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	<title>Cronaca</title>
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	<description>Il giornale di Nicola Porro</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Jul 2026 17:46:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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	<item>
		<title>Sei morto sul lavoro? 10mila euro. Sei un criminale? Incasserai milioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Marco Bassani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 17:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Roggero]]></category>
		<category><![CDATA[risarcimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra legittima difesa, risarcimenti e tutela delle vittime del lavoro, c'è qualcosa che non torna. Non chiamatelo Stato di diritto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/sei-morto-sul-lavoro-10mila-euro-sei-un-criminale-incasserai-milioni/">Sei morto sul lavoro? 10mila euro. Sei un criminale? Incasserai milioni</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sentenza <strong>Roggero</strong> è ovviamente una vergogna tutta italiana &#8211; frutto di una magistratura da sempre fuori controllo e ormai baldanzosa oltre misura, giacché sanzionata dal popolo intero &#8211; ma trovo ancora più folle il fatto che la morte di un rapinatore frutti ai suoi parenti milioni di euro (in questo caso sottratti anche ai familiari del gioielliere).</p>
<p>Capisco bene che rapinare potrebbe nel corso di una vita generare redditi superiori a quelli di due chirurghi plastici a Beverly Hills, ma si dovrebbe almeno valutare<strong> la perizia del criminale</strong>, le potenzialità di guadagno per la famiglia (non di rado i rapinatori sono piuttosto egoisti) e moltissimi altri fattori.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/vado-controcorrente-quella-di-roggero-non-e-legittima-difesa/" target="_blank" rel="noopener">Vado controcorrente: quella di Roggero non è legittima difesa</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/atlanticoquotidiano/quotidiano/aq-politica/caso-roggero-e-giustizia-percepita-quando-si-incrina-il-patto-tra-stato-e-cittadini/" target="_blank" rel="noopener">Caso Roggero e giustizia percepita: quando si incrina il patto tra Stato e cittadini</a></li>
</ul>
<p>Non molti sanno che ai familiari di un onesto operaio morto sul lavoro spetta un assegno funerario fisso di 10mila euro, una rendita mensile vitalizia erogata dall&#8217;Inail (es. 50% al coniuge e 20% a figlio) e l&#8217;integrale liquidazione del TFR maturato.<strong> Questo è il volto ignobile della barbarie</strong> e chi lo chiama Stato di diritto o non sa di cosa parla, oppure è complice di questa ignominia.</p>
<p>Luigi Marco Bassani, 17 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/sei-morto-sul-lavoro-10mila-euro-sei-un-criminale-incasserai-milioni/">Sei morto sul lavoro? 10mila euro. Sei un criminale? Incasserai milioni</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mario Roggero sfida Mattarella: &#8220;Hai graziato Minetti, mettiti la mano sulla coscienza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Roggero]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il presidente Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato la Minetti, penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza&#8221;. Mario Roggero non vuole arrendersi. E mentre entra nel carcere di Bollate, dove passerà il resto della sua vita &#8211; salvo sorprese &#8211; butta la palla nel campo della Presidenza della Repubblica. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-sifda-mattarella-hai-graziato-minetti-mettiti-la-mano-sulla-coscienza/">Mario Roggero sfida Mattarella: &#8220;Hai graziato Minetti, mettiti la mano sulla coscienza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il presidente Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato la Minetti, penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza&#8221;. <strong>Mario Roggero</strong> non vuole arrendersi. E mentre entra nel carcere di Bollate, dove passerà il resto della sua vita &#8211; salvo sorprese &#8211; butta la palla nel campo della Presidenza della Repubblica. Ma per la prima volta dice di essere dispiaciuto per quanto successo &#8220;ma col senno di poi, bisogna trovarcisi in quelle situazioni&#8221;. </p>
<p>Vuole la grazia, il gioielliere di <strong>Grinzane</strong> <strong>Cavour</strong> condannato a 14 anni e 9 mesi per la morte di 2 rapinatori e il ferimento di un terzo. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di Appello, che aveva ridotto la pena comminata in primo grado ma confermato che quando Roggero sparò a quei banditi non si stava difendendo: sparò rincorrendoli fuori dal negozio, senza un &#8220;pericolo attuale&#8221; &#8211; dicono i giudici. Nemmeno la legittima difesa putativa è stata riconosciuta.</p>
<p>Ora per lui non ci sono più alternative. Entrato in carcere, cambierà per sempre la sua vita. Almeno fino al pronunciamento della Corte Europea dei diritti dell&#8217;uomo, a cui si rivolgerà una volta lette le motivazioni della sentenza. Oppure finché il presidente della Repubblica non deciderà di concedergli la <strong>grazia</strong> o commutargli la pena.</p>
<p>Non sarà semplice. Almeno da quanto visto in queste ore. Il centrodestra si è mobilitato per il gioielliere: da <strong>Salvini</strong> a <strong>Vannacci,</strong> da Tajani a diversi Vip, tanti sono convinti che <strong>Roggero</strong> non possa davvero finire la sua vita dietro le sbarre. Un &#8220;ergastolo&#8221;, lo ha definito lui. Per la Meloni, invece, ad essere assolutamente inaccettabile è il fatto che i banditi (o le loro famiglie) rischino di ricevere un risarcimento fino a 3 milioni di euro.</p>
<p>&#8220;Sono sorpreso &#8211; ha detto Roggero ai cronisti fuori dal carcere &#8211; L&#8217;ultimo video ha avuto 30 milioni di visualizzazioni. Stasera vedrò come sarà. Non sono mai andato in carcere. Fare l&#8217;esperienza a 72 anni credo sia una cosa estremamente difficile&#8221;. La difesa ha depositato un&#8217;istanza di differimento dell&#8217;esecuzione della pena, mentre la moglie ha presentato una domanda di grazia.<br />
<em>In aggiornamento</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-sifda-mattarella-hai-graziato-minetti-mettiti-la-mano-sulla-coscienza/">Mario Roggero sfida Mattarella: &#8220;Hai graziato Minetti, mettiti la mano sulla coscienza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Roggero è entrato in carcere. La mossa della moglie: e ora che fa Mattarella?</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/roggero-e-arrivato-lordine-darresto-la-mossa-della-moglie-e-ora-che-fa-mattarella/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 14:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[carlo nordio]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Roggero]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato firmato l&#8217;ordine di esecuzione della pena nei confronti di Mario Roggero. Il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per i fatti del 28 aprile 2021, è diretto al carcere di Bollate, alle porte di Milano, dove dovrà iniziare a scontare la pena. Secondo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/roggero-e-arrivato-lordine-darresto-la-mossa-della-moglie-e-ora-che-fa-mattarella/">Roggero è entrato in carcere. La mossa della moglie: e ora che fa Mattarella?</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato firmato <strong>l&#8217;ordine di esecuzione della pena</strong> nei confronti di <strong>Mario Roggero.</strong> Il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per i fatti del 28 aprile 2021, è diretto al carcere di Bollate, alle porte di Milano, dove dovrà iniziare a scontare la pena. Secondo quanto riferito dai suoi legali, l&#8217;arrivo è previsto nel pomeriggio, tra le 16 e le 17. Per la rilevanza della vicenda, la Procura ha diffuso una nota ufficiale spiegando di avere emesso «un ordine di esecuzione per la carcerazione nei confronti di Mario Roggero, in esecuzione della sentenza emessa dalla Corte d&#8217;Assise di Asti, divenuta irrevocabile il 15 luglio 2026 a seguito della decisione della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso proposto dall&#8217;imputato». A quel punto, poco dopo le 16, Roggero ha varcato la soglia del carcere di Bollate.</p>
<p>Nel comunicato si ricorda inoltre che «La condanna &#8211; prosegue il comunicato &#8211; riguarda fatti commessi il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour ed è stata pronunciata per i reati di omicidio, tentato omicidio, porto abusivo di arma comune da sparo e porto abusivo di arma in luogo pubblico, aggravati ai sensi di legge. <strong>La pena definitiva da eseguire è di 14 anni e 9 mesi di reclusione</strong>, oltre alle pene accessorie dell&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici e dell&#8217;interdizione legale per la durata della pena. L&#8217;ordine di esecuzione dispone che la polizia giudiziaria proceda all&#8217;arresto del condannato e alla sua traduzione presso un istituto penitenziario per l&#8217;espiazione della pena. Il condannato potrà anche costituirsi spontaneamente presso un istituto penitenziario per l&#8217;espiazione della pena, evitando l&#8217;esecuzione coattiva del provvedimento».</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/grazia-a-roggero-mattarella-durissimo-e-esclusiva-del-capo-dello-stato-cosa-significa/">Grazia a Roggero, Mattarella durissimo: &#8220;È esclusiva del capo dello Stato&#8221;. Cosa significa?</a></li>
</ul>
<p>Parallelamente all&#8217;avvio della procedura di carcerazione, la moglie del gioielliere, <strong>Mariangela Sandrone,</strong> ha presentato una domanda di grazia. «Questa mattina &#8211; spiega l&#8217;avvocato Sergio Novani &#8211; è stata depositata una domanda di grazia da parte della signora Mariangela Sandrone». La difesa ha inoltre tentato di ottenere un rinvio dell&#8217;esecuzione della pena. «Contestualmente &#8211; spiega ancora il legale &#8211; <strong>il collegio difensivo tramite l&#8217;avvocato Stefano Marcolini ha depositato un&#8217;istanza per il differimento dell&#8217;esecuzione della pena</strong> in pendenza della domanda di grazia. Attendiamo e confidiamo, quindi, che l&#8217;ufficio di sorveglianza di Torino che è stato adito insieme al Tribunale di sorveglianza possano provvedere prima della carcerazione».</p>
<p>Dopo la decisione definitiva della Cassazione, Roggero aveva inizialmente manifestato la volontà di presentarsi subito in carcere. In seguito, accogliendo il desiderio della moglie e delle quattro figlie, aveva scelto di t<strong>rascorrere ancora qualche giorno con la famiglia</strong> prima di costituirsi. Con l&#8217;emissione dell&#8217;ordine di esecuzione questa possibilità è venuta meno e il trasferimento verso l&#8217;istituto penitenziario è ormai in corso.</p>
<p>Nei giorni scorsi il 72enne aveva fatto sapere, attraverso i propri difensori, di voler rispettare la sentenza definitiva, pur annunciando l&#8217;intenzione di <strong>proseguire la propria battaglia giudiziaria</strong> con un ricorso alla Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo.</p>
<p><strong>Il dibattito</strong></p>
<ul>
<li><strong>IO DICO NO:</strong> <a href="https://www.nicolaporro.it/vado-controcorrente-quella-di-roggero-non-e-legittima-difesa/">Vado controcorrente: quella di Roggero non è legittima difesa</a> di Giuglielmo Mastroianni</li>
<li><strong>IO DICO SÌ:</strong> <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/mario-roggero-questa-sentenza-urla-vendetta/">Mario Roggero, questa sentenza grida vendetta</a> di Alessandro Sallusti</li>
</ul>
<p>La vicenda giudiziaria riguarda la rapina del 28 aprile 2021 nella gioielleria di Grinzane Cavour, durante la quale Roggero uccise due dei tre rapinatori e ne ferì un terzo. La conferma definitiva della condanna, arrivata il 15 luglio, ha provocato immediate reazioni politiche nel centrodestra, con l&#8217;avvio di una raccolta firme per sostenere una richiesta di grazia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Richiesta che è stata presa malino dal Capo dello Stato, che ha prima convocato Carlo Nordio e poi fatto diffondere una nota per spiegare che il potere di concedere o meno la clemenza spetta solo a lui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/roggero-e-arrivato-lordine-darresto-la-mossa-della-moglie-e-ora-che-fa-mattarella/">Roggero è entrato in carcere. La mossa della moglie: e ora che fa Mattarella?</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mario Roggero, Meloni: &#8220;Se commetti un reato non puoi essere risarcito. Basta paradossi&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-meloni-se-commetti-un-reato-non-puoi-essere-risarcito-basta-paradossi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:08:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giorgia Meloni torna ad accendere il dibattito sulla legittima difesa e lo fa con un messaggio destinato a far discutere. La presidente del Consiglio ha infatti rivendicato una delle novità contenute nell&#8217;ultimo Ddl Sicurezza, sostenendo che chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non debba poter chiedere alcun risarcimento a chi si è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-meloni-se-commetti-un-reato-non-puoi-essere-risarcito-basta-paradossi/">Mario Roggero, Meloni: &#8220;Se commetti un reato non puoi essere risarcito. Basta paradossi&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giorgia Meloni</strong> torna ad accendere il dibattito sulla legittima difesa e lo fa con un messaggio destinato a far discutere. La presidente del Consiglio ha infatti rivendicato una delle novità contenute nell&#8217;ultimo Ddl Sicurezza, sostenendo che chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non debba poter chiedere alcun risarcimento a chi si è difeso.</p>
<p>Il riferimento, pur senza citarlo esplicitamente, è apparso immediatamente collegato al caso del gioielliere Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l&#8217;assalto alla sua gioielleria nell&#8217;aprile del 2021. La vicenda è tornata al centro dell&#8217;attenzione politica proprio nelle ore in cui è stato firmato l&#8217;ordine di carcerazione nei confronti del commerciante.</p>
<p>Sul proprio profilo social, la premier ha sintetizzato così la filosofia della norma: &#8220;Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto&#8221;. Un messaggio accompagnato dallo slogan: &#8220;<strong>Basta paradossi! Chi commette un reato non può pretendere un risarcimento per i danni subiti mentre delinque</strong>&#8220;.</p>
<p>Meloni ha quindi spiegato nel dettaglio il contenuto della misura: &#8220;Con l&#8217;ultimo ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari&#8221;. E ha aggiunto: &#8220;Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-meloni-se-commetti-un-reato-non-puoi-essere-risarcito-basta-paradossi/">Mario Roggero, Meloni: &#8220;Se commetti un reato non puoi essere risarcito. Basta paradossi&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vado controcorrente: quella di Roggero non è legittima difesa</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/vado-controcorrente-quella-di-roggero-non-e-legittima-difesa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Mastroianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[legittima difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Roggero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=332907</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il gioielliere, Mario Roggero, ha sparato per strada, fuori dalla gioielleria, inseguendo i rapinatori già in fuga</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/vado-controcorrente-quella-di-roggero-non-e-legittima-difesa/">Vado controcorrente: quella di Roggero non è legittima difesa</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente se ci raccontassero <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/mario-roggero-questa-sentenza-urla-vendetta/" target="_blank" rel="noopener">la vicenda di <strong>Mario Roggero</strong></a> per sommi capi, vale a dire ci dicessero semplicemente che un gioielliere, all’ennesima rapina subita, ha sparato e ucciso due ladri, ferendone un terzo e ci raccontassero poi che per questo il gioielliere è stato condannato, ci indigneremmo tutti, ci chiederemmo cosa significa allora legittima difesa, scandalizzati da uno Stato che non protegge la vittima di un furto e che anzi lo mette in galera. Sarebbe anche comprensibile. Solo che il racconto per sommi capi della vicenda, non esplicita quella che è la completa realtà dei fatti. <strong>Attenzione, non significa che sia falso</strong>, ma semplicemente incompleto, parziale, dove per parziale si intende anche un po’ di parte.</p>
