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	<title>Salute e sanità</title>
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	<description>Il giornale di Nicola Porro</description>
	<lastBuildDate>Sat, 03 Oct 2026 09:00:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Sanità, il medico di base te lo scelgono loro. Ma la legge dice altro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 15:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanitò]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si riapre il tema della libera scelta del medico di base: una battaglia che Alister porta avanti da anni e che, secondo una sentenza del Consiglio di Stato, tutela un rapporto fiduciario che non può essere imposto dalla burocrazia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/sanita-il-medico-di-base-te-lo-scelgono-loro-ma-la-legge-dice-altro/">Sanità, il medico di base te lo scelgono loro. Ma la legge dice altro</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha un seguito interessante il mio articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-sanita-versione-marchese-del-grillo/" target="_blank" rel="noopener">La Sanità versione Marchese del Grillo.</a> Ha attratto l’attenzione sia di una benemerita associazione triestina – <strong>Alister</strong> (Associazione per la libertà di scelta delle terapie mediche) – sia dell’Assessore alla Sanità in regione Fvg, Riccardo Riccardi.</p>
<p>Era successo che, al momento della mia scelta del medico di base, l’Azienda sanitaria si rifiutava di consentirmi di avere una qualche voce in capitolo nella scelta medesima. In buona sostanza, la posizione dei burocrati era: o accetti quello che diciamo noi o resti senza medico di base. Da qui il mio articolo evocativo del Marchese del Grillo. Prima ancora dell’articolo, l’associazione Alister, venuta a conoscenza della vicenda, <strong>s’era premurata di protestare presso l’Assessore,</strong> osservando che quell’imposizione, in essere non certo solo per me ma per tutti i cittadini, era semplicemente inaccettabile.</p>
<p><strong>L’assessore Riccardi,</strong> però, non aveva atteso né le proteste né l’articolo ma, informato del sopruso, s’era industriato a intervenire e non lo faceva passare. Per farla breve, vengo messo in carico a uno dei dottori che avevo indicato nella domanda di assegnazione del medico di base. Chiusa bene (per me) la vicenda, mi corre l’obbligo di manifestare due ringraziamenti e una considerazione.</p>
<p>Il primo ringraziamento va all’associazione Alister, per essersi spontaneamente prodigata: lo hanno fatto non solo con me ora, ma in altre occasioni, soprattutto durante gli sciagurati eventi nella pandemia, in difesa di altri cittadini, vittime delle inefficienze – chiamiamole genericamente così – del sistema sanitario. Il secondo ringraziamento va all’Assessore, che ha dimostrato – <strong>rara avis tra i politici</strong> – di prendere con serietà il proprio ruolo, di essere competente e, soprattutto, pragmatico, orientato verso la risoluzione dei problemi. Queste doti non sempre pagano; anzi, di solito, le buone azioni non restano impunite, ma questa è un’altra storia.</p>
<p>E vengo alla considerazione che è, più che altro, un appello congiunto all’Assessore e all’Azienda sanitaria. <strong>La sanità nell’area Giuliana ha gloriose tradizioni.</strong> Solo per esemplificare, penso all’Ospedale infantile Burlo-Garofalo, voluto dalla borghesia triestina dell’Ottocento col preciso scopo di sottolineare il proprio coinvolgimento nella promozione dello stato sociale, inaugurato alla presenza della principessa Sissi, e ancora oggi fiore all’occhiello della sanità italiana.</p>
<p>Voglio cogliere l’occasione, e possibilmente ringraziare a nome di tutti i bambini che hanno curato, per rammentare alcuni nomi d’oggi che hanno fatto<strong> la gloria del Burlo di Trieste</strong>: i dottori Gabriella Clarich, Luigi Paduano, Stefano Pensiero, mani d’oro della chirurgia odontoiatrica, interna e oculistica; e Giorgio Tonini, non solo medico ma anche scienziato di prim’ordine. E, ultimo ma non ultimo, il professore di pediatria Franco Panizon che, quando dal secondo governo Berlusconi fui nominato coordinatore del Comitato scientifico dell’Agenzia nazionale per l’Ambiente, fortissimamente volli – e ottenni – membro di quel comitato: non m’importava che Panizon, medico di rara umanità, fosse di sinistra; mi bastava che fosse quanto di meglio potevo sperare di avere, in quel comitato, a tutelare i rischi alla salute dei bambini.</p>
<p>Poi, al governo della Regione arrivarono i sinistri ottusi. Non voglio ora polemizzare con costoro. Credo basti rammentare le parole che <strong>Debora Serracchiani pronunciava nel giugno 2014:</strong> «Abbiamo bisogno di una riconversione di posti-letto, tenuto conto che quelli per casi acuti sono utilizzati troppo poco, al 50%. In questo modo rispetteremo i parametri del Governo centrale [Governo Monti del 2012, ndr] sul rapporto fra popolazione e posti-letto». L’obiettivo era di portarli a 3 per 1000 abitanti. E fu centrato: in FVG, nel 2010 erano 4. Non dico altro: in Germania sono 8 e in Corea del Sud sono 12 per 1000 abitanti.</p>
<p>Allora, assessore Riccardi, faccia vedere ai cittadini Giuliani la differenza tra quando governate voi e quando governa la sinistra. Siete stati già elogiati in queste pagine, non deludeteci. Riunisca i burocrati ai vertici dell’Azienda e glielo dica: Il contribuente che paga il nostro stipendio deve già sopportare tante cose, dalle lunghe liste d’attesa ai disservizi vari, che non sempre dipendono da noi. Ma una cosa non possiamo negargliela: che abbiano voce in capitolo nella scelta del medico.</p>
<p><strong>E non ditemi che la legge non lo consente:</strong> la sentenza 1555/23.02.21 del Consiglio di Stato stabilisce chiaro e tondo che: «il diritto alla libera scelta del Medico deve necessariamente prevalere su ogni contraria disposizione di fonti non idonee a introdurre disposizioni normative e cogenti erga omnes, quale l’Accordo collettivo nazionale»; e ancora: «il rapporto medico-paziente è un rapporto fiduciario avente per oggetto diritti strettamente personali, assoluti e incomprimibili concernenti la vita e la salute».</p>
<p>Non è difficile garantire questo diritto al cittadino: al momento della scelta, indichi questi 3 o 4 medici, presentando la dichiarazione di almeno uno disponibile ad accoglierlo; l’Azienda assegni quindi senz’altro uno dei medici suggeriti dal paziente. Facile, no? <strong>Basta volerlo e non costa nulla.</strong> Tanto più che l’imposizione unilaterale è illegittima, e in contenzioso l’Azienda uscirebbe sconfitta: nessuno può imporre un medico contro il volere del paziente.</p>
<p>Franco Battaglia, 3 ottobre 2026</p>
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		<title>L&#8217;arroganza delle virostar che querelano mi suscita conati di vomito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Lottieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 18:20:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi è stato detto che ci sono alcuni dei protagonisti della pandemia (quelli che allora imperversavano in televisione e dettavano la linea ai governanti, che ci rinchiusero in casa e ci imposero somministrazioni di farmaci) che ora stanno denunciando a destra e a manca chi li insulta sui social. L’obiettivo è vincere cause su cause [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è stato detto che ci sono alcuni dei protagonisti della pandemia (quelli che allora imperversavano in televisione e dettavano la linea ai governanti, che ci rinchiusero in casa e ci imposero somministrazioni di farmaci) che ora stanno denunciando a destra e a manca chi li insulta sui social. L’obiettivo è vincere cause su cause e in questo modo <strong>ottenere grandi somme di denaro</strong> da quanti inveiscono contro di loro.</p>
<p>Insultare non è una bella cosa.</p>
<p>Nulla, però, a confronto della violenza esercitata da quanti <strong>hanno leso i diritti fondamentali</strong> (usando ogni sorta di menzogna) di chi semplicemente rivendicava e rivendica la libertà di curarsi e non curarsi. L’arroganza di questi tronfi e dogmatici campioni del nulla può solo suscitare conati di vomito.</p>
<p>Carlo Lottieri, 29 settembre 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/larroganza-delle-virostar-che-querelano-mi-suscita-conati-di-vomito/">L&#8217;arroganza delle virostar che querelano mi suscita conati di vomito</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Cosa dicono i dati Istat sui morti da vaccino</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/cosa-dicono-i-dati-istat-sui-morti-da-vaccino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 19:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[no vax]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle ondate del 2020 all'andamento delle patologie circolatorie: l'analisi dei numeri ufficiali per capire cosa è davvero successo alla mortalità in Italia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/cosa-dicono-i-dati-istat-sui-morti-da-vaccino/">Cosa dicono i dati Istat sui morti da vaccino</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono argomenti sui quali le percezioni rischiano di diventare più forti dei fatti. Uno di questi riguarda le morti improvvise e cardiovascolari negli anni della pandemia e della vaccinazione contro<strong> il Covid-19.</strong> Anch’io sono partito da una percezione: quella di sentire parlare più frequentemente di persone colpite da infarti, arresti cardiaci o morti improvvise. Ma una percezione, anche quando nasce da esperienze reali, non costituisce una statistica. Due, tre o dieci casi che avvengono intorno a noi non ci dicono che cosa stia accadendo a sessanta milioni di italiani. Per questo ho deciso di fare una cosa molto semplice: <strong>andare a vedere i numeri.</strong></p>
<p><strong>I dati definitivi dell’ISTAT sulle cause di morte</strong> mostrano innanzitutto che l’aumento della mortalità non nasce con la vaccinazione. Nel 2020, quindi prima dell’avvio della campagna vaccinale di massa in Italia, i decessi complessivi furono 746.324, ben 108.496 in più rispetto alla media 2015-2019. Nello stesso anno morirono 227.350 persone per malattie del sistema circolatorio.</p>
<h2>MALATTIE DEL SISTEMA CIRCOLATORIO – ITALIA</h2>
<p>Media 2018-2019: <strong>221.452 decessi</strong><br />
2020: 227.350 decessi<br />
2021: 217.523 decessi<br />
2022: 222.717 decessi</p>
<p>Fonte: ISTAT, Cause di morte in Italia, anno 2022.</p>
<p>Questi numeri sono particolarmente interessanti. Nel 2020, prima della vaccinazione di massa, le morti per malattie circolatorie erano aumentate rispetto alla media 2018-2019. Nel 2021, anno della grande campagna vaccinale,<strong> scendono invece a 217.523</strong>, cioè sotto il livello del biennio precedente la pandemia. Nel 2022 risalgono a 222.717, sostanzialmente nell’ordine di grandezza del 2018-2019.</p>
<p>Naturalmente questo non dimostra che i vaccini abbiano ridotto le morti cardiovascolari, esattamente come un eventuale aumento non dimostrerebbe da solo che le abbiano provocate. <strong>Una successione temporale non è una prova di causalità</strong>. C’è poi un secondo elemento che impedisce conclusioni semplicistiche.</p>
<p>L’ISTAT utilizza i tassi standardizzati per età proprio per eliminare, per quanto possibile, l’effetto dell’invecchiamento della popolazione. Nel 2021 il tasso standardizzato di mortalità per tutte le cause <strong>era ancora dell’8,6% superiore alla media</strong> 2018-2019; per le malattie del sistema circolatorio era pari a 26,7 decessi ogni 10.000 abitanti.</p>
<p>Nel 2022 il tasso complessivo rimane superiore del 9,6% alla media 2018-2019. Tra le patologie circolatorie, però, le diverse componenti si muovono in <strong>direzioni differenti:</strong> rispetto al 2021 diminuisce dell’1,8% il tasso per le malattie ischemiche del cuore, mentre aumenta del 4,4% quello relativo alle “altre malattie del cuore” e dello 0,8% quello delle malattie cerebrovascolari. È proprio questo il punto che spesso scompare nella discussione pubblica: non esiste un unico numero chiamato “morti cardiache” che permetta di stabilire automaticamente una causa.</p>
<p>Anche l’espressione<strong> “arresto cardiaco” va maneggiata con attenzione.</strong> Nelle statistiche sulle cause di morte interessa soprattutto la causa iniziale del decesso, individuata attraverso le informazioni contenute nella scheda compilata dal medico. L’arresto cardiaco può rappresentare l’evento terminale di condizioni patologiche molto differenti e non equivale necessariamente alla causa iniziale registrata statisticamente.</p>
<p>I numeri ISTAT che abbiamo esaminato non mostrano, a livello aggregato, un’esplosione della mortalità cardiovascolare coincidente con l’inizio della vaccinazione Covid. <strong>Mostrano invece una situazione assai più complessa</strong>: un forte aumento della mortalità generale già nel 2020, variazioni differenti delle singole patologie negli anni successivi e livelli di mortalità complessiva ancora superiori a quelli pre-pandemici nel 2021 e nel 2022.</p>
<p><strong>Questo non significa affermare che un vaccino non possa avere effetti avversi,</strong> né consente di stabilire la sicurezza di un vaccino attraverso queste sole statistiche. Significa una cosa molto più circoscritta: questi dati di mortalità non sono sufficienti per attribuire ai vaccini un aumento dei decessi cardiaci. Per stabilire un rapporto causale servono studi epidemiologici che confrontino popolazioni vaccinate e non vaccinate, età, sesso, tipo e numero di dosi, infezioni pregresse, patologie concomitanti e intervallo temporale dall’esposizione.</p>
<p>Sono partito da una domanda senza sapere quale risposta avrei trovato. <strong>So che queste conclusioni possono non piacere a molti</strong>. Ma i numeri che ho trovato sono questi. E se una verità non coincide con ciò che pensavo prima di cercarla, il compito di un giornalista non è cambiare i numeri: è cambiare la propria conclusione.</p>
<p>Massimo Martini, 23 settembre 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/cosa-dicono-i-dati-istat-sui-morti-da-vaccino/">Cosa dicono i dati Istat sui morti da vaccino</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>La denuncia del dottore: &#8220;Italiani senza medico di base. Gli stranieri invece sì, e neppure pagato&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/la-denuncia-del-medico-italiani-senza-medico-di-base-gli-stranieri-invece-si-e-neppure-pagato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 14:31:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattordicenni rimbalzati, burocrazia infinita e regole assurde: viaggio nell'inferno del Servizio Sanitario Nazionale che discrimina i cittadini</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-denuncia-del-medico-italiani-senza-medico-di-base-gli-stranieri-invece-si-e-neppure-pagato/">La denuncia del dottore: &#8220;Italiani senza medico di base. Gli stranieri invece sì, e neppure pagato&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è qualcosa di magnificamente kafkiano nella sanità italiana. Nella sanità italiana può succedere anche questo: un ragazzo ha bisogno del <strong>medico</strong>, il medico esiste, abita magari a pochi passi da lui, ma il sistema risponde: <strong>«Spiacenti, massimale raggiunto».</strong> Il caso di Varese, riportato del <em>Fatto Quotidiano</em> — quello in cui un quattordicenne italiano è rimasto senza medico di famiglia — è solo la punta dell&#8217;iceberg. Sotto c&#8217;è una questione molto più grande: <strong>che cosa significa oggi essere assistiti dal Servizio sanitario nazionale?</strong></p>
<p>Per capire cosa sta succedendo davvero alla medicina territoriale parliamo con <strong>Andrea Mangiagalli,</strong> medico di medicina generale da 32 anni, fondatore e presidente di LAMG e osservatore privilegiato del progressivo deterioramento del SSN lombardo.</p>
<p><strong>Dottore, a Varese un quattordicenne italiano è restato senza medico perché “il dottore aveva raggiunto il massimale dei 1.500 pazienti”. Che significa, ci sono categorie che vengono privilegiate?</strong><br />
Il caso di Varese è un esempio paradigmatico di come funziona oggi il SSN. Nonostante la maggior parte dei MMG abbia raggiunto e largamente superato il massimale, è praticamente impossibile per un cittadino italiano residente nel paese dove esercita lo stesso poter essere iscritto anche con deroga magari in quanto figli o coniugi del paziente, mentre per gli stranieri con permesso di soggiorno in scadenza questo vincolo di fatto non esiste. Vengono infatti iscritti in sovrannumero e senza essere retribuiti al MMG.</p>
<p><strong>Come è possibile?</strong><br />
Gli stranieri vengono considerati “temporanei”, probabilmente nel supposto pensiero che non abbiano necessità cliniche rilevanti (si tratta per la maggior parte di giovani addetti alle mansioni nella logistica o nella grande distribuzione, gli schiavi del nuovo millennio). Si crea così un razzismo al contrario in cui sono i cittadini italiani a essere penalizzati nella possibilità di avere un medico che li segua nel comune di residenza. Questi cittadini vengono rimbalzati agli sportelli scelta/revoca invitandoli a rivolgersi alla Casa della comunità dove troveranno ogni volta un medico diverso senza alcuna possibilità di instaurare un rapporto di fiducia continuativo e magari con patologie croniche complesse che richiedono una longitudinalità nel percorso di cure. Gli stranieri invece affollano gli studi per la maggior parte delle volte per certificazioni di malattia spesso di comodo, perché il passaparola li fa arrivare con pretese di assenze non motivate, con problemi di barriera linguistica invalicabile e difficoltà nella relazione. Questo a ulteriore detrimento della qualità del lavoro dei MMG.</p>
<p><strong>Perché le regole del SSN favoriscono gli stranieri? Perché c&#8217;è questa “doppia velocità” sanitaria?</strong><br />
Nessuno ha idea del perché questa legge abbia creato una disparità di questo tipo, è certo che questi pazienti andrebbero indirizzati agli ambulatori temporanei invece che sovraccaricare i MMG già allo stremo delle forze</p>
<p><strong>Lei, ha mai guardato in faccia un genitore e spiegato che: “suo figlio resta senza medico”?</strong><br />
Più volte mi sono travato nella condizione di dover dire a cittadini del comune dove risiedo che abitano di fronte allo studio che <strong>“per loro non c’è posto”</strong> nei miei elenchi, talvolta prestando la mia consulenza anche gratuitamente a genitori anziani di figli iscritti con me ma che non riescono a far seguire i loro cari in modo continuativo, ma ovviamente non è possibile farlo in modo regolare.</p>
<p><strong>Con 5.500 medici mancanti e 5,8 milioni di italiani che rinunciano alle cure, quali sono le proposte per far si che il SSN difenda la salute di tutti?</strong><br />
<span data-path-to-node="2,0">Il SSN sembra avviato a una fase di definitiva scomparsa, anche se apparentemente ancora qualcosa funziona</span><span data-path-to-node="2,2">. Basta vedere i tempi d’attesa per banali prestazioni di diagnostica, che di fatto impattano negativamente sulla possibilità di cure in tempi ragionevoli</span><span data-path-to-node="2,4">. Se non si provvede rapidamente a un riassetto di molti aspetti — che comprendono per prima cosa l&#8217;attrattività della professione medica all’interno del servizio pubblico (già ora in Italia il privato attrae le migliori figure professionali) —, occorre ridefinire gli ambiti di intervento del SSN evitando prestazioni di basso valore clinico spesso autorichieste dai pazienti per pura “ansia sanitaria”</span><span data-path-to-node="2,6">.<strong> Bisogna inoltre ridefinire la colpa medica</strong> evitando così eccessi di prestazioni dovute alla medicina difensiva, e avviare un&#8217;intensa campagna mediatica di comunicazione sulla corretta utilizzazione dei servizi sanitari, magari associata a un&#8217;altra sulla prevenzione VERA, fatta di azioni del singolo individuo per mantenersi in salute senza l&#8217;intervento di farmaci ed esam</span></p>
<p><strong>Quanto tempo passa a compilare carte, e formalizzare atti burocratici, e quanto con i suoi pazienti?</strong><br />
Il tempo dedicato alla burocrazia ormai ha di fatto sostituito il tempo clinico. Se pensa che dobbiamo ripetere migliaia di ricette, che ricordo hanno validità di sei mesi per essere erogate, quando le liste d’attesa sfiorano in alcuni casi anche i due anni,<strong> si capisce come questo lavoro non sia più sostenibile</strong> e i giovani non lo scelgono più (come altre specialità ospedaliere considerate poco remunerative e che non consentono attività libero professionali). Il tutto attraverso un sistema informatico, nel mio caso il SISS lombardo che da anni è un vero ostacolo alla attività meramente burocratica con distacchi e malfunzionamenti pressochè continui in particolare il lunedì nella giornata di maggior afflusso di pazienti negli studi.</p>
<p><strong>Qual è il modello sanitario al quale dovremmo tendere, e qual è quello verso il quale stiamo andando?</strong><br />
Il modello sanitario verso cui siamo inesorabilmente indirizzati è quello assicurativo che nella realtà è già presente in regioni come la Lombardia e che eroga prestazioni attraverso polizze “di categoria” che garantiscono prestazioni di primo livello anche se il passaggio obbligato dal MMG per ottenere il pizzino della prescrizione è ancora presente, generando spesso conflitti medico paziente per formalità burocratiche che non saremmo tenuti ad erogare. Insomma la situazione è sempre più difficile e non sembra intravedersi una prospettiva di miglioramento del sistema. <strong>Nemmeno le case di comunità tanto agognate coi soldi del PNRR</strong> (e concluse strutturalmente sul filo di lana- in molti casi semplici ristrutturazioni di vecchi distretti) non risolveranno il problema perché una scatola vuota seppur molto bella se non contiene un regalo è del tutto inutile.</p>
<p>Peter Cameron Ellis, 22 settembre 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-denuncia-del-medico-italiani-senza-medico-di-base-gli-stranieri-invece-si-e-neppure-pagato/">La denuncia del dottore: &#8220;Italiani senza medico di base. Gli stranieri invece sì, e neppure pagato&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Bimba morta per difterite, ma la realtà sui genitori &#8220;no vax&#8221; è molto diversa</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/bimba-morta-per-difterite-ma-la-realta-sui-genitori-no-vax-e-molto-diversa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 09:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[difterite]]></category>
		<category><![CDATA[no vax]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima l’etichetta di «no-vax», poi una ricostruzione diversa: gli altri quattro figli sarebbero vaccinati. Il caso di Palermo mostra quanto sia facile trasformare una famiglia in un bersaglio mediatico prima ancora che i fatti siano stati verificati</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/bimba-morta-per-difterite-ma-la-realta-sui-genitori-no-vax-e-molto-diversa/">Bimba morta per difterite, ma la realtà sui genitori &#8220;no vax&#8221; è molto diversa</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’etichetta è arrivata subito: <strong>“genitori no-vax”</strong>. Peccato che, mentre certi giornalisti distribuivano patenti ideologiche, i fatti fossero ancora tutti da accertare. E oggi la domanda è inevitabile: chi ha raccontato il falso? Il 20 agosto il Corriere della Sera definiva i genitori “no vax” e riferiva che la bambina non era stata vaccinata per volontà loro (Corriere della Sera, 2026a). Ma il 30 agosto la stessa testata ha riportato una versione ben diversa: secondo la famiglia, <strong>gli altri quattro figli sono vaccinati,</strong> mentre Anna Rosa non lo sarebbe stata per un motivo specifico che i genitori intendono spiegare ai magistrati (Corriere della Sera, 2026b). La differenza non è un dettaglio. Dire che una bambina non era vaccinata è un fatto; trasformare i genitori in una famiglia “no-vax” è una qualificazione che richiede prove.</p>
<p>Se la seconda ricostruzione sarà confermata, qualcuno dovrà spiegare come si sia passati da una figlia non vaccinata a una famiglia interamente classificata come “no-vax”. E forse sarebbe il caso di ricordare ai professionisti dell’informazione una parola antica: <strong>verifica</strong>. Nel frattempo, però, sarebbe bene non confondere il caso di Palermo con una crociata ideologica. La difterite è una malattia grave e la vaccinazione rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione: l’Istituto superiore di sanità ha confermato la presenza del Corynebacterium diphtheriae e della tossina responsabile della difterite respiratoria (ISS, 2026).</p>
<p><strong>Ma vaccinazione e obbligo vaccinale non sono sinonimi:</strong> sono 17 i Paesi europei che non prevedono vaccinazioni pediatriche obbligatorie, affidandosi alla semplice raccomandazione: Spagna, Svezia, Austria, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Grecia, Islanda, Irlanda, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Estonia, Romania, Cipro (Farina et al., 2024).  Mentre, altri paesi come la Germania, hanno un solo vaccino obbligatorio (morbillo).</p>
<p>Nessuno sostiene che questi Paesi siano“No vax”o  “contro i vaccini”: hanno semplicemente scelto strumenti legislativi differenti. La vera lezione di Palermo dovrebbe dunque essere questa: pretendere che i fatti vengano verificati prima di <strong>trasformare una famiglia in un bersaglio mediatico.</strong> Perché un giornalista può sbagliare. Quello che non dovrebbe mai fare è avere più fretta del fatto, e umiliare una famiglia.</p>
<p>Peter D&#8217;angelo, 8 settembre 2026</p>
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		<title>La sanità versione Marchese del Grillo</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/la-sanita-versione-marchese-del-grillo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 18:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra servizi online che non funzionano e sportelli che impongono il medico, la libertà di scelta resta sulla carta. E il paziente inizia un girone dell'inferno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Torto o ragione che io abbia, concordo in pieno con lo <strong>“spoils system”</strong>: a chi vince le elezioni, le spoglie del perdente. Negli Stati Uniti è la prassi: per esempio, ogni nuovo presidente cambia migliaia di dirigenti. Da noi il sistema tende a garantire i cosiddetti “diritti acquisiti”, con il risultato di rendere vischiosa la stessa pubblica amministrazione per ragioni tutt’altro che nobili. Per esempio, i burocrati nominati da una parte politica, quando è al potere la parte politica opposta, potrebbero benissimo agire in modo da ostacolare il buon andamento dei servizi. Il cittadino – che subisce ignaro – darà <strong>la colpa ai responsabili politici appena arrivati.</strong></p>
<p>Un esempio di <strong>funzionamento imperfetto è nella Sanità</strong> in Friuli Venezia Giulia (dove risiedo), come ora racconterò. Dico subito che non è detto che la dinamica di malfunzionamento sia quella sopra prefigurata. Rimane però il fatto che ai vertici dell’Azienda stanno alcuni dirigenti che furono nominati a suo tempo da Debora Serracchiani (Partito Democratico) e che tali sono rimasti con l’amministrazione di Massimiliano Fedriga.</p>
<p>Un’altra cosa che devo subito dire è che, sul fronte strettamente medico (medici e infermieri), <strong>il mio voto è dieci e lode.</strong> Penso in particolare all’Ospedale Pediatrico Burlo Garofolo o all’eccellente cardiologia della scuola dell’ottimo prof. Gianfranco Sinagra, ma le lodi vanno a ogni altro settore medico con il quale ho dovuto interagire.</p>
<p>Dove il mio voto scende a picco è proprio con la<strong> Direzione amministrativa dell’Azienda sanitaria</strong> (si chiama ASUGI), in capo a professionisti che, forse perché con studi da ragionieri, capiscono sicuramente di partite doppie, ma mostrano zero empatia verso i pazienti. Potreste legittimamente pensare di essere disinteressati alla mia esperienza personale, e io stesso non mi sarei permesso di tediarvi se non avessi scoperto che il problema in quel di Trieste tocca tutti, come ora vedrete. Ma cominciamo.</p>
<p>Intanto: la parte amministrativa di ASUGI funziona? Direi di no. Hanno istituito un servizio online (si chiama <strong>Sesamo</strong>), così pubblicizzato: «La salute nelle tue mani. Dimentica le code agli sportelli, ora puoi fare tutto da computer o telefonino». Ma sembra pubblicità ingannevole, perché invece non puoi fare quasi nulla. In ordine a un siffatto servizio, il paziente avrebbe bisogno di due sole cose. Una regolarmente, e cioè la prenotazione di visite specialistiche; e l’altra una tantum, quando deve scegliere il proprio medico di base. Senonché, se con riferimento a una ricetta del medico di base si prova a prenotarsi per la visita specialistica, il servizio risponde: «<strong>La ricetta non è spendibile online e la prestazione non è prenotabile online»</strong>. Insomma, bisogna andare allo sportello.</p>
<p>Quanto al <strong>servizio di scelta del medico</strong>, esso dovrebbe dare l’elenco dei medici disponibili (cioè non soprannumerari in ordine al numero di pazienti) tra i quali il cittadino può “scegliere”. Peccato che di medici disponibili ce ne siano zero, raramente uno o due; in ogni caso, nulla qualificabile come “scelta” del paziente. Cosicché bisogna andare allo Sportello, ove gli operatori impongono quello che dicono loro.</p>
<p>C’è una terza modalità per richiedere il medico di base: compilare un modulo che chiede di indicare quattro medici. Diligentemente mi ero inizialmente attenuto al modulo e, anzi, uno dei quattro aveva dichiarato di proprio pugno la disponibilità a prendermi in carico. Niente da fare: dalla dirigente esperta di partite doppie ricevo una lettera ove mi dice che nessuno dei medici da me indicati può prendermi in carico perché <strong>tutti sovrannumerari</strong>. Cosa che sapevo già, visto che tutti i medici a Trieste lo sono.</p>
<p>La cosa curiosa è che la dirigente mi scriveva anche di essere disposta ad aiutarmi nella scelta di altro medico, purché non tra quelli indicati da me. La domanda spontanea è: da quale cilindro farebbe la dirigente uscire quest’altro medico, visto che sono tutti sovrannumerari? Finito il racconto, ecco alcune <strong>possibili interpretazioni</strong> del comportamento dei burocrati:</p>
<ul>
<li>Forse, debitori all’amministrazione di opposto colore politico, stanno remando contro, supponendo, non a torto, che i cittadini se la prendano con Fedriga.</li>
<li>Oppure – sprezzanti della sentenza 1555/23.02.21 del Consiglio di Stato, che stabilisce la prevalenza della libertà del cittadino di scegliere il proprio medico di base – non vogliono far passare l’idea che il cittadino possa avere una qualche minima voce in capitolo nella scelta.</li>
<li>O, ancora, qualcuno tra i dirigenti è affetto dalla <strong>sindrome del Marchese del Grillo</strong> (“noi siamo noi e voi non siete un c…. ”, dove tra i “voi” c’è anche il Consiglio di Stato).</li>
<li>Oppure godono del piccolo potere di gestire in modo opaco un bisogno primario del cittadino (e sono proprio i bisogni primari i più proni all’opacità).</li>
<li>Costringere il cittadino a ricorrere al TAR per far valere un legittimo diritto.</li>
</ul>
<p>Alla fine, a pensarci bene, credo che<strong> nessuna delle cinque ipotesi regga</strong>. E allora dovranno spiegarlo perché vogliano imporre un medico sovrannumerario non gradito al paziente quando ce n’è un altro (sempre sovrannumerario) che è gradito al paziente e che si è detto disponibile ad accoglierlo. Il problema non è mio personale: altri cittadini hanno sollevato la medesima questione all’Assessore competente senza ricevere alcuna risposta. L’esperienza ci dice che questi casi sono la punta di un iceberg, come io stesso ho potuto verificare dalla piccola folla di imbufaliti allo Sportello di assegnazione del Medico.</p>
<p>Forse l’Assessore <strong>Riccardo Riccardi</strong> dovrebbe occuparsi di più di un servizio sanitario che regge solo per l’abnegazione dei medici e degli infermieri. Un suggerimento voglio darglielo: attui lo spirito della sentenza del Consiglio di Stato e smorzi le velleità da Marchese del Grillo di burocrati di cui c’è poco da andar fieri.</p>
<p>Franco Battaglia, 5 settembre 2026</p>
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		<title>&#8220;Cassaforte aperta con la chiave&#8221;. Incubo Fentanyl, dove finiranno le dosi?</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/cassaforte-aperta-con-la-chiave-incubo-fentanyl-dove-finiranno-le-dosi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 16:47:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Fentanyl]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La procura apre una inchiesta. L'ospedale israelitico collabora. L'ipotesi del mercato estero: "Una sostanza difficile da maneggiare: pochi granelli in più o qualche goccia in più possono uccidere"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="https://www.nicolaporro.it/hanno-rubato-80-fiale-di-fentanyl-e-allarme-riunisce-durgenza-a-palazzo-chigi/" target="_blank" rel="noopener">furto di 80 fiale di <strong>fentanyl</strong> dalla farmacia dell&#8217;Ospedale Israelitico di Roma</a> ha fatto scattare l&#8217;allarme ai massimi livelli istituzionali. Secondo quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, da quelle fiale sarebbe stato possibile ricavare fino a circa <strong>20mila dosi</strong> destinate al mercato illecito. Proprio per questo il governo ha deciso di intervenire con urgenza, mentre sul caso sono in corso le indagini dei Carabinieri del Nas e il Ministero della Salute ha disposto un&#8217;ispezione insieme alla Regione Lazio.</p>
