A quasi cinque mesi dall’inizio del cessate il fuoco a Gaza, con il quale nonostante ci siano ancora vittime la situazione è comunque migliore rispetto a prima, non si ferma la macchina del fango messa in moto dopo il 7 ottobre contro Israele.
La bufala di Al Jazeera
Uno degli esempi più recenti riguarda una teoria diffusa da un servizio di Al Jazeera, secondo il quale durante la guerra Israele avrebbe letteralmente fatto “evaporare” 2.842 palestinesi con armi termobariche vietate dal diritto internazionale. Una teoria che risulterebbe ridicola, se non fosse che in Italia è stata ripresa da diversi giornali, come L’Unità e Il Fatto Quotidiano, nonché da figure con un ampio seguito sui social come Alessandro Di Battista e Rula Jebreal.
Alla luce della diffusione di certe teorie, che puntano a sconvolgere l’opinione pubblica per demonizzare Israele, vi è il fatto che ad Al Jazeera spesso viene attribuita un’autorevolezza che però viene smentita alla prova dei fatti: essa, infatti, non è una testata indipendente, ma l’emittente statale del Qatar, che la usa come strumento di soft power per veicolare la propria propaganda anche in Occidente.
Bufala smentita
Come ha spiegato il sito HonestReporting, la presunta inchiesta elenca tre munizioni prodotte negli Stati Uniti che avrebbero portato alla “scomparsa” dei corpi, sostenendo che Israele starebbe usando “armi termiche e termobariche proibite a livello internazionale”. Ma in realtà, nessuna delle tre munizioni elencate (MK-84, BLU-109 e GBU-39) è un’arma termobarica. Un esperto interpellato dal sito afferma che queste munizioni sono destinate ad essere utilizzate per abbattere strutture edilizie tramite un’onda d’urto, e presentano un funzionamento diverso rispetto alle armi termobariche, che rilasciano una nube di combustibile prima dell’esplosione.
Un altro esperto militare interpellato ha spiegato che per “vaporizzare” un corpo umano, tutti i tessuti dovrebbero raggiungere temperature talmente alte da trasformare l’acqua e ogni materia organica in gas: per vaporizzare completamente tale massa, servirebbe un apporto energetico ben maggiore rispetto a quello delle munizioni sopra citate.
Fonti poco attendibili
Da notare il fatto che le fonti interpellate da Al Jazeera sono quasi tutte affiliate o simpatizzanti di Hamas: Mahmoud Bassal, portavoce della difesa civile di Gaza, è anche un membro dell’ala militare di Hamas, impiegato nelle Brigate Izz-ad Din-al Qassam. Mentre il medico Munir al-Bursh, direttore del Ministero della salute di Gaza (anch’esso controllato da Hamas), in passato ha elogiato il “giornalista” Anas al-Sharif che, come molti inviati a Gaza, era legato all’organizzazione terroristica.
Al Jazeera ha intervistato sulla questione anche l’esperta legale Diana Buttu, la quale tuttavia in passato ha elogiato Hamas, oltre ad aver partecipato all’ultimo Al Jazeera Forum. Tra gli altri relatori, figuravano anche Francesca Albanese, il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi e l’influencer americano Guy Christensen, il quale ha gioito su TikTok per l’omicidio avvenuto nel maggio 2025 di due diplomatici israeliani a Washington.
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