<p><strong>Perché c’è un video che ci racconta tutto</strong>, senza possibilità di equivoci. Roggero non ha sparato all’interno della sua gioielleria, sotto una minaccia imminente di un’arma o anche solo sotto la pressione psicologica di un possibile imminente danno, anche fatale, per sé o per la sua famiglia. <strong>Roggero ha sparato per strada, fuori dalla gioielleria</strong>, dove si era recato inseguendo, arma in pugno, i rapinatori in fuga. Ed erano talmente in fuga, quei ladri, da essere già quasi all’interno dell’auto, dove li attendeva un complice pronto a scappare.</p>
<p><strong>Ha sparato ad altezza uomo, Roggero, non per aria</strong>. Per strada, in pieno giorno. Pensate, peraltro, se lì in mezzo si fosse trovata a passare una madre con un passeggino. La legittima difesa, che è opportuno ricordare deve essere proporzionata e contestuale all’offesa, è altra cosa. <strong>Non può essere legittima difesa sparare ad un ladro in fuga</strong>, ma così in fuga da essere già in auto. Non può essere nemmeno comprensibile sparare per uccidere. <strong>Quella è ritorsione, rappresaglia, vendetta</strong>. Punizione. E le punizioni, in uno Stato di diritto, le eroga appunto lo Stato, non il semplice cittadino. Secoli di evoluzione della civiltà, grazie a Dio, ci hanno insegnato questo.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/mario-roggero-questa-sentenza-urla-vendetta/">Mario Roggero, questa sentenza grida vendetta</a> di <em>Alessandro Sallusti</em></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/e-finita-lultimo-video-di-mario-ruggero-prima-di-entrare-in-galera/">“È finita”. L’ultimo video di Mario Roggero prima di entrare in galera</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/lei-assolta-per-stress-da-assistenza-roggero-sbattuto-in-cella-caro-porro-qualcosa-non-torna/" target="_blank" rel="noopener">Lei assolta per “stress da assistenza”, Roggero sbattuto in cella. Caro Porro, qualcosa non torna</a></li>
</ul>
<p>Sarebbe una catastrofe se le emozioni ci facessero derogare da un principio come questo. E me ne sbatto se negli Usa forse non sarebbe stato condannato: il rapporto che hanno con le armi, da quelle parti, mi fa ringraziare di vivere altrove. Un’ultima considerazione. <strong>Che Roggero fosse esasperato dall’ennesima rapina</strong>, che fosse turbato, che abbia agito in un impeto di rabbia, frustrazione, paura, <strong>sono abbastanza certo</strong>, pur in attesa delle motivazioni della sentenza, siano elementi che i giudici hanno riconosciuto e considerato. Anche perché, alla fine, per un duplice omicidio volontario e per un tentato omicidio, ha preso meno di 15 anni.</p>
<p>Guglielmo Mastroianni, 16 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/vado-controcorrente-quella-di-roggero-non-e-legittima-difesa/">Vado controcorrente: quella di Roggero non è legittima difesa</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quel &#8220;caso Roggero&#8221; negli Usa: condannati all&#8217;ergastolo anche i complici del ladro morto</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/quel-caso-roggero-negli-usa-condannati-allergastolo-anche-i-complici-del-ladro-morto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Mastroianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 06:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Roggero]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due condanne esemplari negli Stati Uniti mostrano che la legittima difesa ha limiti molto precisi anche oltre oceano</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>Negli USA non lo avrebbero condannato</strong>, anzi lo avrebbero pure ringraziato.” Due casi a caso, degli ultimi anni.</p>
<h2>Il caso di Jerome Ersland</h2>
<p>Siamo nel<strong> 2009.</strong> Un farmacista subisce in Oklahoma una rapina da parte di due giovani. Ersland ne ferisce uno alla testa, mettendolo fuori combattimento, mentre l&#8217;altro complice fugge in strada. Ersland insegue brevemente il fuggitivo, poi torna dentro e spara altri 5 colpi al rapinatore ferito e ormai inerme a terra: secondo l’autopsia, a uccidere il rapinatore sono quei 5 colpi all’addome.</p>
<p>Ersland sostiene la legittima difesa, ma i giurati americani lo condannano all&#8217;ergastolo per omicidio di primo grado, stabilendo che una volta finita la minaccia, l&#8217;uso della forza letale diventa un&#8217;esecuzione. Pensate che all’ergastolo vengono condannati anche due complici dei rapinatori, identificati in seguito, perché per <strong>una legge dell’Oklahoma,</strong> se in una rapina avviene un omicidio, vengono condannati all’ergastolo tutti i partecipanti alla rapina. Anche se a morire è uno dei rapinatori.</p>
<h2>Il caso di Min Sik Kim</h2>
<p>Siamo nel<strong> 2016, nello stato di Washington</strong>. Kim vive in uno stato di forte stress e paura perché, solo un mese prima, sua moglie è stata ferita a colpi di pistola durante un tentativo di rapina nel loro negozio. Quando un ragazzo, Jakeel Mason, di 21 anni, entra per compiere una rapina, Kim reagisce. Dopo una breve colluttazione, Mason desiste e fugge di corsa fuori dal negozio. Kim lo insegue e gli spara alle spalle, uccidendolo.</p>
<p>L&#8217;esito giudiziario è chiaro: nonostante il gravissimo trauma psicologico subito da Kim a causa del ferimento della moglie un mese prima, argomento usato intensamente dalla difesa, il tribunale ha stabilito che sparare alle spalle a un uomo disarmato in fuga fosse oggettivamente irragionevole. <strong>Kim è stato incriminato e condannato a 8 anni di prigione</strong> per omicidio.</p>
<p>Guglielmo Mastroianni, 17 luglio 2026</p>
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		<item>
		<title>Grazia a Roggero, Mattarella durissimo: &#8220;È esclusiva del capo dello Stato&#8221;. Cosa significa?</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/grazia-a-roggero-mattarella-durissimo-e-esclusiva-del-capo-dello-stato-cosa-significa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 17:18:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politico Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Roggero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre complicato interpretare i messaggi inviati dalla Presidenza della Repubblica. E quello su Mario Roggero, diffuso dopo l&#8217;incontro con il ministro Carlo Nordio, è ancora più criptico. Dice il Quirinale: &#8220;Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del Ministro in tema di concessione della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre complicato interpretare i messaggi inviati dalla Presidenza della Repubblica. E quello su <strong>Mario Roggero</strong>, diffuso dopo l&#8217;incontro con il ministro Carlo Nordio, è ancora più criptico. Dice il Quirinale: &#8220;Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del Ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al Presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006&#8221;.</p>
<p>Cosa significa? In attesa che gli esegeti del <strong>Quirinale</strong> interpretino a modo loro questo messaggio, magari ispirati dagli uffici del Colle, come già accaduto in passato, possiamo dire che la nota non sembra certo un modo amichevole di dialogare con chi, da un giorno, invoca la grazia per il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per i fatti del 28 aprile 2021. Quel giorno Roggero, durante una rapina nella propria gioielleria, inseguì i malviventi all’esterno del negozio e sparò loro con una pistola legalmente detenuta. Due rapinatori vennero uccisi, mentre un terzo rimase ferito. La Cassazione ha stabilito che i colpi furono esplosi quando il pericolo era già cessato, escludendo pertanto la legittima difesa. <strong>Roggero a breve andrà dietro le sbarre</strong>. Ha chiesto ai suoi sostenitori di continuare la sua battaglia. La Lega, Matteo Salvini, Roberto Vannacci e molti altri hanno invocato per lui la grazia presidenziale. Secondo Antonio Tajani, Roggero merita un perdono da parte della società. Anche Guido Crosetto, ministro della Difesa, si è augurato che si possa trovare un modo per evitargli il carcere. I gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega hanno avviato una raccolta firme per spingere il Ministero della Giustizia a formalizzare la richiesta di grazia.</p>
<p>Per questo Nordio oggi è salito al Colle, convocato dal Quirinale. L’incontro è stato motivato dall’avvio, da parte del ministro, di un’istruttoria per valutare la possibilità di concedere la grazia al gioielliere. Quello di Re Sergio è un modo per ribadire, forse, che sarà solo Mattarella a decidere se e quando concedere la clemenza a Roggero. Non si farà commuovere dalle pressioni politiche. E qui torniamo alla nota, che suona infatti come un richiamo, o forse un monito, agli esponenti politici che stanno invocando ovunque l&#8217;intervento del Capo dello Stato su una sentenza appena emessa dalla Cassazione e della quale mancano ancora le motivazioni. In ogni caso, il Capo dello Stato non si esprimerebbe mai prima di aver letto le motivazioni che hanno mosso i giudici della Suprema Corte a condannare Roggero al carcere. Ed è probabile che, questa volta, il Quirinale procederà con ancora maggiore cautela rispetto al passato. In fondo arriviamo dal clamoroso scontro istituzionale, e dalla figuraccia cosmica, sulla grazia a Minetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lei assolta per &#8220;stress da assistenza&#8221;, Roggero sbattuto in cella. Caro Porro, qualcosa non torna</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/lei-assolta-per-stress-da-assistenza-roggero-sbattuto-in-cella-caro-porro-qualcosa-non-torna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 16:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buongiorno dott. Porro. Sono un commensale (sempre in differita ma abbastanza fedele) della Zuppa e vorrei segnalarle un ossimoro giudiziario, che mi salta agli occhi scorrendo oggi i seguenti due titoli del TGcom: Uccise la madre malata, assolta per &#8220;stress da assistenza&#8221; e Cuneo, uccise due rapinatori: il gioielliere Mario Roggero condannato in via definitiva [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno dott. Porro. Sono un commensale (sempre in differita ma abbastanza fedele) della Zuppa e vorrei segnalarle un ossimoro giudiziario, che mi salta agli occhi scorrendo oggi i seguenti due titoli del TGcom:</p>
<p><strong>Uccise la madre malata, assolta per &#8220;stress da assistenza&#8221;<br />
</strong>e<br />
<strong>Cuneo, uccise due rapinatori: il gioielliere Mario Roggero condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere</strong></p>
<p>Ora, mi rendo conto che vicende così tragiche andrebbero approfondite e comprese; posso capire che il gioielliere rapinato si sarà difeso con inusitata crudeltà, mentre la figlia della vecchina con l’alzheimer si sarà trovata in una situazione impossibile… <strong>ma non riesco proprio a farmi una ragione</strong> (da cittadino e da giurista) di vivere in un Paese in cui i giudici mandano in carcere (14 anni) chi si difende da un reato violento, e mandano invece assolto (incensurato, mica una pena mite con le attenuanti) chi sopprime un genitore malato perché difficile da accudire.</p>
<p>Buona serata e buon lavoro,<br />
Andrea R.</p>
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		<item>
		<title>Caro Porro, lasciami dire: per me Mario Roggero è indifendibile</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-lasciami-dire-per-me-mario-roggero-e-indifendibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 16:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Roggero]]></category>
		<category><![CDATA[rapinatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cassazione avrebbe potuto ulteriormente alleggerire la pena ma la reazione del gioielliere Roggero non è da Stato di diritto</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul piano umano non posso che esprimere la <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/mario-roggero-questa-sentenza-urla-vendetta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>massima solidarietà per Mario Roggero</strong></a>, il gioielliere che ha ucciso due rapinatori e ferito un terzo. Tuttavia, avendo visto e rivisto il filmato, posso solo dire che, considerando anche l’attuale contesto sociale, forse<strong> la Cassazione avrebbe potuto ulteriormente alleggerire la pena</strong>, anziché confermare i 14 anni e 9 mesi di reclusione. Ma sta di fatto che le immagini non lasciano molto spazio a ricostruzioni benevole.</p>
<p>Personalmente ho avuto la netta sensazione che il commerciante, in precedenza vittima di altre numerose rapine, <strong>sia stato</strong> <strong>preda di un prolungato eccesso di rabbia</strong>. Una rabbia incontrollata e probabilmente accumulatasi nel tempo che, per come la vogliamo mettere, lo ha portato a trasformarsi in uno spietato giustiziere. E proprio un tale, prolungato stato di alterazione, certamente scaturito dall’azione criminale dei tre rapinatori, sembra averlo condotto ben oltre i limiti della legittima difesa.</p>
<p>D’altro canto, sebbene la legislazione sulla legittima difesa sia stata migliorata in favore delle persone aggredite, con il concetto di proporzionalità oggi ancorato alla percezione soggettiva di chi tale aggressione subisce, non può passare il concetto che tale percezione, una volta che il pericolo sia effettivamente cessato con la fuga dell’aggressore/aggressori, <strong>possa legittimare una reazione mortale</strong> ben oltre questo ragionevole paletto.</p>
<p>In questo senso, anche se già immagino gli improperi che riceverò per questa mia presa di posizione, sono convinto che persino gran parte dei più feroci sostenitori di questa forma di <strong>giustizia fai da te</strong>, nel caso si trovassero ad affrontare la disgraziata situazione vissuta dal povero Roggero, ci penserebbero due volte a rovinare l’esistenza sua e della propria famiglia agendo nel modo del tutto insensato del gioielliere di Grinzane Cavour.</p>
<p><strong>Una condotta insensata, ribadisco</strong>, che trova un fondamento in un accumulo di esasperazione per le molteplici rapine subite, ma in uno Stato di diritto essa deve trovare una risposta adeguata. Risposta che magari avrebbe potuto essere più comprensiva, ma non certo fino alla completa assoluzione.</p>
<p>Claudio Romiti, 16 luglio 2026</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Roggero in galera, criminali milionari: ecco quanto incasseranno</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/roggero-in-galera-criminali-milionari-ecco-quanto-incasseranno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Balsamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 12:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Roggero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=332790</guid>

