Tutti convinti, ormai: i “nazisti” hanno vinto le elezioni in Sassonia Anhalt. Non si usano più metafore o reductio ad Hitlerum, si parla esplicitamente di neonazismo. Ma sappiamo davvero di cosa stiamo parlando?
Differenze dirimenti con il nazismo
Si invoca Karl Popper e il suo paradosso della tolleranza: se la democrazia tollera gli intolleranti, muore. Popper lo scriveva durante la Seconda Guerra Mondiale (ne “La società aperta e i suoi nemici”) pensando alla sua esperienza nell’Austria, annessa alla Germania nazista. La caratteristica del partito intollerante a cui il filosofo liberale pensava era soprattutto quella del partito-milizia. I nazisti, anche prima di arrivare al potere, erano armati. Così come erano armati anche i comunisti.
Il Partito Nazionalsocialista ottenne la maggioranza relativa alle elezioni del 1932 e del 1933, quando andò al governo, ma la sua ascesa fu violentissima, costellata di episodi di tentativi di golpe (nel 1923) e periodica guerriglia urbana, intimidazioni e omicidi.
La violenza è del tutto assente nel panorama politico tedesco. E questa è la prima caratteristica dirimente. Se un partito usa la violenza per imporsi, la risposta non può essere dialettica, la tolleranza estesa a tutti i partiti non ha più senso se l’interlocutore ti può uccidere. L’AfD non ha una sua milizia, non è un partito violento. Per cui lo si può affrontare, regolarmente, con le armi della dialettica e delle elezioni.
Il partito nazionalsocialista ha puntato, per prima cosa, al disarmo totale della popolazione. E fu una misura che in Germania, allora, venne accolta anche con sollievo, dopo una guerra civile (nel 1919), vari tentativi di colpi di Stato di destra e di sinistra e una violenza politica endemica. Ma fu il disarmo dei cittadini che permise ai nazisti e alle loro milizie di partito di imporre la loro violenza unilaterale contro i nemici interni.
I difensori americani del Secondo Emendamento citano sempre quel fondamentale passaggio iniziale del potere nazista, per sottolineare l’importanza della libertà di portare armi. L’AfD è più simile a questi americani di oggi che non ai nazisti di allora, considerando che nel suo programma viene promossa la legittima difesa, con queste argomentazioni:
Uno Stato liberale e costituzionale deve fidarsi dei suoi cittadini. Lo Stato deve convivere con il fatto che i suoi cittadini acquistano e possiedono legalmente armi. Lo Stato costituzionale deve garantire la libertà d’azione dei suoi cittadini e deve minimizzare qualsiasi interferenza con essa.
Il concetto esattamente opposto rispetto a quello dello Stato totalitario nazionalsocialista. Il regime nazista venne perfezionato con la concentrazione di tutto il potere in un partito e di tutto il potere del partito in un solo uomo. Era il principio Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer (un popolo, una nazione, un capo).
L’AfD è un partito nato contro la concentrazione di potere. Vuole più autonomia della Germania in Europa e più autonomia dei Land in Germania. Nel punto uno del programma leggiamo la loro concezione dello Stato:
Il governo dovrebbe servire i suoi cittadini, e non il contrario. Pertanto, solo il governo snello è un buon governo. Il governo dovrebbe semplicemente fornire un quadro in cui i suoi cittadini possano prosperare. Un’espansione costante e spesso guidata dall’ideologia delle funzioni governative ha raggiunto limiti finanziari e pratici, e rappresenta una minaccia ai diritti fondamentali di libertà dei suoi cittadini. Il governo ha assunto troppi compiti. È necessario concentrarsi su quattro funzioni classiche svolte dal governo: sicurezza interna ed estera, giustizia, relazioni estere e amministrazione finanziaria.
La remigrazione
È in questa ottica che va letto tutto il resto del programma. Compresa la “scandalosa” remigrazione, che è motivata comunque da fattori economici e legali, non da una discriminazione basata sul razzismo biologico, come nel nazismo classico. “Per decenni, le persone senza diritto all’asilo politico hanno avuto un incentivo chiave all’immigrazione nel sistema di welfare tedesco”. Quindi, semplicemente: “L’AfD vuole porre fine a questa mancata conformità allo Stato di diritto. Chiediamo che la Legge sul Rimpatrio venga rafforzata, semplificata e applicata in modo coerente”.
Quanto all’integrazione:
Il concetto di società multiculturale è fallito. Per vivere in pace con gli immigrati in futuro, l’integrazione è indispensabile. È l’unico modo per fermare l’ulteriore avanzamento di società parallele nel nostro Paese. Un’integrazione di successo richiede che gli immigrati di tutte le età acquisiscano una sufficiente padronanza del tedesco orale e scritto, rispettino e sostengano i nostri sistemi legali e sociali, e si guadagnino da vivere dopo un periodo ragionevole di tempo.
