Esteri

Mar Rosso, Crosetto libera la Marina per difendere gli interessi italiani

L'annuncio del ministro agli armatori: le navi italiane passeranno per Bab-el-Mandeb senza aspettare le burocrazie Ue. Stretto indispensabile ma la missione Aspides è paralizzata dalla incompetente Kallas

navi militari nel mar rosso michele mari premio strega
Aggiungi nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google CLICCA QUI

In un cheto pomeriggio settembrino, veniamo sorpresi da una notizia fulminante. Guido Crosetto che dice: “passaggio di navi italiane per Bab el-Mandeb senza attendere Ue”. Con parole volitive e, speriamo, veritiere. Lo speriamo vivamente.

Aspides

Nel Mar Rosso è già attiva una missione unionale, Eunavfor Aspides, alla quale attualmente partecipano una fregata italiana (FREMM Bergamini), una greca (Hydra), una francese (Provence), un cacciamine belga.

Dal 15 luglio scorso, il Comando strategico militare ed il Comando tattico in teatro sono greci (entrambi, al contrammiraglio Vasileios Gryparis). Ma operano sotto il controllo politico e la direzione strategica del Comitato politico e di sicurezza (PSC), presieduto dall’Alta rappresentante, l’infame Kaja Kallas. La quale può modificare piano operativo e regole d’ingaggio.

Ciò che ella ha appena fatto, alzando il livello di allerta delle “sue” navi. Sicché il contrammiraglio greco avrebbe preso a centellinare le proprie autorizzazioni alle missioni di scorta al naviglio mercantile. Con il risultato che, alla nostra FREMM Bergamini, è stato ordinato di starsene al molo a Gibuti, mentre almeno una dozzina di navi mercantili italiane, le quali hanno chiesto la scorta, attendono invano.

Il Mar Rosso

È in questo contesto, che Crosetto ha tenuto il proprio discorso, di fronte agli armatori riuniti a La Spezia, nella quarta edizione del Forum Risorsa Mare. I quali, pare gli abbiano fatto ben presente quanto l’ultima trovata della sempre più infame Kaja Kallas rischi di segnare – via costo dei noli e delle assicurazioni – la pratica chiusura di una via d’acqua indispensabile all’economia italiana.

Come sa perfettamente Marina Militare, la quale fonda la propria pianificazione strategica sul concetto di Mediterraneo Allargato, Mediterraneo Allargato la cui prima componente è precisamente il Mar Rosso: i nostri ammiragli sanno perfettamente che, se Marina Militare non interviene nel Mar Rosso, tanto vale non avere alcuna Marina Militare. La buona notizia è che lo sa pure il ministro Crosetto. Al quale, dopo tante critiche, siamo ben lieti di rivolgere il nostro umile encomio.

L’Italia liberata

Crosetto ha usato parole virili: “ho deciso col Capo di Stato Maggiore, venendo qua oggi … di non aspettare che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno, come possono passare o meno”. Aspides, cioè il povero contrammiraglio greco, povero in quanto tenuto ad obbedire a Bruxelles.

Materialmente, uscendo FREMM Bergamini dalla missione e rimettendola sotto comando nazionale: in modo che possa fare il proprio lavoro di scorta, come piace a noi. Anziché non farlo, come piace alla infame estone.

Facciamo da soli

Crosetto ha aggiunto: “siamo in grado con la nostra Marina di garantire il passaggio di Bab-el-Mandeb e con il nostro comparto dei servizi di avere informazioni, condividerle con le forze armate, perché così si lavora per fortuna in Italia”. Una prima frase densa di significati.

Primo, “siamo in grado” ha per oggetto noi italiani. Ossia, facciamo da soli. Parole che tanti di noi hanno atteso veramente tanto tempo. Finalmente, sono state pronunciate. Alleluja!

Secondo, “siamo in grado … con il nostro comparto … dei servizi di avere informazioni, condividerle con le forze armate, perché così si lavora per fortuna in Italia”. Ossia, l’accusa a Bruxelles di aver deciso non sulla base delle informazioni disponibili.

Bensì, in base alle proprie uggie o, peggio, a propri intressi altri: magari non distrarre un ghello dalla guerra in Ucraina; più probabilmente, tagliarsi i testicoli pur di non stabilizzare il quadrante vicino orientale. D’altronde, cosa mai vorrà mai saperne una estone e protestante che viene dal gelido Baltico, di ciò che accade giù qui da noi?! Soprattutto, perché mai una estone nemica dichiarata dell’amministrazione americana dovrebbe muovere un dito per dare una mano a Trump?!

