Esteri

La predica di Papa Leone a Lampedusa: ma da dove arrivano i migranti?

Quasi il 90% delle persone arrivate via mare dall'inizio dell'anno proviene da Paesi che non presentano condizioni di insicurezza e crisi tali da rendere credibili le richieste d'asilo. Oltre metà da Paesi sicuri

papa leone lampedusa
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A Lampedusa, il 4 luglio Papa Leone XIV ha rinnovato l’esortazione a prendere esempio dal buon samaritano della parabola di Gesù. Gli italiani devono comportarsi come lui con chi si presenta alle nostre frontiere senza documenti. Fugge da guerre, persecuzioni, fame, violenza. Deve essere accolto, non respinto.

Da dove arrivano

Ma chi arriva? Dal 1° gennaio 2026 al 6 luglio sono sbarcati in Italia 14.566 emigranti illegali. La buona notizia è che lo scorso anno nello stesso periodo ne erano arrivati molti di più: 31.113. La maggior parte degli emigranti, per un totale di 13.358 persone, sono originari di 15 Paesi. Di questi, solo due sono in guerra, il Sudan del Sud e il Sudan. Uno, l’Iran, perseguita duramente chi trasgredisce la legge islamica. Provengono da questi tre Paesi e hanno fondati motivi di chiedere asilo 1.732 persone, pari al 12,9 per cento del totale.

Degli altri 12 Paesi, tre – Somalia, Nigeria ed Eritrea – presentano situazioni che possono dar adito a discussioni in merito alla concessione o meno di protezione internazionale. La Somalia ha un governo inetto, da decenni tenuto in vita da finanziamenti miliardari e dalla costante protezione militare internazionale.

Estesi territori sono controllati da al Shabaab, un gruppo jihadista affiliato ad al Qaeda formatosi nel 2006, che vi impone l’osservanza rigorosa della legge islamica. Estromesso ormai da anni dalla capitale Mogadiscio, al Shabaab riesce tuttavia a mettervi a segno attentati per lo più dinamitardi, spesso suicidi, che colpiscono centri nevralgici e locali pubblici frequentati da militari, parlamentari e personale straniero di imprese, organizzazioni non governative e ambasciate.

Tuttavia gran parte della popolazione vive in condizioni ragionevolmente sicure. Più di tre milioni di somali sono sfollati, profughi entro i confini nazionali. I rifugiati sono circa 700.000, quasi tutti ospitati in Paesi vicini. Ma da diversi anni c’è un flusso costante di somali residenti all’estero, dell’ordine di decine di migliaia di persone, che ritorna volontariamente in patria, mentre un assai più esiguo flusso di persone lascia il Paese, principalmente per chiedere asilo in Europa e in America Settentrionale.

Incerto è anche il fondamento delle richieste di asilo degli emigranti che arrivano illegalmente in Italia dalla Nigeria. I due più pericolosi gruppi jihadisti, Boko Haram e Iswap, hanno ridotto notevolmente il loro raggio di azione, dopo il 2016 limitato al nord e soprattutto al nord est del paese. Un altro gruppo jihadista, Lakurawa, agisce nel nord ovest su un territorio ancora più piccolo.

Le bande di etnia Fulani, di fede islamica, colpiscono alcuni stati nella fascia centrale del Paese. Gran parte del territorio nazionale e degli oltre 240 milioni di abitanti della Nigeria non sono minacciati direttamente dal jihad. Circa 400.000 nigeriani sono rifugiati nei Paesi confinanti. Ma la Nigeria a sua volta ospita più di 140.000 rifugiati originari di 41 diversi Paesi.

Poi c’è l’Eritrea. Il regime eritreo è considerato uno dei più duri del mondo. Da quando il Paese è diventato indipendente dall’Etiopia, nel 1993, non è mai andato al voto. Il presidente Isaias Afewerki, leader militare della lunga guerra di indipendenza durata 20 anni, governa senza limiti al suo mandato. Le notizie dal Paese e anche quelle fornite dalla diaspora risultano a volte contraddittorie. Sta di fatto che si ritiene generalmente che la richiesta di asilo di un eritreo debba essere accolta.

I falsi eritrei

Così in giro per l’Europa circolano innumerevoli falsi eritrei, persone che hanno acquistato documenti d’identità eritrei o hanno rubato documenti e tessere di registrazione dell’Unhcr (l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati) eritrei.

Risulta che su piattaforme come ad esempio Tik Tok alcune delle organizzazioni criminali che trasportano gli emigranti illegali insegnino a “clienti” non eritrei come memorizzare punti di riferimento, tratti culturali e termini eritrei e quali storie inventare, che siano credibili, da presentare alle autorità dei Paesi in cui chiedono asilo per far credere di essere eritrei.

Riassumendo, l’87 per cento delle persone arrivate in Italia via mare dall’inizio dell’anno (11.626 persone) provengono da Paesi che non presentano condizioni di insicurezza e crisi tali da rendere credibili la loro richiesta di asilo.

La maggior parte da Paesi sicuri

Cinque dei Paesi da cui provengono più emigranti illegali in effetti sono stati inclusi dal nostro governo nell’elenco dei “Paesi sicuri”, per i quali in Italia sono previste procedure più veloci di accertamento e valutazione delle richieste d’asilo proprio in ragione del fatto che si tratta di Paesi che non presentano situazioni critiche. Sono: Bangladesh, da cui dall’inizio dell’anno sono già arrivate 4.249 persone, Algeria, 1,106 arrivi, Egitto, 922, Tunisia, 626, e Costa d’Avorio, 216: in totale 7.119 persone pari al 53,3 per cento.

Due altri ordini di dati relativi alle persone arrivate nel nostro Paese via mare nei primi sei mesi dell’anno sono rilevanti. Dall’inizio del 2026, in linea con quanto avvenuto negli ultimi anni, una percentuale elevata di emigranti illegali proviene dall’Asia: 5.617 su 13.358, vale a dire poco più del 42 per cento. Secondo dati dell’Unhcr che considera un maggior numero di Paesi la percentuale sale al 44 per cento. È quindi un errore concentrare attenzione e sforzi di contenimento degli arrivi sull’Africa.

Il secondo dato rilevante è che 10 dei 15 Paesi di origine della maggior parte degli emigranti illegali che sono sbarcati in Italia dall’inizio dell’anno sono Paesi islamici: Bangladesh, Somalia, Sudan, Pakistan, Algeria, Egitto, Tunisia, Mali, Iran, Guinea Conakry. Arrivano da quei Paesi 11.824 emigranti, pari al 88,5 per cento. Altri due Paesi, Nigeria e Costa d’Avorio, hanno una popolazione per metà circa musulmana e per metà cristiana.

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