					<description><![CDATA[<p>Condanna definitiva per il gioielliere Mario Roggero, costretto anche a risarcire i familiari dei rapinatori uccisi durante l’assalto: robe da pazzi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/roggero-in-galera-criminali-milionari-ecco-quanto-incasseranno/">Roggero in galera, criminali milionari: ecco quanto incasseranno</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un particolare nella vicenda di<strong> Mario Roggero</strong> che riesce, forse, a indignare persino più della condanna a 14 anni e nove mesi di carcere. È la somma che il gioielliere dovrà versare come <strong>risarcimento</strong>: 780mila euro di provvisionale alle parti civili, tra cui i familiari dei due rapinatori uccisi durante l’assalto alla gioielleria di Grinzane Cavour. Roggero ne ha già pagati circa 300mila, vendendo alcuni immobili. Ma i conti sono vertiginosi: il totale potrebbe arrivare a 3 milioni di euro.</p>
<p>Avete capito bene. Prima vieni rapinato. Poi finisci sotto processo. Quindi vieni condannato a quasi quindici anni di reclusione. Infine <strong>devi mettere mano al portafoglio</strong>, vendere ciò che possiedi e versare centinaia di migliaia di euro alle parti civili legate a chi era entrato nel tuo negozio per commettere un reato.</p>
<p>Come noto, ieri la Cassazione ha respinto il ricorso della difesa e <a href="https://www.nicolaporro.it/la-cassazione-conferma-la-condanna-per-il-gioielliere-mario-roggero/">reso definitiva la condanna per l’uccisione di Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino e per il ferimento di Alessandro Modica</a>, avvenuti il 28 aprile 2021 dopo la rapina. Secondo la ricostruzione accolta nei diversi gradi di giudizio, Roggero sparò quando il pericolo immediato era cessato e i rapinatori si stavano allontanando. È questo l’elemento che ha portato i giudici a escludere la legittima difesa.</p>
<p>Le sentenze si rispettano. È la formula obbligatoria e in questo caso è anche giusto ribadirla. Ma rispettare una sentenza non significa rinunciare a giudicarne gli effetti. Non significa spegnere il cervello, sospendere il senso della realtà o fingere che centinaia di migliaia di euro da versare dopo aver subito una rapina rappresentino un epilogo normale. La questione non è stabilire se Roggero potesse inseguire i rapinatori o continuare a sparare. Su questo si sono pronunciati i tribunali. I giudici non hanno tenuto in considerazione le minacce, il pericolo percorso dai familiari, la sua condizione psicologica. Ormai è stato deciso così.<strong> La questione politica e morale è un’altra</strong>: fino a che punto un ordinamento può trasformare chi ha subito un assalto nel proprio negozio nel finanziatore delle conseguenze prodotte da quello stesso assalto?</p>
<p>Senza quella rapina, Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino non sarebbero morti. Alessandro Modica non sarebbe rimasto ferito. Mario Roggero non avrebbe impugnato la pistola, non sarebbe stato processato, non avrebbe perso la libertà e non sarebbe stato costretto a vendere i propri beni. <strong>La catena degli eventi nasce da una scelta precisa</strong>: entrare in una gioielleria per rapinarla.</p>
<p>Questo non cancella le responsabilità penali eventualmente commesse dopo. Ma dovrebbe almeno impedire quel <strong>ribaltamento grottesco</strong> per cui l’origine della vicenda scompare e rimane soltanto la reazione della vittima. Come se la rapina fosse un dettaglio marginale. Una specie di prologo fastidioso da archiviare in poche righe prima di presentare il commerciante come l’unico responsabile del disastro.</p>
<p>C’è poi il <strong>cortocircuito economico</strong>. Roggero non è soltanto condannato alla reclusione: deve impoverirsi. Ha già venduto degli immobili per pagare una parte delle provvisionali e resta esposto a una cifra enorme. La pena, dunque, non colpisce solo la sua libertà personale. Travolge il patrimonio costruito in una vita di lavoro e, inevitabilmente, anche la sua famiglia.</p>
<p>A quel punto una domanda diventa inevitabile: <strong>quale messaggio viene trasmesso ai cittadini?</strong> Che lo Stato non sempre riesce a proteggerli, ma sarà inflessibile nel presentare il conto quando reagiscono male, troppo tardi o troppo violentemente. Non importa quanto terrore abbiano provato. Non importa quali precedenti abbiano subito. Non importa che tutto sia cominciato perché qualcuno ha deciso di violare il loro negozio, minacciare le persone presenti e impossessarsi di ciò che non gli apparteneva.</p>
<p><strong> Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/mario-roggero-questa-sentenza-urla-vendetta/">Mario Roggero, questa sentenza grida vendetta</a> di <em>Alessandro Sallusti</em></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/e-finita-lultimo-video-di-mario-ruggero-prima-di-entrare-in-galera/">“È finita”. L’ultimo video di Mario Roggero prima di entrare in galera</a></li>
</ul>
<p>Non è populismo da quattro soldi. Il diritto deve porre limiti alla reazione, naturalmente. Altrimenti si scivola nella vendetta privata. E per i giudici di questo si tratta in relazione al caso di Roggero, non di legittima difesa. Ma tra il &#8211; presunto &#8211; Far West e l’obbligo di consegnare centinaia di migliaia di euro alle parti civili riconducibili agli autori di una rapina esiste una vasta zona di ragionevolezza che l’Italia sembra avere smarrito. E questa vicenda è<strong> la cartina di tornasole di un sistema che non funziona</strong>.</p>
<p>Gli avvocati Stefano Marcolini e Sergio Rovani hanno espresso &#8220;massimo rispetto&#8221; per la decisione, insieme a una &#8220;grande delusione&#8221;, annunciando che, dopo aver letto le motivazioni, valuteranno un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.<br />
Roggero sconterà la pena stabilita dalla giustizia italiana. Ma almeno si abbia il coraggio di dire che costringerlo anche a liquidare il proprio patrimonio per risarcire le conseguenze di una rapina subita rappresenta uno spettacolo moralmente insopportabile. La legge potrà persino considerarlo corretto. <strong>Il buonsenso, però, continua a trovarlo vergognoso.</strong></p>
<p>Massimo Balsamo, 16 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/roggero-in-galera-criminali-milionari-ecco-quanto-incasseranno/">Roggero in galera, criminali milionari: ecco quanto incasseranno</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;È finita&#8221;. L&#8217;ultimo video di Mario Roggero prima di entrare in galera</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/e-finita-lultimo-video-di-mario-ruggero-prima-di-entrare-in-galera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 18:12:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Roggero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gioielliere si è costituito in carcere dopo la condanna della Cassazione. I suoi ultimi istanti da uomo libero</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/e-finita-lultimo-video-di-mario-ruggero-prima-di-entrare-in-galera/">&#8220;È finita&#8221;. L&#8217;ultimo video di Mario Roggero prima di entrare in galera</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Roggero è stato condannato a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori fuori dalla sua gioielleria. Si è subito costituto in carcere. Qui il suo video messaggio prima che le porte della galera si chiudano alle sue spalle.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/e-finita-lultimo-video-di-mario-ruggero-prima-di-entrare-in-galera/">&#8220;È finita&#8221;. L&#8217;ultimo video di Mario Roggero prima di entrare in galera</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Mario Roggero, l&#8217;appello a Mattarella: &#8220;Concedetegli la grazia&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-lappello-a-mattarella-concedetegli-la-grazia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 17:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Roggero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=332685</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il gioielliere condannato a 14 anni 9 mesi per la morte dei rapinatori. Salvini si rivolge al presidente della Repubblica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-lappello-a-mattarella-concedetegli-la-grazia/">Mario Roggero, l&#8217;appello a Mattarella: &#8220;Concedetegli la grazia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mario</strong> <strong>Roggero</strong> <a href="https://www.nicolaporro.it/la-cassazione-conferma-la-condanna-per-il-gioielliere-mario-roggero/" target="_blank" rel="noopener">andrà in carcere</a>. Nonostante gli appelli. Nonostante l&#8217;età avanzata. Nonostante quel giorno del 2021 fosse andato in gioielleria come tutti i giorni solo per lavorare. Nonostante non abbia certo voluto lui quella rapina che gli ha cambiato la vita. Gli avvocati, dopo sentenza di Cassazione che ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi di carcere, &#8220;si costituirà già oggi, non attenderà&#8221;. Il luogo sarà lui stesso a comunicarlo.</p>
<p>Gli avvocati si dicono delusi dalla decisione della <strong>Suprema Corte.</strong> &#8220;Massimo rispetto per questa sentenza ma anche grande delusione, ora attendiamo le motivazioni e valuteremo il ricorso alla Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo&#8221;, ha spiegato il legale Stefano Marcolini, difensore con il collega Sergio Rovani di Mario Roggero. &#8220;Siamo assolutamente sorpresi, estremamente delusi. Il ricorso era estremamente articolato. Ritenevamo che ci fossero buone speranze di ottenere una sentenza favorevole. Quello che possiamo dire è che possiamo solo attendere queste motivazioni, cercare di capire dove abbiamo sbagliato&#8221;. I legali ora vedranno &#8220;se attraverso la lettura delle motivazioni, la Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo invece individuerà in quegli elementi che abbiamo sottoposto alla Corte di Cassazione qualcosa che ci riporti ad ottenere giustizia&#8221;.</p>
<p>Di parere opposto gli avvocati delle parti civili. &#8220;<strong>Questa vicenda giudiziaria dimostra l&#8217;importanza di avere nel nostro Paese una magistratura autonoma e indipendente</strong> da ogni altro potere capace di riaffermare un principio che deve continuare a caratterizzare la nostra democrazia: la vita di ogni essere umano è un bene fondamentale ed è protetta dalla legge&#8221;, hanno detto gli avvocati Marino Careglio e Flavio Campagna, difensori dei parenti di Andrea Spinelli, uno dei due rapinatori uccisi.</p>
<p>La speranza è che ora ci sia clemenza con Mario Roggero, che quel giorno si è ritrovato le pistole puntate contro la moglie, il countdown di chi minacciava di togliere la vita ai suoi cari, l&#8217;ennesima rapina che porta via il lavoro di una vita (<a href="https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-lultima-notte-forse-da-uomo-libero/" target="_blank" rel="noopener">leggete qui il racconto, dettagliato, di questa triste vicenda</a>). Matteo Salvini ha già rivolto un appello al Presidente della Repubblica per concedere la grazia al gioielliere. &#8220;Per Mario adesso, insieme a tantissimi di voi, farò tutto il possibile perché venga concessa la grazia. Un appello che rivolgiamo direttamente al signor presidente della Repubblica.<strong> Una grazia per un uomo onesto,</strong> che a 72 anni non merita di condividere una cella con dei veri criminali&#8221;. E ancora: &#8220;In tanti, in tantissimi stiamo con Mario Roggero. Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita, che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un&#8217;aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio. Ritengo profondamente ingiusta questa condanna. <strong>Abbiamo combattuto insieme per una nuova legge sulla legittima difesa</strong>, che ha evitato sofferenza e carcere a tanti cittadini perbene, ma evidentemente non basta e bisogna allargare ancora di più il sacrosanto diritto alla legittima difesa di chi viene aggredito. E lo faremo. Evitando per legge anche il risarcimento danni ai parenti dei ladri feriti o uccisi in seguito al loro crimine&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-lappello-a-mattarella-concedetegli-la-grazia/">Mario Roggero, l&#8217;appello a Mattarella: &#8220;Concedetegli la grazia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Sparò ai ladri, batosta della Cassazione: Mario Roggero andrà in galera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Balsamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 15:49:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[legittima difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Roggero]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=332633</guid>

					<description><![CDATA[<p>Definitiva la condanna di Mario Roggero. 14 anni e 9 mesi per il gioielliere di Gallo di Grinzane, accusato di avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-cassazione-conferma-la-condanna-per-il-gioielliere-mario-roggero/">Sparò ai ladri, batosta della Cassazione: Mario Roggero andrà in galera</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È arrivata la decisione definitiva della Corte di Cassazione sul caso di <strong>Mario Roggero</strong>, il gioielliere piemontese condannato per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo durante l’assalto al suo negozio di Grinzane Cavour, nel Cuneese. Ebbene, la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’uomo è appena stata definitivamente confermata. Confermata, dunque, la ricostruzione dei giudici di merito, secondo cui il gioielliere sparò quando il pericolo non era più attuale e i rapinatori erano in fuga. <strong>Niente legittima difesa e confermata della responsabilità penale dell&#8217;uomo</strong>.</p>
<p>&#8220;Massimo rispetto per questa sentenza ma anche grande delusione&#8221;, il primo commendo dei difensori di Roggero, gli avvocati Stefano Marcolini e Sergio Rovani: &#8220;Ora attendiamo le motivazioni e valuteremo il ricorso alla Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo&#8221;. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l&#8217;orefice <strong>si costituirà questa sera stessa</strong>.</p>
<p>Il dibattito sui social è diventato incandescente. Uno dei primi commenti politici è stato quello del vicepremier <strong>Matteo Salvini</strong>: &#8220;Per Mario adesso, insieme a tantissimi di voi, farò tutto il possibile perché gli venga concessa la grazia. Un appello che rivolgiamo direttamente al signor Presidente della Repubblica. Una grazia per un uomo onesto, che a 72 anni non merita di condividere una cella con dei veri criminali&#8221;.</p>
<p>Roggero, oggi 72enne, era stato condannato nel dicembre 2025 dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino. I giudici di secondo grado avevano ridotto la pena rispetto ai 17 anni stabiliti in primo grado dal tribunale di Asti. La Procura generale della Cassazione aveva chiesto la conferma della condanna pronunciata in appello.</p>
<p>I fatti risalgono al 28 aprile 2021. Quel giorno Giuseppe Mazzarino, Andrea Spinelli e Alessandro Modica entrarono nella gioielleria per compiere una rapina. Mazzarino e Spinelli vennero uccisi da Roggero, mentre Modica rimase ferito e fu successivamente arrestato. Nel corso degli anni Roggero &#8211; assistito dall’avvocato Stefano Marcolini e dall’analista della difesa Sergio Novani &#8211; ha avviato una raccolta fondi per sostenere le spese legali e far fronte ai risarcimenti stabiliti dalla giustizia. La somma complessiva ammonta a 480 mila euro destinati alle famiglie dei due rapinatori uccisi, ai quali si aggiungono 10 mila euro per il rapinatore sopravvissuto.</p>
<p><strong> Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-lultima-notte-forse-da-uomo-libero/">Mario Roggero, l’ultima notte (forse) da uomo libero</a></li>
</ul>
