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La satira israeliana contro l’ipocrisia occidentale: il caso Eretz Nehederet

Gli sketch del programma satirico israeliano che ha preso di mira l’Onu, i giovani woke dei campus Usa e i media occidentali comprensivi con Hamas

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Eretz Nehederet

“Una risata li seppellirà”: sembra essere questo il motto che alimenta il programma satirico israeliano Eretz Nehederet (“Un paese meraviglioso”, tratto dal verso di una canzone utilizzata da Benjamin Netanyahu durante una campagna elettorale), che dal 2003 va in onda sui canali del gruppo televisivo Keshet.

Se da vent’anni il programma allieta il pubblico israeliano con sketch e battute divertenti che prendono in giro tutti i più importanti politici israeliani, senza fare sconti a nessuno, dopo il 7 ottobre il programma si è ampliato anche ad un pubblico globale, aggiungendo sketch in inglese. Al punto che hanno recentemente ospitato attori ebrei americani di fama internazionale, come Brett Gelman (apparso nella serie Netflix Stranger Things) e Michael Rapaport (apparso nelle sitcom Friends e My Name is Earl).

Le battute sull’Onu

In uno sketch, due attrici interpretano Sima Bahous e Sarah Hendriks, rispettivamente direttrice e vicedirettrice dell’agenzia Onu per la tutela dei diritti delle donne. Nel processare un terrorista di Hamas coinvolto nel 7 ottobre, il quale ha ammesso con fierezza di aver preso parte agli stupri e di averli anche filmati, decidono: “La commissione ha esaminato tutte le prove e non è stata violenza”. A quel punto, il terrorista incredulo chiede: “Ah no? E cosa è stato?”. Al che loro rispondono: “È stata rapesistance”, incrocio tra le parole “rape”, stupro, e “resistance”, resistenza.

Al terrorista incredulo, la finta Sarah Hendriks spiega che “è un atto di resistenza che si applica soltanto con le donne ebree”. “Mi piace rapesistence”, dice compiaciuta la finta Sima Bahous. Ma quando sembra che abbiano trovato il modo di non condannare le violenze di Hamas e il terrorista si alza per ringraziarle, questi commette l’errore di dire alle funzionarie: “Oggi avete un aspetto delizioso”. Al che queste si scandalizzano, indignate perché, nell’epoca del Metoo, l’apprezzamento di un maschio indigna più di uno stupro di guerra.

I giovani woke

Un altro sketch, intitolato Welcome to Columbia Untisemity, ha preso di mira gli studenti dei campus americani che hanno giustificato i crimini di Hamas e attaccato gli studenti ebrei. “Sosteniamo tutti coloro che sono Lgbtqh. Ovviamente la ‘H’ sta per Hamas, che è così trendy oggigiorno”, affermano i due attori che interpretano i tipici studenti woke della Generazione Z.

Il video ha ottenuto 11,5 milioni di visualizzazioni in meno di 24 ore, e ha ispirato uno scherzo telefonico fatto realmente dalla giornalista israeliana Racheli Rottner; questa ha chiamato il comitato di ammissioni di Harvard fingendosi la madre di un terrorista di Hamas, chiedendo se il figlio potesse ricevere una borsa di studio per “attivismo politico”.

Nemmeno la paladina svedese dei giovani ambientalisti Greta Thunberg è rimasta immune alle loro parodie. Dopo che questa ha preso posizione contro Israele, nello show si è visto un video dove viene fuori tutta l’incongruenza delle posizioni della giovane e dei suoi seguaci.

La BBC

Un altro bersaglio ricorrente dei comici di Eretz Nehederet è la BBC, attaccata da più parti per aver preso per vere senza verificarle le dichiarazioni di Hamas (come per l’ospedale Al-Ahli a Gaza, che dicevano essere stato colpito da Israele quando in realtà era stata la Jihad Islamica). In uno sketch, simulano l’intervista di un inviato della BBC al leader di Hamas nella Striscia Yahia Sinwar, definito dal giornalista “combattente e violentatore per la libertà”. Frignando, Sinwar si lamenta che “tutti i civili innocenti stanno fuggendo da Gaza e noi siamo rimasti senza scudi umani. È così ingiusto”.

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