<p>La Presidenza del Consiglio esprime particolare preoccupazione per le modalità con cui sarebbe stato possibile sottrarre un farmaco tanto delicato. Nel primo pomeriggio il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha convocato una riunione d&#8217;urgenza a Palazzo Chigi. Al tavolo hanno partecipato il capo di Gabinetto del Ministero della Salute, il direttore della Direzione generale per i Servizi antidroga, il direttore generale della Direzione Salute della Regione Lazio e i rappresentanti del Dipartimento per le Politiche contro le dipendenze della Presidenza del Consiglio. Al termine dell&#8217;incontro è stata ribadita &#8220;la necessità di assicurare il rispetto delle procedure previste per la gestione dei medicinali ad alto rischio, al fine di tutelare la salute pubblica e di prevenire il ripetersi di episodi analoghi&#8221;. Nei prossimi giorni sarà inoltre riconvocato il tavolo di monitoraggio sul <strong>Piano anti-fentanyl</strong>, con l&#8217;obiettivo di rafforzare controlli e misure di sicurezza.</p>
<p>La denuncia è stata presentata il 24 giugno dalla responsabile della farmacia dell&#8217;ospedale, dopo essersi accorta dell&#8217;ammanco. Le 80 fiale erano custodite all&#8217;interno di una cassaforte. Proprio questo elemento rappresenta uno degli aspetti più delicati dell&#8217;inchiesta. Secondo quanto emerso, infatti, il contenitore non presenterebbe segni di effrazione, circostanza che lascia ipotizzare un&#8217;apertura con la chiave, disponibile a più dipendenti della struttura. Inoltre, nell&#8217;area non sarebbero presenti sistemi di videosorveglianza. Gli investigatori ritengono che il furto possa essere avvenuto tra il 22 e il 24 giugno.</p>
<p><strong>I Carabinieri stanno ascoltando il personale dell&#8217;ospedale</strong>. Una decina di dipendenti aveva accesso alla chiave della cassaforte, oltre a un addetto alla guardiania notturna. Saranno sentite anche le persone che in quei giorni sono entrate nella farmacia per effettuare pulizie o altri interventi. La responsabile della farmacia, sentita dagli investigatori, ha dichiarato: &#8220;Ho sporto la denuncia ma non mi so spiegare come sia potuta succedere una cosa simile. Abbiamo sempre svolto tutti i controlli necessari&#8221;.</p>
<p>Sulla vicenda è intervenuta anche la Direzione dell&#8217;Ospedale Israelitico, che ha assicurato &#8220;<strong>piena collaborazione con le Autorità</strong> per fare luce sul furto di alcune fiale di fentanyl&#8221;. La struttura ha spiegato di aver attivato immediatamente tutte le procedure previste dalla normativa, di aver presentato denuncia contro ignoti e di aver avviato verifiche interne, definendosi &#8220;parte lesa nella vicenda&#8221;. L&#8217;ospedale ha inoltre precisato che il furto non ha avuto conseguenze sull&#8217;attività assistenziale, che prosegue regolarmente.</p>
<p>Sul possibile impatto del furto invita però alla prudenza <strong>Simona Pichini,</strong> responsabile del Centro nazionale dipendenza e doping dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità. All&#8217;<em>Adnkronos Salute</em> ha ricordato che &#8220;fino ad oggi non abbiamo osservato <strong>un mercato illecito di fentanyl in Italia</strong>&#8220;, che i sequestri avvenuti in passato &#8220;riguardavano fiale destinate al mercato estero&#8221; e che il dato delle &#8220;20mila dosi&#8221; rappresenta una stima teorica. La ricercatrice ha inoltre evidenziato come dal marzo 2024 sia operativo in Italia un Piano contro l&#8217;uso improprio del fentanyl e ha sottolineato che la situazione italiana resta profondamente diversa da quella degli Stati Uniti, dove l&#8217;oppioide sintetico è al centro di una gravissima crisi sanitaria. &#8220;il <span class="hilg1">fentanyl</span> può essere 100 volte più potente e quindi anche più tossico dell&#8217;eroina &#8211; ha detto &#8211; È un mercato illecito più difficile da gestire perché pochi granelli in più o qualche goccia in più possono uccidere, è una sostanza difficilmente maneggevole&#8221;.</p>
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		<title>I giornali hanno voglia di Ebola</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/i-giornali-hanno-voglia-di-ebola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi sa che i grandi giornali hanno voglia di Ebola. Sarà pur vero che in questi giorni non succede nulla di succoso con cui riempire le prime pagine, però ieri le home page di tutti i siti erano piene zeppe di articoli si questo italiano rientrato dal Congo che era stato isolato con il sospetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sa che i grandi giornali hanno voglia di <strong>Ebola</strong>. Sarà pur vero che in questi giorni non succede nulla di succoso con cui riempire le prime pagine, però ieri le home page di tutti i siti erano piene zeppe di articoli si questo italiano rientrato dal Congo che era stato isolato con il sospetto di aver contratto l&#8217;Ebola. Solo che chi legge certi titoli non sta attento al &#8220;sospetto&#8221;, si concentra sull&#8217;allarme: <em>oddio, un altro con l&#8217;Ebola</em>.</p>
<p>Invece no.</p>
<p>Mentre ieri si dava conto all&#8217;universo mondo del paziente in quarantena a Cagliari, oggi scopriamo che il test effettuato al suo rientro dal <strong>Congo</strong> è risultato negativo. Negativo. Ovvero l&#8217;Ebola non ce l&#8217;ha mai avuta, come certificato dalle analisi condotte dallo Spallanzani.</p>
<p>Che poi il signore si è comportato regolarmente: dopo essere stato nel Paese africano ha accusato alcuni sintomi che potevano ricondurre anche al virus incriminato e ha telefonato al 118: i sanitari lo hanno prelevato in biocontenimento, come da procedura, e l&#8217;hanno trasferito al Santissima Trinità di Cagliari per tutti gli accertamenti. Si conferma che il rischio in Italia resta molto basso&#8221;, dice il ministero della Sanità. E così è. Sarebbe bastato solo attendere qualche ora prima di sparare il titolone su tutte le home page. Giusto il tempo di scoprire che no, il paziente con l&#8217;Ebola in realtà l&#8217;Ebola non ce la aveva.</p>
<p>Franco Lodige, 1° giugno 2026</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Hantavirus, basta allarmismo&#8221;. Se lo dicono loro, mi tocco i cosiddetti</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/hantavirus-basta-allarmismo-se-lo-dicono-loro-mi-tocco-i-cosiddetti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Max Del Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 10:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo virus rievoca la voglia di lockdown mai sopita nel giornale unico del virus. Ma stavolta Burioni e Cartabellotta...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Noi già avevamo pochi dubbi, e l&#8217;abbiamo scritto, sul fatto che questo fanta o farsa <a href="https://www.nicolaporro.it/hantavirus-test-negativi-in-italia-ma-il-terrorismo-e-gia-virale/" target="_blank" rel="noopener">Hantavirus</a> fosse niente più che un pretesto, il solito circolare pretesto per tornare alla repressione globale, al sovrastato concentrazionario di stampo cinese nel segno della permacrisi cara alla Ursula von der Siringhen. Una roba che sta in circolo da decenni e ha fatto duemila infezioni in tre anni, meno di 900 casi in 30 anni in America, e adesso per 8 casi presunti, più un morto d&#8217;infarto, parlano di richiudere il mondo? Oh, per favore, cherie!</p>
<p>Già, noi di dubbi già ne avevamo pochissimi, quando poi <strong>abbiamo sentito Mattarella avallare retrospettivamente gli errori del passato</strong> ovvero pretendere di indicare al Governo, a Meloni, come regolarsi, ossia tornare al caro vecchio “non si invochi la libertà&#8230;” col fragilisssimo pretesto di una difesa d&#8217;ufficio degli infermieri, ebbene a quel punto anche le poche riserve superstiti sono evaporate. Ci resta solo una perplessità, ed è quella legata ai <strong>televirologi utilité</strong> subito tornati a balzar fuori come tanti Misirizzi: i viromnibus dei quali abbiamo capito presto la stoffa, abbiamo imparato a diffidare di default: se sostenevano una cosa potevamo star certi che era il contrario: passati dall&#8217;irridere il Covid, “è più facile cascare fulminati” al farne una riedizione della peste nera due punto zero, gente che le cannava tutte ma proprio tutte in sequenza, che consigliava un certo vaccino e subito dopo, al primo morto (Camilla Canepa) incidentale, ma certificato, “ah, non chiedetelo a me”, gente che assicurava su una dose, poi due, poi tre, poi a oltranza, unico limite il cielo, o sottoterra, gente che sponsorizzava i vaccini come manco Chiara Ferragni i pandori, e lo avranno fatto disinterevolissimevolmente, senz&#8217;altro, <strong>gente i cui strafalcioni, non solo scientifici, non si contavano</strong>, ma tronfia, nutrita di un ego gassoso televisivo; ce le ricordiamo le loro profezie scientifiche, cani, sorci, in guerra vi fucilavano, imboscati, vigliacchi, dovete scoppiare, dovete estinguervi, non discutete, noi siamo noi e voi non siete un cazzo, noi siamo la Scienza.</p>
<p>Come no. Prima il Covid era un ciondolo, poi si prendeva anche da soli, in macchina, con la maschera, senza respirare. <strong>Gente che ti diceva come scopare, ricordate? Solo a pecora, con le maschere e “per non più di 15 minuti”</strong>. Ma sì che ricordare, era troppo pazzesco. Gente il cui grottesco è superato solo dalla grottesca circostanza per cui ancora li interpellano, ancora circolano. Loro, non il virus. O loro come un virus. E adesso giurano che no, non c&#8217;è pericolo, finitela con questo allarmismo, non ha senso, siete irresponsabili. <em>Ipse dixit!</em> Anzi <em>dicunt</em>! Tutti. Perché cantano in coro, loro. Salvo aggiungere: comunque sia vigiliamo, non si sa mai, e ci trovi il vecchio guizzo della vanità, più li terrorizzi, li chiudi e più torniamo in auge, però facciamolo con metodo, senza fretta, che viene meglio, <strong>“va va va vacciniamoci”</strong>, che manco i sette nani ed era gente, medici, di 60 anni. Ecco, allora a noi a sentire <strong>questi profeti del disastro che di colpo fanno i pompieri</strong> ci viene, come mi ha scritto un amico, “voglia di toccarmi i coglioni con gesti apotropaici”. Anche non apotropaici. Di più pericoloso dei virus, ci son solo i virologi. Che garantivano e facevano la spia, si gonfiavano di vittimismo passivo aggressivo e segnalavano i colleghi fino a farli radiare e poi ne gioivano, bulli peggio dei maranza.</p>
<p>Eh, noi abbiamo pochi dubbi ma quei pochi ce li inducono proprio i virocaratteristi. Fra i dubbi, uno pù prepotente che mai: lo stesso <strong>Nicola</strong> <strong>Magrini</strong> ex direttore dell&#8217;Aifa, agenzia che avrebbe dovuto stabilire la sicurezza e l&#8217;efficacia dei vaccini e invece mentiva e copriva, coi risultati che sappiamo,<a href="https://www.nicolaporro.it/covid-lex-capo-dellaifa-confessa-i-vaccini-non-bloccavano-il-contagio/" target="_blank" rel="noopener"> ha finito per ammettere davanti alla commissione Covid che quegli intrugli non funzionavano, al massimo “frenavano un po&#8217; il contagio, quanto? Un po&#8217;, bon</a>”. Bon. Roba da arresto sul posto. Invece in Italia passa sempre tutto come una pisciatina. In soldoni, Magrini ha riconosciuto che avevano ragione i medici critici che avvertivano dell&#8217;inefficacia, che proponevano soluzioni diverse. Ora, è questione di matematica della ragione: se quei medici avevano ragione, fatti alla mano, scienza alla mano, come si spiega che restano radiati, qualcuno indotto a suicidarsi, tutti con la vita distrutta, mentre quelli che le avevano sbagliate tutte, e manovravano per farli fuori, restano liberi e belli, e per di più ci dicono di stare tranquilli, che l&#8217;Hantavirus è solo narrazione? Scusassero, tutti, Colle, magistratura, scienziati, dotti medici e sapienti, ma non dovrebbe andare al contrario,o almeno non dovrebbero venire riabilitati quelli che hanno pagato per avere avuto ragione? O non si deve invocare la libertà per ragionare, ancora una volta?</p>
<p>Max Del Papa, 14 maggio 2026</p>
<hr />
<p>Nei giorni scorsi, le dichiarazioni di <strong>Nino Cartabellotta</strong> e Roberto Burioni. &#8220;Il tam-tam mediatico, &#8216;caso per caso, minuto per minuto&#8217;, sta creando un allarmismo sproporzionato. La popolazione non deve essere spaventata, ma solo informata&#8221;, ha detto Cartabellotta. &#8220;Al momento, tutti i casi confermati sono collegati al focolaio della Mv Hondius&#8221;.  <strong>Roberto Burioni,</strong> docente di Virologia e Microbiologia all&#8217;università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha invece rivolto &#8220;un appello pubblico a tutti i mezzi di informazione, a tutti gli ospedali, a tutte le Asl: finitela con questa storia dei casi sospetti. I sintomi iniziali dell&#8217;hantavirus sono identici a quelli di una comune sindrome respiratoria, per cui <strong>non ha senso mettere in allarme la gente</strong>. Scrivete dei casi di Hantavirus solo quando sono confermati&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/hantavirus-basta-allarmismo-se-lo-dicono-loro-mi-tocco-i-cosiddetti/">&#8220;Hantavirus, basta allarmismo&#8221;. Se lo dicono loro, mi tocco i cosiddetti</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Hantavirus, guarda un po&#8217;: Moderna lavora già al vaccino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Max Del Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 13:27:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai pipistrelli ai topi, torna l'allarmismo sui virus con il caso della nave con l'Hantavirus. Ci riproveranno, ancora e ancora</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto tuonò che piovve, si dice così, no? E piovono <strong>pandemie,</strong> piovono navi da crociera, ratti, virologi venditori di pentole, giornalisti sotto la servitude, cretine già in maschera, in un deja-vu che ha dell&#8217;avvilente, dell&#8217;incredibile, ma di quale incredibile possiamo più stupirci? “Vedrete che ci riproveranno, non ci hanno mai rinunciato, non possono rinunciare”: quante volte l&#8217;avrò scritto in questi tre, quattro anni in cui più che sopravvivere sottovivevo. E i soliti tra l&#8217;imbecille e il bot, fra provocazione e fanatismo: “Ih. Hai preso le goccine. <strong>Dove li vedi questi lockdown</strong>”. Ma c&#8217;era poco da aspettare: i vecchi mascalzoni del potere vero, quello reticolato che viaggia sotto e sopra i Paesi, le nazioni, le popolazioni, non hanno mai smesso di insistere, di battere con la loro idea apocalittica di permacrisi, a dire la crisi perenne, autorigenerante, per non lasciar respirare le plebi, per tenerla nell&#8217;isteria perenne, tutti, le Ursula, i Timmermans, gli Schwaab del WFE, il Gates appena reincriminato nei Paesi Bassi per menzogne sul vaccino <strong>Covid,</strong> il che equivale a crimini contro l&#8217;umanità, uno dei demiurghi della pandemia più infame di tutti i tempi, concordata in una delle 27 visite nelle “isole della gioia” del pedofilo cannibale e stragista seriale di minori Epstein. “Come facciamo a sterminare i poveri?” si chiedevano tutti questi ultralaidi nelle mail. “E che ci vuole? Una bella pandemia, poi lanciamo vaccini velenosi, che sterilizzano, che eliminano, e ci facciamo anche i miliardi”. Andò esattamente così e non ci sono complotti che tengano.</p>
<p>E tutto si ripete o almeno sembra ripetersi, <strong>dai pipistrelli ai topi</strong> che in fondo sono la stessa razza, solo senza le ali. Tutto già visto, già patito, a cominciare da un contagio alla Hollywood party, che nessuno capisce ma che subito scatena panico e appelli dai venditori di pentole, corse a nuovi vaccini, che non ci sono ma già annunciati. La base è sempre il famigerato <strong>mRNA</strong>, l&#8217;acido “messaggero” che, se non lo sapete, gira dagli anni &#8217;60 e negli ultimi 25 è stato testato su malati di ogni forma di cancro ed altre patologie: non ne ha combattuta neanche una, anzi le aggravava, come poi si è visto col Covid. Perché modifica il DNA, cambia il patrimonio genetico, origina l&#8217;orrore delle mutazioni umane; perché la proteina spike gira in eterno e scatena devastazioni. Ma l&#8217;affare è troppo grosso e neanche il tempo di rifiatare dal trauma più violento dall&#8217;ultima guerra mondiale, che la élite mascalzona rilancia il nuovo -ismo,<strong> totalitarismo pandemico</strong>, sublimazione delle ideologie più nefaste, più atroci del “secolo breve”. <strong>Moderna esplode letteralmente in Borsa</strong> <strong>mentre annuncia il vaccino che verrà</strong>. Prezzolati di tutti i reparti, dalla “scienza” all&#8217;informazione, si mettono già in fila col piattino. La politica elitaria dei sovrastati ricomincia il balletto dei veti e degli affari, degli appelli e delle arroganze, come quel vecchio farabutto del Tedros, dell&#8217;OMS, che ha il coraggio di dire: adesso dovete tutti obbedienza a me, a noi, e nessuno si sogni di sgarrare. Messaggi da boss mafioso, anche questi già sentiti, già subìti da uno che reggeva il gioco della Cina pandemica. Ma perché, nel nostro piccolo il politburo grillopiddino non diceva, all&#8217;epoca della riesumazione del grottesco libretto del ministro della salute decaduto, Speranza: “Torneremo ma la prossima volta cattivi, la prossima volta non lasceremo spazi”?</p>
<p>Sono tornati. Hanno trovato un nuovo nome, vagamente esotico, <strong>Hantavirus</strong>, ma tutto il resto è uguale, se mai potenziato, perché la legge è nota ed è quella dei reality: raggiunto un certo limite di abominio bisogna superarlo, se non non funziona più.<strong> Così si spiegano i centomila articoli in poche ore su un virus ridicolo</strong>, in circolazione da un decennio, che non ha mai preccupato nessuno fino a ieri mattina. Così si vendono i nuovi assalti alla diligenza delle maschere, dei tamponi, delle chiusure, della tecnologia del controllo e della repressione che in sei anni ha fatto passi da gigante.</p>
<p><strong>Certo il materiale ai complottisti non manca</strong>: le centomila pubblicazioni fatte in fotocopia con la IA e fatte girare, malamente copiate; l&#8217;ambigua tempistica di un nuovo piano pandemico in Italia, di fatto identico al precedente, che prevede gli stessi tamponi vaccini e mascherine, le stesse restrizioni ma, garantisticamente, per legge e non più per decreto, e che pare annunciare, preparare la scoperta di questo nuovo contagio surreale; la curiosa ricorrenza dell&#8217;OMS che alla vigilia di questo surrale “Hanta” ancia una esercitazione Polaris II “nell&#8217;eventualità di una nuova pandemia”; le strane coincidenze della nave “impestata” che pochi giorni fa aveva ricevuto la visita di una mammasantissima dell&#8217;OMS, la Ann Lindstrand; il riemergere da certe fogne di potere di alcuni personaggi che avremmo voluto dimenticare, tipo la Deborah Birx, braccio destro del Fauci oggi processato, e cosa dice Deborah? “Ci vogliono test PCR per tutti, non stiamo testando le popolazioni&#8230; Tutti debbono venire sperimentati”. Agghiacciante come un ritorno di Mengele; non mancano neppure gli influencer circolari, gli stessi del Covid oggi riutilizzati per l&#8217; “Hanta”; ipse Gates, del quale circolano simpatiche elaborazioni a faccia di ratto, ritorna allo scoperto in singolare coincidenza con le sue incriminazioni protestando la necessità di <strong>nuovi lockdown globali,</strong> ed è lo stesso che negli ultimi mesi non si stancava di annunciare, trionfalmente, nuovi focolai. E se deve valere il sillogismo demenziale di Selvaggia Lucarelli, “io posso parlare di Garlasco perché sono stata testimone e anche imputata in vari processi”, a maggior ragione vale la mia esperienza, del tutto razionale, di vaccinato scopertosi un linfoma, che si sentiva dire dai medici che lo curavano: “Eh, avresti fatto meglio a non prenderlo, a non crederci”.</p>
<p>Ci hanno provato coi pipistrelli, e ci sono riusciti, poi sono passati ai serpenti, le scimmie, i cammelli, senza fortuna, <strong>infine sono tornati ai topi</strong>. Andrà meglio stavolta? A occhio diremmo di no e per una ragione molto semplice: hanno voluto strafare, hanno rifatto, sottovalutando l&#8217;attenzione di una platea vaccinata, almeno quello, contro le vecchie bufale, stanno rifacendo tutto da stupidi, secondo un copione troppo annunciato, troppo conosciuto a partire dalla confusione delle ricostruzioni francamente improbabili, se non assurde: uno che scende dalla nave e fa un picnic in una discarica? Il virus che si diffonde dalla merda di topo? O “per aerosol”, nell&#8217;aria, a dirla facile, come anche sostengono? Ma uno degli scienziati veri, e più attendibili, il dottor Robert Malone, che attendibile lo è per forza visto che la tecnologia a mRNA l&#8217;aveva battezzata lui, salvo poi dissociarsene avvertendo su tutti i rischi possibili, rischi tramutatisi in certezze, oggi dice: quella del giro turistico in discarica è una storia folle.</p>
<p><em>Oh, per favore, cherie!</em> Complottismi di complottari o evidenze sotto gli occhi e per le quali uno più uno fa due? Su X trovo una sintesi perfetta, migliore di centomila fandonie giornalistiche: “Vaccinate i ratti! Li sterilizzerà, causerà aborti, parti morti, cancri turbo e una ridotta aspettativa di vita (Oh, aspetta&#8230; È quello che hanno fatto a noi umani. Siamo diventati ratti da laboratorio)”. Per questo, a occhio diremmo che questa volta non ce la faranno con la convinzione stupida, da potere arrogante, di poter fare, disfare e rifare tutto come vogliono. No, questa volta non attaccherà. Ma questo potere verticale e reticolato insieme, diffuso come metastasi, del tutto idiota non è<strong>: non avrà fantasia ma ha la crudeltà degli ottusi</strong>, sa che, per quanto infame, lurido, corrotto, evidentemente stragista sia, gli basterà insistere fino allo sfinimento – i mezzi li hanno, finanziari quanto tecnologici. Forse questa Hantafarsa era semplicemente troppo uguale e troppo presto e la cosiddetta controinformazione della gente esasperata, sconvolta, ha reagito. <strong>Ma ci riproveranno, lo sappiamo</strong>. Sappiamo che dovremo difenderci in eterno da questo male che racchiude tutti gli altri. Mentre l&#8217;informazione dei telegiornali già offre il solito spettacolo inverecondo confermando di non esser più altro che una articolazione del potere, un suo strumento. Vedrete come si scateneranno subito le solite fetide maschere dei nuovi contagi e i nuovi vaccini che poi son quelle che inquinano su tutto, dappertutto, da <a href="https://www.nicolaporro.it/milanoquotidiano/garlasco-inchiesta-stasi-finisce-bufera-evidenti-omissioni-cassese-lavorato-onesta/">Garlasco</a> alla <a href="https://www.nicolaporro.it/famiglia-nel-bosco-la-disperazione-della-mamma-mi-appello-a-mattarella/" target="_blank" rel="noopener">famiglia del Bosco</a>, dal gossip puttanesco ai segreti di Stato ai servizi segreti.</p>
<p><em>Oh, per favore cherie!</em> Tanto rumor per nulla, è così che sta scritto, no? Ma non dubitate almeno di questo, solo di questo: l&#8217;età democratica è finita, l&#8217;ha seppellita la fusione di finanza, tecnica e politica e questi nuovi faraoni, che appaltano eternità agli Stranamore dei contagi e dei vaccini, hanno in testa una sola idea, per niente meravigliosa: il dominio totale, la schiavitù assoluta, la nuova specie che da cittadino consumatore si fa in consumatore senza cittadinanza e senza diritti. Dall&#8217;altra parte, una negazione democratica parallela, neocolonialista di islamisti disposti a tutto è già in atto nella transizione teocratica, iranica per dissodare da dentro l&#8217;occidente. <strong>Ci si chiede chi vincerà tra le due spinte totalitariste</strong>, la postmoderna e l&#8217;arcaica, ma nessuno domanda chi sta perdendo: e la risposta è talmente chiara e imbarazzante che la stessa Chiesa cattolica ha rinunciato a porla, a farsela. Ci riproveranno, con le zanzare, con gli alpini, con quello che volete. Hanno perfino detto che l&#8217;Hanta è colpa dei cambiamenti climatici. Ci riproveranno, ancora e ancora. Ci riproveranno sempre. Ci riproveranno.</p>
<p>Max Del Papa, 11 maggio 2026</p>
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		<title>Vaccini e bugie: vi racconto il mio calvario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Max Del Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 09:14:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra ricordi di malattia, accuse al sistema sanitario e un atto d’accusa durissimo alla gestione della pandemia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non dimentico <strong>le due standing ovation,</strong> una a Milano l&#8217;altra al Petruzzelli, a Bari, quando mi ripresentai alla Ripartenza in corso di malattia: si alzavano per salutarmi, perché ero ancora vivo. La presi con ironia ma fu un attimo fuggente e devastante insieme, lo sapevo che erano affettuosi, che non c&#8217;era malizia, ma io mi sentii lo stesso morire.</p>
<p>D&#8217;altra parte, certi, molti non mi perdonano d&#8217;essere rimasto in questa valle sempre più di lacrime a rompere i coglioni: <strong>avrei “tradito” il vaccino per averlo denunciato</strong> come causa del mio cancro una volta assunto. “Beh? Hai il cancro? Ma turbo? Beh, perché sei ancora qui?”. Ma io non ho mai detto a nessuno cosa fare, se mai avevo denunciato immediatamente l&#8217;intollerabile, ma tollerata, svolta repressiva non sul vaccino in sé ma sull&#8217;averlo reso obbligatorio a pena di punizioni corporali o altrimenti concrete che, come disse il viceministro Sileri, come dicevano in tantissimi, erano tese a “rendere la vita un inferno” negando il lavoro, il pane, perfino l&#8217;aria che respiravamo.</p>
<p>Furono ignobili quelle violazioni, <strong>erano fuorilegge,</strong> ma il nostro Capo dello Stato, infallibile, flautava “non si invochi la libertà per non sottoporsi a vaccinazione”. Adesso, per bocca dell&#8217;ex capo di Aifa, l&#8217;istituzione tenuta a vigilare sull&#8217;efficacia dei farmaci nonché sulla non pericolosità degli stessi, abbiamo la conferma che quel farmaco particolare, <strong>quel vaccino che poi era un siero genico</strong>, dove l&#8217;rMNA messaggero arriva a creare mutazioni del DNA, dove la proteina spike gira in eterno nell&#8217;organismo a caccia di patologie latenti da accendere, da scatenare, adesso abbiamo la conferma che quel farmaco non bloccava il contagio.</p>
<p>Ma non era solo inutile, peggio,<strong> era velenoso, era letale</strong>. “La trasmissione del virus non è bloccata. Di quanto si riduce? Di un po&#8217;. Bon, mi fermo qui”. Bon, come a dire non rompetemi più i coglioni, che vi ho già dedicato troppo tempo. E lo dice, il Magrini, con la ruvida sbrigatività di chi si ritiene sempre potente, bon, per dire non è importante, non fatela lunga, che sarà mai?</p>
<p>Sarà che, come dice Nicola nella Zuppa, allora quella narrazione provvidenzialistica, fondata sullo stato di necessità,<strong> “l&#8217;idea di vaccinare tutti per fermare la trasmissione</strong> del virus e costruire l&#8217;immunità di gregge forse era una stronzata”. Non solo una stronzata, dalle ammissioni sfuggite a Magrini esce per una gigantesca truffa del potere nel suo complesso sulla pelle di 60 milioni di creature messe in cattività, impazzite, rinchiuse come quei poveri maiali il cui muso si vede spuntare sui camion in autostrada, dirette al macello. E al macello già eravamo stati indotti quando, sorridenti, sciamavamo a farci vaccinare confidando di salvarci. Mentre “loro” sapevano che era tutto inutile e però rovinoso.</p>
<p>Lo sapevano e più lo sapevano più coprivano, mentivano. Ho un archivio sul quale costruisco i miei libri di denuncia e ritrovo alcuni titoli di giornale in sequenza:<strong> “Vaccino Covid: protetti dalla prima dose”;</strong> “Adesso c&#8217;è la conferma: la doppia dose di vaccino protegge dalla malattia”; “L&#8217;Ema: la terza dose di vaccino dopo tre mesi è sicura ed efficace”; “Covid, over 60 in fila per la quarta dose: troppi contagi, è necessaria”. Il giornale è Repubblica, ti pareva, e molti di quegli over 60 non ci sono più o ci sono a stento, me compreso. E non mi ero vaccinato per allegria ma per disperazione, non potevo più lavorare, operare, badare a una madre con demenza totale, io me li ricordo quei giorni, quegli anni d&#8217;abisso, che, per quanto mi riguarda, preparavano altri anni di un abisso ancora più fondo. <strong>E sapevo che l&#8217;avrei pagata,</strong> ma come fare altrimenti? Su questo ricatto lo Stato ha deciso come schiacciarci e di che morte farci morire, ciascuno in ragione delle sue scelte. Ma era un gioco a somma negativa, comunque non ti salvavi.</p>
<p>Il governo reprimeva, il Colle avallava, la magistratura garantiva, per diretta, postuma ammissione. E tutto era inutile, deleterio, e fuorilegge. Oggi chi è malato e irreversibilmente malato, chi sa che non guarirà, non ottiene nessuna dignità, <strong>nessuna giustizia,</strong> tanto meno in forma di risarcimento.</p>
<p>Quanti, dopo avere assunto plurime dosi, si ritrovano in carrozzina o in stampelle, o, come il sottoscritto, costretto a trascinarsi dopo due anni sempre al braccio di qualcuno, sentendosi disfare giorno dopo giorno per mille cause, mille effetti conseguenti, perché <strong>la chemio per far vivere ti uccide</strong>, lentamente ma ti uccide, quanti dicevo ridotti in simili e peggiori condizioni si sentono irridere, insultare, minacciare, perfino definire assassini. Proprio loro, vittime di un olocausto di Stato. L&#8217;ex ministro Speranza, quando gliene chiedono conto, risponde con insofferenza: non sono più ministro da tre anni, andatevene. O se ne va lui senza rispondere.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/covid-lex-capo-dellaifa-confessa-i-vaccini-non-bloccavano-il-contagio/" target="_blank" rel="noopener">Covid, l’ex capo dell’AIFA confessa:i vaccini non bloccavano il contagio</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/conte-e-lesplosivo-covid-gate-sulle-mascherine-ma-i-manettari-tutti-muti/" target="_blank" rel="noopener">Conte e l&#8217;esplosivo Covid-gate sulle mascherine. Ma i manettari tutti muti</a></li>
</ul>
<p>Che dirà adesso? Che dovrebbe dire <strong>Mattarella</strong>, insieme ad ogni personaggio della politica, della cosiddetta scienza, dell&#8217;informazione, del gossip, del circo narcisista di fronte alle rivelazioni, in effetti conferme, di Magrini di fronte alla commissione Covid? <strong>Dovrebbero solo chiedere scusa e sparire.</strong> Tutti. Invece non diranno niente. Piuttosto insistono, più rabbiosi, più canaglieschi che mai. Nessuno ha mai tradito l&#8217;ombra di uno scrupolo.</p>
<p>Molti contestano apertamente quella commissione con <strong>argomentazioni di stampo mafioso</strong>, teorizzando l&#8217;omertà di un inganno tradotto in una strage diffusa i cui effetti, già spaventosi, siamo ancora lontani dal poter valutare nella loro allucinante completezza: malati e vittime cresceranno inesorabilmente negli anni, come alcuni scienziati, autentici, avevano correttamente avvertito.</p>
<p>Come si spiegano altrimenti le migliaia di ricerche che confermano, da tutto il mondo, l&#8217;esplosione, tra le altre patologie, di tutte le forme tumorali negli ultimi 4-5 anni? Cosa pensare se nelle sole, piccole Marche, nelle quali sopravvivo, si registrano <strong>11mila nuovi casi di cancro ogni anno,</strong> in progressione esplosa dal 2021? Cosa, se io personalmente nel corso di una seduta di chemio mi sentii dire da un sanitario “certo che da 3 anni voi leucemici, voi oncologici del sangue non sappiamo più dove mettervi”? Eh, già, chissà che era successo.</p>
<p>Dalla mia esperienza ho tratto <strong>un monologo teatrale</strong> nel quale leggo sia i messaggi dei miei compagni di malattia, molti dei quali nel frattempo scomparsi, sia quelli di odio disumano, la banalità del male totalitario, ricevuti in quel tempo atroce. Centinaia di messaggi vergognosi citati per nome, cognome e professione. Sono dieci minuti devastanti per me che li leggo come per chi li ascolta e non c&#8217;è volta in cui il pubblico non crolli in un pianto corale, senza freni, senza ritegno, tutti, anche uomini maturi: cosa ci hanno fatto, come hanno potuto arrivare a tanto? E a terrorizzare è la strisciante sensazione che tutto potrebbe tornare, che potrebbe ripetersi anche peggio di allora.</p>
<p>Io <strong>sconto l&#8217;ostinazione nel restare vivo,</strong> ma a carissimo prezzo: ho perso collaborazioni, per ogni data che riesco a concludere dieci saltano, nessuna amministrazione, nessuna associazione vogliono sentir parlare ancora di quella vergogna che coinvolse molti. Meglio rimuovere.</p>