<p>Alla vigilia della sentenza, Roggero aveva pubblicato su Facebook un video rivolto alle persone che lo hanno sostenuto durante il processo: &#8220;Questa attesa ci sta logorando, non ne possiamo più. Da anni stiamo sopportando questo supplizio che non abbiamo voluto&#8221;. Il gioielliere aveva quindi concluso il suo messaggio con un ringraziamento e una richiesta: &#8220;Vi ringrazio per tutto quello che avete fatto per noi finora, se volete fare ancora qualcosa vi chiedo una preghiera&#8221;.</p>
<p>Massimo Balsamo, 15 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/la-cassazione-conferma-la-condanna-per-il-gioielliere-mario-roggero/">Sparò ai ladri, batosta della Cassazione: Mario Roggero andrà in galera</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mario Roggero, l&#8217;ultima notte (forse) da uomo libero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:39:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi la Sentenza della Cassazione che potrebbe sbatterlo in cella per </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-lultima-notte-forse-da-uomo-libero/">Mario Roggero, l&#8217;ultima notte (forse) da uomo libero</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Roggero ha appena trascorso l’ultima notte, forse da uomo libero. Oggi la Cassazione deciderà se confermare la condanna in appello o meno al gioielliere di Grinzane Cavour, paesino in provincia di Cuneo, che il 28 aprile 2021 subì una violenta rapina nel suo negozio.</p>
<p>Quattordici anni e 9 mesi pendono sulla testa di un uomo di 72 anni, che tra poche ore saprà se finirà il resto della sua vita in carcere o meno. Quattordici anni e 9 mesi per essersi difeso. E l’appello che ieri ha lanciato nei social è straziante. “Ci siamo. Domani &#8211; oggi per chi legge ndr &#8211; sapremo se andrò a finire in carcere o se potrò continuare a vivere la mia vita liberamente con la mia famiglia, con i miei affetti, con mia moglie Mariangela, le mie quattro figlie, con i miei amati nipotini. Questa attesa ci sta logorando”. Queste le parole che ha affidato alla sua pagina Instagram. “Da anni stiamo sopportando questo supplizio, che non abbiamo voluto. Ho fatto una vita intera di sacrifici dedicandomi alla mia famiglia e al mio lavoro. Oggi sono nonno di 8 meravigliosi nipoti e il mio sogno sarebbe stare al loro fianco per vederli crescere. L’idea di non poterci essere per colpa di un’ingiustizia mi fa stare veramente male”. E che Roggero stia male, lo può confermare chi scrive. Non un giorno, non un’ora, non un minuto, in cui Roggero non abbia pensato a quella rapina. Al terrore provato. Alla paura di quel giorno, per sé ma soprattutto per la propria famiglia.<br />
Chi scrive conosce Roggero da anni ormai. E sa quanto abbia sofferto. Quanto abbia patito. Quanto abbia dovuto sopportare per un tempo che nessuno gli ridarà indietro. E ora qualcuno, quel tempo che gli rimane, forse, pretende di toglierglielo.</p>
<p>Se dovesse essere confermata la condanna a Mario Roggero, non sarà solo la condanna a Mario Roggero, sarà una condanna a tutti noi. A tutta l’Italia. A tutti noi finiti nella nebbia e nella melma lanuginosa di uno Stato che chiede, ti spreme e non ti protegge. E quando i cittadini invocano sicurezza ma in cambio ottengono le manette, poi il popolo si indigna.<br />
Perché allora non esistono leggi. Non esiste giustizia. Non esiste buon senso. Chi darà indietro a Roggero gli anni persi? Gli anni passati tra carte e tribunali e gogne mediatiche? Chi darà indietro a Roggero le tribolazioni, i patimenti, la difficoltà di guardare tuo nipote negli occhi che ti chiede: “Ma tu sei buono nonno, perché devi andare in carcere?”.</p>
<p>Chi gli ridarà il tempo di queste sere con la voce che trema e gli occhi spalancati su un futuro che vede sbarre e tintinnii di chiavi che aprono cancelli? Chi? Chi glieli ridà questi anni persi? Questi pezzi di vita svenduta e rubata.</p>
<p>Roggero quel giorno non ha scelto di uccidere. Stava lavorando. Come fa da 49 anni a questa parte. Anche l’altra sera tardi, era ancora nel suo negozio per far le ultime consegne. Perché se la condanna dovesse essere confermata Roggero sarà costretto a chiudere l’attività. Dicono che i malviventi erano in fuga. Ma i rapinatori era ancora lì nel retro del suo negozio. Nella sua proprietà privata. Che lui ci ha messo una vita intera per costruire. Ma la fuga non è un patentino di impunità. Un salvacondotto di immunità. Un’attenuante. Un lasciapassare. La fuga non cancella ciò che è stato prima. Il panico. La paura. Quel conto alla rovescia con la pistola puntata in faccia. Non cancella l’aggressione. Le minacce. I pugni. Le pistole puntate. Il terrore di non vedere più vive moglie e figlia.<br />
Ecco, se anche i giudici peseranno sulla bilancia, la fuga molto più che l’aggressione, allora vorrà dire che oggi, 15 luglio, abbiamo deciso di stare dalla parte dei delinquenti e non dei cittadini onesti.</p>
<p>Serenella Bettin, 15 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/mario-roggero-lultima-notte-forse-da-uomo-libero/">Mario Roggero, l&#8217;ultima notte (forse) da uomo libero</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è femminicidio e femminicidio</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/ce-femminicidio-e-femminicidio/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/ce-femminicidio-e-femminicidio/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 08:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=332373</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'omicidio di Loreto solleva un interrogativo: perché il nuovo reato non è stato contestato al presunto assassino?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Premettendo che da sin dalla sua introduzione chi scrive considera <strong>il reato di femminicidio</strong> una ca&#8230;ata pazzesca in stile fantozziano, abbiamo scoperto che non tutti i femminicidi sono uguali.</p>
<p>Alcuni di essi sembra, almeno in una prima fase d’indagine – come è accaduto nei confronti del tunisino che ha massacrato di coltellate la moglie a Loreto nelle Marche &#8211; , non siano ascrivibili a quel nuovo delitto che, sempre a mio modesto parere, <strong>rigurgita di una stantia ideologia femminista</strong> che parla essenzialmente di patriarcato quando sul banco degli imputati si trova un soggetto di cultura occidentale, mentre elude distrattamente l’argomento se a commettere analogo crimine vi sono persone appartenenti ad una certa cultura di assoluto dominio dell’uomo sulla donna che, ancora oggi, rappresenta uno dei cardini fondamentali nell’ordinamento di parecchi Stati sovrani.</p>
<p>Secondo una delle tante definizioni che si leggono sul femminicidio, sebbene mi sembra che vi sia molta confusione sotto il cielo, esso indicherebbe l&#8217;uccisione di una donna da parte di un uomo motivata dall&#8217;odio, dal disprezzo, dalla discriminazione di genere o dal desiderio di controllo e possesso. Si distingue dall&#8217;omicidio comune perché affonda le radici <strong>in una disparità di potere</strong> e in una cultura patriarcale che non accetta l&#8217;indipendenza e la libertà femminile.</p>
<p>Quindi, tornando al caso in oggetto, vogliamo forse presupporre che i magistrati inquirenti, pur considerando la matrice culturale dell’autore crimine, hanno già potuto stabilire che nel suo agito omicidiario non vi fossero gli elementi dell’odio, del disprezzo e della propensione a considerare la donna un essere inferiore da possedere e controllare? Sta di fatto che, possesso e controllo o meno, <strong>20 coltellate alla madre di suo figlio</strong> il reo confesso le ha inferte senza pensarci molto.</p>
<p>Sebbene qualcuno già sostenga che <strong>se fosse stato un italiano a commettere il delitto</strong> forse il capo d’accusa sarebbe stato più pesante (ricordo che il femminicidio riconosciuto porta direttamente alla pena dell’ergastolo), spero e credo che ciò sia frutto di una semplice suggestione.</p>
<p>In realtà, come detto all’inizio, è proprio la fattispecie troppo ideologica del reato che si presta a tutta una serie di fraintendimenti processuali.</p>
<p>Come ho già avuto modo di sostenete su queste pagine, dato che nel nostro ordinamento penale già esistevano le aggravanti in simili casi, non c’era proprio alcun bisogno di creare di sana pianta questa sorta di <strong>inno alla guerra santa</strong> contro il cosiddetto patriarcato.</p>
<p>Claudio Romiti, 15 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ce-femminicidio-e-femminicidio/">C&#8217;è femminicidio e femminicidio</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>E ora il migrante denuncia il militante di Vannacci che l&#8217;ha steso in strada</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/e-ora-il-migrante-denuncia-il-militante-di-vannacci-che-lha-steso-in-strada/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Vannacci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo i dibattiti (ha fatto bene oppure no?), Michael Habeeb Jousif presenta un esposto contro Giuseppe Barboni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/e-ora-il-migrante-denuncia-il-militante-di-vannacci-che-lha-steso-in-strada/">E ora il migrante denuncia il militante di Vannacci che l&#8217;ha steso in strada</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E alla fine non poteva che concludersi così, questa vicenda. Dopo aver creato scompiglio e aver bloccato il traffico, stando ai racconti delle cronache, alla fine <strong>Michael Habeeb Jousif</strong>, l&#8217;iracheno steso in strada dall&#8217;esponente di <strong>Futuro Nazionale,</strong> ha deciso di denunciare <strong>Giuseppe Barboni.</strong> L&#8217;esposto è stato depositato presso il commissariato della polizia di Stato a San Benedetto del Tronto.</p>
<p>Si tratta di una svolta in un caso che sta facendo discutere e non poco. <a href="https://www.nicolaporro.it/ma-quale-pestaggio-del-migrante-il-video-va-visto-intero-dico-io-la-verita-sul-militante-di-vannacci/">Molti si sono schierati con l&#8217;imprenditore, peraltro campione di lotta greco-romana, per aver fermato le intemperanze dell&#8217;iracheno</a>. Altri invece considerano quella mossa un volersi fare giustizia da soli, quando sarebbe bastato chiamare la polizia. Il diretto interessato dal canto suo, a Riviera Oggi, ha ammesso di aver bevuto lo scorso sabato e di non aver preso molto bene lo sgombero che aveva ricevuto poche ore prima, quando il suo &#8220;accampamento&#8221; era stato buttato nella spazzatura. Inclusi i documenti.</p>
<p>Jousif è andato in ospedale e ha rimediato 14 giorni di prognosi. Un certificato che verrà allegato alla denuncia, da cui con ogni probabilità nascerà un procedimento ai danni di Barboni. L&#8217;imprenditore, intanto, ieri ha dovuto misurarsi con le frasi del suo &#8220;generale&#8221; che ha condannato la violenza &#8220;se non è motivata da una necessità di difesa&#8221;. Vannacci aspetta le indagini, se Barboni avrà violato la legge &#8220;verrà punito in base a quelle che sono le pene previste dalle norme&#8221;. Una presa di distanza che non è piaciuta al diretto interessato, che pur dichiarandosi sostenitore del leader di Futuro Nazionale non ha nascosto il suo disappunto: &#8220;<a href="https://www.nicolaporro.it/vannacci-scarica-barboni-che-stese-liracheno-lui-che-delusione-stessa-minestra/" target="_blank" rel="noopener">Che delusione &#8211; ha detto &#8211; Anche lui è la solita minestra</a>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/e-ora-il-migrante-denuncia-il-militante-di-vannacci-che-lha-steso-in-strada/">E ora il migrante denuncia il militante di Vannacci che l&#8217;ha steso in strada</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Vannacci scarica Barboni, che stese l&#8217;iracheno. Lui: &#8220;Che delusione, solita minestra&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/vannacci-scarica-barboni-che-stese-liracheno-lui-che-delusione-stessa-minestra/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/vannacci-scarica-barboni-che-stese-liracheno-lui-che-delusione-stessa-minestra/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 16:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Vannacci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=332513</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il generale: "Io sono sempre stato contro la violenza se non giustificata da necessità di difesa". L'imprenditore di San Benedetto del Tronto non ci sta: "Forse non ha visto tutto il video"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/vannacci-scarica-barboni-che-stese-liracheno-lui-che-delusione-stessa-minestra/">Vannacci scarica Barboni, che stese l&#8217;iracheno. Lui: &#8220;Che delusione, solita minestra&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si apre un caso politico all&#8217;interno di <strong>Futuro Nazionale</strong> dopo <a href="https://www.nicolaporro.it/iracheno-blocca-il-traffico-militante-di-vannacci-lo-stende-a-terra-i-social-si-dividono/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;episodio avvenuto sabato sera a San Benedetto del Tronto</a>, dove l&#8217;imprenditore <strong>Giuseppe Barboni,</strong> militante locale del movimento e campione di lotta greco-romana, ha colpito con alcuni pugni Michael Habeeb Jousif, cittadino assiro-iracheno, pubblicando poi sui social il video dell&#8217;accaduto.</p>
<p>A prendere posizione è il leader del movimento, il generale <strong>Roberto Vannacci,</strong> che in un&#8217;intervista all&#8217;<em>Adnkronos</em> ha preso nettamente le distanze dall&#8217;accaduto. «Vedo solo oggi quel filmato, io sono sempre stato contro la violenza se non giustificata da necessità di difesa, e questo non mi sembra il caso&#8230;.», ha dichiarato, chiarendo di non condividere quanto mostrato nelle immagini.</p>
<p>Le parole del generale hanno però provocato la dura reazione dello stesso Barboni, che si dice sorpreso e amareggiato dalla presa di posizione del fondatore di Futuro Nazionale. «<strong>Con Vannacci non ci siamo sentiti. Ho letto che ha preso le distanze</strong>. Mi spiace e sbalordisce, forse non ha visto bene il video. Dico la verità: se è vero quello che ho letto, è una delusione impressionante. Allora non c&#8217;è nessuna novità. Futuro nazionale dovrebbe essere un partito che porta una soluzione vera, oppure vogliono un pò di posti alla Camera. È la solita minestra, neanche troppo riscaldata», afferma l&#8217;imprenditore.</p>
<p>Barboni respinge inoltre la ricostruzione secondo cui si sarebbe trattato di un&#8217;aggressione gratuita. Secondo il suo racconto, l&#8217;uomo avrebbe dato in escandescenze per diversi minuti nel centro cittadino, creando disagi e tensione. «Nel filmato si vede chiaramente che questa persona si gira, <strong>poteva succedere di tutto, soprattutto dopo che aveva dato in escandescenza per dieci minuti.</strong> Non c&#8217;è nessuna violenza. C&#8217;è quest&#8217;uomo che è stato per tre volte preso e rilasciato. Poi di sabato sera va in mezzo a una città come San Benedetto del Tronto e dà di matto, bloccando il traffico.»</p>
<p>L&#8217;imprenditore aggiunge di aver cercato più volte un confronto verbale prima che la situazione degenerasse. «Per otto volte gli ho detto, &#8220;parliamo, spostati&#8221;. Ad un certo punto lui, l&#8217;iracheno, si gira, mette le mani sull&#8217;inguine. Dopo che ti ha urlato qualsiasi cosa contro, insultato tua madre, ti dà le spalle. Vuol dire che può prendere una lama e accoltellarti. <strong>Certo non ti canta una filastrocca</strong>. Ora esce la storiella del rifugiato ma quello è uno scemo che vuole farsi notare, che ha capito che l&#8217;Italia è l&#8217;Eldorado».</p>