Il sonno altrui

Un terzo punto di scontro è emerso oggi, quando Crosetto ha fatto sapere a Reuters che non gli basterebbe che Aspides rilasci le regole di ingaggio: “After what I said, something moved within Aspides, but we need more ships. Abbiamo bisogno di più navi. Precisamente ciò che vogliono gli americani.

E precisamente ciò che gli europei odiatori di Trump rifiutano: “The only nations really supporting are Italy and Greece”. Il che non è esatto, visto che ufficialmente risulta assegnata pure una fregata francese. Ma è certo un modo di indicare a dito quali Paesi stanno dietro le scellerate decisioni della infame estone.

Una potenza navale

Le tre osservazioni di Crosetto fanno la gioia di chi, come noi, vede nel sogno federalista, europeo ad anti-americano, solo un modo per ferire e, se possibile, uccidere gli interessi della nostra povera Italia.

Povera, ma non poverissima, come ricorda con energia il Crosetto: per il mare “passa gran parte ancora dell’economia del mondo (quasi il 90 per cento dei traffici di merci passa per mare). E, all’interno di questo di questa ricchezza, il ruolo dell’Italia è fondamentale. Il ruolo delle navi da trasporto italiane“. Ossia degli armatori, ai quali il discorso era rivolto.

Armatori, fra i quali egli è ben attento ad esplicitamente includere MSC (Mediterranean Shipping Company), dal 2022 la prima compagnia di navigazione cargo al mondo: “poi magari i proprietari siano diventati svizzeri per motivi fiscali, ma i dipendenti arrivano tutti da Napoli. Ecco quelli che per parlare della più grande al mondo, ma per e di tutte le altre da Grimaldi a Messina e di tutte gli altri operatori che operano e continuano a operare nel mare”.

Oggi che tutti si preoccupano di inflazione, ma se ne rendono conto che la chiusura del Mar Rosso è un potentissimo vettore di inflazione?! Infatti, così Crosetto: “si bloccano uno stretto, il petrolio sale, le merci arrivano in ritardo, i costi aumentano sulla tavola di ognuno di noi, nelle case di ognuno di noi, la crisi entra”. Perfetto.

E che ci sta a fare Marina Militare, se non a proteggere proprio le loro navi?! Infatti, così il buon Crosetto: “questo pezzo di sicurezza che è collegato al mare è in gran parte affidato alla Marina, alla Marina Militare Italiana”. Alla Régia.

Chigi e Quirinale

Continua il ministro, dicendo: “probabilmente ci attiveremo in modo tale che le navi italiane possano passare e iniziare a passare senza aspettare che la burocrazia europea si sommi alla nostra, per ritardare i tempi”.

Il piccolo “ho deciso” col quale ha cominciato il discorso, verrà messo a confronto con il mandato parlamentare esistente e con le volontà degli altri poteri che, in materia, hanno potere. Ciò è naturale.

Ma, con queste parole, il ministro ha ben squadernato come ogni eventuale intoppo non dipenderà da lui, o dal Capo di Stato maggiore, o dalla Marina … bensì da altri centri di potere. I quali non possono essere altri che Quirinale e Chigi. Definirli “burocrazia” è un modo elegante per segnalarne la vischiosità e non indicarli a dito.

Noi non sappiamo cosa ne pensi Meloni, la quale non ha fatto cenno alla questione, nel proprio discorso introduttivo al convegno. A coprirla, può essere servito anche il piccolo “ho deciso col Capo di Stato Maggiore, venendo qua oggi”, detto dal ministro. Ma non sappiamo se a coprirla soltanto, oppure se veramente Meloni non ne fosse informata.

Non lo sappiamo, ma lo scopriremo presto: se le cose non andranno come annunciato dal ministro, sapremo che la colpa non sarà stata sua.

Conclusioni

Insomma, era da tempo che aspettavamo di poter fare un complimento al ministro Crosetto. Finalmente, l’occasione è giunta e ben volentieri ci prestiamo. Perdonandogli il passaggio riferito alla nostra mancata partecipazione alla riapertura dello Stretto di Hormuz: “altre crisi internazionali su cui non possiamo intervenire con le nostre forze armate”, ha detto al convegno. Oggi è giorno di festa, non di recriminazioni.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).