<p>A maggior ragione oggi che la narrazione si è dimostrata “una stronzata” che poi era un atrocissimo inganno, una miserabile bugia. Ma se lo dici <strong>saltano fuori gli stessi provocatori di allora</strong>, di sempre, “Iiih. Dove sono le prove. Hai preso le goccine?”. Le goccine le ho prese in una siringa e se le avete prese anche voi non dubitate, presto o tardi lo saprete; se no, se avete fatto solo finta, siete due volte vigliacchi. “La trasmissione del virus non è bloccata. Di quanto si riduce? Di un po&#8217;. Bon, mi fermo qui”. Bon, e per le vostre menzogne, esimio Magrini, io sto morendo?</p>
<p>Max Del Papa</p>
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		<title>Hantavirus, riparte il mantra: in arrivo il nuovo Covid?</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/hantavirus-riparte-il-mantra-in-arrivo-il-nuovo-covid/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[hantavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre morti, contagi internazionali e passeggeri dispersi dopo lo sbarco: il caso della nave olandese che mette alla prova Oms ed Europa</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’hantavirus sulla nave da crociera <strong>MV Hondius</strong>, battente bandiera olandese, partita il 1° aprile dalla Terra del Fuoco in Argentina, sarà il nuovo Covid? La nave sta dirigendosi verso le Canarie dopo aver attraversato l’Atlantico e visitato alcune isolette remote. Su 149 passeggeri di 23 nazionalità diverse (nessun italiano), ne <strong>sono morti tre</strong> e altri quattro si sono ammalati, come riporta il Corriere. La NZZ svizzera menziona otto contagiati in totale.</p>
<p><strong>L’Oms</strong> minimizza dicendo che il rischio per la popolazione mondiale è «basso» e proprio questa “sportività” nel trattare il problema mi ricorda molto da vicino l’inettitudine, l’impreparazione e la supponenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel gestire la pandemia di Covid nei lontani mesi iniziali del 2020.</p>
<p>Il ceppo dell’hantavirus a bordo è stato identificato solo il 24 aprile, quando la nave ha attraccato sull’isola di Sant’Elena (luogo famoso per l’esilio di Napoleone, in mezzo all’Oceano Atlantico) e sono stati effettuati test microbiologici sulla prima vittima olandese, deceduta il 6 aprile. Ai primi di maggio è arrivata appunto la conferma: si tratta del ceppo diffuso nelle regioni andine di Argentina e Cile, l’unico tra i 38 conosciuti che <strong>si trasmette da uomo a uomo</strong> (gli altri normalmente vengono trasmessi alla specie umana solo da roditori o animali simili). Questo microorganismo può causare gravi sintomi respiratori o a carico di altri organi.</p>
<p>Ed ecco il patatrac. Quando la nave si è fermata sull’isola atlantica, 23 passeggeri (secondo il <em>Corriere</em> 30, ma forse anche 40 secondo la NZZ) sarebbero sbarcati per tornare autonomamente a casa. Tra questi, secondo la NZZ,<strong> uno svizzero ora ricoverato all’ospedale universitario di Zurigo</strong> e una persona ora ricoverata a Düsseldorf, in Germania, che è stata in contatto con una delle vittime e per la quale non si può ancora escludere il contagio, visti i tempi molto variabili di incubazione.</p>
<p>Inoltre, una hostess olandese sarebbe ricoverata con sintomi da <strong>hantavirus</strong>, contratto probabilmente sul volo KLM Johannesburg-Amsterdam, dove era entrata in contatto per breve tempo, prima della partenza, con la moglie della prima vittima (poi deceduta anch’ella), che voleva tornare in Olanda ma, a causa delle cattive condizioni di salute, <strong>non era stata fatta imbarcare</strong>.</p>
<p>L’Oms è sulle tracce dei “reduci” dalla crociera: campa cavallo, aspetta e spera! Per tornare a casa tutti avranno preso aerei, frequentato aeroporti, eccetera. La nave di lusso è in arrivo al porto di Granadilla de Abona, a soli dieci minuti dall’aeroporto di <strong>Tenerife Sud.</strong> L’evacuazione dei passeggeri è prevista per lunedì prossimo.</p>
<p>Addirittura, secondo il documentarista turco da 20 milioni di follower <strong>Rui Çenet,</strong> anch’egli a bordo del vascello olandese, la situazione sarebbe stata presa un po’ sottogamba dall’equipaggio, che non avrebbe attuato alcuna procedura particolare di isolamento dopo le prime avvisaglie della malattia.</p>
<p>Il premier spagnolo <strong>Pedro Sánchez ha tenuto una riunione di emergenza</strong> con la ministra della Salute Mónica García, la quale ha poi assicurato che tutti i passeggeri stranieri «saranno rimpatriati nei loro Paesi d’origine attraverso un meccanismo europeo di protezione civile» e che il loro sbarco «non rappresenterà alcun rischio per la popolazione e per la salute pubblica», grazie anche al supporto dell’Oms, della Commissione Europea e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Secondo la NZZ, tuttavia, il presidente delle Canarie sarebbe contrario all’attracco della MV Hondius in un porto dell’arcipelago che rappresenta.</p>
<p>Perché queste frasi già sentite e gli enti coinvolti mi fanno un po’ rabbrividire? L’Oms ha dimostrato<strong> una grave impreparazione con il Covid</strong> ed è colpevole di aver sottovalutato il fenomeno, specialmente all’inizio. L’Europa ha spesso pensato solo a fare affari con i vaccini (anche per l’hantavirus inesistenti, come accadeva col Covid all’inizio) e il Centro europeo per la prevenzione delle malattie non aveva ricevuto grande visibilità durante la pandemia (esisteva già?). Inoltre, <strong>la Svizzera ha avuto uno dei peggiori rapporti tra vittime del Covid</strong> e popolazione ai tempi della pandemia, avendo trattato il contagio troppo superficialmente.</p>
<p>Speriamo veramente che con il Covid, come tutte le autorità competenti avevano spergiurato alla fine della pandemia, si sia davvero imparato qualcosa. Altrimenti dovremmo ricominciare tutto da capo: per fortuna ho ancora qualche scatolone di <strong>mascherine cinesi</strong> in ufficio…</p>
<p>Andrea Gebbia, 8 maggio 2026</p>
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		<title>Covid, l’ex capo dell’AIFA confessa: &#8220;I vaccini non bloccavano il contagio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[aifa]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Magrini]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Covid, l'imbarazzante rivelazione dell'ex direttore dell'AIFA sui vaccini: così hanno imposto gli obblighi agli italiani</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una domanda semplice semplice, di quelle che in un Paese normale dovrebbero campeggiare in prima pagina: se il <strong>vaccino Covid</strong> non bloccava il contagio, su quale base morale, politica e giuridica sono stati costruiti obblighi, ricatti lavorativi, green pass, sospensioni, esclusioni sociali e prediche di Stato? La domanda torna oggi perché, come riportato da <em>La Verità</em>, l’ex direttore generale dell’Aifa<strong> Nicola Magrini</strong>, ascoltato in Commissione d’inchiesta Covid, ha pronunciato parole pesantissime. Non un’opinione da bar. Non il post del complottista con la foto del tramonto. Non il video dello zio su WhatsApp. Parole dette in sede istituzionale. Eccole: &#8220;Il vaccino Covid protegge l’individuo che l’ha fatto. La trasmissione (del virus) non è bloccata. Di quanto si riduce? Di un po’. Bon, mi fermo qui&#8221;. Di un po’.</p>
<p>Avete letto bene: &#8220;Di un po’&#8221;. Non “blocca”. Non “impedisce”. Non “ferma la catena del contagio”. Non “se ti vaccini salvi la nonna, il vicino, il collega e pure il cane del pianerottolo”. No. &#8220;Di un po’&#8221;. E quando gli viene chiesto se quell’indicazione fosse stata data, la risposta riportata è ancora più formidabile: &#8220;No&#8221;. Perché? &#8220;Perché non è stata richiesta e perché era parziale&#8221;. <strong>Ecco il punto</strong>. Non stiamo discutendo, qui, se il vaccino proteggesse il singolo dal rischio di malattia grave. Quello è un altro tema. Qui parliamo della gigantesca architettura politica e comunicativa montata sul principio opposto: vaccinati non per te, ma per gli altri. Vaccinati perché altrimenti sei un untore. Vaccinati perché altrimenti sei fuori dalla società civile. Vaccinati perché altrimenti non lavori, non viaggi, non bevi il caffè, non entri, non esci, non campi.</p>
<p>Per mesi ci hanno venduto il vaccino come una specie di lasciapassare etico. Il green pass non era presentato come un documento sanitario: era il certificato di buona condotta. Da una parte i responsabili, dall’altra gli egoisti. Da una parte i cittadini modello, dall’altra i reprobi. Da una parte la scienza, dall’altra le caverne. Poi arriva Magrini e dice che la trasmissione &#8220;non è bloccata&#8221;. E aggiunge che si riduceva &#8220;di un po’&#8221;. Ma allora la domanda resta lì, enorme: <strong>con quale coraggio hanno trasformato quel “po’” in obbligo morale?</strong></p>
<p>Perché ricordiamolo: la narrazione pubblica non fu prudente. Non fu dubitativa. Non fu: &#8220;i vaccini riducono alcuni rischi, ma la trasmissione resta possibile&#8221;. Magari. Sarebbe stata una comunicazione adulta.<strong> Invece ci dissero altro</strong>. Ci dissero &#8220;il vaccino ferma il contagio&#8221;. Ci dissero &#8220;il vaccino è un atto di altruismo&#8221;. Ci dissero &#8220;se non ti vaccini uccidi i vecchietti&#8221;. Ci dissero, con il ditino alzato e l’aria del tribunale sanitario permanente, che chi non obbediva metteva in pericolo la comunità. E su quella premessa sono arrivati gli obblighi.</p>
<p><strong>Non una raccomandazione. Non un invito. Non una campagna informativa. Obblighi. Green pass. Super green pass</strong>. Sospensioni dal lavoro. Stipendi saltati. Infermieri e insegnanti lasciati a casa. Italiani trattati come cittadini a sovranità limitata. E guai a protestare: eri no vax, oscurantista, pericoloso, irresponsabile. Adesso, però, il castello scricchiola. Perché se il fondamento era “ti obbligo perché così proteggi gli altri”, ma l’autorità regolatoria sapeva che il contagio non era bloccato, allora non siamo davanti a una semplice svista comunicativa. Siamo davanti a un problema democratico. E il problema non si risolve con il solito “ma era emergenza”. Appunto: proprio perché era emergenza, serviva più verità, non meno. Proprio perché i cittadini erano spaventati, chi governava doveva essere più preciso, non più propagandistico. Proprio perché si stavano comprimendo libertà fondamentali, le parole dovevano essere chirurgiche. Invece furono slogan. &#8220;Vaccinarsi serve a fermare la circolazione del virus&#8221;. &#8220;Vaccinarsi serve a bloccare il contagio&#8221;. &#8220;Il vaccino blocca il contagio&#8221;. &#8220;Non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore&#8221;. Erano frasi che costruivano un clima. E quel clima ha prodotto conseguenze concrete: ostracismo sociale, perdita del lavoro, campagne d’odio, divisioni familiari, discriminazioni legalizzate. Ora, davanti alla frase &#8220;La trasmissione (del virus) non è bloccata&#8221;, nessuno può far finta di niente.</p>
<p><strong>La seconda parte è persino peggiore</strong>. Alla domanda sul perché quell’informazione non fosse stata comunicata, la risposta sarebbe stata: &#8220;Perché non è stata richiesta e perché era parziale&#8221;. Ma come, non richiesta? In quei mesi si parlava solo di quello. Tutta la giustificazione pubblica degli obblighi ruotava attorno a quello. Era il cuore della questione: il vaccinato contagia o non contagia? Riduce la trasmissione? Di quanto? Per quanto tempo? Con quali varianti? Con quali evidenze?</p>
<p>Dire che nessuno lo aveva chiesto è una toppa peggiore del buco. E dire che l’informazione era “parziale” non la rende meno necessaria. Anzi. Proprio perché era parziale, andava comunicata come tale. La scienza non è il santino da esibire in conferenza stampa. È dubbio, misura, limite, trasparenza. Se non sai di quanto un vaccino riduca la trasmissione, non puoi raccontare agli italiani che chi non si vaccina è un assassino potenziale. Puoi dire: protegge te. Puoi dire: può ridurre alcuni rischi. Puoi dire: i dati sono in evoluzione. Non puoi dire: se non lo fai, sei un pericolo pubblico. Questa è la differenza fra informazione e propaganda. Fra sanità pubblica e pedagogia autoritaria. Fra convincere e costringere.</p>
<p>C’è poi il capitolo delle mail interne Aifa, rilanciato da <em>La Verità</em> nello stesso articolo, con il riferimento alle domande del senatore Lucio Malan e all’inchiesta di Fuori dal Coro. Alla richiesta di spiegazioni sulle comunicazioni interne, Magrini avrebbe tagliato corto: &#8220;Ho querelato la trasmissione&#8221;. Bene. Ma la querela non è una risposta politica. Non è una spiegazione scientifica. Non è una ricostruzione dei fatti. È una mossa giudiziaria. Legittima, certo. Ma qui il Paese non ha bisogno di sapere chi ha querelato chi. Ha bisogno di sapere se durante la campagna vaccinale furono date ai cittadini tutte le informazioni rilevanti. Perché<strong> la vera questione</strong> è questa: quanto sapevano? Quando lo sapevano? E perché non lo dissero chiaramente?</p>
<p>Non basta più il solito teatrino degli ex responsabili che arrivano in audizione e parlano come se fossero stati passanti casuali. Erano ai vertici. Decidevano. Firmavano. Comunicavano. Partecipavano alla costruzione di una linea pubblica che ha inciso sulla vita di milioni di persone. E ora non possono cavarsela con &#8220;Di un po’&#8221;. Quel “po’” è diventato il pretesto per un’enorme compressione dei diritti. Quel “po’” è diventato lasciapassare, obbligo, sospensione, umiliazione pubblica. Quel “po’” è stato gonfiato fino a diventare dogma. E chi lo contestava veniva espulso dal consesso dei presentabili.</p>
<p>La Commissione d’inchiesta, a questo punto, ha un dovere: <strong>non accontentarsi delle formule</strong>. Non fermarsi alle mezze ammissioni. Non permettere che la stagione Covid venga archiviata con il solito “abbiamo fatto il meglio possibile”. Perché forse qualcuno ha fatto il meglio possibile. Ma qualcun altro ha fatto propaganda. La verità, oggi, è semplice e scomoda: agli italiani fu detto che il vaccino bloccava il contagio. O quantomeno questo fu il messaggio politico-mediatico dominante. Ora l’ex direttore dell’Aifa dice che no, &#8220;la trasmissione (del virus) non è bloccata&#8221;. E se questa informazione era disponibile, anche solo “parziale”, doveva essere comunicata con chiarezza. Il resto è fuffa. Scientifica, istituzionale, televisiva. Ma sempre fuffa.</p>
<p>Franco Lodige, 7 maggio 2026</p>
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		<title>Medici &#8220;premiati per prescrivere meno&#8221;? No, ecco una lettura più completa del “Modello Modena”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 05:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[modello modena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una lettura più completa del “Modello Modena”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/medici-premiati-per-prescrivere-meno-no-ecco-una-lettura-piu-completa-del-modello-modena/">Medici &#8220;premiati per prescrivere meno&#8221;? No, ecco una lettura più completa del “Modello Modena”</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di precisazione in merito all&#8217;articolo di Elena Ugolini &#8220;Sanità al risparmio: a Modena i medici premiati se prescrivono meno&#8221; pubblicato il 30 marzo 2026</p>
<p>*************************************************************************</p>
<p>Che una parte dei consiglieri che siedono in Assemblea legislativa non gradissero il progetto modenese non è notizia inattesa. Ma una cosa è la dialettica politica, altra cosa sono i <strong>dati</strong>. Che raccontano una storia ben diversa da quella proposta nell’articolo a firma di <strong>Elena Ugolini</strong> ospitato sul sito di informazione Nicolaporro.it.</p>
<p>In primo luogo, la narrazione che riduce l’appropriatezza a un semplice “taglio dei volumi” omette totalmente la logica – e i risultati – del progetto modenese, il cui obiettivo è <strong>misurare, e migliorare la qualità delle prescrizioni</strong>, non la quantità. Ed è esattamente ciò che è accaduto:</p>
<ul>
<li><strong>Si sono ridotte le prescrizioni prive di un vero quesito clinico</strong>, cioè troppo generico ed aspecifico nel campo della motivazione alla visita.</li>
<li><strong>È migliorata la coerenza con le linee guida regionali</strong> e si è ridotta la variabilità ingiustificata tra un medico e l’altro. Vale a dire: ci sono dei criteri precisi per prescrivere ciascuna visita o esame, ed è aumentata la percentuale di richieste che li rispettano.</li>
<li><strong>È aumentata la percentuale di prestazioni appropriate effettivamente prenotate</strong>, segno di un uso più efficiente delle agende e quindi più accesso reale per i cittadini. Se diminuiscono le richieste non necessarie, è più facile accedere alla prestazione per chi di quella visita ha davvero bisogno</li>
</ul>
<p>Non sono esattamente dati negativi e di certo non è il profilo di una “sanità al risparmio”. <strong>Se davvero l’obiettivo fosse “ridurre”, perché mai l’AUSL avrebbe investito in tecnologia diagnostica e formazione ai medici?</strong> Una strategia decisamente costosa per un progetto che avrebbe come fine primario quello di risparmiare.</p>
<p>Infatti, c’è una questione di fondo – probabilmente la più importante dell’accordo – ignorata nell’articolo: <strong>i dispositivi diagnostici di primo livello consegnati ai medici di medicina generale (MMG).</strong> Consapevoli che l’appropriatezza riguarda <strong>l’intero percorso di cura</strong>, dalla prima valutazione clinica fino all’intervento dello specialista, abbiamo verificato se – e dove – si risolve il problema del cittadino, per farlo nella maniera più tempestiva e vicina. Per questo si è lavorato per migliorare gli strumenti a disposizione del MMG per risolvere sin da subito alcuni bisogni di salute – cioè senza dove inviare il paziente a uno specialista &#8211; attraverso <strong>ecografi, ECG, videodermatoscopi</strong>. La medicina in 10 anni si è rivoluzionata, non esiste più solo il fonendoscopio da tenere appeso al collo: oggi ci sono strumenti che permettono al medico di famiglia di essere più preciso, approfondire, migliorare le sue valutazioni, così da evitare invii specialistici non necessari e anzi mandare dallo specialista solo i pazienti che ne hanno veramente bisogno, e con un quesito clinico chiaro, realmente indagabile. <strong>È un investimento sulla prima linea di cura</strong>. I risultati: meno variabilità, più equità, tempi di attesa in calo.</p>
<p>Ecco alcuni dati (tutti ufficiali), su prestazioni considerate critiche e di cui è stata misurata &#8211; in primo luogo &#8211; l’aderenza ai criteri regionali di prescrizione, “l’appropriatezza”. È aumentata: cioè in più casi rispetto al periodo pre-accordo il medico ha prescritto la visita giusta al paziente che ne aveva davvero bisogno. Di conseguenza è diminuito per gli specialisti il “carico” di visite senza un vero e proprio quesito da indagare. In questo modo loro possono dedicarsi ai pazienti che realmente hanno bisogno di un approfondimento di secondo o terzo livello, e questi pazienti trovano spazio nelle agende.</p>
<ul>
<li><strong>Dermatologia</strong>: Appropriatezza dal 51% al 70% / Prime visite prenotate dal 58% al 65% / Tempo di attesa in priorità D: da 58 a 28 giorni</li>
<li><strong>Oculistica</strong>: Appropriatezza dal 51% al 74% / Prime visite prenotate dal 49% al 54% / Attesa in priorità D: da 52 a 26 giorni</li>
<li><strong>Colonscopie</strong>: Appropriatezza dal 67% al 77% / Prime visite prenotate dal 62% al 68% / Attesa in priorità D: da 59 a 29 giorni</li>
</ul>
<p>Se c’è stato un miglioramento significativo della coerenza prescrittiva e della qualità del quesito clinico, è perché – come in tutti i sistemi complessi – anche i migliori professionisti traggono beneficio da strumenti e formazione condivisi, confronti strutturati, analisi dei dati, supporto diagnostico, criteri regionali applicati con coerenza. Il modello è frutto di un lavoro <strong>condiviso</strong>, non calato dall’alto, e l’investimento in tecnologia e formazione è reale e significativo.</p>
<p>Ci sono ancora dei problemi e non lo si è mai nascosto: le prestazioni oggetto dell’accordo sono “solo” 12, dice bene Ugolini, si sta già lavorando su altre. Siamo consapevoli delle criticità, che portano a una continua revisione del sistema: nessuna lista è chiusa, esse <strong>vengono costantemente monitorate e integrate lì dove mancano prestazioni</strong>. Modena storicamente è una delle province con la più alta offerta di prestazioni – in valore assoluto – in tutta la regione. Alcuni singoli casi riportati, peraltro riferiti a prestazioni al momento non oggetto di analisi, come ogni segnalazione individuale vanno presi sul serio, ma non possono essere generalizzati. La ricerca clinica e scientifica si fonda dati, non sull’aneddotica: chi ha studiato statistica medica sa che il campione dev’essere statisticamente significativo per essere utilizzato come paradigma della realtà.</p>
<p>Dire che il sistema “funziona peggio” quando le attese per i cittadini si dimezzano e iniziano a rientrare nei parametri di legge richiede un’interpretazione piuttosto creativa dei numeri. Basta leggere le più recenti ricerche – tra esse il rapporto Oasi 2025 Cergas-Bocconi – per avere conferma che agire solo sull’aumento indiscriminato dell’offerta non porta risultati e che in un periodo in cui le risorse per la sanità non sono sufficienti occorre decidere dove orientarle. Diverse narrazioni consolatorie offuscano oggi il tema cruciale per la sanità pubblica: la necessità che il SSN scelga le proprie priorità di intervento per massimizzare il beneficio collettivo, in una situazione in cui, a fronte di bisogni infiniti di salute dei nostri cittadini, le risorse sono limitate. In Ausl di Modena si è scelto di lavorare insieme ai medici – MMG e specialisti – per dare ai cittadini un sistema in grado di assisterli nel luogo più giusto.</p>
<p>Parlare di modello, infine, è semplicemente riconoscere un percorso che altri territori stanno già valutando di replicare, richiedendo la copia dell’accordo. L’opposizione fa il suo mestiere, e va bene così. Ma quando si approccia la sanità pubblica, la valutazione dovrebbe poggiare su evidenze, non su suggestioni. E le evidenze oggi dicono che <strong>l’appropriatezza non è una strategia di tagli: i medici di famiglia sono</strong> <strong>più forti e più attrezzati tecnologicamente</strong>, non più deboli; <strong>gli specialisti ricevono pazienti con quesiti più chiari; </strong>le liste di attesa si stanno accorciando. Chi vuole raccontare un’altra storia è libero di farlo. Ma i numeri non mentono.</p>
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		<title>Sanità al risparmio: a Modena i medici premiati se prescrivono meno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Ugolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 14:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[modena]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando meno visite significa più premi: il sistema degli incentivi che sta cambiando la medicina di base </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A Modena</strong> i medici di base che hanno un tasso di prenotazione di visite specialistiche o esami ricevono un incentivo econo-mico dall’Ausl. <strong>Un premio di 1,20 euro per assistito</strong>, quindi, fino ad un massimo di 1.800 euro in più all’anno per chi segue 1.500 pazienti. Il bottino extra è legato esclusivamente a traguardi numerici stringenti. E il dottore che ha il tasso di prenota-zione più basso vince il titolo di <strong>“best performer”</strong>, cioè diventa punto di riferimento per i colleghi.</p>
<p>Chi governa la Regione Emilia-Romagna ha il coraggio di presentare questo progetto pilota con il nome di <strong>“Modello Modena”</strong>. Il piano è chiaro: introdurre progressivamente queste regole a tutte le AUSL del territorio. Peccato che il primo esperimen-to, quello modenese appunto, presenti numerose falle.</p>
<p>Ecco la storia. I premi basati sulle prescrizioni sono stati introdotti con<strong> l’accordo stipulato dalla Ausl e la Fimmg</strong> (Federazio-ne Italiana Medici di Medicina Generale) ed entrato in vigore il 1° ottobre 2025. Riguardano “solo” dodici tipologie di presta-zioni: chirurgia vascolare, dermatologia, fisiatria, gastroenterologia, oculistica, otorinolaringoiatria, pneumologia, urologia, tac, risonanze magnetiche, gastroscopie e colonscopie.</p>
<p>E prevede anche <strong>una specie di premio di consolazione</strong>: chi non raggiunge l’obiettivo massimo può comunque ottenere il 70% del premio, a patto di ridurre almeno del 40% le prenotazioni delle 12 prestazioni critiche monitorate.</p>
<p>Il meccanismo per riscuotere quelle somme ha dell’incredibile: il premio scatta se il medico si adegua alle statistiche del “best performer” della provincia, cioè il collega con il minor tasso di prenotazioni per mille abitanti. Ma è chiaro a tutti <strong>che chi prescrive meno, non è automaticamente un medico migliore.</strong> Potrebbe essere semplicemente un medico che presta meno attenzione alla prevenzione o alle cronicità.</p>
<p>Se avete letto con attenzione sin qui, avrete notato che vi ho parlato di tasso di prenotazione, non di prescrizione. Ma c’è un problema: <strong>le prenotazioni dipendono dalle liste d’attesa, che spesso sono chiuse a causa della fila lunghissima di persone.</strong> Con questo accordo quindi un medico di base ottiene un vantaggio dal fatto che le liste d’attesa sono chiuse. Un vero paradosso. Se un dottore, infatti, prescrive un certo numero di visite e tutte quante vengono prenotate, questo viene considera-to meno virtuoso di un collega che ne prescrive lo stesso numero ma ha più pazienti che non riescono a prenotarle o che de-cidono di rinunciare alla prenotazione.</p>
<p><strong>Con questo sistema i vertici sanitari dicono di voler promuovere l’appropriatezza delle prescrizioni,</strong> come se fosse un valore misurabile, un numero, qualcosa di definibile a priori. Non è così. L’appropriatezza, infatti, si fonda su una valutazione caso per caso, ogni paziente è diverso da tutti gli altri. Unendo tutti i pezzi del puzzle, ecco che scopriamo che l’accordo tra Ausl di Modena e Fimmg anziché favorire l’appropriatezza prescrittiva, ha un altro obiettivo: <strong>la diminuzione dei volumi.</strong></p>
<p>È sufficiente osservare uno dei “cruscotti” di monitoraggio messi a disposizione dei medici di medicina generale per accorgersene. Prendiamo per esempio le visite oculistiche.<strong> Tra ottobre 2024 e settembre 2026 il tasso di prenotazione ogni 1.000 assistiti nel Distretto di Modena passa da 59,2 a 24,8.</strong> Questa statistica da sola, non dimostra necessariamente che i medici abbia-no prescritto meglio. Dimostra soltanto che le prenotazioni calano. E se un sistema premia proprio quel calo, il ri-schio è evidente: non si incentiva l’appropriatezza, si incentiva l’abbassamento dell’indicatore. Si genera un effetto distorsivo per cui più il paziente incontra ostacoli, meno riesce a prenotare e più il sistema appare virtuoso sulla carta. Poco importa se dietro quel miglioramento apparente ci sono cittadini che rinunciano, aspettano troppo oppure tirano fuori i soldi di tasca propria.</p>
<p>Quando in Consiglio Regionale ho chiesto a Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute, di fare chiarezza, e ho conte-stato i numeri che erano circolate nelle settimane scorse a riprova del fatto che il “Modello Modena” è di successo, ha ribadito che l’accordo è pensato per indurre i medici di base a <strong>“prescrivere meglio”.</strong> Quindi, ha sventolato un dato nuovo, apparente-mente incoraggiante: l’aumento della percentuale di prescrizioni che si trasformano in prenotazioni, paragonando il periodo pre e post accordo.</p>
<p>Ma quando dalla formula si passa ai numeri veri, quelli assoluti, <strong>la musica cambia.</strong> Nel periodo pre-accordo, tra settembre 2024 e gennaio 2025, le prestazioni prescritte dai medici modenesi erano state 193.954. Nello stesso periodo dell’anno successivo, con l’accordo entrato in vigore, sono scese a 144.386.</p>
<p><strong>Ma perché ci sono quasi 50 mila prescrizioni in meno?</strong> Davvero potremmo concludere che l’intesa tra l’Ausl di Modena e la Fimmg sta portando i suoi frutti? Oppure su quel dato hanno un impatto anche gli accordi di budget tra l’Ausl e la specialisti-ca ambulatoriale grazie ai quali lo specialista può prescrivere direttamente senza passare dai medici di base? E poi, perché una quota enorme di prescrizioni continua a non arrivare mai al CUP e trasformarsi in prenotazioni?</p>
<p><strong>Cosa sta succedendo realmente?</strong> Quanti cittadini modenesi trovano liste d’attesa infinite o persino chiuse, e per questo rinun-ciano alle cure o fuggono nel privato? C’è anche un elemento tecnico che altera la lettura dei dati: se il medico che prescrive appartiene a un’Ausl e il paziente esegue la visita in un’altra Azienda Sanitaria, la registrazione può non essere immediata.</p>
<p>Capite bene che si rischia di spacciare per<strong> &#8216;appropriatezza&#8217;</strong> quello che è un peggioramento dell&#8217;accesso alle cure.<br />
E non è tutto, anche il numero assoluto delle prenotazioni è calato. Si passa da 90.378 a 86.795. Le percentuali su cui l’assessore Fabi fonda la sua narrazione sono quindi uno specchietto per allodole. In verità il sistema non funziona meglio.</p>
<p><strong>La conferma arriva dai cittadini.</strong> Poche ore dopo la mia interrogazione in Aula, mi hanno scritto diverse persone che vivono nella provincia di Modena. E mi è bastato leggere le loro testimonianze per scoprire che, anche questa volta, la realtà è molto differente da quella narrata da chi governa la Regione Emilia-Romagna.</p>
<p>Una signora di Carpi mi ha raccontato che per una visita fisiatrica le è stato dato appuntamento a fine anno e che non riesce a trovare posto nemmeno a pagamento. Un altro cittadino mi ha segnalato che, per una risonanza cerebrale richiesta a Baggiovara, il primo posto disponibile sarebbe nel 2028. Tra due anni!</p>
<p>In questa vicenda si annida anche una questione politica. Si vuole far credere che il modello modenese sia la traduzione obbli-gata degli indirizzi regionali in materia di appropriatezza. Non è così. L’accordo regionale parla di appropriatezza. <strong>Il codice deontologico dei medici la richiama con chiarezza.</strong> Ma per fortuna nessuno dei due impone parametri esclusivamente quantitativi come quelli scelti dall’Ausl di Modena.</p>
<p>Anziché chiedere a tutta la Regione di omologarsi a Modena, farebbero meglio a fare qualche passo indietro. Questo accordo presuppone che i medici prescrivano in maniera inappropriata, <strong>smettiamo di chiamarlo “Modello Modena”.</strong></p>
<p>Elena Ugolini, 30 marzo 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/sanita-al-risparmio-a-modena-i-medici-premiati-se-prescrivono-meno/">Sanità al risparmio: a Modena i medici premiati se prescrivono meno</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Natale, il nutrizionista: &#8220;Ecco il segreto per ingrassare solo mezzo chilo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 15:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le indicazioni di Giorgio Calabrese per il pranzo natalizio e il Cenone di Capodanno</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mangiare bene anche durante le <strong>festività natalizie</strong> è possibile, senza rinunce drastiche e senza ritrovarsi a gennaio con qualche chilo di troppo. A ribadirlo è <strong>Giorgio Calabrese,</strong> medico nutrizionista e presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del ministero della Salute, che all’<em>Adnkronos Salute</em> ha tracciato una sorta di “vademecum” per affrontare le feste con equilibrio.</p>
<p>Il punto di partenza è semplice: se si gode di buona salute e si è in forma, qualche eccezione alla regola è concessa. Ma con limiti ben precisi. «Se stiamo bene e in forma, e godiamo di buona salute, ogni tanto una piccola trasgressione possiamo concedercela. Vale anche in occasione delle festività natalizie. <strong>Ma sia chiaro, lo &#8216;strappo&#8217; è ammesso solo per la cena della Vigilia, per il pranzo di Natale e per il veglione di Capodanno</strong>: quindi 24, 25 e 31 dicembre. Per tutti gli altri giorni, invece, dobbiamo seguire alcune semplici regole. Obiettivo: non ingrassare, ma limitarci a prendere non oltre mezzo chilo».</p>
<p>Dopo i pasti più abbondanti, il nutrizionista suggerisce di riequilibrare subito l’alimentazione. «Se durante la Vigilia e il pranzo del 25 abbiamo trasgredito a tavola tra primi, secondi, dolci, vino e spumante – spiega Calabrese – la sera di Natale basteranno una insalatona e un frutto». Anche il 26 dicembre, Santo Stefano, va affrontato come una giornata normale: «È sì una ricorrenza importante per noi cristiani, ma non una festa godereccia». A pranzo sono sufficienti «60-70 grammi di pasta con legumi o verdure», <strong>verdure a volontà</strong> e un frutto, mentre a cena via libera a «pesce al sale, in alternativa carne bianca o del formaggio, una porzione di verdure, 50 grammi di pane integrale e un frutto».</p>
<p>Questo schema permette di arrivare senza sensi di colpa al <strong>cenone di Capodanno,</strong> che per Calabrese è equiparabile al Natale per quanto riguarda le concessioni a tavola. Il giorno successivo, però, occorre tornare alla moderazione: «sicuramente ci si alza più tardi, allora bisogna unire la prima colazione con il pranzo: spazio alla carne bianca o in alternativa alla bresaola o a del prosciutto, con della verdura e 50 grammi di pane integrale e un frutto». La sera meglio qualcosa di leggero, come «un minestrone con della pasta o del riso, verdure e un frutto».</p>