<p>Barboni rivendica infine il sostegno ricevuto sui social. «Sono un sostenitore del generale, finalmente può esserci un futuro De Gaulle che renda l&#8217;Italia &#8220;vistosa, vincente e poderosa&#8221; ma se queste sono le basi&#8230; Non vorrei che fosse la solita solfa, un remake di film già visti».</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/avete-voluto-una-polizia-impotente-ecco-il-risultato/">Avete voluto una Polizia impotente? Ecco il risultato</a> di Pasquale Alessandro Griesi</li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/no-la-vera-notizia-non-e-il-militante-di-vannacci-ma-liracheno-che-fa-i-porci-comodi-suoi/">No! La vera notizia non è il militante di Vannacci, ma l&#8217;iracheno che fa i porci comodi suoi</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/ma-quale-pestaggio-del-migrante-il-video-va-visto-intero-dico-io-la-verita-sul-militante-di-vannacci/">Ma quale pestaggio del migrante. Il video va visto intero: vi dico io la verità sul militante di Vannacci </a>di Max del Papa</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/vannacci-scarica-barboni-che-stese-liracheno-lui-che-delusione-stessa-minestra/">Vannacci scarica Barboni, che stese l&#8217;iracheno. Lui: &#8220;Che delusione, solita minestra&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Avete voluto una Polizia impotente? Ecco il risultato</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/avete-voluto-una-polizia-impotente-ecco-il-risultato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 13:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Vannacci]]></category>
		<category><![CDATA[san benedetto del tronto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il problema nasce quando chi dovrebbe garantire ordine e sicurezza non è più messo nelle condizioni di farlo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/avete-voluto-una-polizia-impotente-ecco-il-risultato/">Avete voluto una Polizia impotente? Ecco il risultato</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’episodio accaduto a San Benedetto del Tronto, in cui un<strong> italiano esperto di arti marziali</strong> ha immobilizzato e colpito un immigrato che minacciava il traffico, suggerisce alcune riflessioni.</p>
<p>Quanto all’episodio in sé, non giustifico ma posso comprendere, dato che i precedenti interventi della Polizia si erano rivelati inefficaci, l’esasperazione della persona che è intervenuta. Onestamente, a seguito del placcaggio, <strong>Giuseppe Barboni avrebbe dovuto evitare</strong> le, pur poche ma violente, percosse. In uno Stato di diritto la violenza, a prescindere da tutto, va sempre condannata, per scongiurarne un uso spropositato, soggettivo ed anarchico. Mi preoccupa proprio il fatto che episodi del genere possano diventare esempi da seguire, reiterabili.</p>
<p>E lo dico a difesa dei cittadini italiani stessi. Nel caso in questione, infatti, lo sbandato era disarmato e la persona che lo ha immobilizzato era un esperto di arti marziali. Ma cosa sarebbe accaduto se, per esempio, fosse intervenuta una persona inesperta contro <strong>un “maranza” armato?</strong> Ecco, per il nostro stesso bene, non possiamo permettere che questi episodi di giustizia “fai da te” passino come normalità. Lo dobbiamo alla nostra etica e alla nostra stessa sicurezza.</p>
<p>Il reale punto della vicenda è proprio il ruolo delle forze dell’ordine, che dovrebbero essere le vere garanti della nostra sicurezza, e prevenire con la propria azione questi spiacevoli episodi. <strong>L’immigrato in questione era già stato identificato,</strong> ma prontamente rilasciato senza alcuni provvedimenti concreti. Possibile che la Polizia non riesca a fare nulla di risolutivo contro questi diffusi fenomeni di delinquenza?</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/iracheno-blocca-il-traffico-militante-di-vannacci-lo-stende-a-terra-i-social-si-dividono/" target="_blank" rel="noopener">Iracheno blocca il traffico, militante di Vannacci lo stende a terra: i social si dividono</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/ma-quale-pestaggio-del-migrante-il-video-va-visto-intero-dico-io-la-verita-sul-militante-di-vannacci/" target="_blank" rel="noopener">Ma quale pestaggio del migrante. Il video va visto intero: vi dico io la verità sul militante di Vannacci</a></li>
</ul>
<p>Ciò che scrivo non è teso a dare<strong> la colpa alle forze dell’ordine,</strong> tutt’altro. Il dato di fatto è proprio che quest’ultime hanno poteri ridotti e sono poco incisive perché sempre più spesso bersaglio dei buonisti, coloro i quali non comprendono che per avere la “pace” nella società serve qualcuno che la tuteli, al fine di evitare una giustizia “fai da te”. Sono secoli e secoli che molti filosofi, <strong>su tutti John Locke,</strong> sono giunti a tali conclusioni, le quali dovrebbero essere il substrato necessario e assiomatico di una società civile.</p>
<p>Ciononostante, oggi, <strong>l’autorità della polizia viene sempre più sminuita</strong> e messa in discussione. La parola “polizia” deriva dal greco, “πολιτεία”; un termine che semanticamente rimanda alla buona organizzazione, al buon funzionamento, all’armonia e alla sicurezza all’interno di una città. Questo dovrebbe essere il senso. Non un ostacolo, ma una garanzia di libertà e sicurezza spontaneamente riconosciuta ed “abbracciata” dai cittadini tutti.</p>
<p>Possibile davvero che, oggi, le nostre forze dell’ordine debbano aver paura di usare un “taser”, di fare un inseguimento contro chi evita un posto di blocco, e persino di fermare un immigrato fuori controllo? <strong>Uno Stato civile, pacifico ed efficiente</strong> non può prescindere da forze di Polizia stimate e libere di svolgere il proprio lavoro, senza timori né eccessi.</p>
<p>Chi legittimamente, e forse anche a buona ragione, critica ora l’azione di Giuseppe Barboni, è spesso il primo che con le proprie idee indirettamente consente che accadano questi episodi di delinquenza per le strade, suscitando poi la reazione delle persone. In primis<strong> Ilaria Salis,</strong> la quale con un post sui social si è scagliata contro il “giustiziere” di San Benedetto del Tronto. Proprio lei, che picchiava persone in Ungheria e che non ha mai riconosciuto l’autorità delle forze dell’ordine.</p>
<p>Se veramente le forze di polizia eseguissero fino in fondo il proprio lavoro, <strong>senza temere ritorsioni o giudizi ingrati,</strong> vivremmo in una società più giusta, sana ed omogeneamente tutelata. Senza bisogno di tutte queste polemiche.</p>
<p>Flavio Maria Coticoni, 14 luglio 2026</p>
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		<title>Ranucci, colpo di scena: il durissimo attacco al &#8220;metodo Report&#8221; sul Corsera</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/ranucci-colpo-di-scena-il-durissimo-attacco-al-metodo-report-sul-corsera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:46:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qui le notizie sono due. Intanto che Aldo Grasso, critico televisivo del Corsera, prenda così di petto Sigfrido Ranucci e se lo cucini da capo a piedi, senza pietà. L&#8217;altra è che l&#8217;affondo arrivi proprio dalle pagine del quotidiano di via Solferini, segno che un pezzo del giornalismo italiano (non solo quello non proprio innamorato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qui le notizie sono due. Intanto che <strong>Aldo Grasso,</strong> critico televisivo del <em>Corsera,</em> prenda così di petto <strong>Sigfrido Ranucci</strong> e se lo cucini da capo a piedi, senza pietà. L&#8217;altra è che l&#8217;affondo arrivi proprio dalle pagine del quotidiano di via Solferini, segno che un pezzo del giornalismo italiano (non solo quello non proprio innamorato di <em>Report)</em> ha cominciato ad abbandonare il conduttore al suo destino. <em>Il Domani</em>, per dire, si è gettato a capofitto nella storia e <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/che-finaccia-ranucci-mr-non-si-querela-adesso-querela-tutti/" target="_blank" rel="noopener">ha rimediato anche una querela dal diretto interessato</a>. E anche Repubblica non si è poi dimostrata così clemente con &#8220;l&#8217;amico fraterno&#8221; di Valter Lavitola.</p>
<p>Ma arriviamo ad Aldo Grasso. Il pezzo del critico televisivo riguarda proprio il &#8220;paradosso di invocare ora il segreto&#8221; delle indagini, quando questo è proprio &#8220;il metodo Report&#8221;: Ranucci e alcuni giornalisti di Report <strong>hanno infatti querelato quei soggetti</strong> (inquirenti o investigatori, si presume) che in teoria sarebbero tenuti al segreto d&#8217;indagine e che invece avrebbero rivelato dettagli degli interrogatori (e non solo) ad alcuni cronisti. L&#8217;accusa è &#8220;rivelazione del segreto d’ufficio e del segreto investigativo&#8221;. &#8220;Il paradosso è evidente &#8211; scrive Grasso &#8211; chissà che fra quei «soggetti» non vi siano proprio alcune di quelle fonti che in questi anni hanno alimentato il cosiddetto «metodo Report». Quello stile giornalistico, cioè, fatto di insinuazioni, tesi precostituite, audio carpiti («<strong>Audio esclusivi venuti in possesso di Report!</strong>»), telecamere nascoste, pedinamenti ostentati e un bel po’ di fango spacciato per reportage&#8221;. Un attacco durissimo, quasi inatteso. &#8220;Da tempo sosteniamo che, nelle sue inchieste, Ranucci parte spesso da una conclusione già definita e costruisce il racconto per confermarla, invece di lasciare che siano i fatti a determinarne l’esito. È ancora viva nella memoria la messa in onda della conversazione privata tra una moglie furibonda per un tradimento e il marito, l’ex ministro Sangiuliano,<strong> impegnato in una goffa autodifesa</strong>. Era uno scoop giornalistico o una semplice mascalzonata? Esistono rivelazioni private che possono essere divulgate in nome della libertà di stampa e altre — quelle che riguardano Report — che devono invece essere protette dal segreto? E non è lo stesso Ranucci che, ospite di Bianca Berlinguer, sostenne che «una fonte ci ha detto di aver visto il ministro Carlo Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay», salvo essere smentito in diretta dallo stesso Guardasigilli?&#8221;.</p>
<p>Grasso sa bene che i giornalisti di inchiesta hanno bisogno delle fonti. Ed è normale che le coccolino in qualche modo. &#8220;Il problema &#8211; aggiunge però &#8211; nasce quando il rapporto con la fonte diventa opaco e <strong>il metodo si confonde con l’obiettivo</strong>. Se per sostenere una tesi si ricorre sistematicamente a strumenti borderline, non è più chiaro se sia il giornalista a governare la fonte o la fonte a governare il giornalista&#8221;. Colpito e affondato.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/zuppa-di-porro-del-14-luglio-2026/">Ranucci: il pandorogate della sinistra</a> di Nicola Porro</li>
</ul>
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		<item>
		<title>No! La vera notizia non è il militante di Vannacci, ma l&#8217;iracheno che fa i porci comodi suoi</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/no-la-vera-notizia-non-e-il-militante-di-vannacci-ma-liracheno-che-fa-i-porci-comodi-suoi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 07:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cittadini devono chiamare la polizia, non reagire da sceriffi. Ma il problema è che questo continuiamo a tenerlo in Italia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/no-la-vera-notizia-non-e-il-militante-di-vannacci-ma-liracheno-che-fa-i-porci-comodi-suoi/">No! La vera notizia non è il militante di Vannacci, ma l&#8217;iracheno che fa i porci comodi suoi</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia non è la violenza verbale, l&#8217;intralcio alla libera circolazione dei cittadini, i problemi ripetuti da mesi che <strong>questo ospite sul territorio nazionale</strong> probabilmente clandestino o addirittura asilante politico iracheno <a href="https://www.nicolaporro.it/ma-quale-pestaggio-del-migrante-il-video-va-visto-intero-dico-io-la-verita-sul-militante-di-vannacci/" target="_blank" rel="noopener">provoca ai residenti di San Benedetto del Tronto</a>. No! La notizia è che <strong>Giuseppe Barboni,</strong> iscritto a Futuro Nazionale, il partito di Vannacci, ha usato <strong>metodi squadristi</strong> (pur essendo da solo).</p>
<p>Ora chiarisco subito che sono pienamente convinto del fatto che<strong> i cittadini devono chiamare la polizia</strong> e non reagire da sceriffi, anche se ovviamente i poliziotti devono essere messi nelle condizioni di risolvere i problemi e non spostarli o attenuarli.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/ma-quale-pestaggio-del-migrante-il-video-va-visto-intero-dico-io-la-verita-sul-militante-di-vannacci/">Ma quale pestaggio del migrante. Il video va visto intero: vi dico io la verità sul militante di Vannacci</a> di Max del Papa</li>
</ul>
<p>La vera notizia amici non è che Barboni fosse iscritto all&#8217;associazione delle suore di clausura ma che questo iracheno, nonostante crei problemi da mesi, continuiamo a tenerlo sul territorio nazionale nuocendo ai residenti perché non possiamo espellerlo. In Italia sa di poter fare i porci comodi suoi, mentre <strong>in Iraq probabilmente sarebbe già appeso ad un palo</strong>.</p>
<p>Proteggiamo lui e scusate il francesismo lo prendiamo in culo noi! &#8220;Affinché i cittadini non vadano alle armi&#8221;. A questo dovrebbe servire la legge.</p>
<p>Pasquale Alessandro Griesi, 14 luglio 2026<br />
*Segretario Fsp Polizia</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.nicolaporro.it/iracheno-blocca-il-traffico-militante-di-vannacci-lo-stende-a-terra-i-social-si-dividono/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Guarda qui il video integrale della reazione di Barboni contro l&#8217;iracheno</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/no-la-vera-notizia-non-e-il-militante-di-vannacci-ma-liracheno-che-fa-i-porci-comodi-suoi/">No! La vera notizia non è il militante di Vannacci, ma l&#8217;iracheno che fa i porci comodi suoi</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Da che pulpito, Ranucci: vuole punire chi dà le notizie (agli altri)</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/da-che-pulpito-ranucci-vuole-punire-chi-da-le-notizie-agli-altri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 05:57:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il conduttore di Report presenta un esposto sulla diffusione di atti riservati, mentre i critici parlano di un clamoroso doppio standard</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/da-che-pulpito-ranucci-vuole-punire-chi-da-le-notizie-agli-altri/">Da che pulpito, Ranucci: vuole punire chi dà le notizie (agli altri)</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è bellissima. <strong>Ranucci</strong> ha presentato denuncia per la rivelazione di <strong>atti coperti dal segreto investigativo</strong>: intercettazioni, brogliacci, verbali relativi all’indagine sull’attentato che ha subito. Tutto pubblicato da il <em>Domani</em> e <em>La Verità</em>.</p>
<p>L’avvocato precisa: <strong>la denuncia non è contro i giornalisti</strong> che hanno pubblicato, ma contro «la rivelazione fatta da soggetti tenuti al segreto». Quindi o i pm oppure la polizia giudiziaria.</p>
<p>Davvero fantastico. Report che rivela puntualmente tramite fonti col passamontagna, atti e intercettazioni coperti da segreto, ora scopre la violazione del segreto.</p>
<p>Quando toccano lui, <strong>è macchina del fango</strong>, quando lui li usa contro chiunque è giornalismo d’inchiesta. Che coraggio. Che faccia.</p>
