I discorsi al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite sembrano essere quelli che riescono meglio a Donald Trump. I più taglienti e nel merito i meno attaccabili, un distillato di pure verità politiche scomode. Quelle che tutti si sussurrano in privato ma nessuno osa dire in pubblico. Nel 2018, quattro anni prima l’invasione russa dell’Ucraina, parlando all’Assemblea generale aveva denunciato una Germania totalmente dipendente dal gas russo, tra le risatine dei delegati tedeschi in platea. I media ironizzarono, si sforzarono di smentire, ma era tutto tragicamente vero.
Ed eccoci oggi: New York, 23 settembre 2025. Trump commisera la patetica Europa “devastata” da politiche energetiche “suicide” e “invasa” da immigrati illegali; l’Onu ente “inutile”, che crea problemi anziché risolverli. Londra, da cui il presidente Usa era appena tornato, e dove era stato accolto da re Carlo III con tutti gli onori, in via di islamizzazione. Il climate change? Una “truffa”. Le rinnovabili? “Insostenibili”. Il riconoscimento dello Stato di Palestina “una ricompensa per Hamas“. Solo la Nato ne esce bene: “la nostra alleanza molto più forte e potente di quanto non fosse mai stata prima”. La religione “più perseguitata al mondo oggi si chiama cristianesimo”.
Il primo impatto con il Palazzo di vetro non è dei migliori. Prima le scale mobili che si fermano, con Melania e Donald costretti a farsele a piedi. Poi, sul podio, non funziona nemmeno il teleprompter. “Non mi dispiace fare questo discorso senza un teleprompter, perché non funziona!”, esordisce il presidente Usa. Che poi aggiunge tra le risate della platea: “Chiunque stia gestendo questo teleprompter è in guai grossi”. Ma Trump non si scompone e invece di parlare per i 15 minuti programmati, parla per 55 minuti.
Anti-globalista
Un fiume in piena, ne ha per tutti. Concetti di buon senso ma rivoluzionari per l’epoca folle in cui viviamo, tempi in cui anche per sostenere che le foglie sono verdi in estate si rischia la gogna sociale nel migliore dei casi, una pallottola nel peggiore. “L’intero concetto globalista di chiedere alle nazioni industrializzate di successo di infliggersi sofferenze e di sconvolgere radicalmente le loro società deve essere completamente e totalmente respinto“, questa è la premessa da cui muove il presidente Trump.
Se volete la libertà, siate orgogliosi dei vostri Paesi. Se volete la democrazia, tenetevi stretta la vostra sovranità. Se volete la pace, amate la vostra nazione. Il futuro non appartiene ai globalisti, il futuro appartiene ai patrioti, alle nazioni sovrane e indipendenti.
L’immigrazione incontrollata e l’Onu
Per Trump il “problema politico numero uno dei nostri tempi” è l’immigrazione incontrollata:
Non solo l’Onu non sta risolvendo i problemi che dovrebbe, sta addirittura creando nuovi problemi. Le Nazioni Unite stanno finanziando un attacco ai Paesi occidentali e ai loro confini. Nel 2024, l’Onu ha stanziato 372 milioni di dollari in aiuti in denaro per sostenere i migranti in viaggio verso gli Stati Uniti. Cibo, alloggio, trasporti e carte di debito agli immigrati clandestini. (…) L’Onu dovrebbe fermare le invasioni, non crearle o finanziarle. Negli Stati Uniti rifiutiamo l’idea che un gran numero di persone provenienti da Paesi stranieri possa essere autorizzata a viaggiare dall’altra parte del mondo, calpestare i nostri confini, violare la nostra sovranità, causare criminalità senza limiti e impoverire le nostre reti di sicurezza sociale. Abbiamo ribadito che l’America appartiene al popolo americano.
L’Europa è in guai seri, è stata invasa da una forza di migranti illegali mai vista prima e nessuno sta facendo niente per tirarli fuori. Poiché scelgono di essere politicamente corretti, non stanno facendo assolutamente nulla al riguardo… Londra è così cambiata, vogliono andare verso la Sharia.
Laddove i migranti hanno violato le leggi, presentato richieste di asilo false o rivendicato lo status di rifugiato per motivi illegittimi, in molti casi dovrebbero essere immediatamente rispediti a casa. Dobbiamo risolvere i problemi nei loro Paesi, non crearne nei nostri.