<p>Immancabile il capitolo dolci. <strong>Panettone o pandoro non sono banditi, ma con misura:</strong> «è concessa una sola fetta al giorno», preferibilmente a colazione oppure come spuntino pomeridiano. Seguendo queste indicazioni, assicura lo specialista, «non si prenderanno i soliti 2-3 chili post-festività, ma al massimo 500 grammi».</p>
<p>Infine uno sguardo alle abitudini degli italiani: secondo Calabrese, il Natale 2025 conferma la centralità della <strong>dieta mediterranea.</strong> «La cucina nostrana, che l&#8217;Unesco ha appena riconosciuto in questi giorni &#8216;patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità&#8217;, fa bene alla salute e alle nostre tasche», anche perché inseguire mode gastronomiche straniere «alla fine costa di più». Una ragione in più per riscoprire equilibrio e tradizione, anche sotto le feste.</p>
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		<title>Bisogna parlare di quanto rivelato in Commissione Covid</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 10:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le persone audite, anche Matteo Bassetti. Che ha confermato ciò che in tanti ritenevano scontato</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 17 novembre scorso la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia di <strong>Covid</strong> ha scritto un altro capitolo della sua storia infinita. Sono stati auditi alcuni autorevoli personaggi, tra cui <strong>Matteo Bassetti,</strong> ordinario di Malattie infettive presso l&#8217;Università degli Studi di Genova.</p>
<p>Ebbene, rispondendo a molte domande – l’intervento è durato circa un’ora e quaranta , il medico genovese ha ripercorso, dal suo punto di vista, una delle fasi più controverse della nostra democrazia, raccontando una storia che in molti non addetti ai lavori, compreso il nostro blog, avevano intuito sin dai primi, sospetti riscontri divulgati dalle fonti ufficiali. Ovvero, Bassetti ha candidamente dichiarato che “<strong>almeno il 50% dei decessi attribuiti al Covid-19 sarebbero stati causati da ben altre malattie già presenti</strong>”, e che quindi – testualmente – a suo dire non si trattava di persone morte di Covid, bensì morte con il Covid.</p>
<p>Non solo, il primario delle Malattie infettive del San Martino di Genova ha anche espresso la sua <strong>iniziale contrarietà al lockdown,</strong> ritenendolo quanto meno eccessivamente lungo, ed alla maggior parte di quelle strampalate misure – tra cui il coprifuoco notturno, il fatto che si potesse mangiare negli autogrill e non nei ristoranti, le mascherine e parecchi altri divieti che hanno “allietato” la nostra esistenza per parecchio tempo -. Inoltre, specificando di non aver mai avuto un ruolo direttivo durante la pandemia, ma solo “quello di un opinion leader”, ha anche aggiunto che<strong> come cittadino poteva anche essere contrario al green pass</strong> – che a mio avviso rappresenta, insieme all’obbligo vaccinale, il punto più basso toccato dal nostro sistema democratico &#8211; , ma che se lo avesse esplicitato, ciò non avrebbe avuto alcun effetto sostanziale sulla sua applicazione.</p>
<p>Infine, ha tenuto a precisare che secondo lui gli esorbitanti numeri sia dei presunti morti di Covid e sia dei contagi sono essenzialmente da attribuire ad un aspetto che, ascoltando molti suoi colleghi sparsi nel mondo, ha caratterizzato solo il nostro Paese: <strong>un inverosimile, inutile e costante utilizzo dei tamponi a tappeto</strong> che ancora oggi, ha tenuto a precisare, caratterizza alcuni reparti di molti ospedali italiani.</p>
<p>Ciononostante, malgrado il suo ragionevole intervento portasse ad una conclusione ben diversa, egli ha comunque tenuto ad affermare la correttezza dell’obbligo vaccinale. Deliberazione che, a suo dire, sarebbe scaturita osservando costantemente la quantità e la tipologia delle persone che, in quegli anni, venivano ricoverate nel suo reparto.</p>
<p>Eppure, il numero esorbitante di asintomatici e paucisintomatici che emersero già nella prima indagine sierologica effettuata dal professore Crisanti a Vo’ Euganeo, durante la fase più cattiva del virus, chiarendo sin da subito che <strong>il rischio per i soggetti immunocompetenti era prossimo allo zero</strong>, ancora oggi non smuovono Bassetti dalla sua granitica convinzione sui vaccini sperimentali imposti di fatto a tutti attraverso l’abominevole ricatto del green pass. D’altro canto, questa convinzione, che caratterizza ancora le virostar di quel periodo di terrore trasmesso a mezzo stampa, sembra un vero e proprio intoccabile tabù le cui recondite ragioni, almeno in molti casi, restano ancora un mistero insondabile.</p>
<p>Claudio Romiti, 20 novembre 2025</p>
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		<title>Dite addio a uova, pesce e carne. Oms e Lancet preparano la &#8220;dieta del futuro&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/dite-addio-a-uova-pesce-e-carne-oms-e-lancet-preparano-la-dieta-del-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 18:11:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[oms]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le manovre delle grandi istituzioni globali contro la dieta mediterranea. E tanti saluti anche al latte</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le grandi istituzioni globali hanno deciso che il nostro piatto quotidiano va rivoluzionato. <strong>OMS</strong> e <strong>Commissione EAT‑Lancet</strong> ci propongono la “planetary health diet”, ma non illudiamoci: non si tratta di salute o altruismo, quanto piuttosto di orientare, modificare, (e controllare?) la produzione alimentare e di come il cibo viene distribuito sul pianeta. Testuale: “<a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://eatforum.org/wp-content/uploads/2025/09/EAT-Lancet_Commission_Summary_Report.pdf"><em>A diet rich in plant‑based foods and with fewer animal‑source foods confers both improved health and environmental benefits</em></a>”¹. Tradotto per chi ama i numeri: circa 14 grammi di carne rossa al giorno – due cucchiai da zuppa – e latticini ridotti a porzioni da ridere. Un taglio del 70% della carne rossa e del 50‑60% di latte e formaggi rispetto a quanto siamo abituati.</p>
<p>E allora guardiamo le zone blu, quei posti dove la gente vive cent’anni e passa senza preoccuparsi delle slide di OMS e Lancet. Hong Kong, per esempio, consuma in media 664 g di carne al giorno a testa – due bistecche da 10 once – e i suoi abitanti non sembrano affatto in affanno, anzi, <a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://www.scifac.hku.hk/news/ghgasresearch">sono tra i più longevi sul pianeta</a>². Madre Natura, a quanto pare, ignora le linee guida internazionali.</p>
<p>Nel frattempo, l’OMS <a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://www.who.int/news-room/articles-detail/call-for-experts-to-develop-a-who-guideline-on-consumption-of-ultra-processed-foods">annuncia linee guida anche sugli “ultra‑processed foods”</a>³, ma la definizione è così nebulosa che chiunque cerchi di capire cosa significh<a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://www.nature.com/articles/d41586-025-02750-0">i si perde in un mare di confusione</a>⁴. La dieta universale della EAT‑Lancet è perfetta sul piano teorico… se l’obiettivo fosse ridurre la libertà di scelta e controllare cosa mangiamo. In pratica può provocare carenze nutrizionali: iodio, vitamina B12, zinco e simili diventano miraggi per bambini, <a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37019361/">donne in gravidanza e anziani</a>⁵.</p>
<p>E se sei povero? La dieta planetaria<a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(19)30447-4/fulltext"> costa un occhio della testa nei paesi a basso reddito</a>⁶, mentre gli europei possono permettersi le loro <em>bowl vegane</em> da Instagram e <strong>sentirsi moralmente superiori</strong>. Tradizioni e gusto? Dimenticatele. Latte pastorizzato? Troppo “processato” per piacere agli ideologi delle linee guida.</p>
<p>Infine, pensa agli <strong>allevatori</strong>, <strong>pescatori</strong> e <strong>produttori</strong> <strong>di</strong> <strong>formaggi</strong>: questa dieta ridotta a due cucchiai di carne al giorno li costringerebbe a reinventarsi la vita o sparire dal mercato. Senza supporti concreti, l’utopia di controllo alimentare rischia di trasformarsi in un incubo economico.</p>
<p>In sintesi: definizioni vaghe, rischi nutrizionali, disuguaglianze sociali, impatti economici e <strong>ignoranza culturale</strong> rendono la “dieta del futuro” un esercizio di gestione globale più che un piano praticabile. Preparati: tra qualche anno mangeremo soia (responsabile della deforestazione in Amazzonia&#8230;) ci sentiremo moralmente superiori… mentre qualcun altro decide quanta carne possiamo avere nel piatto.</p>
<p>Nicola Porro, 5 novembre 2025</p>
<p>[1] EAT‑Lancet Commission. Healthy Diets From Sustainable Food Systems: Summary Report. The EAT‑Lancet Commission. <a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://eatforum.org/wp-content/uploads/2025/09/EAT-Lancet_Commission_Summary_Report.pdf">https://eatforum.org/wp-content/uploads/2025/09/EAT-Lancet_Commission_Summary_Report.pdf</a><br />
[2] Faculty of science the university of Hong Kong. The HKU research shows that Hong Kong has one of the highest meat consumptions per capita in the world at 664g/day/capita (equivalent to two pieces of 10-oz steak). Pork and beef consumption are the highest, with average daily consumption four times higher than the UK.<a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://www.scifac.hku.hk/news/ghgasresearch">https://www.scifac.hku.hk/news/ghgasresearch</a><br />
[3] World Health Organization. “Call for experts to develop a WHO guideline on consumption of ultra‑processed foods”. 15 May 2025. <a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://www.who.int/news-room/articles-detail/call-for-experts-to-develop-a-who-guideline-on-consumption-of-ultra-processed-foods">https://www.who.int/news-room/articles-detail/call-for-experts-to-develop-a-who-guideline-on-consumption-of-ultra-processed-foods</a><br />
[4] “Ultra‑processed foods — it’s time for an improved definition”. Nature. 3 Sept 2025. <a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://www.nature.com/articles/d41586-025-02750-0">https://www.nature.com/articles/d41586-025-02750-0 Nature</a><br />
[5] “Higher adherence to the EAT‑Lancet reference diet is associated with higher nutrient adequacy in the NutriNet‑Santé cohort”. American Society for Nutrition, 2023. <a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37019361/">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37019361/</a> PubMed<br />
[6] “Affordability of the EAT–Lancet reference diet: a global analysis”. The Lancet Global Health. 2020. <a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(19)30447-4/fulltext">https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(19)30447-4/fulltext</a> The Lancet</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/dite-addio-a-uova-pesce-e-carne-oms-e-lancet-preparano-la-dieta-del-futuro/">Dite addio a uova, pesce e carne. Oms e Lancet preparano la &#8220;dieta del futuro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Siamo in lacrime: Burioni ha lasciato i social</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/siamo-in-lacrime-burioni-ha-lasciato-i-social/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Max Del Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 07:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[roberto burioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=284620</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ma è tutto vero? Non ci credo. Non può essere. Il virologo divulgatore l'ha fatto?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/siamo-in-lacrime-burioni-ha-lasciato-i-social/">Siamo in lacrime: Burioni ha lasciato i social</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho le lacrime. Non ci credo. Ma giura? <strong>Eh sì, è tutto vero</strong>: nel primo pomeriggio di un giorno da cani esce la notizia che ferma il mondo e non ha niente a che vedere con le fobie che la presunta “fine della storia” è costretta a riciclare per tenerci nella schiavitù della paura: guerre globali, pandemie da laboratorio, catastrofi climatiche nella testa di chi le vede (e nella tasca di chi ci guadagna), fino alle nostre tragedie minime, le Lelle che come apre bocca sono emorragie di eletti, i Conte che se la candidano e se la eleggono da soli, i Bone&amp;Frato che se la candidano e se la eleggono meglio se con precedenti, le Ilaler Salis che si selfano in bici modaiola da provetta influencer griffata BCE. Tutto questo è minima immoralia, è niente:<strong> l&#8217;apocalisse vera è che Burioni, il virologo, lascia Facebook</strong>. Lo annuncia lui stesso con un fluviale intervento su Facebook: speriamo sia il canto del cigno, o dell&#8217;asino per scomodare un animale nobile che però lui suole paragonare agli infedeli del vaccino e del suo stesso verbo.</p>
<p>Intervento alluvionale anche per la spocchia a denominazione di origine controllata: Burioni si epicizza, e Virgilio usa meno canti per celebrare Enea. “Dieci anni fa, mentre ero a La Jolla a insegnare insieme alla mia famiglia&#8230;”. Comincia così la Burioneide una vita spericolata “che, da professore ordinario del San Raffaele, non potevo certo immaginare.”. Come dicono tutti quelli che si sentono famosi e ce lo vogliono far sapere. <strong>L&#8217;addio dell&#8217;allegro virologo è straziante</strong>, ma lievemente piombato: come tutti i soddisfatti di sè, egli articola le preziose, originalissime, imperdibili riflessioni, quasi un flusso di coscienza, in punti numerati, didattici, a beneficio di asini, sorci, insomma di chi lo segue a partire dai novax cui ha più volte riservato epiteti senza limiti (qui ne ha anche per l&#8217;intollerato Kennedy jr, sistemato con scientifica autorevolezza: “<strong>Dopo dieci anni il mondo è cambiato,</strong> è arrivata e fortunatamente passata una pandemia, la scienza ha fatto passi da gigante, ma anche l&#8217;ignoranza non è rimasta ferma (basta guardare chi è il ministro della Sanità negli USA)”.</p>
<p>Alle corte: “È arrivato il momento di cambiare e tra poco trasferirò la mia attività divulgativa (sic) su Substack, ed è doveroso spiegarvi il perché”. Che noi riassumiamo alla buona: va su Substack perché sta diventando di moda e consente di monetizzare. “Sono disposto a impiegare gratuitamente il mio tempo e <strong>la mia competenza acquisita con faticoso studio</strong> per informare i cittadini, ma non per fare arricchire ulteriormente qualcuno già ricchissimo”. Ce l&#8217;avrà con qualche collega che si è fatto la villa palladiana? Comunque si è accorto che i social lo sfruttano, popolare e autorevole com&#8217;è, ma non ha “intenzione di contribuire a un&#8217;agenda a me sconosciuta”, qualsiasi cosa voglia dire. Poi, si capisce che “sono in molti quelli che apprezzano questi scritti, ma dopo 10 anni sono stanco di essere utilizzato come <strong>sputacchiera”.</strong> Ma come? Tutti pazzi per Buro, e però lo sputacchiano? Mah, sarà che l&#8217;eccesso di ego-agnizione disperde un po&#8217; la cognizione, si percepiscono solo le reazioni, mai le azioni. Burioni è quello che da anni nega, sprezzando ogni prova contraria, ed è una provocazione insopportabile, qualsiasi effetto avverso in capo ai vaccini Covid: basta la parola, come anni fa quel prodotto coadiuvante, parola sua, dal pulpitino di Fazio o dai social. Solo che da Fazio nessuno lo rimbecca, sui social sì e allora basta ciccate. Davvero? Burioni è lo stesso che ebbe a offendere con una sola parola, “capisco”, una ragazza in credito con la vita, e si vedeva (siamo diventati amici), senza neppure la decenza di scusarsi. Le sue uscite si potrebbero lasciare al tempo che trovano non fosse per un dettaglio: suonano vagamente funzionali, qualcuno ha parlato di finestra di Overton alla rovescia o anticipata: ora egli propone un registro dei contrari ai vaccini a mRNA, in modo da non curarli se si ammalano di cancro; ora <strong>si scaglia contro una dottoressa “novax” promossa in grado istituzionale</strong>, ora se la prende con due medici critici in commissione di rischio, e, quando il tremebondo ministro li silura, sbaraccando, esulta come un ultrà.</p>
<p>Non una specifica solo sua, va detto: succede quando ci si crede molto più di quanto non si sia e il tipo umano del virologo che abbiamo imparato a conoscere, e a riconoscere, è quello di uno che si è proprio montato la testa, su tutto lancia anatemi e soluzioni, discetta, ammonisce, ironizza, si propone, si considera immanente, si vede pensa provvidenziale, si immagina in politica, coacervo mistico fra stupor mundi e salvator mundi, calato dal Padreterno sulla terra per salvare i pazienti e i “somari maleducati”, altrimenti definiti “somari a 365 gradi” in una seducente fusione di geometria calendaristica. Di tanta speme questo oggi ci resta: “<strong>Siccome l&#8217;accesso ai miei contenuti sarà a pagamento</strong>, chi vuole sputare dovrà lasciare in ogni caso un numero di carta di credito. La quota mensile sarà irrisoria (sto cercando di capire come fare per non dovere pagare io, perché ci sono dei costi fissi sulle transazioni, penso che sarà meno di 2 euro) <strong>e non mi arricchirà certamente</strong>: servirà per ora a tenere lontani quelli che non sono interessati”. Marachello, marachello: tu sogni folle oceaniche di iscritti: “Ho deciso di darmi sei mesi di prova e mi sono prefisso un numero minimo di abbonati: se prima dell&#8217;estate vedo che non è stato raggiunto, chiuderò substack prendendo atto dello scarso interesse. Per questo fate solo abbonamenti mensili e non annuali, non potrei rimborsarvi”. Sì, abbiamo capito, è tutto meravigliosamente chiaro, ma anche lì se uno vuole la scatarrata arriva e pensare che uno rinunci a pagare una quota irrisoria per il piacere di insultarti, è ottimistico come credere che i vaccini non facciano niente, anzi addirittura immunizzino. “Scegliete Astrazeneca, è ottimo e sicuro”. Muore Camilla Canepa, a causa dell&#8217;Astrazeneca, certificata da un tribunale, e lui: “Non chiedete a me, chiedete ad Astrazeneca”. Che nel frattempo ha ritirato il suo vaccino. Serve altro? In una cosa questo ha ragione, <strong>agire per vie legali è inutile in Italia</strong>, inutile e folle, se no uno come me, nella mia condizione di paziente oncologico post vaccinale, l&#8217;avrebbe fatto subito, e “a 365 gradi”. Ma coi magistrati che fanno l&#8217;ovazione a Ranucci, mister 220 querele?</p>
<p>Tutto il resto francamente è noia e superflua noia consacrata al vittimismo di uno che quanto a sputacchi dovrebbe solo starsi zitto. Ma non temete voi che pendete dal Verbo, voi valete più di molti passeri e anche somari e Burioni mica vi abbandona: “Ovviamente continuerò con la divulgazione televisiva a <em>Che Tempo Che Fa</em>, con gli editoriali su <em>La Repubblica</em> e con i libri, uno dei quali lo sto scrivendo proprio ora e uscirà prossimamente”. Ovviamente. La pubblicità, anche semanticamente zoppicante, stilisticamente sgangherata, è l&#8217;anima del commercio e anche della Scienza. A proposito: <strong>l&#8217;eterno addio si chiude con una curiosa<em> excusatio non petita</em></strong>: “PS: &#8220;negli ultimi quattro anni&#8221; non ho ricevuto un euro non solo da ognuno di voi che ha potuto leggere gratuitamente questa pagina (e ci mancherebbe, su Facebook&#8230; apposta trasloca), ma neanche &#8211; per citare una formula divenuta recentemente popolare &#8211; con &#8220;soggetti portatori di interesse in campo sanitario&#8221;”. Bravo, lo spieghi al collega Pregliasco il quale rivendica l&#8217;opposto, “mi hanno pagato tutti quindi sono libero”, con ardita logica virologica a seguire la quale, si dovrebbe concludere che Burioni è schiavo di chissà quali condizionamenti.</p>
<p>Sempre in punto di logica, fuori da riferimenti personali, anche certe signorine su onlyfans, che non è una onlus, riferiscono con orgoglio di avere così tanti committenti da sentirsi obbligate solo verso loro stesse. Ma insomma se la vedessero loro, se c&#8217;è una cosa che abbiamo imparato a capire di questi virologi mediatici è la loro vanità, l&#8217;ambizione, la presunzione, quasi mai scevra da maleducazione: non ce n&#8217;è uno che non si sia segnalato per tracotanza e anche, diciamolo, per invidia o malanimo verso i colleghi-starlette. In definitiva, che un medico usi i social per far sapere che li abbandona, sentendosi in dovere di rassicurare i fan, tipo Lady Gaga, la dice lunga del disagio del tempo. Ed è questa, forse, al di là di ogni altra considerazione o sospetto, <strong>la vera ragione che induce un Burioni a sfilarsi dalle piattaforme non filtrat</strong>e: cretini e molestatori sono dappertutto, ma uno così ce l&#8217;ha messa tutta per crearseli, stanarli, fomentarli. Lungi dall&#8217;azzardare l&#8217;ombra di un&#8217;autocritica, e per un medico è grave, lui si consacra ancor più al vertice e nel vortice dell&#8217;esaltazione coi toni supponenti che abbiamo imparato a riconoscergli: “Ho ricevuto offerte molto allettanti, ma ho ritenuto che non fossero compatibili con l&#8217;attività di divulgazione che avevo intenzione di condurre e che ho effettivamente condotto. Per fortuna guadagno bene facendo il professore e quello che ho mi basta e mi avanza”. Però si mette su Substack, a pagamento, quando potrebbe prodursi gra-dui-da-mende.</p>
<p>Ho le lacrime. Dal ridere.</p>
<p>Max Del Papa, 30 ottobre 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/siamo-in-lacrime-burioni-ha-lasciato-i-social/">Siamo in lacrime: Burioni ha lasciato i social</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>La clava di Burioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 13:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Orazio Schillaci]]></category>
		<category><![CDATA[roberto burioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro Orazio Schillaci si è piegato alle pressioni delle virostar. Ma i professoroni durante il Covid hanno collezionato errori a gogo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-clava-di-burioni/">La clava di Burioni</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul tema delle contestazioni al ministro della Salute <strong>Orazio</strong> <strong>Schillaci</strong>, a cui non si perdona di essere perennemente sdraiato sulla assai controversa gestione della pandemia di Covid-19, era inevitabile che scendesse in campo <strong>Roberto</strong> <strong>Burioni</strong>, uno dei più ferventi sostenitori di quelle demenziali restrizioni che hanno allietato la nostra esistenza per alcuni anni.</p>
<p>Ebbene, proprio in merito <a href="https://www.nicolaporro.it/schillaci-fa-risorgere-speranza-laberrante-frase-sulla-scienzah/">all’ultima bravata del <strong>successore di Speranza</strong></a>, che sommerso dalle critiche dei talebani virali, ha sciolto un organo consultivo da lui stesso nominato, in quanto vi erano <a href="https://www.nicolaporro.it/e-tornata-la-censura-covid-ecco-il-video-che-ha-condannato-il-presunto-no-vax/" target="_blank" rel="noopener">due medici assai critici sull’obbligo vaccinale imposto durante la pandemia</a>, il Pts (Patto trasversale per la scienza), messo in piedi da Burioni nel 2019, all’indomani della nomina dei due professionisti ha presentato una petizione su <em>change.org</em>, indirizzata direttamente a Schillaci, in cui si raccoglievano le firme per chiedere l’immediata revoca dei due presunti no-vax.</p>
<p>Di seguito il testo integrale della petizione, la quale rappresenta un interessante e sintetico compendio di una evidente espressione di <strong>scientismo dogmatico</strong> e che assai probabilmente avrà contribuito alla retromarcia del ministro:</p>
<p><em>“Il Patto Trasversale per la Scienza, PTS, insieme a professioniste e professionisti della Sanità, e rappresentanti della società civile, preoccupato per il futuro della Salute Pubblica in Italia e dell&#8217;approccio scientifico alla salute, chiede con forza la revoca immediata delle nomine di <strong>Paolo Bellavite</strong> ed <strong>Eugenio</strong> <strong>Serravalle</strong> all’interno del NITAG – il Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni. Questi due membri sono noti per aver espresso posizioni pubblicamente critiche e spesso ideologiche contro i vaccini, in particolare contro quelli pediatrici e contro i vaccini anti-Covid.</em></p>
<p><em>I due medici non vantano una solida produzione scientifica in ambito vaccinale, né riconoscimento accademico in materia di immunizzazione. In passato, hanno pubblicato e promosso contenuti pseudoscientifici, <strong>mettendo in dubbio la sicurezza e l’efficacia dei vaccini</strong>, e sostenendo teorie prive di fondamento. Queste nomine rappresentano un grave segnale di legittimazione di teorie antiscientifiche, che rischia di minare la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni sanitarie; favorire l’esitazione vaccinale, già in crescita in molte fasce della popolazione; compromettere la credibilità del NITAG, screditando anche i suoi membri altamente qualificati; <strong>indebolire la cultura della prevenzione</strong>, fondamentale per la salute collettiva.</em></p>
<p><em>Con questa petizione, ci opponiamo all’ingresso delle pseudoscienze nelle istituzioni. Difendiamo la scienza, la salute, la responsabilità civile. <strong>Chiediamo scelte basate su fatti, non su ideologie</strong>. </em><em>Firma anche tu. Difendiamo insieme il valore della scienza e della salute”.</em></p>
<p>Come si può ben vedere, il termine “<strong>scienza</strong>” o espressioni come “<strong>approccio</strong> <strong>scientifico</strong>” e “valore della scienza” vengono usati a profusione a mo’ di clava per bastonare gli eretici che non si inchinano all’unico verbo che si intende imporre e per spaventare le persone più emotivamente fragili paventando un attacco portato alla salute pubblica da chi non la pensa come loro.</p>
<p>Tutto questo, occorre sottolineare in chiusura, malgrado i dati consuntivi della gestione pandemica, in cui i sacerdoti della <em>scienzah</em> hanno svolto un ruolo determinante, hanno dimostrato che <strong>sono state raccontate una infinità di balle</strong> proprio a scapito della salute pubblica.</p>
<p>D’altro canto, se realmente i due eretici contestati da Burioni e soci avrebbero infangato la <em>scienzah</em>, contestando ad esempio l’obbligo vaccinale per una malattia che secondo i talebani del virus ci avrebbe sterminati, per quale motivo da molto tempo quasi più nessuno si vaccina contro un virus che evidentemente mortale non era? Ai depositari del dogma sanitario l’ardua sentenza.</p>
<p>Claudio Romiti, 20 agosto 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-clava-di-burioni/">La clava di Burioni</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;Qualcosa non va&#8230;&#8221;. Salvini e Lollobrigida silurano Schillaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2025 12:08:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lollobrigida]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Orazio Schillaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maretta nel governo: dopo l'azzeramento del Gruppo Vaccini, Lega e FdI criticano apertamente il ministro della Salute</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/qualcosa-non-va-salvini-e-lollobrigida-silurano-schillaci/">&#8220;Qualcosa non va&#8230;&#8221;. Salvini e Lollobrigida silurano Schillaci</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è infine acceso un forte dibattito all’interno del <strong>governo</strong> <strong>italiano</strong> dopo la decisione del ministro della Salute <strong>Orazio Schillaci</strong> <a href="https://www.nicolaporro.it/gruppo-vaccini-schillaci-revoca-le-nomine-ira-di-meloni-non-concordato/" target="_blank" rel="noopener">di revocare tutti e 22 i componenti del Nitag</a>, il comitato consultivo che si occupa della definizione delle politiche vaccinali nel paese. Questa decisione ha portato a reazioni immediate e molto critiche, soprattutto da parte del vicepremier e ministro delle Infrastrutture <strong>Matteo</strong> <strong>Salvini</strong> e del ministro dell’Agricoltura <strong>Francesco</strong> <strong>Lollobrigida</strong>.</p>
<h2>Le motivazioni dietro la revoca della commissione vaccini</h2>
<p>La revoca del comitato è arrivata dopo che due membri, <strong>Paolo</strong> <strong>Bellavite</strong> (ematologo) e <strong>Eugenio</strong> <strong>Serravalle</strong> (pediatra che ha insegnato all’Università di Padova), erano stati accusati di sostenere posizioni considerate no vax o comunque controverse. Questi due professionisti <a href="https://www.nicolaporro.it/e-tornata-la-censura-covid-ecco-il-video-che-ha-condannato-il-presunto-no-vax/" target="_blank" rel="noopener">avevano espresso dubbi sull’obbligo vaccinale</a> per i minori, spiegando di non definirsi contrari ai vaccini, ma di voler discutere apertamente di tematiche scientifiche spesso viste solo dal punto di vista dominante.</p>
<h2>Le parole di Salvini: “Al ministero qualcosa non va”</h2>
<p><strong>Matteo</strong> <strong>Salvini</strong>, leader della Lega, ha criticato apertamente la scelta di Schillaci, dichiarando: “Qui non ci sono dei dogmi e da un comitato consultivo di 20 persone azzerare chi non la pensa come il mainstream non mi sembra scientificamente corretto. Detto questo, il Ministro ha deciso, ha deciso di testa sua, cioè prima ha nominato la Commissione, poi se l’è auto azzerata&#8221;. Salvini ha aggiunto che “<strong>evidentemente al ministero c’è qualcosa che non funziona</strong> perché o si è distratto prima o si è distratto dopo delle due l’una, visto che le ha firmate lui e li ha rimossi lui”.</p>
<h2>L’intervento di Lollobrigida: “La scienza dominante non è sempre giusta”</h2>
<p>Anche Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e figura di rilievo di Fratelli d’Italia, è intervenuto nella discussione. “<strong>Gli organismi plurali servono a contenere idee differenti</strong>” ha detto, specificando che la storia insegna come “non sempre il pensiero scientifico dominante è quello giusto. Lo è statisticamente, ma lasciare spazio a tesi diverse e non soffocarle è la strada maestra&#8221;. Lollobrigida ha poi affermato che Schillaci ora gode di ampio consenso &#8220;anche tra le opposizioni&#8221;, un secondo <em>schiaffone politico</em> mica da nulla.</p>
<h2>FdI difende Schillaci</h2>
<p>All&#8217;interno della maggioranza di governo, queste scelte hanno generato nuove spaccature. <strong>Licia</strong> <strong>Ronzulli</strong>, vicepresidente del Senato di Forza Italia, ha definito la revoca della commissione come “un atto di responsabilità e di tutela verso i cittadini”. Al tempo stesso, altri esponenti della maggioranza e delle opposizioni hanno espresso punti di vista contrastanti, mettendo in evidenza la complessità delle tematiche legate alla sanità e alle politiche su vaccini.</p>
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		<title>Schillaci fa risorgere Speranza: l&#8217;aberrante frase sulla &#8216;scienzah&#8217;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/schillaci-fa-risorgere-speranza-laberrante-frase-sulla-scienzah/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Aug 2025 13:08:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Orazio Schillaci]]></category>
		<category><![CDATA[roberto speranza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro della Salute revoca il "Gruppo Vaccini" dopo le pressioni delle virostar per la presenza di due presunti "No vax". Siamo tornati alla caccia alle streghe sanitaria</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/schillaci-fa-risorgere-speranza-laberrante-frase-sulla-scienzah/">Schillaci fa risorgere Speranza: l&#8217;aberrante frase sulla &#8216;scienzah&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il celebre “re tentenna”, alias Carlo Alberto di Savoia, oggi abbiamo il <strong>ministro “tentenna”</strong>, l’irresoluto professor <strong>Orazio</strong> <strong>Schillaci</strong>. Travolto da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto, il successore di <strong>Roberto</strong> <strong>Speranza</strong> ha, come si suol dire, buttato il bambino con l’acqua sporca.</p>
<p>Come è noto, a seguito di una levata di scudi da parte degli interessati cultori del dogma scientifico scaturito dalla nostra catastrofica gestione del Covid-19, con in testa il “Patto trasversale per la scienza”, promosso nel 2019 dai virologi<strong> Roberto Burioni</strong> e Guido Silvestri, Schillaci <a href="https://www.nicolaporro.it/gruppo-vaccini-schillaci-revoca-le-nomine-ira-di-meloni-non-concordato/" target="_blank" rel="noopener">ha firmato il decreto di revoca per i 25 membri, incaricati il 5 agosto scorso</a>, del Nitag, un organo tecnico puramente consultivo in merito alle strategie vaccinali.</p>