<p>Stefano Esposito, 14 luglio 2026</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/zuppa-di-porro-del-13-luglio-2026/">Io entusiasta se chiude Report? La mia risposta a Ranucci</a> di Nicola Porro</li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/con-che-faccia-andro-dai-politici-e-chiaro-ranucci-dovra-lasciare-report/">&#8220;Con che faccia andrò dai politici?&#8221; È chiaro: Ranucci dovrà lasciare Report</a> di Giuseppe De Lorenzo</li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/ho-fatto-il-sondaggio-sul-divino-ranucci-figlio-di-pdor-martire-a-prescindere/">Ho fatto il sondaggio sul divino Ranucci &#8220;figlio di Pdor&#8221;, martire a prescindere</a> di Max del Papa</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/da-che-pulpito-ranucci-vuole-punire-chi-da-le-notizie-agli-altri/">Da che pulpito, Ranucci: vuole punire chi dà le notizie (agli altri)</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Ma quale pestaggio del migrante. Il video va visto intero: vi dico io la verità sul militante di Vannacci</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/ma-quale-pestaggio-del-migrante-il-video-va-visto-intero-dico-io-la-verita-sul-militante-di-vannacci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Max Del Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Vannacci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=332260</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per capire quello che è successo l'altra sera, bisogna conoscere San Benedetto del Tronto. E guardare bene il video, che dice tutt'altro</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ma-quale-pestaggio-del-migrante-il-video-va-visto-intero-dico-io-la-verita-sul-militante-di-vannacci/">Ma quale pestaggio del migrante. Il video va visto intero: vi dico io la verità sul militante di Vannacci</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Benedetto del Tronto</strong> è l’unico posto delle Marche dove si fa turismo balneare. Il resto, al massimo tracce sparse, macchie di leopardo (come a Porto Recanati, già meno a Civitanova Marche) che non fanno il leopardo e chi lo nega è semplicemente un ipocrita oppure uno che non sa cosa sia il turismo estivo. A dir la verità, ci sarebbero anche le località sotto Ancona, Numana e Sirolo, però non fanno testo per via che sono una faccenda speciale, sono le Capalbio, le Viareggio della Riviera adriatica. San Benedetto no, qui ce n’è per tutti i gusti, a prezzi abbordabili, appena sopra c’è la stupenda Grottammare alta, che è un pezzetto di costiera amalfitana precipitato nelle Marche, e la stagione si apre a metà maggio e dura fino a ottobre inoltrato. È pieno di locali e localini, strutture ricettive, alberghi, posti dove si mangia bene, impianti sportivi e, quel che più conta, c’è l’animazione: c’è l’estate, fatta di gente che si trascina pigramente, di ragazzine nel fiore che fanno le stupidelle per farsi notare dai maschi (se ancora esistono), di passeggini spinti dalle mamme che viaggiano sui social e non guardano dove vanno, di gente che entra ed esce dai negozi fin oltre la mezzanotte, in pieno centro una chiesa, cattolica, incredibilmente offre funzioni perfino alle 10 di sera, e la gente ci va ed è una cosa meravigliosa; poi esce e si prende il gelato. Insomma l’estate.</p>
<p>Che poi è anche inverno perché il centro di San Benedetto è bellissimo proprio perché accogliente e sempre vivo: il Natale comincia a novembre, e c’è sempre un’occasione, difficilmente qui si prova lo squallore della stagione morta, ovvero sanno come restare vivi. In estate, particolarmente, è come entrare in un presepe animato, con i turisti che si muovono, i campi da tennis e da calcetto che brillano, i bar con la musichetta, le bancarelle accese, eccetera: <strong>la cittadina è piccola ma ordinata</strong>, alcuni scorci, alcuni viali sono malinconici come solo lungo la dorsale adriatica si può essere, quella saudade mediterranea tutta particolare, altri ricordano certi quartieri romani coi loro palazzoni altissimi anni ‘70; la gente è cordiale, i negozianti ospitali, nessuno cerca rogne, solo che non devi andargli troppo contro pelo. Ho detto che questo è l’unico posto delle Marche eccetera, ma è una convenzione geografica perché <strong>San Benedetto ha già un piede nell’Abruzzo</strong>. E qui sanno fare turismo.</p>
<p>Dove sto io, a Porto San Giorgio, alle 8 di sera si spegne tutto, e ci sono comitati “per il silenzio”, <strong>cioè non vogliono l’estate</strong>, a parte la sagra de lo magnà che riempie il lungomare di bancarelle che fumano tutte come nel giorno della fine del mondo. Se no è larga desolazione, per esempio lungo il bel viale Roma, che è una spoon river di saracinesche uccise, così che pigli lo scooter, fai 30 km e ti ritrovi in un altro mondo. Un mondo vivo. Mentre qui la filosofia generale è: ma che vengono a fare, restassero a Milano, che stiamo bene da soli. E dura da anni e annorum e non cambierà mai. In compenso, come noto, <strong>ci stanno i maranza spacciatori coi cani cattivi</strong>, che prima pestano come la canapa un padre che trovava da ridire sul fatto che i maranza volessero violentargli la figlia, poi (nella vicina 3 Archi, perché vengono da lì) fracassano la testa di un muratore albanese sceso a difendere il suocero molestato urlando “Allah Akhbar”, quindi, per bel vivere, dicono al sindaco che gli taglieranno la gola, in presenza delle guardie, infine, per non farsi mancare niente, cercano di rapinare una gioielleria. Il tutto nell’arco di pochi giorni, di poche ore.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.nicolaporro.it/iracheno-blocca-il-traffico-militante-di-vannacci-lo-stende-a-terra-i-social-si-dividono/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Guarda qui il video integrale</strong></a></p>
<p>Quelli di San Benedetto vedono e dicono: grazie, no. Noi al turismo ci teniamo e quindi lo difendiamo da certe scorie che, a non fermarle, è sicuro che si rovesciano in massa e dopo non le tieni più. Come nella vicina Alba Adriatica, in provincia di Teramo, 20 km più giù, dove se entri pensi: dov’è Gaza, che almeno mi sento un po’ più a casa e magari trovo qualche residuo italiano come il cardinale Pizzaballa con cui conversare sul fondamentale apporto di Hamas per la democrazia e il cristianesimo? È pur vero che la stazioncina dei treni a San Benedetto è un trauma nord/africano, ma la malaparata si arresta lì: pare che, per il momento, abbiano capito che non gli conviene allargarsi troppo perché qui la gente è inclusiva, ma a modo suo. <strong>A “San Benedètt” hanno un dialetto che può ricordare certe località magrebine</strong>, e, all’occorrenza, gli stessi metodi spicci. Ci sono antiche tare, c’è una delinquenza polverizzata insistente, è l’unico posto dove ci hanno fregato i caschi, pur legati alla moto. Basta saperlo. Se uno legge le memorie dell’ex tennista Palpacelli, uno che negli anni ‘80 poteva mettere a culo per terra Becker senza neanche allenarsi, ma è finito ghermito dalle sirene dell’eroina, capisce che qui si può vivere bene ma anche molto male. Basta saperlo.</p>
<p>Ora, quel migrante che innocente passeggiava <a href="https://www.nicolaporro.it/iracheno-blocca-il-traffico-militante-di-vannacci-lo-stende-a-terra-i-social-si-dividono/" target="_blank" rel="noopener">ed è stato sfasciato da un incursorse dei Vannacci</a>, come hanno detto l’<em>Ansa</em> e i giornali pagati dall’Agenda europeista, semplicemente non esiste: è un iracheno, balordo, sbandato, clandestino, senza dimora, che va e viene da mesi, pericoloso, violento, che provoca, che pretende di bloccare il traffico, che aggrediva i turisti “andate fanculo, via via qui comando io”. E l’incursore sarà pure, incidentalmente, uno del Vannacci (e allora?), però, disgraziatamente, è anche un esperto di arti marziali e se uno vede bene il video capisce come<strong> per un quarto d’ora cerchi di calmare l’esagitato</strong>, il quale, invece, si agita sempre di più, così che va a finire nell’unico modo possibile: l’idiota mediorientale viene atterrato e reso inoffensivo, ed è tutto: nessun massacro, nessun osso rotto, se mai una sorta di tutela fatta in casa, in mancanza del pronto intervento pubblico. Il modo in cui i media istituzionali hanno raccontato la storia è più falsissimo di Corona, degno del trash girnalistico di Report con annesse testatine di riferimento.</p>
<p>Scommettiamo che quel rompicoglioni islamico fuoriditesta avrà cambiato aria, anziché moltiplicarsi di degni compari? Magari facendo sapere in giro che lì non è cosa, non è il posto giusto per mettersi a dettar legge? Ed è quello che i sanbenedettesi, <strong>gente simpatica ma non tenera</strong>, si propongono per continuare a vivere più bene che male, e, soprattutto, vivere di turismo, di accoglienza, ma nel senso giusto e alla gente giusta. E io, che sopravvivo a 25 km più su, a Porto San Giorgio (dove il mercato immobiliare, a causa di alcune bolle inquietanti, ricalca quello di Milano), <strong>se solo potessi a San Benedetto mi ci trasferirei subito</strong>.</p>
<p>Max Del Papa, 13 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ma-quale-pestaggio-del-migrante-il-video-va-visto-intero-dico-io-la-verita-sul-militante-di-vannacci/">Ma quale pestaggio del migrante. Il video va visto intero: vi dico io la verità sul militante di Vannacci</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;5mila euro per la bomba a Ranucci&#8221;. E spunta una foto: i manovali col socio di Lavitola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Balsamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 12:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Lavitola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attentato Ranucci, l’inchiesta ricostruisce il reclutamento dei quattro arrestati. Sui social spunta lo scatto col socio di Lavitola, mentre resta da chiarire il movente</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/5mila-euro-per-la-bomba-a-ranucci-e-spunta-una-foto-i-manovali-col-socio-di-lavitola/">&#8220;5mila euro per la bomba a Ranucci&#8221;. E spunta una foto: i manovali col socio di Lavitola</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Poco più di cinquemila euro, certamente meno di diecimila. Tanto sarebbe costato reclutare i quattro presunti esecutori dell’attentato contro <strong>Sigfrido Ranucci</strong>. È uno degli elementi emersi dagli approfondimenti dei carabinieri del nucleo investigativo e contribuisce a delineare un’operazione affidata a bassa manovalanza, realizzata con mezzi economici limitati e, almeno in apparenza, alla portata di molti. Come spiegato dal <em>Corriere</em>, una parte del denaro ricevuto sarebbe stata persino spesa da due degli arrestati durante una vacanza in Sicilia.</p>
<p>I quattro arrestati sono <strong>Antonio Passariello, Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis</strong>. Secondo quanto riportato dal <em>Messaggero</em>, i quattro presunti esecutori dell&#8217;attentato avrebbero avuto la consapevolezza della portata di quell&#8217;atto. &#8220;Facciamo la storia!&#8221;, le parole di uno di loro in una intercettazione. Di D’Avino, il <em>Fatto Quotidiano</em> ha individuato sui social una <strong>fotografia insieme a Tavares</strong>, socio di <strong>Valter Lavitola</strong>. Proprio Lavitola è considerato dai pm Carlo Villani ed Edoardo De Santis il principale sospettato di avere orchestrato il blitz, anche se le ragioni dell’attentato restano tutte da chiarire.  L’analisi dei supporti informatici sequestrati nel corso della perquisizione a Lavitola potrebbe fornire nuovi elementi sui contatti, sulle modalità organizzative e soprattutto sul movente.</p>
<p>Come noto, Ii pm hanno acquisito alcuni <a href="https://www.nicolaporro.it/lavitola-sgancia-la-bomba-con-ranucci-avevamo-fatto-un-sondaggio-sulla-sua-candidatura/">sondaggi destinati a misurare il gradimento di un’eventuale candidatura</a> di Ranucci per il centrosinistra. Il conduttore di Report ha sempre escluso un proprio ingresso in politica, ma qualcuno aveva comunque ritenuto utile verificarne il potenziale elettorale. Gli inquirenti vogliono quindi capire se l’attentato potesse avere anche l’obiettivo di<strong> accrescere la popolarità del giornalista</strong>. Si tratta di un’ipotesi investigativa, non di una conclusione, e deve essere trattata come tale. Ma le domande sono inevitabili: chi commissionò quei rilevamenti? Per quale motivo? Chi avrebbe tratto vantaggio da una crescita dell’appeal pubblico di Ranucci?</p>
<p>Sono interrogativi ai quali, al momento, non esiste una risposta definitiva. Ranucci ha respinto con decisione l’ipotesi che la sua attività professionale possa essere stata influenzata dall’imprenditore: &#8220;Non esiste nessuna inchiesta di Report condizionata da Lavitola, la redazione può testimoniarlo&#8221;. Una <strong>smentita</strong> netta, che però non chiude gli approfondimenti. Chiedere chiarimenti sui rapporti tra i protagonisti della vicenda non significa accusare il conduttore né mettere in discussione automaticamente il lavoro della trasmissione. Significa attendere che gli investigatori completino gli accertamenti.</p>
<p>È su questo scenario ancora incompleto che si è inserita la decisione della Rai di<strong> sospendere &#8220;cautelativamente&#8221; le repliche estive di Report</strong>. Una scelta che ha immediatamente trasformato un’inchiesta giudiziaria in uno <strong>scontro politico</strong>. Fratelli d’Italia ha attaccato sui social: &#8220;Report va in vacanza. Ci auguriamo che la redazione di Ranucci approfitti della pausa estiva per fare chiarezza sull’amicizia tra il conduttore e Lavitola&#8221;. La redazione ha risposto chiamando a raccolta il proprio pubblico: &#8220;Siamo una squadra pesantemente attaccata. Collegatevi a RaiPlay e guardate l’inchiesta che sarebbe dovuta andare in onda. Poi fatevi una foto davanti allo schermo e pubblicatela sui social con l’hashtag Giù le mani da Report&#8221;.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/ranucci-e-report-sono-nei-guai-zampolli-voglio-5-milioni-di-euro/">Ranucci e Report sono nei guai. Zampolli: “Voglio 5 milioni di euro”</a></li>
</ul>
<p>Il <strong>Movimento 5 Stelle</strong> ha scelto invece di concentrare l’attenzione sui dati di ascolto: &#8220;Le repliche di Report fanno registrare una media del 7% di share. Il killeraggio su Report è fatto con i soldi degli italiani&#8221;. L’audience, tuttavia, dimostra che una trasmissione è seguita, non che ogni scelta editoriale sia corretta o che il programma debba essere sottratto a qualsiasi verifica. La Lega sostiene invece che &#8220;lo stop è giusto dopo gli inquietanti sviluppi dell’inchiesta&#8221;.</p>
<p>Solo dopo è arrivato lo scontro sul comportamento di Elly Schlein. Il presidente del Senato<strong> Ignazio La Russa</strong> ha rilanciato sui social il video dell’intervento della segretaria del Pd al congresso dei Socialisti europei, pronunciato pochi giorni dopo l’attentato. Nel filmato Schlein cita il caso Ranucci e afferma che &#8220;quando l’estrema destra è al governo&#8221; sono a rischio democrazia e libertà di parola. Il video pubblicato da La Russa si chiude con la scritta &#8220;che imbarazzo&#8221;. Fratelli d’Italia accusa la leader dem: &#8220;Dopo pochi giorni dall’attentato a Ranucci si è recata all’estero a gettare ombre sul governo italiano&#8221;. Francesco Boccia replica: &#8220;Invece di strumentalizzare le parole di Schlein, il presidente del Senato dovrebbe preoccuparsi di far rispettare le regole democratiche e parlamentari&#8221;.</p>