Nel 2024, quasi il 50 per cento dei detenuti nelle carceri tedesche erano stranieri o migranti… In Svizzera, il 72 per cento… Quando le tue carceri sono piene di cosiddetti richiedenti asilo che hanno ripagato la gentilezza con i crimini, è ora di porre fine all’esperimento fallito delle frontiere aperte.
“Amo l’Europa e gli europei”, dice il presidente Usa, e “odio vederla devastata da politiche energetiche suicide e immigrazione incontrollata. Questo mostro a doppia coda distrugge tutto al suo passaggio…”
La truffa green
Il cambiamento climatico, avverte Trump, è “la più grande truffa mai perpetrata al mondo”. “Tutte queste previsioni delle Nazioni Unite e di molti altri, spesso per cattive ragioni, erano sbagliate, fatte da persone stupide che sono costate fortune ai loro Paesi”.
L’impronta di carbonio una “bufala inventata da persone con intenzioni malvagie, e sono sulla strada della distruzione totale”. Una “totale assurdità”.
L’Europa ha ridotto la sua impronta di carbonio del 37 per cento. Congratulazioni, Europa, ottimo lavoro! Vi è costato molti posti di lavoro e fabbriche, ma avete ridotto l’impronta di carbonio del 37 per cento. Tuttavia, tutto quel sacrificio è stato completamente vanificato da un aumento globale del 54 per cento, da parte della Cina e di altre economie fiorenti.
Le energie rinnovabili? “Sono uno scherzo. Non funzionano. Sono troppo costose”. Una verità incontrovertibile? “L’effetto principale di queste brutali politiche di energia verde non è stato quello di aiutare l’ambiente, ma di ridistribuire l’attività manifatturiera e industriale dai Paesi sviluppati che seguono le regole insensate… ai Paesi inquinanti che infrangono le regole”.
“La sfida con il commercio è molto simile a quella con il clima: i Paesi che hanno seguito le regole, tutte le loro fabbriche sono state saccheggiate… da Paesi che hanno violato le regole. Ecco perché gli Stati Uniti stanno ora applicando dazi ad altri Paesi”.
Il presidente Usa cita il caso della Germania alle prese con una profonda crisi economica e industriale “per aver accettato troppi immigrati e aver voluto convertirsi alle energie rinnovabili che sono economicamente insostenibili“.
Quindi l’appello finale di Trump ai Paesi occidentali:
Vi sto dicendo che se non vi allontanate dalla truffa dell’energia verde, il vostro Paese fallirà. Se non fermate persone che non avete mai visto prima e con cui non avete nulla in comune, il vostro Paese fallirà.
Dalla parte di Israele
Il presidente Usa ha ribadito la sua contrarietà al riconoscimento di uno Stato palestinese, perché “premia Hamas e le sue atrocità”. “Invece di cedere alle richieste di Hamas, coloro che vogliono la pace dovrebbero essere uniti con un unico messaggio: rilasciate gli ostaggi ora!“
Così Trump ha contraddetto Macron davanti ai giornalisti dopo l’incontro bilaterale a margine dell’Assemblea:
Non puoi farlo a causa del 7 ottobre. Semplicemente non puoi farlo, vogliamo i nostri ostaggi indietro. E non li vogliamo indietro uno o due alla volta, impiegando i prossimi due anni per farlo. Ho sempre detto che gli ultimi ostaggi saranno i più difficili da recuperare. Ma devi sempre ricordare che le persone dimenticano che il 7 ottobre è stato uno dei giorni più crudeli nella storia del mondo.
Beh, devo dire che sono dalla parte di Israele. Sono stato dalla parte di Israele praticamente per tutta la mia vita e troveremo una soluzione che speriamo sia buona per tutti. Dobbiamo solo risolvere questa situazione, dobbiamo riportare gli ostaggi e vogliamo porre fine alla guerra.
Svolta pro-Ucraina
Nella giornata di ieri svolta anche sul conflitto in Ucraina. Il presidente Usa sembra tirare i remi in barca riguardo la possibilità di porre fine in tempi brevi alla guerra. La delusione per il presidente russo è profonda: “Pensavo di poter porre fine al conflitto grazie al mio rapporto con Putin… Ma sfortunatamente, quei legami non significano nulla“.