<p>Ebbene, dato che nel gruppo erano presenti <strong>due medici piuttosto scettici</strong> nei riguardi dei molto controversi vaccini anti-Covid, soprattutto riguardo <strong>l’obbligo vaccinale</strong>, di fronte alle inevitabili proteste provenienti dal vasto mondo ancora molto legato ai “fasti” del terrore virale, il nostro non ha retto la tensione ed preferito piegarsi a coloro i quali, ancora oggi e nonostante le molte evidenze che hanno dimostrato l’infondatezza del loro catastrofismo, si ostinano a utilizzare la <em>scienzah</em> in modo estremamente dogmatico, manipolando a suo vantaggio la pubblica opinione.</p>
<p>Tant’è che in questa riproposizione dell’orrenda caccia che ha caratterizzato gli anni bui della pandemia, sospendendo gran parte delle nostre libertà costituzionali, si è fatto largo uso dell’epiteto considerato più infamante dai depositari del verbo scientifico: no-vax. Infatti, buona parte dell’informazione, che durante la pandemia era schierata a falange nel <strong>giornale unico del virus</strong>, in questi giorni hanno sottolineato, sia nei titoli che nei commenti, la sciagurata decisione del ministro di nominare nel citato organo consultivo ben “due” medici no-vax, due eretici sanitari da bruciare metaforicamente sul rogo al pari di Giordano Bruno.</p>
<p>Significative a tale proposito le parole di Speranza, il personaggio che, di concerto con l’allora premier Giuseppe Conte, <strong>ci chiuse per due mesi agli arresti domiciliari</strong>, imponendo una forsennata escalation di demenziali misure, rivelatesi tutti fallimentari, per raggiungere il folle obiettivo di zero morti e zero contagi: “Credo sia stato un errore da matita blu inserire quei nomi in una commissione di tale importanza – dichiara il politico lucano ad <em>Avvenire</em> –. Al tempo stesso va riconosciuto al ministro Schillaci di aver corretto questo errore. Di fronte a temi che investono la salute delle persone – prosegue Speranza – non ci si può dividere, <strong>non possono esistere differenti visioni: occorre solo fidarsi della scienza</strong> e sottrarre le scelte conseguenti alle strumentalizzazioni politiche.”</p>
<p>E certo, non posso esistere <strong>diverse visioni sulla <em>scienzah</em> virale</strong>, esattamente come il Sant’Uffizio impose a Galileo, quando quest’ultimo dovette piegarsi al dogma secondo cui il sole e i pianeti ruotavano intorno alla terra. E nel dogma del terzo millennio, che chiunque osi solo criticare viene bollato col marchio infamante di no-vax,<strong> occorre giurare sul fatto che il Covid fosse una malattia mortale per tutti</strong>, che se ti vaccinavi bloccavi la diffusione del contagio e che, al contrario, se non ti vaccinavi morivi e facevi morire.</p>
<p>Ed è veramente triste che, malgrado coloro i quali prevedevano il collasso del sistema sanitario già nell’autunno del 2020 se avessimo liberato gli italiani dagli arresti domiciliari, con oltre mezzo milione di persone necessitate di terapie intensive, ancora oggi<strong> si permettono il lusso di usare la <em>scienzah</em> come una clava</strong>, abbiamo un ministro il quale, anziché prenderne le distanze dopo i disastri che costoro hanno contribuito a creare, anche in questo caso non perde l’occasione per avvalorarne il loro dogma sanitario. Un dogma che, per concludere, in una scienza probabilistica e in continuo divenire qual è quella medica non dovrebbe proprio esistere nel 2025.</p>
<p>Claudio Romiti, 18 agosto 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/schillaci-fa-risorgere-speranza-laberrante-frase-sulla-scienzah/">Schillaci fa risorgere Speranza: l&#8217;aberrante frase sulla &#8216;scienzah&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>È tornata la censura Covid. Ecco il video che ha &#8216;condannato&#8217; il presunto &#8220;No Vax&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/e-tornata-la-censura-covid-ecco-il-video-che-ha-condannato-il-presunto-no-vax/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Aug 2025 14:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=272498</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nellavite ed Eugenio Serravalle sono la pietra dello scandalo che ha portato il ministro Schillaci a revocare il "Gruppo Vaccini"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/e-tornata-la-censura-covid-ecco-il-video-che-ha-condannato-il-presunto-no-vax/">È tornata la censura Covid. Ecco il video che ha &#8216;condannato&#8217; il presunto &#8220;No Vax&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.la7.it/embedded/la7?&amp;tid=player&amp;content=379290&amp;title=/dimartedi/video/vaccini-prof-bellavite-ha-ragione-chi-ha-paura-siamo-ancora-nella-fase-di-sperimentazione-finira-nel-04-05-2021-379290" width="100%" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>È tornata la censura Covid. È tornato il giornale unico del virus. La messa alla gogna di chi osa scostarsi dal pensiero mainstream. La mannaia sul collo di chi è inviso ai Burioni&amp;co, qualsiasi cosa abbia detto, qualsiasi corso di studi abbia seguito.</p>
<p>In questi giorni il <strong>Ministero della Salute</strong> ha preso una decisione che riguarda il Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni, conosciuto come Nitag. Il 5 agosto 2025 il ministro della Salute, Orazio Schillaci, aveva firmato il decreto che nominava i <strong>22 membri di questo organismo</strong>, che dal 2021 supporta il Ministero sulle politiche vaccinali in Italia. Nel giro di dieci giorni però, una serie di polemiche ha portato alla revoca completa di tutte le nomine.</p>
<h2>Polemiche sulle nomine di Bellavite e Serravalle all’origine dello scontro</h2>
<p>Le discussioni sono iniziate quando sono stati scelti <strong>Paolo Bellavite</strong> ed <strong>Eugenio Serravalle</strong> tra i membri del Gruppo. Entrambi sono medici italiani noti per avere posizioni critiche sulle vaccinazioni: si sono detti scettici sull’efficacia dei vaccini contro il Covid e in generale sulle vaccinazioni pediatriche. La loro presenza nella commissione ha attirato subito molte critiche, sia da parte di gruppi medici che pubblicamente sulle pagine dei giornali e sui social. Il dibattito si è acceso e diversi membri del mondo scientifico hanno detto che la presenza di medici “no-vax” nel gruppo rischiava di minare la fiducia della popolazione nelle campagne vaccinali.</p>
<p>Il punto è che i due non si definiscono &#8220;no vax&#8221;. Soprattutto Bellavite, che nopn è l&#8217;ultimo scappato di casa ma ha insegnato Patologia generale all’Università di Verona. Il quale oggi a <a href="https://www.repubblica.it/politica/2025/08/17/news/paolo_bellavite_medico_no_vax_intervista-424792615/?ref=RHLM-BG-P2-S1-T1-fdg5" target="_blank" rel="noopener nofollow"><em>Repubblica</em></a> ha chiarito la sua posizione: &#8220;Non sono dispiaciuto per me, ma per l’Italia. Avevo capito che finalmente ci sarebbe stata un po’ di discussione seria nel dibattito sui vaccini. Finora il Nitag non aveva avuto grande importanza, adesso con componenti portatori di punti di vista diversi avremmo avuto un organo un po’ più competente &#8211; ha detto &#8211; <strong>Siamo stati accusati di essere No-Vax</strong>. Anche se lo fossimo, e non lo siamo, eventuali nostri dubbi sulle politiche vaccinali, se gli altri venti membri fossero stati straconvinti delle decisioni da adottare, non avrebbero inciso. Perché loro avrebbero avuto la maggioranza assoluta. Però avremmo portato un po’ di vivacità&#8221;.</p>
<p>Poi l&#8217;affondo su Schillaci e sui colleghi che avevano firmato una petizione contro di loro: &#8220;Io sono stato e sono uno scienziato&#8221;, <a href="https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/verona/cronaca/25_agosto_08/paolo-bellavite-polemica-sulla-nomina-dell-ematologo-al-comitato-sulle-vaccinazioni-da-medico-no-vax-a-esperto-del-ministero-f2c752cb-886f-4cbd-87b7-4085eefa0xlk.shtml" target="_blank" rel="noopener nofollow">dice</a>, &#8220;Non sono un medico no vax,<b> per me è un’offesa</b>, né un omeopata, ho un curriculum di tutto rispetto, ho pubblicato 170 articoli scientifici e sono stato citato diecimila volte da altri autori, altro che Burioni. <b>Non sono contrario alle vaccinazioni ma all’obbligo&#8221;.</b></p>
<h2>Revoca totale dei membri del Nitag firmata dal ministro Schillaci</h2>
<p>A seguito delle polemiche, il 16 agosto 2025 Orazio Schillaci, attuale ministro della Salute, ha firmato un nuovo decreto che revoca la nomina di tutti i membri del Nitag. La revoca riguarda non solo Bellavite e Serravalle, ma l’intera commissione di 22 persone che era stata appena nominata dieci giorni prima. Il decreto riguarda quindi tutta la struttura chiamata a guidare le politiche vaccinali in Italia, non solo i due professionisti più discussi.</p>
<p>Bellavite durante il Covid finì al centro di una bufera mediatica per aver detto, a <strong>Di Martedì</strong> con Giovanni Floris, che &#8220;gli italiani che hanno paura dei vaccini hanno ragione in un certo senso. Non abbiamo molte certezze tra la vera relazione tra un beneficio e il rischio. Dobbiamo sapere che siamo in una vera e propria sperimentazione, che finirà nel 2022&#8221;. Non si può dire? È forse vietato? Bisogna magari chiedere il permesso a Burioni?</p>
<h2>Le prossime tappe dopo la revoca della commissione</h2>
<p>Il ministero della Salute ha comunicato che si dovrà ora avviare una nuova procedura per nominare i membri del gruppo. Il decreto firmato il 16 agosto ha infatti “azzerato” la commissione e la macchina amministrativa dovrà selezionare nuovamente i professionisti chiamati a collaborare con il Ministero sulle politiche vaccinali. Il Nitag torna quindi a essere da ricostruire nella sua struttura e nei suoi membri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/e-tornata-la-censura-covid-ecco-il-video-che-ha-condannato-il-presunto-no-vax/">È tornata la censura Covid. Ecco il video che ha &#8216;condannato&#8217; il presunto &#8220;No Vax&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;Peggio di Speranza che&#8230;&#8221;. L&#8217;ira di Mario Giordano sui vaccini e Schillaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Aug 2025 07:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[mario giordano]]></category>
		<category><![CDATA[Orazio Schillaci]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il conduttore contrario alla revoca del "Gruppo Vaccini" per la presenza di due presunti "No Vax". Anche Meloni irritata</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/peggio-di-speranza-che-lira-di-mario-giordano-sui-vaccini-e-schilllaci/">&#8220;Peggio di Speranza che&#8230;&#8221;. L&#8217;ira di Mario Giordano sui vaccini e Schillaci</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FiLibridiMarioGiordano%2Fvideos%2F2270867900035684%2F&amp;show_text=false&amp;width=267&amp;t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Dopo giorni di polemiche, soprattutto sui giornali, per la presenza nel Gruppo Vaccini di due &#8220;No Vax&#8221; (<strong>Eugenio</strong> <strong>Serravalle</strong> e <strong>Paolo</strong> <strong>Bellavite</strong>), il ministro Orazio Schillaci ha deciso di revocare l&#8217;intera Commissione. Non solo dunque i due esperti contestati, uno pediatra e l&#8217;altro ematologo, ma l&#8217;intero gruppo di 25 che avrebbe dovuto fornire pareri al ministero.</p>
<p>Accusati di essere &#8220;No Vax&#8221;, anche se Bellavite ha più volte ricordato di essere solo <strong>contrario all&#8217;obbligo vaccinale</strong>, i due esperti erano finiti nel mirino di Virostar e Nobel vari, che erano arrivati anche a firmare una petizione pubblica. A quel punto, Schillaci ha deciso di tagliare la testa al toro e di far decadere l&#8217;intera commissione.</p>
<p>La maggioranza sull&#8217;argomento è spaccata. <strong>Lega</strong> e <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> avrebbero voluto il mantenimento della composizione del Nitag così come creato dieci giorni fa. Mentre Forza Italia esulta alla sua revoca. Meloni, in serata, ha fatto trapelare tutta la sua irritazione per la mossa del ministro che, dice, non era concordata. La premier, infatti, anche durante il Covid si è sempre spesa per una posizione che permettesse di aprire a tutti il confronto.</p>
<p>Durissimo con il ministro anche <strong>Mario</strong> <strong>Giordano</strong>. &#8220;Schillaci un Badoglio sanitario: come può la destra di governo coprirsi così di ridicolo?&#8221;, ha scritto a corredo del suo video.</p>
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		<title>Zampirone e vigile attesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Bonelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 08:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[west nile]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sui giornali foto di zanzare come se fossero T-Rex assetati di sangue. Ma la malattia si aggira da anni in Italia, senza bisogno di allarmismi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/zampirone-e-vigile-attesa/">Zampirone e vigile attesa</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È piena estate, in tutto il mondo i conflitti dilagano e la popolazione manifesta forte insofferenza verso i media tradizionali. Serve una spinta diversa per <strong>vendere i giornali</strong> e tenere la gente incollata ai televisori, serve un contenuto che possa preoccupare più delle guerre lontane, ormai facenti parte del quotidiano e quindi poco angoscianti. Serve una nuova pandemia, <em>Signore e Signori</em>.</p>
<p>Ma visto che non si vedono all’orizzonte <strong>nuove pandemie degne di nota</strong>, per fortuna (per noi), anche quest’estate tocca rispolverare una vecchia gloria: il caro vecchio <strong>West</strong> <strong>Nile</strong> <strong>Virus</strong>. Sì, una malattia trasmesa dalle <strong>zanzare</strong> che già da anni si aggira indisturbata in Italia e che, nonostante i 20 morti nel 2024, fino a una manciata di settimane fa interessava solo agli entomologi e agli epidemiologi.</p>
<p>Ed eccolo lì, risorto, a prendersi titoloni sui giornali: “Allarme West Nile! Panico e terrore”, con tanto di foto di una Culex pipiens (&#8216;na zanzara, insomma…) in primo piano, zoommata <strong>come se fosse un T-Rex assetato di sangue</strong>. La narrativa è sempre la stessa: il virus è in agguato, si diffonde nel silenzio, colpisce senza sintomi, (cioé a dire: nella stragrande maggioranza dei casi non succede nulla, ma non lo diciamo altrimenti chi ci legge?).</p>
<p>Partiamo da un dato: <strong>oltre l’80% degli infetti non sviluppa alcun sintomo</strong>. Niente. Zero. Al massimo, nella quasi totalità del restante 20%, si manifestano febbricola e malessere generale, roba da non disdire neanche la prenotazione dell’ombrellone al lido.</p>
<p>Solo lo “zerovirgola” può sviluppare forme neuro-invasive, e si tratta quasi sempre di persone anziane e con gravissime condizioni pregresse. In termini epidemiologici, il West Nile virus è un cugino dell’influenza stagionale: fastidioso, ma non certo un agente dell’Apocalisse.</p>
<p>Eppure, da giorni, i talk show sfornano esperti improvvisati o grandi nomi fra gli <strong>illustrissimi scienziati</strong> andati alla ribalta nazionale grazie alla mangiatoia del Covid: “Massima attenzione alle zanzare”, “I cittadini siano responsabili”, “Disinfestazioni straordinarie” mentre in sottofondo scorrono immagini di reparti di terapia intensiva che nulla hanno a che fare con la West Nile… Ma vuoi mettere l&#8217;effetto-ansia sul telespettatore medio?</p>
<p>Lo spettacolo è grottesco: <strong>le zanzare sono diventate più temute di un controllo dell’Agenzia delle Entrate</strong> e nel paese di Sinner i cittadini finiscono con armarsi di racchette elettriche, convinti di combattere la piaga biblica del 2025. Nel frattempo, ci si dimentica di comunicare che l’unica vera arma efficace contro la malattia è una gestione comunicativa sensata (che noia, però!) e una serietà che ad oggi manca al Servizio Sanitario Nazionale, che forse dal Covid ha imparato poco e che disattende qualsiasi statistica, con la stima dei contagi passata a una trentina di casi a oltre diecimila in un paio di giorni.</p>
<p>Il West Nile è il pretesto perfetto per riempire il vuoto estivo nei palinsesti, quando perfino i bombardamenti nel mondo iniziano a sembrare banali e non destano più scalpore. <a href="https://www.nicolaporro.it/west-nile-ci-risiamo-con-lallarmismo-e-tornato-burioni/" target="_blank" rel="noopener">E mentre i vari virologi a breve ci raccomanderanno di indossare maniche lunghe a Ferragosto</a>, nessuno si prende la briga di dire che conviviamo con questo virus da anni, che non è nuovo, che non è mutato, e soprattutto, che non è la nuova peste. Ma guai a smorzare l’allarme. <strong>L’importante è mantenere alta la tensione</strong>. E chi col Covid è uscito dal laboratorio ed è diventato una rock star si starà già leccando i baffi pensando a una nuova sfilza di ospitate in tv, sui giornali, persino alle sagre.</p>
<p>Dopotutto, un po’ di paura fa vendere. E un titolo come “Un infetto ad Appetricchio” fa molto più rumore della sana informazione. Il consiglio? <strong>Accendete lo zampirone</strong>, sì, ma spegnete la TV.</p>
<p>Alessandro Bonelli, 31 luglio 2025</p>
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		<title>Oms, l&#8217;Italia segue gli Usa: no alle regole sanitarie internazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Balsamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 07:16:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[oms]]></category>
		<category><![CDATA[Orazio Schillaci]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oms, l'Italia respinge le norme sulle preparazione globale alle pandemie. Gli Usa denunciano: è una minaccia alla sovranità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/oms-litalia-segue-gli-usa-no-alle-regole-sanitarie-internazionali/">Oms, l&#8217;Italia segue gli Usa: no alle regole sanitarie internazionali</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Italia</strong> ha ufficialmente rigettato gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI) approvati nel 2024 dall’<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong>. Lo ha comunicato il ministro della Salute<strong> Orazio Schillaci</strong> in una lettera inviata il 18 luglio al direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Alla base del rifiuto, secondo quanto dichiarato, c&#8217;è la volontà di <strong>tutelare la sovranità sanitaria nazionale</strong>.</p>
<p>&#8220;Ai sensi dell&#8217;articolo 61 del Regolamento sanitario internazionale (2005), per mezzo di questa lettera le notifico il rifiuto di parte italiana di tutti gli emendamenti adottati&#8221; la <strong>lettera</strong> di Schillaci, che ha voluto ribadire l’esercizio pieno del diritto sovrano di esprimere riserve entro i termini previsti: &#8220;Le scrivo con riferimento alla sua comunicazione del 19 settembre 2024 sugli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale (2025) adottati dalla 77/ma Assemblea mondiale della sanità con la risoluzione n.WHA77.17. Come indicato dal comma 3 dell&#8217;articolo 55 e dal comma 2 dell&#8217;articolo 59 del Regolamento sanitario internazionale (2005), tali emendamenti entreranno in vigore a 12 mesi dalla sopra citata comunicazione, ovvero il 19 settembre 2025, eccetto per quelle Parti che avranno notificato al direttore generale dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità la loro decisione di rifiutare o di formulare delle riserve nei confronti dei citati emendamenti&#8221;.</p>
<p>Una posizione simile è stata espressa anche dagli <strong>Stati Uniti</strong>, che hanno respinto gli emendamenti con la motivazione che rappresenterebbero una “violazione della sovranità americana”. Ma in Italia la decisione del governo Meloni ha innescato una forte controversia politica: le opposizioni parlano di “scelta miope” e di “sottomissione a Trump”. Come sempre, critiche strumentali.</p>
<p>Gli emendamenti in questione modificano il <strong>RSI</strong> del 2005 e sono stati approvati durante la 77ª Assemblea Mondiale della Sanità, tenutasi a Ginevra nel maggio 2024. Le nuove regole prevedono strumenti vincolanti per gli Stati membri, che entreranno automaticamente in vigore il 19 luglio 2025, a meno che non siano respinte formalmente entro quella data. Tra le modifiche: una nuova definizione di &#8220;emergenza pandemica&#8221;, la possibilità per l’Oms di attivare misure direttamente, l’istituzione di nuovi organi di coordinamento e un impianto giuridico vincolante per la gestione delle emergenze sanitarie. Il pacchetto punta anche sulla “preparazione sistemica”, incentivando investimenti al di là delle sole fasi emergenziali, e rivede il modello del certificato sanitario internazionale.</p>
<p>Non si tratta del primo segnale di distacco dell’Italia dalle posizioni dell’Oms. Lo scorso 20 maggio, l’Assemblea Mondiale della Sanità ha approvato anche un nuovo accordo globale per affrontare future pandemie. A favore hanno votato 124 Paesi, mentre 11 si sono astenuti, tra cui l’Italia, unico membro del G7 a non esprimere un voto favorevole. L&#8217;approvazione definitiva è prevista per il 2026.</p>
<p>Anche gli Usa, sotto la guida dell’amministrazione Trump, si sono opposti al pacchetto di riforme, annunciando l’intenzione di<strong> lasciare l’Oms a partire dal 2026</strong>. Il ministro della Sanità Robert Kennedy Jr. e il segretario di Stato Marco Rubio, in una dichiarazione congiunta, hanno sostenuto che le nuove regole “limitano in modo inaccettabile la nostra capacità di definire autonomamente le politiche sanitarie”.</p>
<p>Nel frattempo,<strong> il dibattito politico in Italia si accende</strong>. Fratelli d’Italia difende la decisione del governo, affermando che gli emendamenti avrebbero indebolito l’autonomia nazionale nelle scelte sanitarie. Il capogruppo FdI al Senato, Lucio Malan, ha parlato di “poteri eccessivi conferiti all’Oms” e di risorse economiche italiane che, secondo le nuove norme, avrebbero potuto essere impiegate per finalità decise unilateralmente dall’organizzazione. Di tutt’altro avviso il Movimento 5 Stelle, che accusa la premier Meloni di &#8220;svendere la tutela dei cittadini a Trump&#8221;. Il M5S teme che, in caso di nuova pandemia, l’Italia possa trovarsi esclusa da protocolli internazionali condivisi, con ripercussioni su viaggi, controlli sanitari e richiami vaccinali. Critiche dure anche dal Partito Democratico, che definisce la scelta “gravissima” e un allontanamento pericoloso dal sistema di cooperazione sanitaria internazionale. Altrettanto negativa la valutazione di Alleanza Verdi e Sinistra, che parla di “una decisione folle” e di un indebolimento del ruolo dell’Oms. Azione rincara la dose, definendo la mossa come “un atto di cecità politica” e una concessione a posizioni “anti-scientifiche” vicine alla linea di Trump. Anche Più Europa si schiera contro, mentre Forza Italia, contattata per un commento, ha preferito non esprimersi.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/green-pass-globale-delloms-prima-lallarme-poi-il-governo-fa-retromarcia/">Green pass globale dell’Oms: prima l’allarme, poi il governo fa retromarcia</a></li>
</ul>
<p>Per quanto concerne gli <strong>Usa</strong>, il governo statunitense ha annunciato ufficialmente il proprio rifiuto nella giornata di ieri A comunicarlo, con una dichiarazione congiunta, sono stati ieri il ministro della Salute Robert F. Kennedy Jr. e il Segretario di Stato Marco Rubio, entrambi esponenti dell’amministrazione Trump.</p>
<p>Secondo Kennedy e Rubio, le modifiche introdotte al regolamento darebbero<strong> all’Oms poteri troppo ampi</strong>, inclusa la facoltà di imporre lockdown su scala globale, restrizioni nei viaggi internazionali e altre misure emergenziali sulla base di generici e indefiniti “potenziali rischi per la salute pubblica”.</p>
<p>Kennedy ha criticato duramente l’impianto del nuovo regolamento, affermando: “Le proposte di modifica all’IHR spalancano la porta a un tipo di gestione fondata sulla narrazione, sulla propaganda e sulla censura, come quella che abbiamo già vissuto durante la pandemia di Covid”. E ha aggiunto: “Gli Stati Uniti sono perfettamente in grado di collaborare con altri Paesi senza sacrificare le libertà civili, la nostra Costituzione e la sovranità americana”.</p>
<p>Anche il segretario di Stato Rubio ha espresso forti riserve, puntando il dito contro la formulazione ambigua del testo. “La terminologia impiegata negli emendamenti del 2024 è vaga e imprecisa. Rischia di orientare le risposte internazionali coordinate dall’Oms verso priorità politiche, come la solidarietà, anziché su misure rapide ed efficaci”, ha dichiarato. Rubio ha poi ribadito la linea dell’amministrazione: “Le nostre agenzie hanno una posizione chiara e continueranno a perseguirla: la tutela degli americani viene prima di tutto. Non accetteremo politiche sovranazionali che compromettano la libertà di espressione, la privacy o i diritti individuali dei cittadini americani”.</p>
<p>Franco Lodige, 20 luglio 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/oms-litalia-segue-gli-usa-no-alle-regole-sanitarie-internazionali/">Oms, l&#8217;Italia segue gli Usa: no alle regole sanitarie internazionali</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Allarme sanità: i deserti medici si stanno moltiplicando</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/allarme-sanita-i-deserti-medici-si-stanno-moltiplicando/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2025 13:06:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=266799</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da 20 anni, il numero di medici è in costante calo. L'obiettivo? Risparmiare. Ma la medicina di comunità resta fondamentale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/allarme-sanita-i-deserti-medici-si-stanno-moltiplicando/">Allarme sanità: i deserti medici si stanno moltiplicando</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>medicina</strong> <strong>di</strong> <strong>famiglia</strong> rimane un’arte giovane, complessa, poco conosciuta e riconosciuta in un mondo in cui la specializzazione regna sovrana. Sebbene esista e si evolva da quasi 60 anni, supportata dalla scienza e desiderata dalla popolazione, la medicina di famiglia è stata maggiormente definita da altre specialità e da altri professionisti. Ora deve definire se stessa e abbracciare il suo ruolo di direttore d&#8217;orchestra in prima linea, non di primo violino o virtuoso dalle capacità rare.</p>
<p>Esiste un elevato valore aggiunto in termini di risultati sanitari, scientificamente ben dimostrato e mai negato in quasi 50 anni, nella continuità del follow-up da parte della stessa persona, anche nei giovani in buona salute. Eppure, promuovere oggi la medicina di base dà l&#8217;impressione che si voglia convincere un bambino a ingoiare l&#8217;olio di fegato di merluzzo fingendo che sia gustoso&#8230; È quindi urgente andare oltre la demagogia e la retorica altisonante che <strong>promuovono la medicina di famiglia</strong>. Aiutiamola ad affermare la sua unicità, i suoi princìpi e i suoi metodi di intervento, a non permettere più che si creda che porti sulle spalle il peso dell&#8217;umanità e ad offrirle quel supporto per affrontare le enormi aspettative che le vengono imposte.</p>
<p>Naturalmente, questa vera promozione dovrà fare affidamento su<strong> medici di famiglia esemplari</strong>, che lavorino sodo, certo, ma soprattutto meglio e in squadra, assumendosi la piena responsabilità dei loro impegni fondamentali, non del destino del mondo intero. Nell&#8217;era della gentilezza e dell&#8217;equilibrio, dobbiamo sostenerli e equipaggiarli, non maltrattarli o criticarli, almeno non senza informarli delle loro effettive prestazioni o di chiare aspettative nei loro confronti, basate non su impressioni e “sentito dire”, ma su dati solidi, di facile consultazione e concordati.</p>
<p>Approfittiamo delle trattative in corso per interrompere la vendita di medicina di famiglia. Smettiamo di aspettare la prossima buona ragione per farlo e invitiamo i medici di famiglia a prendere il loro posto in un ambiente interprofessionale sereno, dotato di dati illuminanti e pertinenti. Aiutiamoli a capire che non sono più soli a portare sulle spalle <strong>il benessere della popolazione</strong> e che apprezziamo il loro prezioso contributo alla salute di chi bussa ogni giorno alla porta.</p>
<p>Dopo il 2000, si è instaurato uno squilibrio nel sistema sanitario, con una discrepanza tra bisogni e offerta di assistenza. Le sue origini erano la riduzione del numero di medici, la riduzione dell&#8217;orario di lavoro, l&#8217;invecchiamento della popolazione, le disparità geografiche e lo squilibrio tra le specializzazioni. <strong>Da 20 anni, il numero di medici è in costante calo</strong>, a causa di un numero chiuso sempre più basso, originariamente pensato per stabilizzare il numero di studenti di medicina. L&#8217;obiettivo è dettato dalla formula matematica: meno medici, meno prescrizioni, meno spesa sanitaria. È l&#8217;ingresso dei commercialisti nella governance sanitaria.</p>
<p>Allo stesso tempo, la popolazione sta invecchiando naturalmente, ma in cattive condizioni di salute. Le malattie croniche, non preventivate, <strong>mettono fine prematuramente all&#8217;autonomia delle persone</strong> e c’è stato un aumento della prevalenza di malattie secondarie al fumo, al consumo di alcol e all&#8217;obesità, soprattutto tra i giovani e nelle aree svantaggiate.</p>
<p>I deserti medici si stanno moltiplicando. Per ripristinare un sistema sanitario efficiente, equo e innovativo, il nostro Paese ha bisogno di <strong>una profonda riforma del sistema sanitario</strong>, attualmente disperso in un labirinto organizzativo e amministrativo, non dell&#8217;ennesima riforma. La medicina di comunità, in quanto prima linea di cura, deve rispondere ai bisogni della popolazione. Se la medicina privata non sopravvive a questa crisi, il medico di famiglia scomparirà.</p>
<p>È urgente incoraggiare i medici a continuare ad esercitare questa professione e a curare gli italiani in sicurezza, rivalutare le visite e riconoscere il valore del lavoro del medico, <strong>rafforzare il legame tra medicina sul territorio e ospedali</strong>, stabilire rapporti paziente/operatore sanitario negli ospedali e incoraggiare i giovani laureati a stabilirsi nei deserti medici.</p>
<p>Per salvare il nostro sistema sanitario, è ora di concentrarci sulle donne e sugli uomini, di buona volontà, che lo mantengono in funzione, rivolgendo sempre lo sguardo al soldato Ippocrate!</p>
<p>Francesca Bocchi, 7 luglio 2025</p>
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		<title>Pfizergate, si mette male per Ursula: annullato il divieto sugli sms &#8220;segreti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 10:02:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Pfizer]]></category>
		<category><![CDATA[Pfizergate]]></category>
		<category><![CDATA[ursula Von der Leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I messaggi riguardano le trattative sul maxi accordo per l'acquisto dei vaccini contro il Covid-19. Ue bocciata sul "niet" all'accesso richiesto dal NYT</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale dell&#8217;Unione Europea ha emesso una sentenza che annulla la decisione della Commissione europea di negare l&#8217;accesso ai messaggi di testo scambiati tra <strong>Ursula von der Leyen</strong>, presidente della Commissione Ue, e <strong>Albert</strong> <strong>Bourla</strong>, amministratore delegato di <strong>Pfizer</strong>. Gli sms riguardavano le trattative sul maxi-accordo per l&#8217;acquisto dei vaccini contro il Covid-19. La causa era stata portata avanti dal <em>New York Times</em>, rappresentato dalla giornalista Matina Stevi, in nome del diritto di trasparenza istituzionale.</p>
<h2>La cronologia della controversia</h2>
<p>Tra il 1° gennaio 2021 e l&#8217;11 maggio 2022, von der Leyen e Bourla avevano scambiato una serie di messaggi relativi ai termini dell’accordo per fornire vaccini all’Ue. Quando il <em>New York Times</em> richiese l’accesso a questi messaggi, la Commissione negò, affermando di non averli in possesso. Tuttavia, il Tribunale ha stabilito che questa risposta si basava su ipotesi e informazioni imprecise, definendo la giustificazione insufficiente.</p>
<p>Il regolamento europeo mira a garantire la <strong>massima trasparenza nei documenti delle istituzioni</strong>. I giudici europei hanno evidenziato che, in situazioni simili, la Commissione non può semplicemente dichiarare l&#8217;assenza del materiale richiesto. È necessario fornire spiegazioni dettagliate sulle ricerche effettuate, i luoghi ispezionati e sulla possibilità che i messaggi siano stati cancellati, con eventuali chiarimenti sul perché e sul come.</p>
<p>Il Tribunale ha sottolineato che Bruxelles non ha spiegato adeguatamente le modalità di <strong>conservazione degli sms</strong> né se fossero stati eliminati per scelta o tramite processi automatici. Inoltre, non è stata fornita una motivazione plausibile sul perché i messaggi, legati al più grande contratto di vaccini anti-Covid dell’Ue, non contenessero informazioni rilevanti da archiviare. Queste omissioni sono state fondamentali nel giudizio finale.</p>
<h2>Reazioni e prossimi passi</h2>
<p>La Commissione europea ha emesso una nota ufficiale dichiarando che &#8220;esaminerà attentamente la sentenza del Tribunale e prenderà eventuali misure necessarie&#8221;. L’esecutivo europeo ha anche ribadito il proprio impegno per la trasparenza e il rispetto delle norme in materia di accesso ai documenti. Inoltre, Bruxelles potrà ricorrere in appello entro due mesi e dieci giorni, esclusivamente per questioni di diritto.</p>