<p>Massimo Balsamo, 13 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/5mila-euro-per-la-bomba-a-ranucci-e-spunta-una-foto-i-manovali-col-socio-di-lavitola/">&#8220;5mila euro per la bomba a Ranucci&#8221;. E spunta una foto: i manovali col socio di Lavitola</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>In questo titolo c&#8217;è una grossa bufala. L&#8217;avete vista?</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/in-questo-titolo-ce-una-grossa-bufala-lavete-vista/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Il Corsaro Nero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 11:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Lavitola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti contro Ignazio La Russa che critica Schlein per le sue parole su Ranucci. Sì, però...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/in-questo-titolo-ce-una-grossa-bufala-lavete-vista/">In questo titolo c&#8217;è una grossa bufala. L&#8217;avete vista?</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Figuratevi se da questo nostro sito possiamo salire sul pulpito per dare lezioni di titolazione agli altri. Neppure a <em>Repubblica</em>. Però siamo costretti a segnalare una clamorosa bufala pubblicata sulla home page del quotidiano progressista. Testuale: &#8220;<strong>La Russa attacca Schlein: &#8220;Difese Ranucci, che imbarazzo</strong>&#8220;.  Eh no, signori miei. Si capisce la necessità di stringere per far entrare il titolo e per sintetizzare. Ma qui c&#8217;è un clamoroso errore di fondo. La Russa non ha infatti mai criticato Schlein per aver difeso Sigfrido Ranucci. La storia è un&#8217;altra. Il Presidente del Senato ha criticato Elly Schlein perché in un contesto internazionale collegò l&#8217;attentato al conduttore di Report col fatto che &#8211; con le destre al potere &#8211; i giornalisti sarebbero in pericolo.</p>
<p>Vi ricordate? Su questo nostro sito siamo stati i primi ad andare a ripescare quel vecchio intervento della leader dem al congresso Pse ad Amsterdam. Riguardatelo qui. La leader del Pd, venuta a sapere della bomba piazzata poche ore prima, disse: &#8220;La settimana scorsa Meloni a Firenze ha detto che l&#8217;opposizione è peggio di Hamas. Voglio solidarizzare con <strong>Ranucci,</strong> vittima di un attentato terribile: la libertà e la democrazia sono a rischio quando l&#8217;estrema destra è al governo&#8221;. Che, letto anche da un bambino di 5 anni, sta a significare: c&#8217;è la destra a Palazzo Chigi, quindi esplodono le bombe sotto casa dei giornalisti che sono in pericolo.</p>
<p><iframe title="Schlein al Congresso Pse: &quot;In Italia la libertà è a rischio con questo Governo di estrema destra&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/0FrG9SY7cPM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Già a suo tempo la dichiarazione fece discutere. E Schlein dovette fare una mezza marcia indietro. Ma rilanciando questo video, con il solo commento &#8220;che imbarazzo&#8221;,<strong> Ignazio La Russa</strong> non ha in alcun modo attaccato Schlein <em>perché</em> difese Ranucci. L&#8217;ha giustamente criticata <em>per il modo</em> in cui l&#8217;ha fatto. Per aver fatto intendere che lo scoppio di quell&#8217;ordigno potesse essere in qualche modo colpa dell&#8217;ambiente che si era andato creando in Italia a causa del governo Meloni. Era un&#8217;uscita infelice allora, lo è ancora di più oggi che scopriamo &#8211; secondo la Procura &#8211; <a href="https://www.nicolaporro.it/lavitola-preso-con-valigie-pronte-gli-incontri-anche-in-rai-e-con-ranucci-e-lite-quello-str/" target="_blank" rel="noopener">che il mandante di quell&#8217;ordigno sarebbe <strong>Valter Lavitola</strong>, amico fraterno della vittima</a>. Sembra roba da niente, ma quel titolo fa tutta la differenza del mondo. Proviamo quindi a correggerlo: &#8220;<strong>La Russa attacca Schlein sul caso Ranucci: &#8220;Che imbarazzo&#8221;</strong>. Sarebbe bastato poco.</p>
<p>Il Corsaro Nero, 13 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/in-questo-titolo-ce-una-grossa-bufala-lavete-vista/">In questo titolo c&#8217;è una grossa bufala. L&#8217;avete vista?</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Mario Adinolfi risponde al giudice:  &#8220;Non ho truffato nessuno&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/mario-adinolfi-rompe-al-giudice-non-ho-truffato-nessuno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 11:22:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Adinolfi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mario Adinolfi è agli arresti domiciliari: "Sono un giocatore, non un truffatore di vecchiette né un lestofante"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/mario-adinolfi-rompe-al-giudice-non-ho-truffato-nessuno/">Mario Adinolfi risponde al giudice:  &#8220;Non ho truffato nessuno&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mario Adinolfi</strong> respinge le accuse e prova a smontare l&#8217;impianto dell&#8217;inchiesta <a href="https://www.nicolaporro.it/arrestato-mario-adinolfi/" target="_blank" rel="noopener">che lo ha portato agli arresti domiciliari</a>. Davanti al gip di Roma, nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia, il leader del Popolo della Famiglia ha rivendicato la propria versione dei fatti, sostenendo di aver gestito<strong> un&#8217;attività di gioco collettivo</strong> tra persone consapevoli e negando di aver mai agito con finalità fraudolente.</p>
<p>La frase che sintetizza la sua linea difensiva è netta: &#8220;<strong>Sono un giocatore, non un truffatore di vecchiette né un lestofante</strong>&#8220;. Adinolfi ha risposto alle contestazioni della procura, che gli attribuisce i reati di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell&#8217;attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi nell&#8217;ambito della cosiddetta &#8220;scommessa collettiva&#8221;, <a href="https://www.nicolaporro.it/la-causale-cristo-regna-le-scommesse-i-lingotti-tutte-le-accuse-a-mario-adinolfi/" target="_blank" rel="noopener">un sistema attraverso il quale venivano raccolti fondi da privati per puntate sportive</a>.</p>
<p>Secondo quanto riferito al giudice, il gruppo era composto da circa novanta partecipanti, tra i quali figuravano anche professori universitari, notai e liberi professionisti, oltre a quelle che ha definito &#8220;persone importanti&#8221;. I versamenti, ha sostenuto, avvenivano spontaneamente: &#8220;I soldi mi venivano inviati per loro volontà e io li raccoglievo&#8221;. Nel corso dell&#8217;interrogatorio Adinolfi ha inoltre insistito sul fatto di <strong>aver restituito ingenti somme di denaro a molti dei partecipanti</strong>. &#8220;Chi perde denuncia e chi vince non denuncia&#8221;, ha affermato, spiegando che in diversi casi avrebbe restituito perfino più di quanto ricevuto. Tra gli esempi citati, quello di una donna che avrebbe versato 30 mila euro e ne avrebbe poi ricevuti 50 mila.</p>
<p>L&#8217;ex parlamentare ha poi respinto anche l&#8217;accusa di evasione fiscale e le ricostruzioni secondo cui avrebbe utilizzato il denaro raccolto per mantenere uno stile di vita lussuoso. &#8220;<strong>Se io sono un evasore allora lo sono tutti quelli che giocano online</strong>. Ho sempre fatto una vita morigerata, altro che Courmayeur, non so neanche sciare&#8221;, ha dichiarato davanti al giudice.</p>
<p>Al termine dell&#8217;interrogatorio, i difensori Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo<strong> hanno chiesto la revoca della misura cautelare</strong>, sostenendo che il loro assistito abbia fornito chiarimenti puntuali su tutte le contestazioni. &#8220;Ha risposto correttamente e serenamente a tutti i capi di imputazione&#8221;, hanno dichiarato. I legali hanno inoltre ribadito la tesi secondo cui quella organizzata da Adinolfi sarebbe stata &#8220;un&#8217;attività lecita&#8221;, nata da una richiesta di gioco collettivo, contestando il modo in cui la procura avrebbe valutato i movimenti di denaro. Secondo la difesa, a fronte di circa un milione e mezzo di euro contestati in uscita, vi sarebbero restituzioni per circa 1,3 milioni, circostanza che dimostrerebbe una sostanziale corrispondenza tra le somme ricevute e quelle restituite. &#8220;Questa simmetria è stata valorizzata solo in negativo&#8221;, hanno concluso gli avvocati.</p>
<p>Il gip si è riservato la decisione sulla richiesta di revoca dei domiciliari e dovrebbe pronunciarsi nei prossimi giorni. Nel frattempo Adinolfi, attraverso una not, ha attaccato duramente <strong>il trattamento mediatico e giudiziario ricevut</strong>o, parlando di &#8220;due pesi e due misure&#8221; e <a href="https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/zuppa-di-porro-del-13-luglio-2026/" target="_blank" rel="noopener">chiamando in causa anche <strong>Valter Lavitola</strong> e </a><strong>Sigfrido Ranucci,</strong> sostenendo di essere stato sottoposto a una severità che, a suo dire, non verrebbe applicata in altri casi giudiziari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/mario-adinolfi-rompe-al-giudice-non-ho-truffato-nessuno/">Mario Adinolfi risponde al giudice:  &#8220;Non ho truffato nessuno&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Sulle carceri lo Stato non può praticare “estremi rimedi” a mali estremi</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/sulle-carceri-lo-stato-non-puo-praticare-estremi-rimedi-a-mali-estremi/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/sulle-carceri-lo-stato-non-puo-praticare-estremi-rimedi-a-mali-estremi/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 08:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Carceri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=332031</guid>

					<description><![CDATA[<p>Morti in cella, acqua a rischio, sezioni sequestrate e materassi nei corridoi: l’emergenza penitenziaria diventa un caso nazionale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/sulle-carceri-lo-stato-non-puo-praticare-estremi-rimedi-a-mali-estremi/">Sulle carceri lo Stato non può praticare “estremi rimedi” a mali estremi</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La città (che anche l’è di me) che ha la sindaca più amata d’Italia, ha anche l’istituto di pena più fuorilegge di tutti. <strong>A Sollicciano, dall’inizio di una delle più calde estati degli ultimi 50 anni,</strong> un detenuto, colpito da ictus, è morto in cella dopo 10 giorni di patente invalidità di cui nessuno s’era accorto; il Gip fiorentino ha sequestrato sette sezioni del carcere per le <strong>impraticabili condizioni sanitarie</strong> dei locali; una lettera al Garante per i diritti delle persone private della libertà ha denunciato acqua inquinata potenzialmente infettante.</p>
<p>Di fronte a tutto ciò, in un’Italia dove mediamente c’è <strong>una sovrappopolazione carceraria di quasi il 140%</strong> (col picco di Lucca dove siamo a oltre il 200%), la direzione regionale dell’amministrazione penitenziaria toscana ha autorizzato come rimedio estremo (al male estremo) l’uso di brande e materassi a terra nei corridoi per far fronte al sovraffollamento.</p>
<p>Non occorre aver visitato il carcere di Sollicciano, migliaia tra parlamentari, consiglieri regionali, comunali, associazioni e parenti (delle vittime, verrebbe da dire) lo hanno fatto negli anni, per rendersi conto di cosa stiamo parlando &#8211; tra l’altro i corridoi nei reparti sono fatiscenti quanto le celle, oltre che curvi -, né occorre segregarsi nella propria camera da letto di questi tempi senza aprire la finestra o farsi la doccia o mettere un “materasso” per terra per apprezzare le circostanze in cui devono vivere le persone ristrette, occorre<strong> leggere prima l’articolo 27 della Costituzione</strong> e poi l’ordinamento penitenziario che da poco ha “festeggiato” i 50 anni.</p>
<p><strong>Siamo oltre il diritto alla salute</strong> o il recupero alla società del reo, siamo anche oltre i trattamenti inumani e degradanti, siamo di fronte al massiccio e sistematico attacco al diritto alla vita di decine di migliaia di persone, siamo di fronte a un crimine “contro l’umanità”.</p>
<p>Dall’inizio dell’anno, ai primi di luglio, ci sono stati almeno <strong>114 morti nelle carceri italiane,</strong> l’anno scorso sono stati 254. La tragica contabilità comprende suicidi accertati (almeno 24 a inizio estate) e morti per malattie o cause da accertare. All’8 luglio scorso, in Italia c&#8217;erano <strong>64.767 ristretti in locali i</strong>n cui i posti realmente disponibili sono 46.349 &#8211; un sovraffollamento del 139,74%! Si stima che un terzo non abbia una sentenza definitiva e che un terzo (magari in parte le stesse persone) sia detenuto per reati direttamente o indirettamente connessi alla Legge sulle droghe.</p>
<p>Occorre quindi porsi, e porre, il tema in termini politici e non più solo umanitari. Se governo e Parlamento non intendono adottare alcun provvedimento, se il Capo dello Stato non prevede grazie cumulative, neanche per motivi sanitari, se le denunce, i rapporti, i flashmob di Garanti e associazioni smuovono (forse) &#8220;solo&#8221; le coscienze, se la Corte europea dei diritti umani non ha in agenda un nuovo capitolo del “caso Italia”,<strong> non resta che attivare la magistratura italiana.</strong></p>
<p>Il “resistere, resistere, resistere” va tramutato in “denunciare, denunciare, denunciare”. Visto che la decisione relativa a Sollicciano è stata frutto di una denuncia, occorre proseguire sulla strada della ricerca di decine di Gip <strong>pronti a interrompere questa patente violazione della legalità</strong> costituzionale e degli obblighi internazionali della Repubblica italiana.</p>
<p>Marco Perduca, 12 luglio 2026</p>
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		<title>&#8220;Ranucci pronto a lasciare Report&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/ranucci-pronto-a-lasciare-report/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 06:04:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Lavitola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso Lavitola scuote la redazione di Report. Voci sempre più insistenti sul passo indietro del conduttore Ranucci</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scrive il <em>Corriere</em>, lo ribadisce il <em>Foglio</em>. Retroscena. Che probabilmente <strong>Sigfrido Ranucci</strong> finirà con lo smentire. Eppure, se è vero che tre indizi fanno una prova e che spesso a <em>Report</em> ne bastavano anche due, anche solo di sfuggita, mezze frasi e frequentazioni un po&#8217; così, per costruirci un teorema, bisognerà pur dare conto delle voci che girano sul conduttore di <em><strong>Report</strong></em> e sul futuro della trasmissione.</p>
<p>Ieri il <em>Corriere della Sera</em>, mica <em>Topolino</em>, dava conto dei malumori interni alla redazione del programma. Giornalisti con pelo e contropelo, che sanno il fatto loro, consapevoli forse che la storia dell&#8217;amicizia tra il loro conduttore e <strong>Valter Lavitola</strong>, pregiudicato, ex massone, faccendiere dalle mille storie, può danneggiare il loro lavoro. &#8220;Con quale faccia – ragionava uno di loro – potrò andare da un politico a chiedergli conto dei suoi legami pericolosi con personaggi controversi?&#8221;. Ufficialmente <em>Report</em> sta con Ranucci. Nessuno lo molla nel momento del bisogno. Ma lui, a loro, avrebbe detto di essere pronto a farsi da parte: &#8220;Se avete dubbi su di me, sono pronto a un passo indietro&#8221;.</p>
<p>I problemi ci sono, inutile negarlo. Non si capisce bene, infatti, come mai Ranucci, dopo aver ipotizzato mille e più mandanti di quell&#8217;ordigno, non riesca a prendere le distanze dall&#8217;amico Valter. A un politico finito in una storia simile, <em>Report</em> avrebbe chiesto come minimo <strong>l&#8217;abiura di certe frequentazioni</strong>. Sigfrido no. Nonostante Lavitola si sia arrabbiato con Ranucci per aver tirato fuori la vicenda del figlio malato, alla radice del loro legame, <a href="https://www.nicolaporro.it/lavitola-preso-con-valigie-pronte-gli-incontri-anche-in-rai-e-con-ranucci-e-lite-quello-str/" target="_blank" rel="noopener">nonostante si sia detto pronto a &#8220;sputargli in faccia&#8221;</a> se davvero crede all&#8217;ipotesi della bomba piazzata &#8220;per amore&#8221;, nonostante abbia rivelato (creando ulteriori guai al conduttore) <a href="https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_luglio_13/lavitola-ranucci-ospitai-gratis-inviato-report-b-b-a7ba17c7-903b-4301-a399-9b5ba88dcxlk.shtml" target="_blank" rel="noopener nofollow">di aver ospitato un inviato di <em>Report</em> durante il Covid</a>, Ranucci continua a difenderlo: &#8220;Non cambio idea su Valter e non ci voglio credere&#8221;.</p>
