Politica

Migranti illegali: numeri e costi sempre elevati. Speranza nella svolta Meloni-Ue

Bilancio 2025 e previsioni 2026 non proprio rosei: 66 mila arrivi e oltre 140 mila nei centri. Le nuove regole Ue dovrebbero accelerare i rimpatri (giudici permettendo) e dissuadere

migranti Meloni © CGinspiration tramite Canva.com
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“L’inverno è il momento più pericoloso per attraversare il Mediterraneo. Dona ora e aiutaci a tornare in mare”. L’appello è di SOS Mediterranee, l’ong che si definisce “organizzazione marittima e umanitaria attiva sulla rotta migratoria più letale al mondo, quella del Mediterraneo centrale”, ovvero quella che dalle coste dell’Africa, soprattutto dalla Libia e dalla Tunisia, porta in Italia.

La SOS Mediterranee

SOS Mediterranee chiedeva aiuto per riparare la Ocean Viking, la nave con cui dal 2018 intercetta le imbarcazioni che trasportano gli emigranti illegali, ne imbarca i passeggeri e li porta in Italia.

Danneggiata dalla guardia costiera libica, la Ocean Viking ha potuto riprendere le attività solo a fine anno. Il 31 dicembre ha subito preso a bordo 33 persone che viaggiavano sulla nave offshore Maridive 703 ed è arrivata a Savona il 5 gennaio. “Ne avremmo potuto salvare altre 135”, si rammarica l’ong: 75 che sono state riportate in Tunisia prima che la Ocean Viking potesse intervenire e altre 60, a bordo di un gommone, perché la guardia costiera libica glielo ha impedito. Lo scorso anno SOS Mediterranee ha portato in Italia 1.235 emigranti illegali.

I numeri del 2025

In tutto, via mare, ne sono arrivati 66.296. La buona notizia è che sono qualche centinaio in meno che nel 2024, quando erano stati 66.617, e soprattutto che, per il secondo anno, il numero degli arrivi è stato drasticamente contenuto rispetto agli anni precedenti: erano stati 105.131 nel 2022 e 157.651 nel 2023. Inoltre anche l’altra principale rotta che porta in Italia, via terra, quella dei Balcani occidentali ha registrato una consistente diminuzione del flusso: 11.862, meno 43 per cento.

È difficile prevedere l’andamento che avranno i flussi migratori illegali nel 2026. Dall’inizio dell’anno al 12 gennaio sono già sbarcati in Italia 229 emigranti illegali. Nello stesso periodo ne erano arrivati 375 nel 2025 e 749 nel 2024. Tutto va tentato per ridurli ancora, riportarli almeno ai numeri del 2018 (23.370) e 2019 (11.471).

Il numero comunque elevato di arrivi nel 2025 ha portato il totale degli immigrati illegali inseriti nel sistema di accoglienza italiano a ben 142.233, così suddivisi al 31 dicembre 2025: 292 negli hot spot, i centri di prima accoglienza in cui gli emigranti illegali vengono identificati e in cui di solito inizia l’iter della richiesta di asilo; 102.333 nei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), in cui i richiedenti asilo sono ospitati e assistiti durante il periodo, che può durare anni, necessario ad esaminarne la pratica e decidere se accoglierla o respingerla (con possibilità di ricorso in Cassazione in caso di diniego); 39.608 nel SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), in cui ai titolari di protezione internazionale sono offerti progetti personalizzati di integrazione della durata di sei mesi, prorogabili per altri sei.

I costi

I costi economici a carico dello Stato, e quindi della collettività, di questo grande apparato assistenziale creato per far fronte ai flussi migratori illegali sono enormi. Il diritto al gratuito patrocinio di cui godono gli immigrati illegali costa da solo decine di milioni di euro ogni anno. Nel biennio 2021-22 l’importo è stato pari a circa 71 milioni, in prevalenza per ricorsi a richieste di asilo respinte in sede di commissione territoriale. Nel 2024, ultimo dato disponibile, gli stranieri che hanno beneficiato a vario titolo del gratuito patrocinio sono stati 56.359 e sono costati 266,5 milioni. Per gli ospiti dei CAS il costo complessivo nel 2025 ha superato gli 1,5 miliardi. Un trattamento speciale è riservato ai minori non accompagnati per i quali lo Stato spende anche più di 100 euro al giorno, a seconda delle strutture e delle situazioni. Nel solo SAI più di 22.000 addetti sono necessari per gestire gli 868 progetti oggi attivi: 622 ordinari, 206 destinati ai minori non accompagnati, 40 riservati a persone con disagio mentale o disabilità.