<p>Questa sentenza è stata <strong>definita &#8220;storica&#8221; da molti osservatori</strong>, aprendo la strada a un maggiore controllo sui processi decisionali e sulle comunicazioni interne delle istituzioni europee. Tuttavia, al momento, essa non implica un accesso automatico agli sms, ma obbliga la Commissione a fornire motivazioni più rigorose se decidesse di negare ancora tali richieste in futuro.</p>
<p><em>Articolo in aggiornamento</em></p>
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		<title>La Merkel ha tenuto segreti dati clamorosi sul Covid di laboratorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 14:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[angela merkel]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rivelazione: i Servizi segreti tedeschi già sapevano della possibile fuga da Wuhan. Ma tutti davano del complottista a Trump</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-merkel-ha-tenuto-segreti-dati-clamorosi-sul-covid-di-laboratorio/">La Merkel ha tenuto segreti dati clamorosi sul Covid di laboratorio</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati oltre 5 anni dall’inizio della più bislacca pandemia della storia, e ancora oggi si discetta sull’eventualità di un virus scaturito da <strong>un incidente di laboratorio</strong>. Questo è quanto riporta un pezzo dell’<em>Ansa</em>, che così esordisce: “La pandemia di Covid del 2020 sarebbe stata causata da un incidente in un laboratorio cinese: è la tesi dei <strong>Servizi segreti tedeschi</strong> (Bnd) pubblicata oggi dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung e dal settimanale Die Zeit.”</p>
<p>Ora sebbene l’operazione, che andava sotto il nome in codice di Saaremaa, fosse stata decisa dal governo di <strong>Angela Merkel</strong>, la stessa cancelliera decisa di imporre <strong>il segreto di Stato</strong> a quanto sarebbe poi emerso. Sembra infatti che l’incidente di laboratorio fu ritenuto plausibile con una probabilità tra l’80 e il 95%. Successivamente, alla fine del 2024, il suo predecessore, il socialdemocratico <strong>Olaf Scholz</strong>, decise “di nominare una serie di esperti per verificare i risultati dei Servizi, tra i quali il virologo Christian Drosten e il presidente del Koch Institut Lars Schade. Al momento questi esperti non hanno ancora concluso il loro lavoro&#8221;. Dal canto suo, la Cancelliera ha fatto sapere di &#8220;respingere in linea di principio l&#8217;accusa&#8221;. Mentre da Pechino fanno sapere che “sulla questione del coronavirus, la Cina rifiuta fermamente qualsiasi forma di manovra politica”.</p>
<p>Ora, malgrado l’argomento continui a suscitare un certo interesse per i complottisti di tutte la tendenze, a mio personalissimo par esso rappresenta, in relazione a ciò che oggi sappiano circa l’effettiva gravità del Covid-19, un tema assolutamente secondario rispetto <strong>alla sproporzione delle misure liberticide</strong> che soprattutto in Italia furono adottate in quel orrendo periodo.</p>
<p>Tant’è che, come risultò nero su bianco dalla prima indagine sierologica gestita da Andrea Crisanti, uno dei virologi del terrore ingiustificato, in quel di Vo Euganeo, già nella forma più cattiva del <strong>Sars-Cov-2</strong> il 95/96% dei soggetti positivi erano asintomatici o poco sintomatici. Quindi, fuga dal laboratorio o meno, già i primi riscontri oggettivi &#8211; che furono clamorosamente e fragorosamente negati in un acceso dibattito televisivo da Massimo Galli, contrapposto a Nicola Porro &#8211; ci raccontavano una realtà che ancora oggi stenta a farsi strada nell’immaginario collettivo, ammesso a non concesso che tale realtà venga prima o poi fatta propria dalla cosiddetta comunità scientifica.</p>
<p>D’altro canto, rivedendo alcune, inquietanti immagini provenienti dalla <strong>Cina</strong> nei primi mesi di quel fatale inverno, in cui squadre di moderni monatti vestiti come astronauti, spruzzavano sostanze disinfettanti su interi quartieri e sui malcapitati che si trovano all’aria aperta, forse ci sono ben altre responsabilità da attribuire alla grande potenza asiatica; ovvero <strong>quella di aver generato un terror panico del tutto privo di fondamento</strong>. Un terror panico che, <em>ahinoi</em>, ebbe un grande riscontro proprio in Italia, in cui chi si trovava ai vertici di sistema politico e sanitario non si fece molti scrupoli nel raccontare al mondo che stavamo combattendo contro una sorta di peste del terzo millennio.</p>
<p>Quindi, oltre alla questione di lana caprina in oggetto, si spera che prima o poi qualche autorevole esperto cercherà di elaborare<strong> una esauriente spiegazione in merito alla stupefacente fuga cognitiva di massa dalla realtà</strong>, nella quale non si è fatto altro che parlare e discutere h24 solo ed esclusivamente del Covid-19, una malattia che è sempre stata un grave problema per i soggetti molto fragili.</p>
<p>Claudio Romiti, 13 marzo 2025</p>
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		<title>L&#8217;allegro terrore: ma il &#8220;nuovo&#8221; coronavirus non deve allarmarci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 19:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cina annuncia al mondo di aver trovato un nuovo virus capace di "saltare" dai pipistrelli all'uomo. Ma i dubbi sono tanti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/lallegro-terrore-ma-il-nuovo-coronavirus-non-deve-allarmarci/">L&#8217;allegro terrore: ma il &#8220;nuovo&#8221; coronavirus non deve allarmarci</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Allegro terrore ma non troppo, questa potrebbe essere la sintesi efficace di un articolo virale pubblicato su <em>La Repubblica</em>. Si tratta, manco a farlo apposta, dell’ennesimo “<strong>allarmino” virale</strong> lanciato da questo autorevole membro del cosiddetto giornale unico del virus. In particolare, si tratta di un altro, demoniaco <strong>coronavirus</strong> che, secondo uno studio cinese – il che è tutto dire – avrebbe sviluppato la capacità di trasmigrare dai pipistrelli agli umani.</p>
<p>Lo studio, secondo quanto riportato nell’articolo, è stato condotto dalla virologa <strong>Shi</strong> <strong>Zhengli</strong>, nota come &#8220;batwoman” per le sue approfondite ricerche sui coronavirus dei pipistrelli, al laboratorio di Guangzhou insieme a ricercatori dell&#8217;Accademia delle Scienze di Guangzhou, dell&#8217;università e dell&#8217;istituto di Virologia di Wuhan. La scienziata cinese, come è noto, è stata a lungo al centro di una controversia in merito alle origini, ancora molto dubbie, del famigerato Covid.</p>
<p>Il nuovo virus, sempre secondo la ricerca di Shi, proviene dal sottogenere <em>merbecovirus</em>, che comprende anche il virus Mers-CoV che causa la Sindrome respiratoria mediorientale (Mers). Ora, tralasciando ulteriori dettagli abbastanza allarmanti presenti nel pezzo, nelle ultime righe l’articolista ci spiega, bontà sua, che risulta di conforto il fatto che la potenza di questo virus è &#8220;significativamente inferiore&#8221; a quella del virus di Covid-19 e &#8220;<strong>il rischio che l&#8217;Hku5-CoV-2 emerga nella popolazione umana non deve essere esagerato</strong>&#8220;. Insomma: calma e gesso.</p>
<p>Più che dubbioso, al contrario, risulta essere l’epidemiologo <strong>Massimo</strong> <strong>Ciccozzi</strong>, che in una lunga intervista rilasciata a <em>AdnKronos</em> sembra voler mettere una sorta di pietra tombale sulla ricerca cinese. Queste le sue parole: “I dati che arrivano dai colleghi cinesi <strong>vanno sempre presi un pò con le molle</strong>. Shi Zhengli è una virologa stimata che studia i pipistrelli, ma i dati che arrivano da lì mi lasciano sempre un pò perplesso. Vogliono dimostrare la teoria evoluzionistica e togliere di mezzo quella di una fuga del Sars-CoV-2 da un loro laboratorio? Io so soltanto che i coronavirus nei pipistrelli ci stanno, che poi ne trovi uno che ha un recettore uguale del Covid-19 che ha infettato l&#8217;uomo, che vuole dire? Magari c&#8217;era anche prima. Non mi pare una grande novità. Non mi piace che questa notizia esca proprio in occasione dell&#8217;anniversario del paziente di Codogno. Magari se condividessero i dati sarebbe meglio, dobbiamo parlare di salute globale quindi si deve sempre monitorare. Prendo atto di questo lavoro scientifico, ma aspettiamo altre prove&#8221;.</p>
<p>Il problema è che in questa materia, divenuta durante la strana pandemia di Covid strumento di <strong>oppressione democratica</strong>, la condivisione e l’analisi dei dati continua ad essere una mera utopia, così come dimostra il fatto che a cinque anni dall’arrivo del Sars-Cov-2 i numeri reali di ciò che è veramente accaduto sono ancora avvolti nel mistero, almeno per la maggioranza delle persone.</p>
<p>Claudio Romiti , 21 febbraio 2025</p>
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		<title>Addio al lockdown di Conte: mai più chiusi in casa per Dpcm</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 08:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[piano pandemico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo Piano Pandemico: cittadini informati, no allo stigma sociale. E più trasparenza nelle decisioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/addio-al-lockdown-di-conte-mai-piu-chiusi-in-casa-per-dpcm/">Addio al lockdown di Conte: mai più chiusi in casa per Dpcm</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Passati cinque anni dal paziente zero, si torna a parlare di <strong>Covid</strong>. Ma stavolta guardando al futuro. O meglio: aggiornando quel <strong>piano</strong> <strong>pandemico</strong> che nel 2020 era talmente mal congegnato da essere quasi ignorato da chi si ritrovò a prendere le decisioni. Il nuovo &#8220;Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2025-2029&#8221;, trasmesso alle Regioni dal ministero della Salute, parte da un punto fondamentale: mai più chiusure dal Paese a casaccio definite con semplici Dpcm. Servirà una legge per chiudere in casa gli italiani, con tutti i passaggi e le votazioni parlamentari del caso.</p>
<p>Il testo, letto dall&#8217;<em>Adnkronos</em>, ha due punti fondamentali. Primo: vieta &#8220;<strong>l&#8217;utilizzo di atti amministrativi</strong> per l&#8217;adozione di ogni misura che possa essere <strong>coercitiva della libertà personale</strong> o compressiva dei diritti civili e sociali&#8221;. Secondo: si riconosce l&#8217;importanza dei vaccini, ma solo quando &#8220;approvati e sperimentati&#8221; e quando vi sia la prova che siano &#8220;misure preventive efficaci, contraddistinte da un rapporto rischio-beneficio significativamente favorevole&#8221;; inoltre, i vaccini non possono &#8220;essere considerati gli unici strumenti per il contrasto agli agenti patogeni, ma <strong>vanno utilizzati insieme ai presidi terapeutici disponibili</strong>&#8220;.</p>
<p>Addio insomma lockdown, divieti e obblighi comunicati in diretta tv dal premier di turno. &#8220;Di fronte ad una pandemia <strong>di carattere eccezionale</strong> &#8211; si legge nella bozza &#8211; si può presentare la necessità e l&#8217;urgenza di adottare misure relative ad ogni settore e un necessario coordinamento centrale, valutando lo strumento normativo migliore e dando priorità ai provvedimenti parlamentari&#8221;. Ma sarà comunque escluso il ricorso ad interventi coercitivi o limitativi di libertà e diritti. &#8220;Solo <strong>con leggi o atti aventi forza di legge</strong> e nel rispetto dei principi costituzionali possono essere previste misure temporanee straordinarie ed eccezionali in tal senso&#8221;.</p>
<h2>La comunicazione chiara</h2>
<p>Il Piano Pandemico è ovviamente molto più di questo. In 150 pagine si affrontano tutte le fasi di pianificazione e risposta all&#8217;emergenza, sperando di non doversi ritrovare un&#8217;altra volta senza sapere bene cosa fare in caso di pandemia. Strategie, fonti di finanziamento, approcci di sorveglianza, strumenti di protezione, servizi sanitari, formazione del personale: tutto, negli anni, andrà preparato per farsi trovare pronti in caso di un nuovo agente patogeno.</p>
<p>Ogni intervento, si legge, sarà &#8220;guidato anche dai principi di precauzione, responsabilità, proporzionalità e ragionevolezza&#8221;. Il tutto basandosi sulle indicazioni scientifiche. &#8220;Il conflitto che potrebbe eventualmente insorgere tra la sfera privata e quella collettiva rende necessario operare in ottemperanza al <strong>principio di trasparenza</strong>&#8220;. Per questo tutte &#8220;le informazioni&#8221; sulla pandemia dovranno essere &#8220;divulgate dalle istituzioni preposte, tanto al personale medico-sanitario quanto ai non addetti ai lavori, in maniera tempestiva e puntuale, attraverso <strong>piani comunicativi pubblici</strong> e redatti in un linguaggio semplice e chiaro&#8221;. L&#8217;obiettivo è quello di rendere ogni persona edotta e informata, sulla base delle evidenze scientifiche, in merito alle misure adottate. Senza prendere per scemi i cittadini ed evitando che le misure siano &#8220;calate dall&#8217;alto&#8221; o &#8220;scolpite su pietra&#8221;. Decisioni che potranno essere modificate o aggiornate &#8220;qualora emergano nuove informazioni rilevanti e fondate su evidenze scientifiche&#8221;.</p>
<h2>I vaccini</h2>
<p>Oltre a chiedere &#8220;specifica attenzione&#8221; per i più fragili, come &#8220;i grandi anziani, coloro che sono ospitati all&#8217;interno di Rsa, le persone affette da patologie rare, psichiatriche, oncologiche, da comorbidità severe o immunodeficienze, le persone che vivono in condizioni di particolare fragilità sociale o economica, le persone migranti e le persone in regime di detenzione&#8221;, il piano pandemico si addentra anche sul <strong>fronte farmacologico</strong>. In caso di evento pandemico andranno &#8220;individuati protocolli di cura efficaci&#8221;, e non solo i <strong>vaccini</strong> la cui distribuzione &#8220;deve rispondere a criteri trasparenti e motivati, nel pieno rispetto dei principi etici e costituzionali di uguaglianza ed equità a livello nazionale e internazionale, affinché nessuno sia escluso&#8221;. E in ogni caso, anche sui vaccini, sarà necessario informare i cittadini con &#8220;una comunicazione semplice ed efficace dei benefici e dei rischi correlati&#8221;. E &#8220;in nessun modo la campagna di informazione dovrà utilizzare toni drammatici, generare discriminazioni e stigma sociale&#8221; verso chi dovesse decidere di non vaccinarsi.</p>
<h2>Fdi esulta</h2>
<p>Con questo nuovo piano pandemico, esulta il ministro della Salute <strong>Schillaci</strong>, &#8220;c&#8217;è la copertura economica, prevista in Finanziaria, che prima non c&#8217;era&#8221;. E soprattutto &#8220;saranno tutelate le libertà e soprattutto i cittadini&#8221;. &#8220;Le sinistre se ne facciano una ragione: le previsioni di lockdown ed i vaccini non sono nel nuovo piano nazionale <span class="hilg1">pandemico</span>, ma sono previste nelle linee di preparazione e risposta definite dalla regolamentazione sanitaria internazionale &#8211; spiega Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI &#8211; La differenza sostanziale tra il nuovo piano <span class="hilg1">pandemico</span> e i disastri combinati da loro consiste appunto in questo. Mentre per il governo Meloni si tratta di <strong>misure da adottare come extrema ratio</strong> e comunque nel rispetto degli organi democraticamente eletti e della sovranità popolare, per loro fu una &#8216;misura di cieca disperazione&#8217;, come disse Walter Ricciardi, consulente del <strong>governo</strong> <strong>Conte</strong>, adottata senza valutazioni e come prima ed unica risposta a causa della impreparazione a cui fu consegnata l&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>Franco Lodige, 21 febbraio 2025</p>
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		<title>Vaccini, quel paragone senza senso di Roberto Burioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 16:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[roberto burioni]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roberto Burioni, i vaccini Covid e il nuovo codice della strada: c'è qualcosa che non torna nel suo ragionamento</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio amico Luigi Desiderato, che durante gli anni oscuri della <strong>pandemia</strong> di <strong>Covid-19</strong> ha condiviso molte delle nostre critiche alla dittatura sanitaria che ha devastato il Paese, mi ha inviato un surreale post di <strong>Roberto Burioni</strong>, pubblicato su X, che riporto integralmente insieme ad una esilarante considerazione dell’amico in oggetto.</p>
<p>“Chi guida ubriaco – sostiene il virologo marchigiano – mette in pericolo se stesso e gli altri (è un fatto oggettivo). Il governo ha aumentato le multe. Chi non si è vaccinato contro il Covid – prosegue il nostro – ha messo in pericolo se stesso e gli altri (è un fatto oggettivo). Il governo gli ha annullato le multe”.</p>
<p>Ebbene, a questa sesquipedale stupidaggine, smentita da una montagna di studi e, obtorto collo, dagli stessi colossi farmaceutici che hanno realizzato questa sorta di elisir di lunga vita, così commenta Desiderato: “Con questo &#8216;vaccino&#8217; che <strong>non impediva il contagio</strong> (è un fatto oggettivo), queste affermazioni sono degne di una pista circolare, un tendone rosso a coprirla e strani personaggi con scarpe enormi, vestiti tutti a colori e che fanno ridere, loro si&#8217;. Fuori c&#8217;è la scritta circo…”.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/il-tempo-si-e-fermato-a-robilante-vietate-le-visite-ce-il-covid/">Il tempo si è fermato a Robilante: &#8220;Vietate le visite, c&#8217;è il Covid&#8221;</a></li>
</ul>
<p>Ma non basta, lo stesso amico mi ha segnalato che durante una recente puntata di <em>Che Tempo Che</em>, condotta su Nove da <strong>Fabio</strong> <strong>Fabio</strong>, il sempre presente Burioni la sparata più grossa di un argentinosauro, considerato il più grande dinosauro mai esistito, con le sue 75 tonnellate di peso. Tant’è che, per essere certi non aver capito male, abbiamo riascoltato lo stupefacente intervento del virologo, il quale in merito ai pregi dei vaccini sperimentali si è così espresso: “Il vaccino a mRNA che in un anno solo in Europa ha salvato 20 milioni di vite”.</p>
<p>Dunque, rispetto alle già elevatissime stime pubblicate dall’Imperial College di Londra, poi riprese in copia incolla dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che nel biennio 2021/2022 sosteneva che gli stessi vaccini avessero salvato “quasi 20 milioni” di persone in tutto il mondo, Burioni rilancia la posta, sparando una cifra che nemmeno lo Speranza del terrore virale avrebbe probabilmente avuto il coraggio di esprimere.</p>
<p>D’altro canto, noi comuni mortali, che non apparteniamo alla ristretta cerchia di eletti col camice bianco che parlano costantemente con i virus, abbiamo consultato il grafico elaborato dagli autori di “<strong>Perché non guariremo</strong>” – testo ben documentato in merito alle balle che ci hanno raccontato in quel periodo -, in cui emerge chiaramente che l’andamento dei morti ufficialmente registrati nel mondo dall’inizio della pandemia rimase stabile anche dopo la successiva e colossale <strong>vaccinazione di massa</strong>. Al contrario, nel medesimo grafico, inserendo ad un certo punto solo la stima dei morti senza vaccino dello studio londinese e non quella ancor più catastrofica sostenuta da Burioni, la curva dei decessi si impenna con un andamento quasi verticale, dimostrando con ciò che i numeri hanno ancora una volta una testa assai più dura delle stesse balle spaziali che ancora oggi vengono propinate in diretta televisiva senza alcuna forma di contraddittorio.</p>
<p>L’impressione è che certi luminari che ci hanno indicato la strada verso l’inferno durante una pandemia a bassa letalità, spacciandola per una malattia mortale quando mortale non lo era affatto per le persone in buona salute, di quando in quando non perdono l’occasione per <strong>ingigantire ulteriormente le loro formidabili imprese</strong>, un po’ come facevano i combattenti delle guerre di un tempo, i quali tendevano ad aumentare i nemici da loro messi eroicamente fuori combattimento man mano che tracannavano generose quantità di vino.</p>
<p>Il mio è solo un modesto consiglio, ma forse sarebbe il caso di darsi veramente una regolata, esimi esponenti di una scienza con la s minuscola e l’h finale. Ne va di ciò che resta della vostra credibilità.</p>
<p>Claudio Romiti, 19 dicembre 2024</p>
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		<title>Vaccini e scienza, questo pezzo di Repubblica fa venire i brividi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2024 16:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[la repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;articolo sul calo della fiducia nella scienza e nei vaccini che potete leggere qui, si parte subito con una descrizione estremamente dettagliata degli scettici, d&#8217;altronde quelli di La Repubblica sono conosciuti nell&#8217;ambiente giornalistico come i LeBron James dell’accuratezza. Ecco quindi un identikit: &#8220;Basso titolo di studio, senza orientamento politico o di destra, mentalità complottista”. Oh, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/vaccini-e-scienza-questo-pezzo-di-repubblica-fa-venire-i-brividi/">Vaccini e scienza, questo pezzo di Repubblica fa venire i brividi</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;articolo sul calo della fiducia nella scienza e nei vaccini <a href="https://www.repubblica.it/salute/2024/11/19/news/vaccini_cosa_pensano_italiani-423654119/" target="_blank" rel="noopener nofollow">che potete leggere qui</a>, si parte subito con una descrizione estremamente dettagliata degli scettici, d&#8217;altronde quelli di <em>La Repubblica</em> sono conosciuti nell&#8217;ambiente giornalistico come i LeBron James dell’accuratezza. Ecco quindi un identikit: &#8220;Basso titolo di studio, senza orientamento politico o di destra, mentalità complottista”. Oh, che bello. Aria fresca. Così chiari a <em>La Repubblica</em>. Il tono è magnetico, un po&#8217; rapsodico, un po&#8217; agonistico, sembra quello dei bulli di High School Musical.</p>
<p>Ma proviamo ad andare avanti. Dalla ricerca “viene evidenziato che poco più di <strong>4 italiani su 10</strong> hanno una bassa fiducia&#8221; nella sicurezza dei vaccini&#8221;, tra questi &#8220;il 54% ha un basso titolo di studio”. In realtà, bisognerebbe dire che il 42% degli italiani ha bassa fiducia nella sicurezza dei vaccini, e questo dato è molto alto, quasi la metà degli italiani.</p>
<p>Bene. Ma continuiamo con la seconda proposizione: se il 54% ha un basso titolo di studio, significa che il rimanente 46% non ha un basso-titolo-di-studio, ma appartiene all&#8217;élite culturale, e tenendo conto che tra i 30-34enni solo il 26,8% è laureato (Istat), significa che il peso dei laureati è molto alto nei dubbiosi.</p>
<p>Continuiamo ancora con il pezzo. Chi ha bassa fiducia nella sicurezza dei vaccini è così definito: “<strong>Il 48% è schierato politicamente a destra</strong>”, quindi il restante 52% è schierato in altro modo? Centro-sinistra? Chi sono? Non si specifica nell&#8217;articolo, ma fossero davvero di centro-sinistra, sarebbe stato interessante saperlo.</p>
<p>Andiamo avanti: “Cala invece di 4 punti la percentuale degli italiani che pensano che le autorità pubbliche agiscano nell’interesse della comunità (59% a gennaio contro il 55% di novembre)”. Questi dati sono abbastanza molecolari, capillari, e molto preoccupanti: con la <strong>pandemia</strong> c&#8217;è stato un crollo della credibilità delle Istituzioni Pubbliche, sanitarie. Un dato devastante. Per recuperare questa fiducia ci vorrà un decennio, e una generazione molto disponibile alla coesione e alla fiducia sociale persa. È stato un disastro, stando ai dati.</p>
<p>Ecco allora come continua l&#8217;articolo: Tra quanti sono più scettici rispetto alla loro efficacia (3 italiani su 10) troviamo le persone <strong>con un basso titolo di studio</strong> (50%), o <strong>senza un orientamento politico</strong> (42%) o che <strong>si collocano a destra</strong> (40%) e manifestano <strong>una mentalità complottista</strong> (56%)&#8221;.</p>
<p>Guardiamo punto per punto. Primo: “Troviamo le persone con un basso titolo di studio (50%)”. Qui si ritorna al classico ignorante di destra, ma &#8211; anche qui &#8211; c’è un dato ombra, non dichiarato: l&#8217;altro 50% che titolo di studio ha? Evidentemente non-basso, ergo alto, ergo non siamo tutti ignoranti come veniamo descritti continuamente, anche se io un pò mi sento ignorante ogni volta che perdo tempo <strong>in letture poco utili</strong>, come questa.</p>
<p>Continua l’articolo: “Che si collocano a destra (40%)”. Bene, stessa contro-osservazione: e il 60% come si orienta? A sinistra? Al centro? Extraparlamentare?</p>
<p>Continuiamo: “E manifestano una mentalità complottista (56%)”. Oh, siamo arrivati al dunque, eccoli lì: <strong>negazionisti</strong>, <strong>complottisti</strong>, persone intolleranti al glutine e al lattosio, gli scardi della società, tutti potenziali dirimpettai di Gasmann. Sfogatevi, date stura al peggio, ma almeno definite cosa sia questa mentalità complottista, che qui &#8211; nell’articolo &#8211; non è dato sapere: chi manifesta dubbi è un complottista? Chi ascolta finto rock la <em>new wave</em> italiana il free jazz punk inglese è complottista? Chi crede a cosa esattamente rientra nel complottismo? Non è dato sapere nell&#8217;articolo e poi, per capirci il restate 44% non sarebbe complottista, e chi è quindi? Gente assennata, razionale? Immaginiamo di si, per deduzione.</p>
<p>Daniele Di Pietro, 15 dicembre 2024</p>
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		<title>Stop multe ai no vax, perché è cosa buona e giusta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 16:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[no vax]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo con il milleproroghe congela le sanzioni contro chi non si è vaccinato per il Covid</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stop alle<strong> multe per i &#8220;no vax&#8221;</strong>. Lo ha deciso ieri il governo inserendo una normettina nel decreto milleproroghe. Ve lo dico: ha fatto cosa buona e giusta.</p>
<p>Erano delle multe folli, totalmente folli. I quotidiani che durante il <strong>Covid</strong> erano sulle barricate contro la libertà di scelta vaccinale, da <em>Repubblica</em> in giù, lo considerano un &#8220;colpo di spugna&#8221;, un &#8220;regalo a tutti coloro che non hanno rispettato l&#8217;obbligo vaccinale&#8221;. Ma la verità è che ad essere ingiusta era quella legge. Era una follia e le multe facevano orrore all&#8217;idea democratica di un Paese in cui un over 50 anni può decidere come disporre della propria vita.</p>
<p>Inoltre, vorrei ricordare che su quel vaccino fu raccontata una gigantesca bugia dall&#8217;allora Presidente del Consiglio <strong>Mario Draghi.</strong> Vi ricordate? &#8220;Chi si vaccina non si ammala e non contagia&#8221;. Balle. Io su questo non posso che essere solidale con tutti quelli che hanno fatto una battaglia fino in fondo per la loro libertà e a cui oggi giustamente questo governo rievoca la multa.</p>
<p>Nicola Porro, 10 dicembre 2024</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nostalgia delle task force: ora spunta quella per la malattia del Congo</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/nostalgia-delle-task-force-ora-spunta-quella-per-la-malattia-del-congo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 14:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[congo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministero della Salute istituisce un tavolo contro le malattie infettive. Ma le autorità del Congo hanno ridimensionato l'allarme</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi le comiche al ministero della Salute, diretto da <strong>Orazio Schillaci</strong>, l’uomo che sembra basare la sua linea sulla prudentia di dantesca memoria. Tant’è che dopo la scoperta, in quel di Lucca, di un <a href="https://www.nicolaporro.it/malattia-x-il-congo-smonta-gli-allarmisti/" target="_blank" rel="noopener">paziente sospetto proveniente dal Congo</a>, dimesso dopo appena un giorno di ricovero, lo stesso ministero della Salute ha deciso di istituire nientepopodimeno che una <strong>task-force</strong> per qualunque malattia infettiva ci troveremo ad affrontare, a partire da quella che si presume si stia sviluppando in Congo, sebbene ancora non sappiamo assolutamente nulla sulla questione.</p>
<p>Tutto ciò, come riporta l’Ansa, “è stato deciso, secondo quanto si apprende, nella riunione tecnica di questa mattina fra ministero e Iss&#8221;.  Questo ennesimo mini-carrozzone, in particolare, sarà composto dalla direttrice del dipartimento Mara Campitiello, capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero, da alcuni rappresentanti di Aifa e Iss. Gli esperti avranno anche il compito di segnalare alle Regioni cosa accade e di dare indicazioni appena ci saranno elementi.</p>
<p>Ora, dopo quello che gli stessi “esperti” ci hanno propinato durante l’epopea del <strong>Covid</strong>, imponendo ad un popolo rimbambito dalla paura tutta una serie di misure eufemisticamente demenziali, solo il fatto che si riproponga l’analogo meccanismo in modo più ufficiale, attraverso l’introduzione di una task-force, non ci sembra molto rassicurante. Soprattutto ci appare <strong>del tutto fuori luogo</strong> una tale iniziativa, prendendo a pretesto un evento africano ancora tutto da decodificare e che, come dimostra il caso del “<strong>paziente zero</strong>” di Lucca, non giustifica il provvedimento adottato dagli uomini di Schillaci.</p>
<p>In questo senso, così come accaduto durante <strong>la fallimentare e liberticida gestione del Covid</strong> da parte del duo infernale Conte-Speranza, a cui si aggiunse un quanto meno confuso Mario Draghi – ad essere buoni -, mi sembra di intravedere nell’iniziativa uno schema simile, basato sul seguente principio: non conosciamo quasi nulla di una molto presunta malattia mortale, tuttavia facciamo qualcosa tanto per fare, così da dimostrare ai cittadini che stiamo lavorando giorno e notte per salvaguardare la loro salute.</p>
<p>Tanto è vero che ancora adesso, come mi è stato testimoniato da molti operatori sanitari, nei nostri ospedali sono in vigore i demenziali protocolli anti-Covid con i quali, per fare un esempio, si procrastino molti interventi per patologie gravi e gravissime per una semplice positività al tampone, appesantendo la normale gestione delle visite e dei ricoveri ogni qualvolta si registri una tale positività.</p>
<p>Ebbene, in questo desolante quadro in cui, invece di concentrarci sui pazienti, ci balocchiamo in una infinita caccia al coronavirus, ci mancava solo una task-force d’Egitto, o del Congo per meglio dire.</p>
<p>Claudio Romiti, 10 dicembre 2024</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/nostalgia-delle-task-force-ora-spunta-quella-per-la-malattia-del-congo/">Nostalgia delle task force: ora spunta quella per la malattia del Congo</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Quello che non vi dicono sulla &#8220;malattia del Congo&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/quello-che-non-vi-dicono-sulla-malattia-del-congo/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/quello-che-non-vi-dicono-sulla-malattia-del-congo/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Porro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2024 18:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[congo]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=235184</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sta ritornando la paura delle grandi malattie. Ancora pochi morti in Congo e riparte il circo del Covid. Ognuno di noi ha un timore pazzesco per lo sconosciuto: per questo temiamo il virus che arriva dalla profonda Africa, di cui non conosciamo nulla. E quindi ecco le foto drammatiche; ecco Rezza che dice &#8220;mortalità elevata, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/quello-che-non-vi-dicono-sulla-malattia-del-congo/">Quello che non vi dicono sulla &#8220;malattia del Congo&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sta ritornando la paura delle grandi malattie. Ancora pochi morti in <strong>Congo</strong> e riparte il circo del Covid.</p>
<p style="text-align: left;">Ognuno di noi ha un timore pazzesco per lo sconosciuto: per questo temiamo il virus che arriva dalla profonda <strong>Africa,</strong> di cui non conosciamo nulla. E quindi ecco le foto drammatiche; ecco Rezza che dice &#8220;mortalità elevata, massima allerta&#8221;; ecco <em>Repubblica</em> che parla del mistero del virus che colpisce i bambini.</p>
<p>Poi però vai un po&#8217; a leggere bene e al momento si parla di qualche morto in Congo, ma non è vero che si tratta di una malattia &#8220;<strong>non conosciuta</strong>&#8220;, semplicemente non è stata ancora diagnosticata. La cosa è diversa. Se io domani mattina crepo e la gente non vede il mio corpo, non mi fa un&#8217;analisi, non mi fa un&#8217;autopsia, non capisce se ho sbattuto contro un muro, se ho fatto un incidente stradale o se mi sono preso un virus.</p>
