Politica

Mandelli: “Dalla sinistra inutili fantasmi, non dobbiamo mostrare patenti”

Intervista ad Andrea Mandelli (Forza Italia): Flat tax e “premialità fiscale” per le imprese che assumono. Energia: gas dall’Adriatico e nucleare pulito

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Andrea Mandelli

Andrea Mandelli, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Camera, è anche il responsabile del programma del suo partito, di cui ha discusso con Atlantico Quotidiano. Flat tax e “premialità fiscale” per le imprese che assumono le priorità in campo fiscale. Riprendere le estrazioni di gas in Adriatico e puntare sul nucleare pulito per la sicurezza energetica.

Semplificare e detassare

TOMMASO ALESSANDRO DE FILIPPO: Presidente, è stato nominato da Silvio Berlusconi responsabile del programma politico di Forza Italia. Quali sono i punti cardine?

ANDREA MANDELLI: Vogliamo riportare il cittadino al centro del sistema-Stato, coniugando sviluppo e massima attenzione ai più deboli, senza però confondere il piano della doverosa assistenza a chi è in difficoltà con quello delle politiche attive per il lavoro: è stata proprio questa confusione a decretare il fallimento del reddito di cittadinanza.

Per far tutto ciò, è necessario semplificare e detassare. Dunque, vogliamo introdurre la flat tax, che aiuta le famiglie, dà ossigeno alla classe media e non rappresenta, come vaneggia la sinistra, un sostegno ai super ricchi a danno dei più poveri, visto che allargheremo la no tax area. Così come riteniamo necessario un sistema di “premialità fiscale” per le imprese che assumono.

Uscendo dall’economia, poniamo una grande attenzione alla scuola, dove deve tornare il merito come criterio determinante, e alla sanità, affinché sia sempre più vicina ai cittadini.

Un capitolo fondamentale è quello della sicurezza e della gestione dell’immigrazione, e poi c’è l’ambiente, che va tutelato senza scadere nell’ideologia del ’no a tutto’. Ovviamente questi sono solo alcuni punti, ma abbiamo un’idea complessiva e molto approfondita di quel che va fatto per guidare il Paese in questa difficile fase storica.

Non dobbiamo mostrare “patenti”

TADF: In che modo un eventuale governo di centrodestra potrà guadagnare la piena fiducia delle istituzioni europee e favorire la stabilità politica interna?

AM: Il centrodestra, in modo convinto e condiviso, ha scelto di dedicare il primo punto del programma alla collocazione in campo internazionale. Sì all’Europa, sì all’Alleanza Atlantica, sì alla difesa dell’Ucraina.

Detto questo, va sottolineato che, nello specifico, Forza Italia è da molti anni protagonista del Partito Popolare Europeo, dove ha segnato pagine importanti grazie all’impegno a livello internazionale di Silvio Berlusconi, che in sede comunitaria continua ad avere interlocuzioni importantissime, e a quello di Antonio Tajani, un nome che in Europa è sinonimo di competenza e autorevolezza.

Dunque non esiste, nel centrodestra, necessità alcuna di mostrare una ‘patente’ di affidabilità internazionale. E peraltro mi pare che nelle cancellerie ci sia molto rispetto di fronte all’ipotesi, oramai concretissima, che la nostra coalizione possa vincere le elezioni.

A sollevare inutili fantasmi è la sinistra, che come noto non concepisce un’Italia senza il Pd al governo.

Gas dall’Adriatico e nucleare pulito

TADF: In che modo si può raggiungere quanto prima l’indipendenza energetica da Mosca?

AM: Sul piano dell’emergenza immediata, Forza Italia chiede da tempo in sede europea, per voce del coordinatore nazionale Antonio Tajani, un tetto al prezzo del gas, e oggi questa esigenza appare urgente e vitale per la sopravvivenza delle nostre imprese.

In prospettiva, è necessario massimizzare tutte le fonti che abbiamo a nostra disposizione a livello nazionale, come l’eolico e il geotermico, riprendere le estrazioni di gas nel Mar Adriatico, aumentare i rigassificatori, costruire termovalorizzatori, diversificare le fonti di approvvigionamento.

Tutto questo ci consentirebbe di svincolarci in modo meno doloroso dalle forniture della Russia per far entrare a sistema quelle provenienti da altri Paesi con cui il governo ha stretto accordi. In attesa, poi, di compiere quel percorso verso il nucleare pulito che Forza Italia sostiene da tempo e che costituirebbe una svolta decisiva.

Meloni premier?

TADF: Forza Italia sarebbe pronta a sostenere un Esecutivo guidato da Giorgia Meloni, in caso di successo elettorale di Fratelli d’Italia?

AM: Innanzitutto voglio ricordare che il presidente del Consiglio è nominato dal capo dello Stato. Per quanto ci riguarda, già quando eravamo ai blocchi di partenza in questa campagna elettorale, il centrodestra ha stabilito una regola: il presidente del Consiglio sarà espresso dal partito che prenderà più voti.

Dunque, ci atterremo a quella regola. Nel frattempo, siamo impegnati a far sì che Forza Italia faccia un grande risultato.

Sanità di prossimità e telemedicina

TADF: Oltre a quella politica, è nota la sua esperienza professionale nel campo della sanità. Quali sono le riforme urgenti per l’Italia in questo settore?

AM: Innanzitutto, è necessario sviluppare la sanità di prossimità partendo da quello che già esiste, ossia dalla rete degli operatori sanitari sul territorio.

Al tempo stesso, dobbiamo rafforzare gli ospedali, affinché si realizzi un drastico taglio delle liste d’attesa, e valorizzare le opportunità offerta dalla digitalizzazione e dalla telemedicina.

Il Covid, purtroppo, ha fornito una lezione dolorosa e dirompente su quel che manca al nostro sistema, ora dobbiamo dare prova di aver capito e di saper intervenire sulle criticità. Poi, è necessario lavorare molto sulla cultura della prevenzione e sull’informazione sanitaria, che nel nostro Paese è purtroppo ancora carente.

Pnrr flessibile

TADF: Ritiene che il PNRR debba subire delle modifiche, specie nell’ambito della transizione ecologica, oppure sia soddisfacente allo stato attuale per il nostro Paese?

AM: La guerra in Ucraina ha portato ad uno stravolgimento di alcune dinamiche, pensiamo ai prezzi delle materie prime. Perciò quella della flessibilità rispetto al nostro Piano è una necessità oggettiva, riconosciuta dall’Europa stessa. Ma manterremo una linea di continuità con quanto fatto dal governo Draghi, senza alcuno stravolgimento.