Prima ancora che la storia della Global Sumud Flotilla giungesse al termine, tra il blocco imposto dall’esercito israeliano e la scoperta che non c’erano veri aiuti umanitari a bordo, era già chiaro a chi aveva gli occhi per vedere che si trattasse di una missione poco trasparente: lo ha dimostrato l’allontanamento dalla Flotilla della giornalista de La Stampa Francesca Del Vecchio, così come l’esclusione del quotidiano Il Tempo dalla conferenza stampa che gli organizzatori avevano tenuto in Senato a Roma.
Proprio la portavoce della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, già prima di respingere l’appello alla prudenza di Sergio Mattarella, aveva dimostrato di essere una figura ambigua e poco incline al dialogo.
Giustificazioni del 7 Ottobre
In passato la Delia ha giustificato le atrocità del 7 Ottobre. Nel dicembre 2023, ospite di un incontro tenutosi a Sassari e intitolato Disertare è lottare – disertare per combattere. Un nuovo internazionalismo per la Palestina, ha affermato:
Certo è stato un fatto traumatico e molto di quello che c’è dietro al 7 ottobre ancora non lo sappiamo, ma ha costretto il mondo a guardare in faccia la brutalità rappresentata dall’occupazione israeliana e ha gettato le basi per la possibilità di un nuovo internazionalismo che, partendo dall’appoggio alla Palestina, possa approdare ad una generale battaglia per l’autodeterminazione di tutti i popoli costretti entro perimetri sociali, politici, economici e culturali che non hanno deciso.
Oltre a lei, l’evento ospitava anche lo scrittore Filippo Kalomenidis, che in un libro pubblicato nel 2024 ha esaltato gli attacchi di Hamas del 7 Ottobre, da lui definiti “una rivoluzione”. Mentre la Delia, in un post pubblicato nel giugno di quest’anno (successivamente cancellato, ma del quale si può ancora trovare in rete lo screenshot), esprimeva una “sconfinata ammirazione” per quei palestinesi che uccidono i soldati israeliani.
Attacchi alla Lega
Già militante dell’associazione filopalestinese ISM (International Solidarity Movement) e vicina a Vittorio Arrigoni, attivista filopalestinese ucciso a Gaza nel 2011 da jihadisti salafiti, prima che l’attuale governo Meloni decidesse di far scortare la Flotilla da una nave della Marina militare italiana, la Delia si era distinta anche per i suoi attacchi sui social contro la destra italiana.
Come rivelato dal quotidiano La Verità, il 27 maggio 2019, dopo il successo della Lega alle elezioni europee di quell’anno, l’attivista scriveva in un post che avrebbe ricordato quella data “come il giorno in cui aprimmo gli occhi all’alba della consacrazione di una destra folle e violenta, sregolata, senza alcun rispetto nei confronti dei più basilari diritti umani, incompetente, capace solo di un buon marketing elettorale a suon di slogan da nuovo ventennio”.
Se la prendeva inoltre con gli italiani che avevano votato Matteo Salvini:
La vostra pigrizia, il vostro ingurgitare come oro colato tutta la m… che vi viene fatta digerire facendovela passare per caviale, la vostra incapacità di giudizio, l’aggressività che covate nei confronti dei più deboli, la vostra nauseabonda visione fascista e razzista del mondo, vi si ritorceranno contro come un boomerang. E io vivrò in attesa di quel giorno. Proprio qui. Sono la vostra vicina di casa, sono in coda dietro di voi al supermercato, sono seduta di fianco a voi sull’autobus, sono quella che non vi perderà mai di vista. E farà in modo che quel boomerang non tardi ad arrivare.
Esultanza per la morte di Berlusconi
Oltre ad attaccare gli elettori leghisti, la Delia ha anche gioito pubblicamente per la morte di Silvio Berlusconi, come ha rivelato la testata Esperia: il 12 giugno 2023, giorno in cui l’ex premier è scomparso, ha scritto sui social:
Il 14 giugno scenderò in strada con champagne, trombetta e coriandoli, perché se la morte si dice che vada rispettata per tutti, io dico che anche i cittadini di questo Paese meriterebbero più rispetto e, certamente, non di dover vivere (oltre a tutto il resto) anche la vergogna nauseabonda dell’istituzione di una giornata di lutto nazionale per un losco figuro come Silvio Berlusconi.
Questo non è stato il suo unico post sull’argomento quel giorno. In un altro, scriveva: “Al primo: ‘Ma ha fatto anche cose buone’, scatenate l’inferno. #Berlusconi”. Per ironia della sorte, in qualità di portavoce della Flotilla non ha disdegnato di apparire sulle emittenti Mediaset che a suo tempo furono proprio di Berlusconi, ad esempio in programmi come È sempre Cartabianca e Mattino Cinque.
Due pesi e due misure
Non si può fare a meno di notare l’applicazione di un doppio standard da parte di Maria Elena Delia, tale per cui il nazionalismo palestinese viene esaltato in nome della cosiddetta “autodeterminazione di tutti i popoli”, mentre il nazionalismo italiano (per non dire il nazionalismo ebraico, ovvero il sionismo) vengono etichettati a priori come fascisti e razzisti.
Questo modo di pensare è tipico di una certa sinistra terzomondista, tradizionalmente ostile ai nazionalismi dei popoli occidentali ma vicina a quelli dei popoli non occidentali.
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