<p>Non lo sanno perché si tratta di <strong>una zona del Congo molto povera,</strong> dove i bambini sono molto denutriti. Ma il focolaio al momento è locale e come dicono tutti quanti i giornali, a leggere bene i pezzi, potrebbe essere un patogeno esistente ma non ancora diagnosticato.</p>
<p><span style="color: rgb(17 24 39/var(--tw-text-opacity));">L&#8217;Ansa peraltro fa sapere che le notizie ufficiali che arrivano dal Congo &#8220;sembrano ridimensionare l&#8217;allarme per l&#8217;epidemia&#8221;. Il ministero della Sanità congolese ha fatto sapere infatti che l&#8217;epidemia dura da oltre 40 giorni ed i morti accertati negli ospedali sono <strong>27 su 382</strong> contagiati. Gli altri 44 decessi, che sono stata attribuiti a questo misterioso virus, in realtà non hanno avuto alcuna diagnosi. Parliamo comunque, spiega l&#8217;Ansa, di 70 morti in una vasta area e che in gran parte sono dovuti &#8220;alla mancanza di cure&#8221;.  Inoltr la zona di Panzi, dove si è sviluppata la malattia, &#8220;è estremamente remota e scarsamente popolata&#8221; quindi &#8220;gli esperti al momento ritengono che l&#8217;epidemia possa dunque essere contenuta&#8221;. </span></p>
<p>Insomma: non sanno di cosa si tratta, potrebbe essere pure qualcosa di conosciuto, si crede possa essere contenuto, però intanto sulle prime pagine di tutti i giornali italiani parlano già del &#8220;<strong>mistero del virus</strong>&#8220;. Cazzo, ma non siamo in un film distopico.</p>
<p>dalla Zuppa di Porro</p>
<div style="width: 1920px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-235184-2" width="1920" height="1080" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/12/clip-zuppa-5.mp4?_=2" /><a href="https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/12/clip-zuppa-5.mp4">https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/12/clip-zuppa-5.mp4</a></video></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/quello-che-non-vi-dicono-sulla-malattia-del-congo/">Quello che non vi dicono sulla &#8220;malattia del Congo&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Nostalgia canaglia (del terrore virale): torna l&#8217;incubo con la &#8220;malattia del Congo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2024 17:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> L'Italia alza la soglia di attenzione sui voli. Sarebbero 30 i decessi ufficiali senza un perché. E tornano già le virostar</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’inverno meteorologico ha già fatto il suo rigido ingresso nel Paese e, come accade dopo il pasticciaccio brutto del <strong>Covid</strong>, molti dei nostri giornaloni esprimono a caratteri cubitali una sorta di nostalgia canaglia per i “bei” tempi andati del terrore virale di massa. Tempi cupi nei quali gli stessi giornaloni, a rimorchio di una informazione televisiva a senso unico, intrattenevano i lettori spiegando loro che se si fossero avventurati fuori casa senza mascherina sarebbero andati incontro ad una triste sorte, così come accadde al Signor di Vly nella guerra di Valois, in una celebre canzone di Fabrizio De André.</p>
<p>Ebbene alla quasi disperata ricerca di un qualche <strong>virus</strong> da utilizzare alla bisogna, con una certa regolarità gli stessi nostalgici della paura lanciano un allarme con il quale risvegliare i terrore sopito degli stessi lettori.</p>
<p>Su tutti spicca il<em> Corriere della Sera</em>, che così ha aperto l’edizione online di venerdì 6 dicembre: “L’Italia alza l’attenzione sulla malattia del <strong>Congo</strong>: controlli ai voli”. Dopodiché nel sommario viene spiegato che “la malattia, ancora sconosciuta, ha portato a 30 decessi ufficiali in Congo, soprattutto tra i bambini sotto i 5 anni.” Tant’è che, nel malaugurato caso la paura virale dovesse tornare prepotentemente nell’immaginario collettivo degli italiani, gli stessi giornaloni hanno già pronto una definizione con cui etichettare il nuovo e misterioso agente patogeno: il virus di Erode.</p>
<p>Nel frattempo Walter Ricciardi, il virologo che durante la prima ondata di Covid ci consigliava di lasciare abiti e scarpe fuori della porta di casa, si porta avanti con il lavoro e dichiara ad <em>AdnKronos</em> <em>Salute</em>: “La malattia di cui non si conosce l&#8217;origine che circola attualmente in Congo preoccupa, ovviamente. <strong>È un altro campanello d&#8217;allarme</strong>, un monito perché si faccia il necessario per essere sempre in grado di affrontare eventuali emergenze, lavorando d&#8217;anticipo per essere pronti&#8221;. Ma non basta, il nostro allarga l’orizzonte dei pericoli virali avvertendo la popolazione circa la presenza di diverse fonti di preoccupazione. Ciò, prosegue Ricciardi, perché “il contesto generale è caratterizzato da un&#8217;emergenza continua di virus e da una grande mobilità. Rispetto al passato, quando i virus non si muovevano troppo dal loro luogo di origine, perché i mezzi di trasporto erano molto lenti, oggi passano rapidamente da una parte all&#8217;altra del mondo, basta meno di un giorno. Tutto questo servirebbe a farci rafforzare le iniziative che abbiamo imparato a conoscere durante la pandemia, cioè una collaborazione a livello globale tra scienziati e tra Governi per cercare innanzitutto di sorvegliare, monitorare ed essere immediatamente pronti nel caso di un&#8217;emergenza. Non lo sappiamo cosa accadrà, difficile prevederlo ora. L&#8217;unica cosa che possiamo fare è non farci trovare impreparati, non solo per questo allarme, ma per tutti quelli che ci saranno&#8221;.</p>
<p>Ora, a parte che è da alcuni decenni che i mezzi di trasporto consentono di raggiungere in meno di un giorno i luoghi più remoti del globo. Inoltre, vorrei segnalare ai tanti <strong>professionisti del terrore virale</strong> un detto di un vecchio saggio vissuto qualche millennio addietro: “Dal momento che sotto il cielo tutto può accadere, non possiamo vivere con la paura di morire da un momento all’altro.” Ed è esattamente ciò che molti nostri ingenui connazionali sono stati indotti a fare durante la pandemia di Covid, alcuni dei quali non si sono del tutto ripresi dai danni psicologici di quel periodo buio. Francamente sarebbe in caso di non ripetere tale, tristissima esperienza.</p>
<p>Claudio Romiti, 16 dicembre 2024</p>
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		<title>Questa foto dimostra che viviamo ancora nella follia del Covid</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 10:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora il plexiglass a proteggere chi ai centri della salute deve accogliere gli ospiti. Ma a cosa serve? Al Covid?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì scorso ho accompagnato una persona per una visita nel Centro di Salute di Todi, una delle mete principali del turismo anglosassone che privilegia le città d’arte dell’<strong>Umbria</strong>. Ebbene, appena metto piede nella struttura sanitaria mi sono imbattuto in <strong>una scena esilarante</strong>, tale che con una scusa ho ritenuto di dover uscire immediatamente per non ridere letteralmente in faccia alla persona incaricata di dare una prima indicazione ai vari pazienti.</p>
<p>In sostanza, come si vede nella foto, è stata realizzata una sorta di <strong>improvvisata trincea volante</strong> con l’evidente scopo – assolutamente demenziale sotto tutti i punti di vista – di proteggere gli addetti che svolgono tale mansione dal “tremendo” contagio del coronavirus. Non sappiamo chi abbia avuto questa geniale idea, ma pensare di bloccare la <strong>circolazione del Sars-Cov-2</strong>, al pari di altri virus, con un pannello di <strong>plexiglass</strong>, impedendo alle persone di avvicinarsi troppo con un banco di scuola e una sedia, è roba veramente dell’altro mondo. Il mondo della paura irrazionale che ha tenuto in scacco per molto tempo un intero Paese, nel quale gran parte della sua popolazione ha creduto alla bontà di simili misure magiche, ritenendo che solo seguendole pedissequamente avremmo evitato una ecatombe senza precedenti.</p>
<p>D’altro canto, finché continuerà a prevalere nelle nostre strutture sanitarie questo retaggio (nello stesso Centro di Salute, oltre a quanto descritto, vi è un abbondante dispiegamento di<strong> gel sanificanti</strong> accompagnati da cartelloni in stile Grande Fratello, in cui si ricordano <strong>i 10 precetti per contrastare il Covid</strong>), la Sanità italiana non uscirà mai a tornare a quella faticosa normalità fatta di cose concrete e non di assurdi protocolli da avanspettacolo. Protocolli inutili che, soprattutto nei luoghi di cura, non possono che risultare estremamente dannosi. <a href="https://www.nicolaporro.it/schillaci-dacci-un-taglio-con-le-circolari-sul-covid/" target="_blank" rel="noopener">Schillaci, se ci sei batti un colpo</a>.</p>
<p>Claudio Romiti, 20 settembre 2024</p>
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		<title>L&#8217;incredibile rivelazione di Bassetti sui tamponi Covid</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/lincredibile-rivelazione-di-bassetti-sui-tamponi-covid/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 17:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pandemia è finita? Macché. È ora di smantellare questo assurdo ambaradan di surreali misure. Torniamo alla normalità</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un video pubblicato su TikTok, <strong>Matteo</strong> <strong>Bassetti</strong> ha sparato ad alzo zero contro la perdurante <strong>mania dei tamponi</strong>. A chi continua a preoccuparsi del presunto, elevato numero dei morti attribuiti al <strong>Covid</strong>, il direttore della clinica malattie infettive del San Martino di Genova ha spiegato in sintesi quanto segue: continuando ad eseguire tamponi anche a soggetti molto anziani che non manifestano sintomi, ma risultano positivi, “mettiamo una pulce nell’orecchio dei parenti e dei medici”. Ciò fa si che fa si che un certo numero di questi ultra ottantenni, i quali non hanno problemi con il Covid, che secondo Bassetti attualmente è un banale raffreddore, finiscano in ospedale, precipitando in una condizione di isolamento e rischiando seriamente di contrarre molte altre, ben più gravi infezioni.</p>
<p>Pertanto, a parere dell’infettivologo, gran parte delle persone con tampone positivo al Covid che attualmente muoiono, non muoiono affatto a causa di tale malattia, bensì di <strong>ben altre patologie.</strong> Tutto questo porta Bassetti ad esprimere con forza una chiara esortazione al nostro sistema sanitario: “Smettiamo di fare i tamponi”.</p>
<p>Ora, premesso che noi umili profani, su queste pagine,<strong> sosteniamo da anni l’indicazione del medico genovese</strong>, sarebbe il caso di girare tutto ciò al nostro attuale ministro della Salute, il fin troppo prudente Orazio Schillaci. Tant’è che, invece di lasciare totale discrezione alle varie Unità sanitarie del Paese, che in molte realtà territoriali continuano ad imporre protocolli simili a quelli della prima ora (protocolli che a nostro avviso hanno contribuito all’eccesso di mortalità registrato in quel periodo di terrore virale), sarebbe cosa buona e giusta smantellare del tutto questo assurdo <em>ambaradan</em> di surreali misure, tornando realmente nel mondo del normalità.</p>
<p>Claudio Romiti</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;inverosimile scusa del Covid tra le ruote della Vuelta</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/linverosimile-scusa-del-covid-tra-le-ruote-della-vuelta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 06:28:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vuelta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il terrore del coronavirus incombe sul ciclismo alla Vuelta di Spagna. Ma come per Lyles, il Covid puzza tanto di scusa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/linverosimile-scusa-del-covid-tra-le-ruote-della-vuelta/">L&#8217;inverosimile scusa del Covid tra le ruote della Vuelta</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il <strong>Giro d’Italia</strong> e il <strong>Tour de France,</strong> anche alla <strong>Vuelta</strong> di Spagna il terrore del <strong>Covid</strong> – perché di questo si tratta – sta falcidiando la lista dei corridori in gara. Inverosimile, a mio modesto parere di attempato sportivo amatoriale, un articolo pubblicato su <em>Bicisport</em> il 27 agosto, considerata da molti la più prestigiosa testata del diffuso settore del pedale. Già il titolo la dice lunga sul modo in cui nell’ambiente viene trattato l’argomento: “Vuelta, anche De Plus si ritira: il Covid minaccia la corsa spagnola”.</p>
<p>In particolare, il pezzo inizia con il medesimo <strong>sgomento</strong> espresso da molti giornali nei primi mesi della pandemia: “Sembrava il caldo estremo il nemico di questa Vuelta a España 2024, ma un altro grande problema ha iniziato a impensierire i corridori e i loro team: il Covid. Chi sta seguendo gli aggiornamenti sulla grande corsa iberica avrà un drammatico déjà vu con fatti risalenti a circa un anno fa, quando il virus costrinse al ritiro un grande numero di partecipanti al Giro d’Italia 2023, compresa la star più attesa, Remco Evenepoel&#8221;.</p>
<p>Dopodiché nella chiusa dell’articolo, scritto da Lucia Mora, si esprime “la speranza che non si verifichi <strong>di nuovo lo scenario dello scorso anno</strong>, e che si riesca a contenere il contagio.” Il che in parole povere, considerando la condizione ubiquitaria di un virus endemico oramai da anni, equivarrebbe a svuotare il Lago di Garda con un secchiello bucato.</p>
<p>Tant’è che alla tappa successiva, quella del 28 agosto, altri tre ciclisti non hanno preso il via essendo risultati <strong>positivi</strong> <strong>al</strong> <strong>Covid</strong>.</p>
<p>In tal senso si ha la netta sensazione, <a href="https://www.nicolaporro.it/ho-perso-per-il-covid-puzza-molto-di-scusa/" target="_blank" rel="noopener">come nel caso del velocista americano Noah Lyles</a>, che causa Covid si sarebbe dovuto accontentare di una medaglia di bronzo nei 200 metri, dopo aver trionfato nei 100, che<strong> il fratello cattivo dei coronavirus</strong> si sia diventato un comodo escamotage per giustificare qualunque défaillance o calo di forma negli atleti di élite.</p>
<p><em>Défaillance</em> o calo di forma che, tuttavia, non ha neppure sfiorato <strong>Tadej</strong> <strong>Pogačar</strong> durante la sua eccezionale cavalcata nell’ultimo Tuor de France, nel quale ha inflitto distacchi abissali ai suoi avversari,<strong> pur risultando positivo al tampone</strong> solo pochi giorni prima dell’avvio della Grande Boucle.</p>
<p>Evidentemente in quel caso il virus demoniaco si sarà messo una mano sulla coscienza, decidendo di non mandare a casa il principale protagonista di una corsa su cui si regge una quota assai importante del colossale giro d’affari che ruota intorno alla passione della bicicletta.</p>
<p>E quando si tratta di quattrini, come molti di noi compresero all’inizio di questo assurdo pasticcio targato Covid-19, <strong>i virus possono essere molto selettivi</strong>: mortali quando occorre vendere consensi, ascolti e vaccini; meno gravi di un raffreddore se ad essere infettato è un campione che solo d’ingaggio si becca 6 milioni di euro all’anno e sulle cui imprese si muove un gigantesco circo mediatico che fattura cifre da record.</p>
<p>Claudio Romiti, 29 agosto 2024</p>
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		<item>
		<title>Ci risiamo: terrore dei virus, ci riprovano col vaiolo delle scimmie</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/ci-risiamo-terrore-dei-virus-ci-riprovano-col-vaiolo-delle-scimmie/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/ci-risiamo-terrore-dei-virus-ci-riprovano-col-vaiolo-delle-scimmie/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Aug 2024 10:23:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[vaiolo delle scimmie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=217032</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo il Covid, riparte la strategia infernale sul vaiolo delle scimmie. Primo caso in Svezia: l'Oms lancia l'allarme Mpox</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ci-risiamo-terrore-dei-virus-ci-riprovano-col-vaiolo-delle-scimmie/">Ci risiamo: terrore dei virus, ci riprovano col vaiolo delle scimmie</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver più volte tentato di far ripartire la macchina infernale del terrore con le ultime varianti del <strong>Sars-Cov-2</strong>, i professionisti della paura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci riprovano con il cosiddetto <strong>vaiolo delle scimmie</strong>.</p>
<p>E non è la prima volta, dato che <a href="https://www.nicolaporro.it/vaiolo-delle-scimmie-preparano-lemergenza-internazionale-e-i-vaccini/" target="_blank" rel="noopener">il 22 luglio 2022, quando l&#8217;infezione aveva già colpito quasi 17.000 individui in 74 paesi</a>, il direttore dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, <strong>Tedros Ghebreyesus</strong>, definì il vaiolo delle scimmie una emergenza sanitaria globale, portando l&#8217;allerta verso questa infezione al livello massimo. Nonostante il comitato scientifico preposto non avesse trovato un consenso in merito a tale dichiarazione, Ghebreyesus avrebbe preso tale decisione allo scopo di <strong>sensibilizzare la comunità internazionale</strong> e a spingerla a prendere adeguati provvedimenti.</p>
<p>Ebbene, a distanza di due anni <strong>ci risiamo</strong>, ancora una volta è stato lo stesso immunologo, nonché politico etiope a dare l’annuncio di questa ennesima emergenza globale, in cui ovviamente non poteva mancare un forte richiamo all’esigenza di produrre una adeguata quantità di “nuovi” vaccini.</p>
<p>Secondo Ghebreyesus, “il rilevamento e la rapida diffusione di un nuovo clade di mpox nella parte orientale della <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong>, il suo rilevamento nei Paesi vicini che non avevano precedentemente segnalato la malattia, e il rischio di un&#8217;ulteriore diffusione in Africa e oltre sono molto preoccupanti&#8221;. Tant’è che, come riportano con una certa enfasi i nostri giornaloni, sempre più specializzati proprio nel <strong>terrorismo virale</strong>, in <strong>Svezia</strong> sarebbe stato scoperto il primo caso di una variante del vaiolo delle scimmie, che si presume più pericolosa, al di fuori del Continente africano. Secondo l’Agenzia svedese per la sanità pubblica, “ad una persona è stato diagnosticato a Stoccolma il morbo causato dalla variante Clade 1. È il primo caso causato dal Clade I ad essere diagnosticato al di fuori del continente africano&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, così come hanno fatto durante l’epopea del Covid-19, gli svedesi hanno adottato <strong>un approccio assolutamente ragionevol</strong>e, evitando i dannosi allarmismi che hanno caratterizzato altri Paesi, con il testa il nostro, come dimostra la dichiarazione del loro ministro della Salute, Jakob Forssmed: “Credo che la situazione sia seria, ma non c&#8217;è motivo di allarmarsi:<strong> il rischio di infezione è basso</strong>. Siamo ben preparati e i servizi sanitari dispongono di buone procedure in materia. È una malattia conosciuta. Ci sono vaccini e abbiamo vaccini in magazzino.”</p>
<p>Anche <strong>Matteo</strong> <strong>Bassetti</strong>, uno dei virologi più ascoltati durante il Covid, cerca di minimizzare l’allarme, anche se egli sostiene che con questa variante sarebbe cambiata l’epidemiologia, con “una malattia più grave e più virulenta”. In particolare, secondo direttore del reparto di malattie infettive del San Martino di Genova, “<strong>bisogna sensibilizzare tutti in tutto il mondo</strong>. Non si tratta più di un problema della Repubblica popolare del Congo.”</p>
<p>Anche in una lunga e un po’ contraddittoria intervista rilasciata dal dottor <strong>Andrea</strong> <strong>Antinori</strong>, infettivologo dello Spallanzani di Roma, al <em>Corriere della Sera</em>, si tende a minimizzare il problema, circoscrivendolo, così come sarebbe dovuto accadere il per il Covid, ad un rischio reale per le persone immunodepresse, tanto per cambiare.</p>
<p>Inoltre, nel analizzare la questione, in merito alle modalità del contagio, abbiamo trovato una certa discrepanza il nostro Istituto Superiore di Sanità e il parere di gran parte degli esperti interpellati dalla stampa. In sintesi, per questi ultimi, compreso lo stesso Antinori, “il contagio del virus <strong>Mpox</strong> avviene principalmente attraverso il contatto stretto con cute e mucose infette, quindi soprattutto <strong>durante i rapporti sessuali</strong> ma anche tramite il contatto di materiale contaminato (per esempio: vestiti, lenzuola, asciugamani) con le lesioni cutanee infette”. L’Iss, al contrario, abbassa l’asticella, sostenendo che pure un contatto prolungato faccia a faccia, con la classica emissione di droplet, comporterebbe la possibilità di trasmettere il virus.</p>
<p>Come, dire, nel campo del terrore mirale è sempre <em>melius abundare quam deficere</em>, anche quando il rischio per le persone in buona salute è prossimo allo zero.</p>
<p>Claudio Romiti, 16 agosto 2024</p>
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		<title>Caro Porro, sono un endocrinologo: ti spiego perché Khelif ha troppo vantaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 17:43:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[imane khelif]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Imane Khelif oggi lotta per l'oro olimpico a Parigi 2024. Mi scrive un medico per spiegarmi le cose come stanno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Nicola,</p>
<p>ormai se ne leggono di tutti i colori, <a href="https://www.nicolaporro.it/cromosoma-y-vi-spiego-perche-imane-khelif-non-e-un-uomo/" target="_blank" rel="noopener">ma dopo il lodevole articolo di Franco Battaglia del 6.08</a> e quello, <a href="https://www.nicolaporro.it/atlanticoquotidiano/quotidiano/aq-politica/khelif-verso-loro-ecco-perche-nello-sport-quel-cromosoma-y-fa-la-differenza/" target="_blank" rel="noopener">più documentato, di Punzi di oggi</a>, devo, come <strong>medico endocrinologo</strong>, fare qualche precisazione.</p>
<p>Nel caso della <strong>Sindrome di Morris</strong> (femminilizzazione testicolare) il soggetto pur essendo XY nasce e cresce con caratteri femminili perché i suoi tessuti sono insensibili (non riconoscono lo stimolo) del <strong>testosterone</strong>, è quindi come se non lo avessero. Non hanno nemmeno l&#8217;utero/ovaie, son bellissime ma non possono concepire o partorire.</p>
<p>Tutt&#8217;altro è il caso delle 2 pugili in questione. Qui <strong>il fenotipo femminile</strong> o non decisamente maschile alla nascita le fa identificare come femmine ma la produzione di testosterone comporta <strong>la crescita di massa muscolare</strong> e ossea da uomo e viraggio del fenotipo (aspetto) verso il maschile.</p>
<p>Quindi per l&#8217;anagrafe tutto ok ma per lo sport no.</p>
<p>Assurdo dire che poiché si sono riscontrati valori di <strong>testosterone nella norma</strong> le atlete siano &#8220;a posto&#8221;. Basta infatti praticare delle iniezioni (utilizzate in medicina per bloccare l&#8217;ormone nei pazienti con K prostata) per abbassare al minimo i livelli di testosterone che, comunque, ha già prodotto sul fisico <strong>tutte le evidenti modificazioni mascoline</strong>.</p>
<p>Basterebbe spiegare chiaramente queste cose (non è certo compito del giornalista) per evitare tante discussioni. Con cordialità e stima,</p>
<p>Un medico vecchio zuppista<br />
<span style="color: rgb(17 24 39/var(--tw-text-opacity));">Adriana Loglio</span></p>
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		<title>Caro Cartabellotta, nella merd* ci siamo finiti per colpa vostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 14:27:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[nino cartabellotta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Russa nomina i 15 senatori per la Commissione Covid, ora mancano i deputati. Le virostar non possono darci lezioni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come ampiamente riportato dalla stampa nazionale,<strong> Ignazio La Russa</strong>, presidente del Senato, ha nominato i 15 membri che daranno corpo alla tanto attesa <strong>Commissione</strong> <strong>bicamerale</strong> d’inchiesta sulla gestione della <strong>pandemia</strong> di Covid-19. Tuttavia, la montagna parlamentare non ha ancora partorito del tutto il topolino, dato che mancano ancora da definire i nominativi dei 15 deputati. E ciò mi fa ancor più sospettare che, vista la complessità della questione, unita ad una diffusa complicità che si è manifestata nella società nell’ingigantire il fenomeno virale, tale da acquisire ben presto i caratteri di un regime orwelliano,<strong> finirà tutto a tarallucci e vino</strong>, secondo una prassi ben collaudata in questo disgraziato Paese.</p>
<p>Magnifico, a tale proposito, il titolo di un articolo del Fatto Quotidiano: “Commissione Covid, nominati i 15 senatori componenti: ci sono i no-vax Borghi e Malan”. No-vax, come poi viene spiegato nel pezzo, solo perché questi ultimi<strong> hanno osato opporsi ad un obbligo vaccinale</strong> che, come si sarebbe dovuto ben comprendere sin dai primi riscontri oggettivi in merito all’effettiva gravità della malattia, non aveva alcun senso e per due sostanziali ragioni: il vaccino non serviva a chi si trovava in buona salute e, soprattutto, non aveva alcuna utilità nel bloccare la diffusione del virus.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/disertiamo-sinistra-terrorizzata-dalla-commissione-covid/">Perché la sinistra è terrorizzata dalla commissione Covid</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/ho-corso-con-il-covid-brava-palmisano-che-ha-tenuto-tutti-alloscuro/">&#8220;Ho corso con il Covid&#8221;. Brava Palmisano che ha tenuto tutti all&#8217;oscuro</a></li>
</ul>
<p>Eppure ancora oggi, soprattutto per il giornale filocontiano diretto da <strong>Marco</strong> <strong>Travaglio</strong>, chi osa ancora mettere in dubbio alcune delle misure liberticide che hanno massacrato il Paese in quel periodo buio è un irrecuperabile reietto, ossia un no-vax. Qualcosa di analogo, per intenderci, ai presunti nostalgici di un regime morto e sepolto che si nasconderebbero nelle file della destra, sempre dipinta come sporca, brutta e cattiva.</p>
<p>Una posizione, quest’ultima, totalmente condivisa dall’igienista <strong>Pierluigi Lo Palco</strong> – al tempo uno dei virologi della paura più interpellati dai media ortodossi – a cui la scelta di La Russa proprio non piace: “Sarebbe stato necessario – attacca Lo Palco- avviare una commissione tecnica di valutazione della risposta italiana al Covid-19, per imparare dagli errori e migliorare il nostro livello di preparazione. L’organo istituito, invece, va esattamente nella direzione opposta e si dimostra una commissione con soli intenti politici , in cui la presenza di convinti no-vax peggiora le previsioni.”</p>
<p>Di diverso avviso, e non poteva essere diversamente, invece la direttrice del laboratorio di Microbiologia del Sacco di Milano, <strong>Maria</strong> <strong>Gismondo</strong>, studiosa molto seria che fu a sua volta messa alla gogna per aver più volte manifestato importanti perplessità sulla gestione pandemica; perplessità che a conti fatti si sono tutte rivelate assolutamente fondate.<br />
Questo il suo laconico auspicio: “Ben venga una commissione, che lavori immediatamente e con grande coscienza.”</p>
<p>Infine, non poteva certo mancare il parere “illuminante” del Savonarola del 3 millennio, quel <strong>Nino</strong> <strong>Cartabellotta</strong>, presidente del Gimbe, che ci ha allietato per anni con le sue catastrofiche profezie virali che, naturalmente, non si sono mai avverate neppure in cartolina. Questo un suo tweet scritto a caldo: “La sanità pubblica cade a pezzi. Il nuovo Piano pandemico giace nei cassetti. La Commissione Covid farcita di no-vax è ai nastri di partenza. Se arriva una nuova pandemia siamo nella merda.”</p>
<p>In verità, nella merda <strong>ci siamo finiti per un tempo infinito</strong> e non a causa di un virus a bassa letalità, ma anche per la grave responsabilità di una cosiddetta scienza, di cui fa senz’altro parte il buon Cartabellotta, che ha deciso in massa di gettare nella discarica 200 anni di storia della medicina, con la totale complicità di gran parte di una informazione che per troppo tempo ha smesso di raccogliere i dati e raccontare i fatti.</p>
<p>Claudio Romiti, 8 agosto 2024</p>
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		<title>Aiuto! Adesso le virostar sono esperte di feci nella Senna</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/aiuto-adesso-le-virostar-sono-esperte-di-feci-nella-senna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Max Del Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 11:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fiume di Parigi, la Senna, nel mirino delle critiche per i livelli di inquinamento. E le virostar del Covid prendono la parola</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/aiuto-adesso-le-virostar-sono-esperte-di-feci-nella-senna/">Aiuto! Adesso le virostar sono esperte di feci nella Senna</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come detto (<a href="https://www.nicolaporro.it/le-queer-olimpiadi-di-macron-fanno-schifo/" target="_blank" rel="noopener">anche noi abbiamo la nostra narrazione, a puntate, minuscola, per la carità</a>), le <strong>olimpiadi</strong> non francesi ma macronarie, macaronarie, è <em>unammerda</em> che si rispecchia nella fogna nazionale dove sempre più atleti affondano, ritrovandosi in ospedale (<a href="https://www.nicolaporro.it/la-senna-e-una-fogna-a-cielo-aperto-altri-due-atleti-malati/" target="_blank" rel="noopener">Franco Lodige è scatenato, e fa bene</a>): salmonella, escherichia, il menu intossicazione è ricchissimo, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Un miliardo e mezzo per bonificare e questo è il risultato: l’unica immune è la sindacheassara di Parigi, la <strong>Hidalgo</strong>, e ci sarà un perché: o è autopercezione, o il CIO ha riscritto i test immunologici. Oppure hanno fatto il solito trucco dei vaccini, hanno bonificato solo la pozzanghera in cui si è immersa lei.</p>
<p>Ma ogni <em>eau de Senna</em> fa brodo e ciascuno a modo suo ne approfitta per un tuffo nell’attenzion mediatica; potevano, no dico, potevano mancare i virologi utilité a dire la loro? Non potevano! Ed eccoli qua, in fila per tre col resto di due (manca solo <strong>Burioni</strong>, ancora sotto choc: “djokan, ha vinto ancora Djoko!”). Su virologi, su igienisti, accorrete in fitta schiera: indovina chi viene a boomerang? <strong>Pregliascoh</strong>, <strong>Bassettih</strong>, ‘spetta un attimo che arriva pur er sor <strong>Rezzah</strong>: ma come si fa, ma che siete matti, ma “i pericoli sono tantissimi”, ma sono indignato (ah, beh, fermate tutto, bloccate le Olimpiadi), ma “è stato un azzardo”, ma “qui si rischiano forme gastroenteriche”, e mecojoni, dovevamo studià da <strong>virologi</strong> per capirlo; non se ne fa una ragione l’ADSKronos che trova l’ardir di dire di “misteriose infezioni gastrointestinali per gli atleti che hanno nuotato nella Senna”. Misteriose <em>‘n par de palle</em>!</p>
<p>Ecchiillà: <strong>i virologi da rivista</strong>, nel senso delle copertine patinate, che da esperti di virus si spenzolano sul clima, sul sesso, sulla genetica e, le voilà, oplà, sulla batteriologia, torna a casa viro: il cerchio si chiude. E però ricorda molto ma molto la faccenda dei vaccini, per diverse ragioni che qui andiamo ad elencare. C’è, bruciante, la smania di apparire, il virus del narcisismo, la fregola dell’influencer, <em>vanitas vanitatum et omnia virologus</em>: scusate, chi vi ha chiesto niente? Sì, d’accordo, i media, forse anche dietro impulso vostro, ormai siete di casa da tre anni: ma chi ancora si ostina a leggerli, i giornali, difficilmente si sarà sconvolto, tanto più che non vi riescono se non banalità, praticamente parlate di voi, delle vostre costernazioni, dei vostri fremiti: sempre sullo spot, eh, compagni? E che tempistica! <strong>Ci voleva una laurea in virologia per capire che se ti butti nella merda e la bevi, il best case scenario è di finire intossicati con le flebo e la lavanda gastrica?</strong> Come mai ci arrivate solo adesso, dopo dieci giorni di zitti e muti, come la canzoncina dei Maneskin? Tempo scaduto, nel frattempo chi osava eccepire, guardate che è sciagurato mandarli dentro, veniva marchiato da accuse paragnostiche: fascista, novax, putiniano. Voi dove stavate? A farvi uno sciottino al bar a forma di primula? Sempre i complottisti di cui sopra obiettavano: mah, a me mi sembra leggermente malsana questa Senna, tipo Stige, pare una palude pontina ancora da bonificare: “Naaah, sono i cambiamenti climatici, che ne sapete voi”. Adesso tutti a dare lezioni di intossicazione: troppo comodo, compagni virologi e geometri. Ancora una volta: quando la percezione non soccorre, si torna allo scientismo in 10 lezioncine.</p>