Quindi un lungo post su Truth in cui Trump si dice addirittura convinto che con il supporto europeo e le armi americane, l’Ucraina possa respingere la Russia oltre i confini del 2022 e “anche di più”, dopo aver passato mesi a sostenere esattamente l’opposto, e cioè che non ci fossero chance per Kiev di riconquistare i territori perduti.
Dopo aver conosciuto e compreso pienamente la situazione militare ed economica dell’Ucraina/Russia e, dopo aver visto i problemi economici che sta causando alla Russia, penso che l’Ucraina, con il supporto dell’Unione europea, sia in grado di combattere e vincere, recuperando tutta l’Ucraina nella sua forma originale. Con tempo, pazienza e il supporto finanziario dell’Europa, e in particolare della Nato, i confini originali da cui è iniziata questa guerra sono un’opzione molto concreta.
A cosa si deve questa improvvisa conversione? In parte, Trump sembra alludere a informazioni ora diverse e complete in suo possesso sulla situazione al fronte e sullo stato dell’economia russa, nonché sulla sua forza militare: “la Russia sta combattendo senza meta da tre anni e mezzo una guerra che una vera potenza militare avrebbe dovuto vincere in meno di una settimana. Questo non fa onore alla Russia. Anzi, la fa sembrare proprio una tigre di carta“. Commenti umilianti per il Cremlino.
In parte, potrebbe essere una forma di pressione su Putin: “se vuoi negoziare, ti abbiamo dimostrato che la porta ora è aperta; ma se non vuoi, sappi che renderemo la tua guerra sempre più costosa”.
E conclude:
Putin e la Russia sono in gravi difficoltà economiche, ed è questo il momento per l’Ucraina di agire. In ogni caso, auguro il meglio a entrambi i Paesi. Continueremo a fornire armi alla Nato affinché la Nato faccia ciò che vuole con esse. Buona fortuna a tutti!
Parlando all’Assemblea generale Trump è tornato sul tema delle sanzioni secondarie, ribadendo che l’Europa dovrebbe seguire gli Usa:
Cina e India sono i principali finanziatori della guerra in corso, continuando ad acquistare petrolio russo. Ma in modo inscusabile anche Paesi Nato non hanno tagliato molta energia russa. Stanno finanziando la guerra contro loro stessi. Nel caso in cui la Russia non sia pronta a concludere un accordo per porre fine alla guerra, gli Stati Uniti sono pienamente pronti a imporre una serie molto forte di potenti tariffe… Ma affinché queste tariffe siano efficaci, le nazioni europee dovrebbero unirsi a noi nell’adottare esattamente le stesse misure… devono immediatamente cessare tutti gli acquisti di energia dalla Russia.
Durante la conferenza stampa insieme al presidente Zelensky, Trump ha risposto con un deciso “sì” ad un giornalista che chiedeva se ritenesse che i Paesi Nato “dovrebbero abbattere gli aerei russi se entrano nel loro spazio aereo”. E Washington li sosterrebbe? “Dipende dalla situazione. Siamo forti con la Nato, sono passati dal 2 al 5 per cento, migliaia di miliardi spesi, acquistando armi americane. Ora pagano. L’Ucraina combatte da 3 anni e mezzo, combattenti coraggiosi e tenaci”. Con Zelensky sembra scoppiato l’amore: “È un grande uomo e sta mettendo in piedi una lotta incredibile”.
Come ha osservato il senatore Lindsey Graham, “questo impegno a continuare a vendere armi americane di alta qualità alla Nato a beneficio dell’Ucraina cambia radicalmente l’equazione militare per la Russia”.
“Trump sta cambiando le regole del gioco. Questo post di Trump è un grande cambiamento!”, ha commentato Zelensky. “Il presidente comprende chiaramente la situazione ed è ben informato su tutti gli aspetti di questa guerra. Valutiamo altamente la sua determinazione ad aiutare a porre fine a questa guerra”.
Sì, Trump ha cambiato le regole del gioco. Ha offerto alla Russia una chance di pace e di reset delle relazioni con Washington, ma nell’aprire questo spiraglio di pace non ha affatto abbandonato l’Ucraina come molti per pregiudizio avevano previsto/temuto. Ha rimodulato il ruolo Usa. Armi americane, ma onere finanziario ricalibrato sugli alleati europei della Nato, come d’altra parte è giusto che sia, essendo in gioco innanzitutto la sicurezza europea. Si dimostreranno all’altezza gli europei?
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