigate, è la sola espressione del dissenso di sinistra. Almeno accettassero responsabilmente quella tutt’altro che originale appartenenza… di partito!
Al nostro rimanere senza parole, si contrappone una verbosità sgrammaticata e ridondante di luoghi comuni sulla pace e sulla libertà che, guarda caso, sarebbero sempre altri a dover rispettare.
Il programma è questo: io faccio quel che voglio, metto a rischio l’incolumità di chiunque mi stia attorno, ma non accetto responsabilità e financo critica alcuna. Io, da libertario e paladino della sacrosanta autodeterminazione dei popoli, inneggio alla distruzione fisica di Israele e all’eliminazione fisica dei suoi capi eletti democraticamente, pur restando una persona civile e rispettabile. Altrettanto inesistente, per il perfetto libertario di mare o di piazza, il dubbio se così non si stia facendo il gioco di Hamas. Per non parlare dell’antisemitismo, dichiarato ed appalesato dai gesti inequivocabili dei nuovi paladini della libertà dei popoli.
Tertium non datur
Comunque la si voglia mettere, quali possano essere le sfumature pressoché irrilevanti, la questione mondiale sta virando sempre più verso le tinte forti dei grandi conflitti, quelle che vediamo nelle cartine sui libri di storia, coi pochi colori tra loro contrapposti. Perché, con buona pace degli espertoni, la storia di questo pianetino vassallo del Sole è densa di momenti cruciali nei quali bisognava scegliere da che parte stare, senza esitazioni e con tutte le conseguenze possibili derivanti dall’essersi schierati con questo o con quello, perché talvolta, come dicevano i classici, tertium non datur.
Come uscire da queste secche (per restare nell’ambito della navigazione)? Primo: affidarsi alle carte nautiche, nelle quali le secche di tutto il mondo sono ormai ben tracciate. Dal punto che precede deriva però la capacità di saperle leggere, quelle carte, e, perlomeno, di conoscere il punto esatto nel quale ci si trovi.
E qui casca il solito paziente e rassegnato asino: siamo certi che chi sbraita nelle piazze (ora non parlo di chi distrugge tutto, ma proprio di quelli che semplicemente urlano slogan) conosca l’esistenza delle carte nautiche, le sappia leggere e sappia fare il punto nave? Temo di no.
Buona navigazione e buon vento a tutti, anche se, dal suo odore acre, non sembrerebbe un vento di pace.
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