Nulla a che vedere con l’eliminazione delle “razze inferiori” dunque, ma un diverso, più rigoroso, percorso di integrazione.
Liberalizzazioni
La caratteristica principale del Partito Nazionalsocialista era, appunto: il socialismo. Un socialismo nazionale, non internazionale, ma sempre dirigista, con lo Stato alla testa delle attività economiche. Un sistema che, in una nazione dalle risorse limitate e dipendente dalle importazioni, era intrinsecamente espansionista: per catturare risorse (naturali, industriali e umane) con cui perpetuare ed espandere il sistema.
L’AfD, anche in campo economico, è l’opposto: punta alla liberalizzazione del mercato del lavoro (“eliminare tutte le leggi non necessarie”) al decentramento degli uffici di collocamento e avviamento al lavoro, alla defiscalizzazione delle famiglie. Gli unici aspetti socialisti o da destra sociale, riguardano il mantenimento del salario minimo e l’aiuto alle famiglie con figli.
Scienza e tecnologia
Nella Germania nazista, la scienza e la tecnologia erano completamente asservite al regime. Nel programma di AfD troviamo il concetto opposto:
L’AfD è impegnata nell’ideale educativo di Humboldt (Wilhelm, filosofo liberale di inizio Ottocento, ndr). La libertà di ricerca e insegnamento sono prerequisiti essenziali per il progresso scientifico. Pertanto, le università devono essere libere di decidere la natura e l’ambito dei corsi che offrono. La comunità scientifica deve essere protetta da regolamentazioni burocratiche dilaganti e la scienza deve essere libera da vincoli ideologici.
Politica filorussa
La politica estera di AfD è un problema che viene sollevato in modo ricorrente, soprattutto da quando è iniziata l’invasione russa dell’Ucraina. Ma va ricordato che la Germania, nel nuovo secolo, sia con governi socialdemocratici che con i governi democristiani di Angela Merkel, ha sempre impostato la sua politica estera sull’amicizia con la Russia. Uno scambio fatto di materie prime russe contro tecnologia e investimenti industriali tedeschi.
Purtroppo, nessuno, in Europa, a parte Paesi Baltici e Polonia, ha mai denunciato questa politica, che era continuata anche dopo l’invasione russa della Georgia (2008) e l’occupazione russa della Crimea (2014). Questo legame si è tardivamente e bruscamente interrotto nel 2022, ma l’AfD lo vorrebbe riprendere, per motivi economici (energetici) soprattutto, come se l’invasione russa dell’Ucraina non esistesse, o come se non interessasse la sicurezza della Germania.
Chi parte dal presupposto che la Russia non sia una minaccia per il resto dell’Europa centrale, ma solo per l’Ucraina, potrebbe anche dare ragione ad AfD: politica cinica, ma pragmatica. Chi invece (come chi scrive) ritiene che il regime di Putin sia una grave minaccia per la Nato, ritiene che la politica estera del partito della destra tedesca sia come minimo ingenua, esattamente come lo è quella di altri partiti che puntano all’appeasement con Putin, come il Movimento 5 Stelle in Italia. Che però non subiscono lo stesso grado di ostracismo.
In ogni caso, non è una politica nazista. Hitler, fin dal Mein Kampf, il suo manifesto, puntava alla conquista dell’enorme spazio euroasiatico e alla sottomissione delle sue popolazioni. L’AfD vuole rapporti di buon vicinato, più vicina a una Ost Politik del socialdemocratico Willy Brandt che non allo “spazio vitale” di Hitler.
Perché allora l’AfD viene considerato “neonazista”? Se al suo interno si sono infilati dei neonazisti, è compito della sicurezza tedesca (polizia e servizi) scovarli e punirli, perché il nazismo è illegale da ottant’anni. L’entrismo dei neo-fascisti nei partiti nuovi di destra è un fenomeno che conosciamo bene in Italia, è indubbio che anche in Germania i neo-nazisti abbiano le loro tattiche di dissimulazione ed infiltrazione.
Il punto è però un altro: finché il programma non ha nulla a che vedere col nazismo, vuol dire che anche i presunti nazisti entrati in AfD, non stanno cambiando il partito dall’interno, semmai sono finora loro che devono accettare un’altra filosofia politica.
La demonizzazione di AfD ha evidentemente un’altra causa: l’euroscetticismo. Siccome l’Ue è l’ultima religione laica riconosciuta, l’euroscetticismo è la peggiore delle eresie contemporanee. Ed è punita con l’accusa politica più infamante: “nazista”.
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