<p>Scusate, non vi ricorda qualcosa? Ehggià, la <strong>pandemia</strong>, i vaccini che ve lo garantiamo noi, date retta a noi, chiamate noi, sono sicuri, ricostituenti, nessuna controindicazione, fanno venire i poteri dell’Uomo Ragno, immunizzano a vita, ah beh no, solo per dieci anni, cioè dieci settimane, cioè dieci minuti, possono schiantare il cuore e far venire cancri biturbo però vabbè, dai, salvano, salvano, per qualche migliaio (o milione?) di decessi improvvisi, misteriosi, che sarà mai. Adesso, che facciamo? Ricominciamooo? Ci riconsegnamo in pasto alla paludosah scienzah? “Serve cautela e attenzione ma da epidemiologo<strong> suggerisco il principio di precauzione</strong>”. Sì, e mettetevi la maglia della salute, e non immergetevi nella Senna prima di tre ore dal pasto nudo e bio che fa cagare pure quello. La verità è che molti, come sempre, non hanno niente da dire però vogliono fortissimamente dirlo, hanno fiutato una nuova occasione, ricordano a volte certe creatrici digitali al tramonto, galeotto fu il pandoro, che ogni tanto si sparano una posa ormai patetica e, sotto, le ricoprono di insulti. Signòri!, come diceva il Paron Rocco: questa è gente che irrideva: Djokovic è finito, è un cadavere, non sta in piedi, vedi com’è ridotto senza bucarsi le duecento volte; adesso gli fanno i complimenti a denti stretti, come la Settimana Enigmistica, ma senza rinunciare a qualche rosicamento volante.</p>
<p>Vabbeh, amo capito: se nuoti nella fogna, finisci per marcire: <strong>parola di virologo</strong>. Però, scusate, il rimedio c’è, e ci stupisce che proprio voi non lo abbiate proposto: un bel vaccino! Eh? Che immunizza? Che risolve tutto? Come mai non ci avete pensato? Ma forse – vi conosciamo, mascherine ffp2 &#8211; stavate solo preparando il terreno, esibendo la vostra immarcescibile scienzah, “per un atleta non è certo entusiasmante nuotare in un ambiente simile”. Ma va’! E va’, E va’, va’ avanti tu che adesso c’ho da fa, te c’hanno mai mannato a quer paese, sapessi quanta scienzah che ce sta, er primo virostar è amico mio, tu dije che te c’ho mannato io&#8230;</p>
<p>Max Del Papa, 6 agosto 2024</p>
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		<item>
		<title>“Pandemia non vaccinati mai esistita”. La verità viene a galla in Germania</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/pandemia-non-vaccinati-mai-esistita-la-verita-viene-a-galla-in-germania/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/pandemia-non-vaccinati-mai-esistita-la-verita-viene-a-galla-in-germania/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 15:08:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=214832</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella bufera l'Istituto Robert Kochche per le misure restrittive applicate durante il coronavirus. La stoccata di Ulrich Jörges sul periodo Covid</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/pandemia-non-vaccinati-mai-esistita-la-verita-viene-a-galla-in-germania/">“Pandemia non vaccinati mai esistita”. La verità viene a galla in Germania</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Istituto <strong>Robert Koch</strong>, l’equivalente tedesco del nostro Istituto superiore di sanità, è da tempo al centro di una devastante polemica in merito alle posizioni adottate durante la <strong>pandemia</strong>. Sebbene ciò che emerso da una causa intentata da un giornale per rendere pubblici i verbali delle riunioni sulla gestione delle stessa pandemia sia estremamente grave, confermando ciò che la nostra ridotta liberale ha sostenuto per anni, in Italia i cosiddetti giornaloni si son ben guardati da darne notizia.</p>
<p>Da quanto riporta la giornalista Aya Velazquez, sebbene il Tribunale avesse alla fine concesso di poter esaminare solo una parte dei misteriosi verbali, un membro del RKI ha deciso di fornire, forse per ripulirsi la coscienza, l’intero contenuto dei documenti.</p>
<p>In estrema sintesi, è emerso ciò che si “sospetta” sia avvenuto anche in Italia, ossia che le autorità sanitarie abbiano <strong>nascosto alcuni elementi</strong> che avrebbero reso ingiustificabili le misure restrittive, aggravando il quadro pandemico in ossequio alle aspettative del potere politico. In questi verbali, oltre ad emergere un certo disaccordo all’interno del Robert Koch Institute, basato su studi che sembravano smentire clamorosamente alcune scelte, come l’uso massivo delle mascherine, ma che alla fine chi era a capo tagliava corto e <strong>imponeva la linea del governo</strong>. Ed è così in merito alla questione ancora tutta da decodificare dei vaccini sperimentali. Sebbene, infatti, molti scienziati del RKI avessero espresso fortissimi dubbi circa la decisione di immettere sul mercato tali vaccini, realizzati saltando tutte le precauzioni del passato, il capo dell’Istituto, Lothar Wieler, impose d’autorità la sua linea: “Le misure non debbono essere messe in discussione”.</p>
<p>Ma è sulla famosa e famigerata molto presunta <strong>pandemia dei non vaccinati</strong> che la polemica si sta ulteriormente infiammando. Grande scalpore ha suscitato l’intervento del giornalista Hans-Ulrich Jörges ai microfoni di <em>Welt</em> per la rubrica “Il mio mondo, la mia opinione”. Dovendo scegliere quali fossero i vincitori della giornata, il noto editorialista ha indicato coloro che non si sono vaccinati per il Covid: “È passato un po’ di tempo, ma è una storia molto emozionante, perché per me <strong>i vincitori sono i non vaccinati</strong> dell’era del coronavirus. Ora sono stati riabilitati”.</p>
<p>Tutto questo è emerso da uno dei citati verbali, in cui già nel novembre del 2021 gli esperti avevano stabilito che l’affermazione secondo la quale l’emergenza Covid fosse una <strong>pandemia dei non vaccinati era in realtà una balla</strong>. Come riportato da <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/pandemia-non-vaccinati-covid-mai-esistita-jorges-a-welt-umiliati-per-falsita-del-robert-koch-institute/2736329/" target="_blank" rel="noopener nofollow"><em>ilsussidiario.net</em>,</a> questo uno dei più significativi passaggi dell’intervista di Jörges: “Solo le persone vaccinate e guarite potevano circolare liberamente. I non vaccinati non potevano andare al cinema, a teatro, ai concerti o al ristorante. Non potevano fare nulla, tranne lavorare, anche se dovevano sottoporsi al test ogni giorno&#8221;. Infine il giornalista ha definito tutto questo <strong>un vero e proprio choc democratico</strong>, dato che fino a quel momento riteneva che in Germania “una tale violazione delle libertà civili fosse del tutto impossibile”. Esattamente ciò che per anni abbiamo pensato e scritto su queste pagine, sperando che prima o poi una realtà che era già scritta nei numeri fin dall’inizio di questa storia venisse prima o poi a galla nelle sedi più opportune, smentendo in maniera clamorosa la favola tragica raccontata da una nostra illustre riserva della Repubblica secondo cui “l&#8217;appello a non vaccinarsi è l&#8217;appello a morire, non ti vaccini ti ammali e muori, o a far morire, non ti vaccini, contagi e fai morire.”</p>
<p>Sulla carta, un tale compito spetterebbe in primo luogo alla famosa <a href="https://www.nicolaporro.it/disertiamo-sinistra-terrorizzata-dalla-commissione-covid/" target="_blank" rel="noopener">Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia</a>. Tuttavia, sebbene essa abbia faticosamente visto la luce da oltre un anno, la montagna delle aspettative che l’ha accompagnata non ha finora partorito neppure un topolino. D’altro canto, occorre sempre ricordarlo, l’Italia di Conte, Speranza e Draghi è stato il Paese più rigoroso nel togliere ai cittadini le libertà costituzionali per proteggerli da un virus a relativa bassa letalità dipinto come la peste del terzo millennio. Tutto questo con il sostegno quasi unanime della stampa e della cosiddetta scienza ufficiale. Un sostegno tanto radicato quanto professionalmente interessato, che rappresenta un grande ostacolo per analizzare retrospettivamente quella imbarazzante follia di massa che ha lungamente interessato la nostra società.</p>
<p>Claudio Romiti, 31 luglio 2024</p>
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		<title>L&#8217;inquietante ritorno del vaccino Covid per i bambini</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/linquietante-ritorno-del-vaccino-covid-per-i-bambini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per i giornali il coronavirus sarebbe in risalita? Ecco che torna l'invito a vaccinare tutti. Anche chi potrebbe sviluppare problemi cardiaci</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I fautori del <strong>vaccino anti Covid</strong> eterno si portano avanti col lavoro e ricominciano a martellare con la loro propaganda in piena estate. “Covid in risalita: tutto sui vaccini contro le nuove varianti, chi li deve fare e per quanto”, questo l’esemplificativo titolo di un lungo articolo pubblicato su <em>Repubblica</em> da Donatella Zorzetto, da tempo inviata molto speciale e virale del quotidiano diretto da Maurizio Molinari.</p>
<p>In estrema sintesi, dopo essersi rammaricata per la evidente disaffezione di massa che sta interessando da tempo questi controversi elisir di lunga vita, la Zorzetto passa la palla ad <strong>Antonio Cassone</strong>, membro dell’<em>American Academy of Microbiology</em> e autore del libro “Dialogo sui vaccini”, il quale esordisce con la seguente raccomandazione: “Ad oggi, poiché i vaccini in questione sono comunque in grado di proteggere dalla malattia, è opportuno immunizzare i fragili, gli anziani, gli operatori sanitari e bambini/ragazzi mai vaccinati o con qualche problema di salute”.  Quindi, come si può notare, questo ennesimo genio della medicina sostiene che occorrerebbe<strong> immunizzare i giovanissimi</strong> che non si sono mai vaccinati malgrado, come ci hanno svelato in modo incontrovertibile i numeri dalla testa dura, questi ultimi non hanno mai rischiato nulla neppure quando circolava la forma più aggressiva del coronavirus.</p>
<p>Ora, saltando la estenuante descrizione dei diversi vaccini esposta nell’articolo, passiamo direttamente <strong>all’aspetto più inquietante</strong> espresso proprio da Cassone: quello legato al rapporto rischi/benefici insito in codesta particolare vaccinazione.</p>
<p>Questa la sorprendente asserzione di Cassone, rispondendo alla domanda sugli effetti collaterali, egli sostiene che attualmente non se ne conoscono nuovi rispetto a quelli che già conosciamo. Dopodiché aggiunge: “L’unico problema riguarda i più giovani: bambini e ragazzi. Se li si vuole vaccinare (dai 6 mesi in su) vanno considerate due cose: fino a 12-13 anni hanno <strong>molta capacità di resistere a una malatti</strong>a, ma, viste le ultime nuove varianti Covid, il problema di facilitarli nel fronteggiare il virus si pone. Inoltre, se si tratta di bambini nati da poco, dai 6 mesi in su, c’è il rischio di effetti collaterali, parlo della miocardite, che però sarà meno grave di quella che potrebbero accusare ammalandosi di Covid”.  Avete capito? Per giovani e giovanissimi, che come ho già detto non corrono rischi con il Covid, è preferibile <strong>sviluppare problemi cardiaci</strong> piuttosto che beccarsi un raffreddore o una blanda forma influenzale. È veramente roba dell’altro mondo.</p>
<p>A quanto pare il professor Cassone ha accumulato in campo medico e universitario molti incarichi di prestigio e altrettanti onori. Tuttavia, egli non me ne vorrà se mi permetto di sostenere che da un medico che racconta queste favole, che i dati reali della pandemia hanno sempre smentito, avrei difficoltà a farmi curare un’unghia incarnita.</p>
<p>Claudio Romiti, 29 luglio 2024</p>
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		<title>Ci riprovano! Vogliono rimettere mascherine e restrizioni</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/ci-riprovano-vogliono-rimettere-mascherine-e-restrizioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2024 12:08:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AdnKronos si candida a diventare la principale agenzia del terrore virale. Un amico mi ha inviato un suo lungo redazionale con un titolo che è tutto un programma: “Covid Lazio, esplosione di contagi: da 1 a 3 casi al giorno per ogni dottore”. Ancora peggio nel sommario: “Medici di famiglia: &#8216;Dati ministero fortemente sottostimati, ripristinare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ci-riprovano-vogliono-rimettere-mascherine-e-restrizioni/">Ci riprovano! Vogliono rimettere mascherine e restrizioni</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>AdnKronos</em> si candida a diventare la principale agenzia del terrore virale. Un amico mi ha inviato un suo lungo redazionale con un titolo che è tutto un programma: “Covid Lazio, esplosione di contagi: da 1 a 3 casi al giorno per ogni dottore”. Ancora peggio nel sommario: “Medici di famiglia: &#8216;Dati ministero fortemente sottostimati, ripristinare misure protettive&#8217;”.</p>
<p>A lanciare l&#8217;allarme è la <strong>Federazione nazionale medici di medicina generale</strong> (Fimmg), alla luce dei &#8220;dati della rete della Fimmg Roma nella regione Lazio, dove i numeri del Covid stanno risalendo in modo importante, con rischi reali per le persone anziane e debilitate, al punto che la federazione &#8211; si legge in una nota &#8211; ha già inviato un alert ai medici di famiglia con le misure da intraprendere, non ultima quella di attivare, negli studi ove siano state allentate, le misure di protezione come mascherine e distanziamenti, fornendo le regole di approccio e le informazioni sui comportamenti da tenere per evitare contagi alle persone deboli&#8221;.</p>
<p>Come possiamo leggere, dopo che durante la pandemia di paura i <strong>geni del terrore</strong> non sono riusciti a produrre uno straccio di studio scientifico in merito all’efficacia di codeste misure di protezione, oggi essi si battono strenuamente per <strong>ripristinarle</strong>, riaprendo una <strong>ferita liberticida</strong> ancora aperta per molte persone che non hanno mai portato il cervello all’ammasso.</p>
<p>D’altro canto, a capo della citata Federazione dei medici di famiglia c’è, guarda caso, una infettivologa, la dottoressa Maria Corongiu, la quale dichiara: “Il problema maggiore è che sono state smantellate tutte le misure di prevenzione e di controllo, il monitoraggio dei tamponi è stato interrotto, e quindi il rischio di contagio per le persone anziani e fragili è elevatissimo. Non ultimo tra i fattori che preoccupano <strong>la caduta dell&#8217;obbligo delle protezioni individuali</strong> negli ospedali dal 30 giugno&#8221;.</p>
<p>Ma è sui numeri che ancora una volta casca l’asino. Infatti, sottolineando che i dati sarebbero sottostimati (cosa assolutamente normale per un virus endemico e in grandissima parte asintomatico). Secondo questi geni, infatti, “L&#8217;incidenza nel Lazio attualmente è di 18 casi ogni 100mila abitanti, con le reinfezioni che sono al 48%&#8221;, rammentano i medici di famiglia. &#8220;Il sistema nazionale ha rilevato nel Lazio 1.007 casi, mentre in Italia sono 5.548, numeri indicativi, ma lontani &#8211; avvertono &#8211; dalla realtà rilevata”.<br />
Per suggellare il ritrovato terrore virale, AdnKronos chiama direttamente in causa un esperto in materia, il professor Walter Ricciardi.<br />
Questo un significativo passaggio della sua intervista: “In assenza di una strategia coordinata, le misure estemporanee, prese da singoli studi o da singole persone, magari proteggono quelle persone che vanno in quello specifico ambulatorio, ma certo non servono a evitare l&#8217;ondata epidemica&#8221;, spiega Ricciardi, sottolineando che siamo ancora una volta di fronte al fenomeno del &#8216;panic e neglect&#8217;, tipico delle grandi emergenze sanitarie: dopo il panico arriva la &#8216;dimenticanza. Si tende a pensare che tutto sia finito. In realtà non è finito niente. La pandemia è stata messa sotto controllo dai vaccini e dalle misure di sanità pubblica. Nel momento in cui tutto è finito, non si vaccina più e non attuano più sistematicamente misure di sanità pubblica. I dati sono destinati ad aumentare&#8221; .<br />
Ovviamente, vorrei segnalare agli amici di AdnKronos, che se chiedi ad un oste della paura virale quanto sia buono il vino delle sue misure precauzionali, egli non può che darti una risposta scontata. A tale proposito, a titolo di cronaca, vorrei ricordare che il buon Ricciardi, durante la fase più acuta del panico di massa diffuso a mezzo stampa h24, raccomandò di lasciare fuori della porta di casa scarpe e vestiti, così da impedire al malefico coronavirus di insinuarsi nelle nostre abitazioni sotto le suole dei mocassini.<br />
Non credo ci sia molto altro da aggiungere.</p>
<p>Claudio Romiti, 16 luglio 2024</p>
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		<item>
		<title>Covid in Europa: ecco lo studio che fa a pezzi il lockdown: fu inutile</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/covid-in-europa-ecco-lo-studio-che-fa-a-pezzi-il-lockdown-fu-inutile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 16:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scienza non è dogma, è dubbio. E noi abbiamo navigato a vista ai tempi del Covid. E i dati confermano che il lockdown è stato inutile</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/covid-in-europa-ecco-lo-studio-che-fa-a-pezzi-il-lockdown-fu-inutile/">Covid in Europa: ecco lo studio che fa a pezzi il lockdown: fu inutile</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho iniziato questo <strong>studio</strong> con il Prof. La Vecchia, pensavo di confermare ciò che tutti davano per scontato sulla <strong>pandemia </strong>da Covid. Invece, i dati che abbiamo pubblicato su <em>The Lancet Regional Health &#8211; Europe</em> hanno fatto a pezzi molte delle nostre certezze. Ecco la verità nuda e cruda che emerge dai numeri.</p>
<p>Il <strong>2023</strong> ha segnato <strong>la fine dell&#8217;emergenza</strong>, almeno sulla carta. L&#8217;eccesso di mortalità è crollato, quasi azzerato. Un dato che <a href="https://www.nicolaporro.it/covid-ritorna-il-giornale-unico-del-virus-5-titoli-allarmisti/" target="_blank" rel="noopener">fa a pugni con chi ancora grida all&#8217;apocalisse imminente</a>. Ma attenzione, non è tutto oro quel che luccica. La mappa dell&#8217;Europa che abbiamo disegnato è un patchwork di contraddizioni. Alcune zone, quelle che hanno snobbato i vaccini, hanno pagato un prezzo salatissimo in vite umane. Un monito per chi ancora crede che i vaccini siano un&#8217;opzione e non una necessità.</p>
<p>E poi c&#8217;è la Svezia, il paese che tutti additavano come irresponsabile. Sorpresa: è tra i meno colpiti in termini percentuali. Un risultato che manda in cortocircuito <strong>i fautori delle chiusure a oltranza</strong> e che ci obbliga a ripensare le strategie adottate.</p>
<p>Ma il vero <strong>scandalo</strong> emerge quando parliamo di <strong>lockdown</strong>. Quei mesi di reclusione forzata, che hanno messo in ginocchio economie e psiche collettive? Secondo i nostri dati, hanno avuto <strong>un impatto limitato sull&#8217;eccesso di mortalità</strong>. Un boccone amaro da ingoiare per chi ha sostenuto queste misure draconiane.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/eh-no-mattarella-del-covid-non-puoi-darci-lezioni-su-restrizioni-di-diritti/">Eh no Mattarella del Covid: non puoi darci lezioni su &#8220;restrizioni di diritti&#8221;</a> <em>di Max del Papa</em></li>
</ul>
<p>Cosa ci dicono questi numeri? Che <strong>abbiamo navigato a vista</strong>, prendendo decisioni basate più sulla paura che sui dati. Che abbiamo sacrificato libertà e benessere economico sull&#8217;altare di una sicurezza che forse potevamo ottenere con mezzi meno drastici.</p>
<p>Non fraintendetemi: il Covid ha seminato morte e sofferenza. Ma il nostro studio grida a gran voce che alcune delle misure adottate erano, nel migliore dei casi, <strong>inefficaci</strong>, nel peggiore, controproducenti.</p>
<p><strong>È ora di fare i conti con la realtà</strong>. Questo studio non è solo un esercizio accademico, è una sveglia per politici e opinione pubblica. Ci dice che in futuro dovremo essere più cauti nel limitare le libertà individuali, più scettici verso soluzioni semplicistiche, più aperti a strategie differenziate.</p>
<p>La prossima volta che una crisi sanitaria busserà alla nostra porta &#8211; e accadrà, prima o poi &#8211; avremo il dovere di <strong>ricordare queste lezioni</strong>. Perché se c&#8217;è una cosa che questo studio dimostra, è che la strada dell&#8217;inferno è lastricata di buone intenzioni e cattivi dati.</p>
<p><strong>La scienza non è dogma, è dubbio</strong>. E il nostro studio getta più di un&#8217;ombra su molte delle &#8220;verità&#8221; che ci hanno guidato negli ultimi anni. È tempo di imparare da questi errori, per essere davvero pronti la prossima volta. Senza isterie, senza eccessi, ma con la fredda lucidità che solo i numeri possono darci.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Adesso Fauci confessa: le regole Covid &#8220;inventate&#8221; di sana pianta</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/adesso-fauci-confessa-le-regole-covid-inventate-di-sana-pianta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 09:27:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Fauci]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicata la trascrizione dell'audizione di Anthony Fauci Usa al Congresso: dubbi sul distanziamento sociale e sulle mascherine per i bambini</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/adesso-fauci-confessa-le-regole-covid-inventate-di-sana-pianta/">Adesso Fauci confessa: le regole Covid &#8220;inventate&#8221; di sana pianta</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come riportato dal tabloid britannico<em> Daily Mail</em>, <strong>Anthony</strong> <strong>Fauci</strong>, ex direttore del<em> National Institutes of Allergy and Infectious Diseases</em> (NIAID) ha candidamente ammesso di <strong>essersi inventato</strong> le principali misure per contenere la diffusione del Covid-19. Tutto questo è emerso in una audizione in aula al Congresso dello scorso gennaio, resa però nota solo in questi giorni. In particolare, l’immunologo statunitense, riempito di attestati e di riconoscimenti in carriera, nominato all’epoca nella task force contro il coronavirus da Trump il quale, pentito, espresse più volte la volontà di licenziarlo trovandosi in disaccordo su numerose questioni, a partire dall’uso delle mascherine e per finire con il cosiddetto distanziamento.</p>
<p>Irriducibile sostenitore di queste due misure, che sul nostro giornale abbiamo sempre duramente contestato sin dall’inizio, oggi Fauci dichiara di non aver basato su alcuno studio la validità né dell’uso di mascherine, soprattutto nei riguardi bambini, né per quanto concerne il <strong>distanziamento</strong> <strong>sociale</strong>. L’immunologo sostiene di non ricordare da quale fonte scientifica egli abbia attinto per far adottare tali misure: “Sai, non ricordo. In un certo senso è come fossero apparse dal nulla” &#8211; ha affermato -. Sulle mascherine ai bambini, inoltre, alla domanda se rammentasse di aver consultato qualche studio in materia Fauci ha risposto con un vago: “Potrei averlo fatto, ma non ricordo”. In realtà, come era emerso sin da subito – lo sostenne sin dall’estate del 2020 Guido Silvestri, virologo di fama internazionale – <strong>non esisteva alcuno studio</strong> che dimostrasse l’efficacia delle mascherine di massa per contenere il diffusione del virus.</p>
<p><a rel="nofollow noopener" target="_blank" href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-ripartenza-2024-bari-902364074237?aff=sito"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-203207 size-medium" src="https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-300x300.jpg" alt="La Ripartenza 2024" width="300" height="300" srcset="https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-300x300.jpg 300w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-150x150.jpg 150w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-768x768.jpg 768w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-1536x1536.jpg 1536w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-2048x2048.jpg 2048w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-360x360.jpg 360w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-720x720.jpg 720w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-500x500.jpg 500w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-124x124.jpg 124w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-32x32.jpg 32w, https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/05/ripartenza_2024_bari-01-1-96x96.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Eppure da noi non ci risulta che qualcuno dei <strong>santoni</strong> <strong>italiani</strong> del Covid, che hanno terrorizzato il Paese per oltre tre anni, abbia ammesso di aver raccontato favole, al pari di Fauci. A tale proposito vorrei segnalare un articolo demenziale pubblicato sul <em>Corriere della Sera</em> del 21 gennaio del 2021, quando era evidente l’inutilità di questo cosiddetto strumento di protezione, nel quale si prendono per oro colato le affermazione dello studioso statunitense. “L’immunologo <strong>Anthony</strong> <strong>Fauci</strong> – scrive la giornalista Silvia Turin &#8211; massimo esperto americano di malattie infettive appena nominato consigliere del presidente <strong>Joe</strong> <strong>Biden</strong> nella task force contro il coronavirus, ha appoggiato l’idea di calzare sul viso due mascherine&#8221;. Nel pezzo si sostiene la scientificità di questa ridicolaggine e la si giustifica con la necessità di contrastare l’arrivo di presunte nuove varianti più aggressive. Cosa che, come tutti abbiamo potuto verificare, non è mai accaduta.</p>
<p>In realtà, come dimostra la <strong>sconcertante confessione di Fauci</strong>, quello che è accaduto durante la pandemia con la scienza c’entra ben poco. Gran parte delle misure adottate in Occidente, che hanno visto l’Italia nettamente al primo posto in quanto a durezza, sono state ispirate da un folto manipolo di “esperti” che, fiutato l’affare, hanno immediatamente indossato il saio di un novello Savonarola, ricordando alle persone terrorizzate che sarebbero morte se non avessero seguito le loro assurde indicazioni. E lo hanno fatto utilizzando le loro qualifiche professionali come un formidabile strumento di persuasione.</p>
<p>Per questo motivo, onde non ricadere in questo <strong>colossale</strong> <strong>abbaglio</strong>, sarebbe molto importante ricostruire criticamente uno dei periodi più bui della nostra democrazia, senza fare sconti a nessuno. A questo, a mio modesto parere, sarebbe dovuta servire la famosa Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del Covid-19.</p>
<p>Claudio Romiti, 5 giugno 2024</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Hiv e Aids, la ricerca: come se ne parla sui social</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/hiv-e-aids-la-ricerca-come-se-ne-parla-sui-social/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/hiv-e-aids-la-ricerca-come-se-ne-parla-sui-social/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 14:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Aids]]></category>
		<category><![CDATA[Hiv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di HIV e AIDS si parla meno sui social, ma aumenta l’interesse dei giovani. Italia secondo Paese UE davanti a Germania e Spagna</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/hiv-e-aids-la-ricerca-come-se-ne-parla-sui-social/">Hiv e Aids, la ricerca: come se ne parla sui social</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sui social i giovani italiani cominciano a interessarsi sempre di più di informazione e prevenzione quando si parla di <strong>HIV</strong> e <strong>AIDS</strong>. È quanto emerge da una ricerca di SocialData, che ha analizzato<strong> le conversazioni web e social sul tema degli ultimi 12 mesi</strong>, e che è stata presentata in occasione del Gala Annuale organizzato da Anlaids Lazio giovedì 30 maggio presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.</p>
<p>Due gli obiettivi dell’indagine di SocialData: da un lato, misurare e descrivere con la massima accuratezza possibile le conversazioni online su questi temi; dall&#8217;altro, incoraggiarle a sua volta, mostrando i soggetti più attivi, i momenti e i temi più coinvolgenti, nonché le modalità più diffuse ed efficaci per informare e informarsi.</p>
<h2>Quanto si parla di HIV e AIDS in Italia? Chi sono i protagonisti delle conversazioni sul tema?</h2>
<p>L&#8217;Italia è infatti il secondo paese dell&#8217;Unione Europea in cui si parla di più di HIV e di AIDS, subito dietro la Francia e davanti a Germania e Spagna. Nonostante questo buon posizionamento, negli ultimi 12 mesi il numero di conversazioni che citano l&#8217;HIV e l&#8217;AIDS nel nostro paese (35 mila) è in calo del 30% rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p>Di Aids si parla meno che di tutti gli altri temi più popolari nell&#8217;anno appena trascorso: meno di altre malattie come il cancro (1 milione di conversazioni) e il Covid (670 mila conversazioni), meno di altri problemi urgenti come le guerre (1 milione) e il cambiamento climatico (217 mila), molto meno che di politica (la <strong>Presidente</strong> <strong>Meloni</strong> è citata in 2 milioni di conversazioni) o di temi di intrattenimento come Campionato (1,25milioni), <strong>Sanremo</strong> (513 mila) o Ferragni (317 mila), addirittura meno di temi estemporanei e tecnologici come ChatGPT (47 mila).<br />
L&#8217;attenzione per il tema è discontinua e si concentra per la maggior parte in pochi momenti significativi, tra cui spiccano la Giornata Mondiale per la lotta contro l&#8217;AIDS e la campagna sulle terapie antiretrovirali «U=U impossibile sbagliare», ma anche la diffusione virale di un video in cui alcuni agenti di polizia immobilizzano con manganellate e spray una transessuale, poi accusata di aver minacciato di infettare i presenti con l&#8217;HIV.</p>
<p>Di AIDS si parla soprattutto nelle grandi metropoli, specialmente a Roma (33%), a Milano (15%) e Torino (6%), mentre le discussioni sono meno frequenti nelle province, specialmente in quelle del centro-sud. Tra i canali più utilizzati per parlare di HIV e AIDS, <strong>Facebook</strong> mantiene la prima posizione, ospitando il 47% delle conversazioni, seguito da News (23%), Blog (14%), Twitter (che registra un calo vertiginoso dal 25% dell&#8217;anno scorso al 6% attuale) e Instagram (che guadagna un 2% dall&#8217;anno scorso e si posiziona a pari merito con <strong>Twitter</strong>). Se guardiamo però il dato sull&#8217;engagement, i canali che generano più risposta da parte del pubblico sono <strong>TikTok</strong> e <strong>Instagram</strong>, che insieme totalizzano il 92% delle interazioni sui social network.</p>
<p>A parlare di più di HIV e AIDS sono soprattutto isiti di news e il mondo delle associazioni. Tuttavia, chi riesce a coinvolgere il maggior numero di utenti sono i magazine su Instagram nati per la Gen-Z e gli influencer di ogni tipo su TikTok, tra cui medici con più di 1 milione di follower.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2024/06/HIV-E-SOCIAL-NETWORK-2024-Def.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Clicca qui per leggere il rapporto</em></a></p>
<p>Come si parla di HIV e AIDS in Italia? Quali sono i temi e le emozioni ricorrenti?</p>
<p>Il <strong>sentiment</strong> migliora rispetto all&#8217;anno precedente. I post con toni negativi passano dal 54% al 46%, avvicinandosi ai post positivi (42%). Tra le emozioni, regna ancora la paura (28%), ma subentrano anche l&#8217;ammirazione (25%) per le persone coinvolte nella lotta contro l&#8217;HIV e la fiducia (22%) nelle possibilità di gestione e di cura dell&#8217;HIV.</p>
<p>I temi che ricorrono più spesso sono la convivenza col virus nei vari ambiti della vita quotidiana, le strategie di prevenzione dei contagi e di trattamento dell&#8217;infezione, l&#8217;impegno della collettività e il ruolo dell&#8217;informazione. Emergono anche fenomeni virali legati a episodi di cronaca o <strong>fake</strong> <strong>news</strong>. Tra queste ultime, le più diffuse sono quelle che mettono in relazione HIV e AIDS con i vaccini contro il Covid-19. Secondo le varie versioni che circolano in rete, i vaccini causerebbero una &#8220;nuova forma di AIDS&#8221;, conterrebbero dei &#8220;tronconi di HIV&#8221; o il &#8220;DNA di una scimmia infetta&#8221;, e aumenterebbero i casi di positività al test provocando una &#8220;sindrome da immunodeficienza acquisita vaccinale&#8221;.</p>
<p>Un dato più confortante è la forte crescita, negli ultimi mesi, dell&#8217;interesse e della <strong>consapevolezza sulla profilassi pre-esposizione</strong> (PrEP), grazie soprattutto alla campagna di informazione &#8220;La Misura della Tranquillità&#8221;. Altrettanto positivo il fatto che, se nella media delle discussioni su HIV e AIDS le donne rappresentano il 48% dei parlanti a fronte di un 52% di uomini, sul tema PrEP la situazione si capovolge: le donne rappresentano il 53% degli autori dei post, mentre gli uomini il 47%, segno dell&#8217;intenzione anche del pubblico femminile di accedere a questa nuova importante arma nella lotta ai contagi.</p>
<p>Luca Ferlaino, 1° giugno 2024</p>
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