Richieste d’asilo e Paesi sicuri

A far sperare, per il nostro Paese, c’è l’atteggiamento fermo del governo che cerca e trova soluzioni, per quanto ostacolato da tante forze avverse. Nell’Unione europea il fattore rilevante è l’affermarsi della constatazione che la maggior parte degli emigranti illegali non fuggono da guerre e persecuzione ed è quindi legittimo fermarli, respingerli, rimpatriarli.

“Le 33 persone soccorse stanno bene – informava sulle reti social SOS Mediterranee il 5 gennaio – e finalmente possono mettere piedi (e piedini) in un Paese sicuro, dove i loro diritti e i loro corpi non siano sistematicamente violati”. In realtà sono pochi gli emigranti illegali diretti in Europa che sono davvero in cerca di salvezza. Lo prova la percentuale sempre piccola, ogni anno, delle richieste di asilo accolte e, prima ancora, lo dimostrano i Paesi di provenienza.

Nel 2025, ad esempio, 20 dei 28 stati di origine della maggior parte delle persone arrivate in Italia non presentano condizioni estreme e generalizzate di insicurezza tali da giustificare una richiesta di asilo: per un totale di oltre 55.000 persone che, se hanno chiesto protezione internazionale, quasi sicuramente lo hanno fatto senza fondati motivi.

Prendendone finalmente atto, l’8 dicembre 2025 il Consiglio europeo ha approvato un accordo in materia di immigrazione nel quale, oltre a definire procedure e regole comuni per l’esame delle richieste di asilo e per i rimpatri, si indicano i criteri per l’individuazione di Paesi sicuri, valida oltre che per i Paesi di origine anche per quelli di transito e di riallocazione.

I primi, ai quali altri si aggiungeranno in seguito, sono Colombia, India, Bangladesh, Egitto, Kosovo, Marocco e Tunisia. Gli ultimi cinque figurano anche nell’elenco di 19 Paesi sicuri messo a punto dall’Italia nel 2024. Le nuove regole ammetteranno una procedura più rapida per valutare le richieste di asilo degli emigranti che provengono da un Paese sicuro o che hanno raggiunto l’Europa passando per un Paese sicuro e sarà possibile trasferirli in un Paese terzo, a sua volta sicuro, per esaminarle.

In sostanza, è quanto già prevede il Piano Albania elaborato dal governo italiano, bloccato dai giudici, e che adesso avrà maggiori probabilità di funzionare.

Deterrenza

Ma, fattore altrettanto importante, oltre a rendere più efficaci le misure di contrasto all’immigrazione illegale, le nuove regole stabilite dall’accordo europeo dovrebbero avere un effetto deterrente. L’obiettivo degli emigranti illegali che chiedono asilo, non perché profughi bisognosi di protezione, ma come espediente per non essere respinti, è raggiungere l’Europa e rimanerci. È per questo che pagano migliaia di dollari alle organizzazioni che effettuano i viaggi clandestini.

L’incertezza dell’esito, la prospettiva di essere rimpatriati o trasferiti in un Paese non europeo dovrebbe dissuaderne almeno una parte.

Nel 2025, su 154.717 emigranti arrivati in Europa, 22.145 provenivano dal Bangladesh, 20.164 dei quali entrati in Italia, e 16.445 dall’Egitto, 9.091 in Italia. Da Bangladesh, Egitto, Marocco e Tunisia, quattro Paesi sicuri, sono arrivati nel nostro Paese 31.892 emigranti, il 48,1 per cento del totale. Se si addizionano gli emigranti originari degli altri Paesi ritenuti sicuri dal governo italiano, la percentuale supera il 52,5 per cento

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