<p>Intanto ieri FdI è tornata all&#8217;attacco della trasmissione, contro cui ha depositato un esposto per capire <strong>se Lavitola possa aver condizionato una delle inchieste</strong> di <em>Report</em> sui presunti affari nelle fonti rinnovabili nel Lazio. &#8220;Non c&#8217;è nessuna inchiesta sull&#8217;eolico che sia stata condizionata da Lavitola, ma nessuna inchiesta nella storia della Rai è stata condizionata da Lavitola&#8221;, ha assicurato a <em>LaPresse</em> il giornalista.</p>
<p>Ed ecco che, prima o poi, bisognerà capire cosa fare con la prossima stagione di <em>Report</em>. <a href="https://www.nicolaporro.it/con-che-faccia-andro-dai-politici-e-chiaro-ranucci-dovra-lasciare-report/" target="_blank" rel="noopener">Per ora la Rai ha bloccato le repliche</a> &#8220;in via cautelativa&#8221;, <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/ho-fatto-il-sondaggio-sul-divino-ranucci-figlio-di-pdor-martire-a-prescindere/" target="_blank" rel="noopener">scatenando le ire di Sigfrido, il martire a prescindere</a>. Ma a pesare non è solo la storia Lavitola. Bisogna tenere conto anche della &#8220;bufala&#8221; sui viaggi di Carlo Nordio in Uruguay (peraltro pare che Lavitola lo avesse informato, prima o dopo poco importa, che fosse una fake news), delle richieste milionarie di Cipriani e <a href="https://www.nicolaporro.it/ranucci-e-report-sono-nei-guai-zampolli-voglio-5-milioni-di-euro/" target="_blank" rel="noopener">di quelle di Zampolli</a>. Va detto che, ufficialmente, al netto dei retroscena finiti sui giornali, la redazione di <em>Report</em> ostenta unità. &#8220;È falso che la redazione di <em>Report</em> sia disunita, è unita. Anche intorno a me. Ma è ovvio che <strong>è stordita dallo sciacallaggio che si sta facendo attorno a questa vicenda</strong>&#8220;, assicura Ranucci. I giornalisti, invece, in una nota hanno scritto di considerare lo stop alle repliche estive &#8220;una censura senza precedenti&#8221;, di sentirsi attaccati su più fronti, di essere pronti a tornare al lavoro con la determinazione di sempre. Insomma: piena fiducia nei confronti del conduttore e condanna contro &#8220;la campagna di fango e sciacallaggio in atto che ha come scopo comprimere l&#8217;indipendenza del nostro programma&#8221;. &#8220;<strong>Chi porta avanti queste campagne lo fa strumentalmente per ragioni esclusivamente politiche</strong>, finalizzate a far scomparire uno dei pochi spazi di giornalismo autenticamente libero e indipendente nel nostro Paese&#8221;, hanno spiegato dalla redazione, aggiungendo che &#8220;in questi giorni di attacchi senza precedenti, culminati nella censura delle nostre repliche estive, l&#8217;intera squadra, composta dagli inviati, redattori, produzione, montatori e filmmaker, è completamente coesa, compatta e fermamente motivata a difendere <em>Report</em> centimetro per centimetro&#8221;.</p>
<p>Eppure i retroscena dicono altro. &#8220;Smentirà, ma Ranucci sta riflettendo su una sua &#8216;pausa&#8217; da <em>Report</em>&#8220;, scrive oggi <em>Il <a href="https://www.ilfoglio.it/politica/2026/07/13/news/lavitola-entrava-in-rai-dal-2019-ranucci-riflette-sulla-pausa--402056" target="_blank" rel="noopener nofollow">Foglio</a></em>. &#8220;Lo dicono in Rai, i suoi amici. Valuta l&#8217;idea di farsi da parte, per tutelare la sua trasmissione, un patrimonio. Sarebbe un&#8217;operazione cuore, libertà di stampa, un &#8216;mi sacrifico per voi&#8217;, con le stimmate. L&#8217;attenzione su <em>Report</em> continuerà a salire, verranno setacciati i contratti dei collaboratori esterni, un numero che non ha eguali in Rai. È stato, saggiamente, Ranucci a sospendere già i suoi spettacoli teatrali. Se è vero che ama la sua trasmissione, e non c&#8217;è dubbio che la ami, Ranucci potrebbe fare il grande gesto e costruirci un nuovo racconto. <strong>Gli mancano due anni alla pensione, ma l&#8217;immagine del programma è compromessa</strong>&#8220;.</p>
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		<title>Diciamolo: la giustizia ha aiutato Saidi a sfregiare la ragazza</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/diciamolo-la-giustizia-ha-aiutato-saidi-a-sfregiare-la-ragazza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Max Del Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 12:13:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Mohammed Saidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'aggressore della metro di Milano non era sconosciuto alla magistratura. Era già stato intercettato dal sistema, che però non ha impedito il peggio</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>sfregio dell’algerino Saidi a una povera vittima</strong>, una marocchina 23enne colpevole di averlo incrociato nei sotterranei della metro di Duomo, è sfregio permanente a un sistema dove tutti sono discolpati essendo colpevoli: ciascuno nel suo ruolo, giudice, poliziotto, mettiamoci pure i mediatori, gli assistenti, gli <em>psicoillogici</em>, ha le sue buone ragioni per buttarla nel fatalismo legalistico, è andata così perché non si poteva far diversamente, perché le regole sono queste, perché doveva andare così.</p>
<p><strong>Hanno tutti la loro ragione che però sostanzia un grande torto</strong>, la rovina di una povera ragazza sfigurata per sempre perché il sistema sociale, democratico, fondato sulle norme non ha saputo né voluto proteggerla se queste norme sono congegnate, incastrate in modo da portare all’inerzia generale che si risolve nello scaricabarile dinanzi al sopruso. Un balordo magrebino acciuffato di notte perché sta razziando da macchine forzate a caso ma non possono tenerlo dentro e non possono spedirlo al centro di transito di via Corelli perché non ha precedenti formali, <a href="https://www.nicolaporro.it/saidi-sfregia-due-volte-la-vittima-ora-ribalta-tutto-si-e-ferita-da-sola/" target="_blank" rel="noopener"><strong>è un delinquente conclamato</strong></a> ma non va espulso avendo ricevuto da un giudice dei “termini a difesa” di sapore farsesco, fai quello che vuoi e non ripresentarti fra tre mesi che non ti vogliamo.</p>
<p><strong>Non poteva far niente il magistrato?</strong> Non poteva la pattuglia? Sì che potevano, magari forzando il reticolo del garantismo iniquo per amor di giustizia e di coscienza. Ma hanno preferito lavarsene le mani, tutti. Ogni legge, lo sappiamo, è suscettibile di interpretazione e per fermare un clandestino ladro flagrante basta considerarlo pericoloso socialmente quale è, tant’è vero che poche ore dopo deturpa una malcapitata per capriccio.</p>
<p>Ad accrescere la cifra del grottesco sta il fatto che un balordo, uno sbandato del mondo non gode dei privilegi legali di un Lavitola, insomma <strong>non ci vuol niente a impacchettarlo e poi rispedirlo al suo paese</strong>: è un problema di volontà, di assunzione di responsabilità: nessuno vuole sporcarsi le mani a cominciare dal giudice che pensa: si arrangi lui e chi avrà la disgrazia di attraversargli la strada. Su X ho chiesto, esasperato, se quel giudice dorme la notte: finora hanno interagito in trentamila, segno che la mia insofferenza è ampiamente condivisa, e le risposte sono figlie di un sarcasmo disperato: “Dorme, dorme tra due guanciali, ANM e CSM”, “Dorme con 8 gocce di Piddì”. Comprensibile, ma questo andazzo, del quale mi assumo primaria responsabilità, di esorcizzare tutto con qualche ironia social è solo la ammissione della resa.</p>
<p>Certo non scopriamo niente, certo il “corruptissima republica plurimae leges” non era una novità neppure ai tempi degli antichi romani, se una burocrazia vuole imporre l’ingiustizia formale le basta metastizzarsi, le basta moltiplicare i suoi obblighi e facoltà e divieti. In Italia, patria del Diritto dai Romani, ogni governo annuncia la guerra alle leggi inutili e ci dedica addirittura un ministero, cioè accresce la burocrazia che vuole sfoltire, e le leggi crescono sempre, per ogni cosa se ne invocano dieci, cento, con relativi nomi demenziali, “femminicidio”, “automobilicido”, “ecocidio”, mai “clandestinicidio”, e più questi titoli sono strampalati e più nella loro vaghezza paralizzano senza risolvere, sanzionano senza punire, difendono il cannibale.</p>
<p><strong>In Italia si stima in circa trecentomila il numero delle leggi</strong>, il 50% delle quali confliggenti, ossia per ogni legge ce n’è un’altra che la contraddice e volendo la paralizza, il che si risolve in una fiera della irresponsabilità per le istituzioni e nell’inferno in terra per gli inermi. Dal reticolo normativo deresponsabilizzante si salva il nordafricano cacciatore, non la preda nordafricana che gli passa davanti; per completare il quadro della fellonia, mettiamoci pure l’atteggiamento dell’informazione che fa finta di niente, finge di credere alle versioni ufficiale che la burocrazia giudiziaria sceglie per lavarsene le mani: “Non risultano motivazioni religiose”.</p>
<p>E ce ne vuole, se il balordo Saidi urla alla poveretta “non osare guardarmi sono un maschio musulmano”. Ma che fa? Non conta la realtà dei fatti ma l’ufficialità della menzogna. A Perugia la magistratura ha sancito il divieto di diffondere la nazionalità degli indagati stranieri”: è una palese illegalità, una violazione del diritto di cronaca al limite della provocazione, ma la locale testata <em>Perugia Today</em> parla di “svolta” e di “informazione sobria e imparziale per tutelare la presunzione di innocenza e l’immagine dell’ordine giudiziario”.</p>
<p>L’immagine di sicuro, dati gli sfondoni e le complicità diffuse, ma è un’autotutela che<strong> sa molto di omertà e di autoritarismo</strong>. La verità sta molto altrove, sta in un disinteresse che rasenta l’eversione; che poi si debba a personale indifferenza o a più oscuri intenti destabilizzanti verso un governo sgradito, è questione che lascia il tempo che trova perché quello che conta davvero, che determina la situazione è il mantenimento dell’impunità di chi adotta le decisioni. Sempre a Milano, nella stessa notte, in via Pini, subito dopo il tunnel che esaurisce la via Porpora per immettere in via Rombon, in un giardinetto prospiciente al complesso delle scuole elementari un egiziano pluripregiudicato trentottenne prima cerca di decapitare 4 patetici “city angels”, poi, non riuscendoci, ci prova con la polizia accorsa e infine mentre lo portano via accampa i suoi diritti: “Lasciatemi, devo ucciderne dieci in nome di Allah”.</p>
<p>Gli hanno offerto una coca-cola e lo hanno lasciato andare spiegando che la motivazione fanatica era da escludere, che era colpa del riscaldamento globale. Poi si potrà dire, teorizzare che è meglio così, meglio mentire spudoratamente piuttosto che alimentare il panico; che se si viene a sapere che solo a Milano di invasati così ce ne sono cinquanta o centomila, pronti a esplodere, è la fine. Ma sono spiegazioni di comodo che mascherano la complicità come l’impotenza.<a href="https://www.nicolaporro.it/milanoquotidiano/chi-e-mohammed-saidi-il-musulmano-che-ha-sfregiato-una-23enne-perche-lo-guardava-poche-ore-prima-era-stato-arrestato-e-messo-in-liberta/" target="_blank" rel="noopener"><strong> Alla fine a perderci è solo una ragazza nordafricana</strong></a> che a Milano ha ritrovato il nordafrica, violento, criminale, maschilista, islamista, e profondamente, irrimediabilmente iniquo.</p>
<p>Max Del Papa, 12 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/diciamolo-la-giustizia-ha-aiutato-saidi-a-sfregiare-la-ragazza/">Diciamolo: la giustizia ha aiutato Saidi a sfregiare la ragazza</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Silenzio, parla Bruzzone</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/silenzio-parla-bruzzone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 10:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Sempio]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Bruzzone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bruzzone boccia la nuova indagine di Pavia, ma il caso Garlasco resta aperto: due piste diverse, una sola domanda sulla verità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/silenzio-parla-bruzzone/">Silenzio, parla Bruzzone</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul caso infinito di Garlasco torna a parlare <strong>Roberta Bruzzone.</strong> In una intervista rilasciata a Margherita De Bac, firma autorevole del Corsera, ci tiene a ribadire il suo ben noto punto di vista sulla complessa e molto controversa vicenda giudiziaria.</p>
<p>Tuttavia, lo ha fatto con i toni assai più bassi del consueto, forse in considerazione delle polemiche che hanno caratterizzato le sue ultime presenze televisive (tant’è che sembra averle diradate sensibilmente negli ultimi tempi), oltre al fatto che il prossimo 2 novembre –<strong> il Giorno dei Morti –</strong> dovrebbe partire su Rai2 un suo programma di approfondimento sulle truffe, la qual cosa forse la potrebbe aver indotta a placare, almeno per il momento, la sua indole intellettualmente combattiva.</p>
<p>Ciononostante, la criminologa sulla nuova indagine guidata da <strong>Fabio Napoleone</strong> continua a non avere dubbi: “finirà in un nulla di fatto”.</p>
<p>Idem con patate per quanto riguarda la sua attuale e granitica convinzione <strong>sulla colpevolezza di Alberto Stasi</strong> (convinzione che, vorrei ricordare, dopo le due prime assoluzioni era completamente opposta): “Ho studiato a fondo gli atti e continuo a ritenere che l’assassino sia stato già individuato. Al momento non vedo elementi, anche sul piano scientifico, in grado di cambiare il finale”, osserva.</p>
<p>Dopodiché aggiunge: “L’aspetto peggiore di queste storie &#8211; riflette &#8211; è che prima che si arrivi alle conclusioni, tante persone finiscono nel <strong>tritacarne mediatico,</strong> vittime di sospetti spregevoli e infondati, come Marco Poggi, il fratello, e alle sorelle Cappa (le cugine della vittima ndr), sempre al centro dei sospetti, ma escluse dall’inchiesta”.</p>
<p>Infine, <strong>sull’eventuale coinvolgimento di Andrea Sempio</strong> nell’efferato crimine la Bruzzone esprime totale scetticismo ritendo, bontà sua, che rispetto a ciò che ha portato alla condanna di Stasi non ci sia quasi nulla di rilevante e così sentenzia senza appello: “Fatico a capire cosa abbia convinto la procura di Pavia a ripartire”.</p>
<p>In realtà, anche in questo caso, analogamente alla visione di altri osservatori che credono nell’innocenza dell’attuale condannato, emerge la stridente necessità di gettare dalla torre uno dei due soggetti coinvolti in prima persona sul caso giudiziario, o <strong>Sempio o Stasi e Tertium,</strong> ovvero un colpevole alternativo.</p>
<p>È una visione a mio modesto parere estremamente forviante che porta a dover scagionare idealmente il primo solo a patto che venga condannato il secondo, benché su quest’ultimo occorra avere l’onestà intellettuale di ammettere che vi siano indizi assai più pesanti rispetto a quelli che mandarono in carcere il <strong>“Biondino dagli occhi di ghiaccio”.</strong></p>
<p>In sostanza si ha l’impressione che la dottoressa Bruzzone, insieme ad una ridotta schiera di esperti e di opinionisti rimasti fermi alla sentenza passata in giudicato, ritenga di <strong>corroborare l’inattaccabilità</strong> di tale sentenza semplicemente mettendo in discussione i cardini della nuova indagine su Sempio.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/la-bruzzone-ha-un-nuovo-nemico-vannacci/" target="_blank" rel="noopener">La Bruzzone ha un nuovo nemico: Vannacci</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/garlasco-bruzzone-contro-tutti/" target="_blank" rel="noopener">Garlasco, Bruzzone contro tutti</a></li>
</ul>
<p>Tuttavia, le cose non dovrebbero funzionare così. I due soggetti in questione non sono intercambiabili, così come ammettere che <strong>la condanna di Stasi è piena di falle e di incongruenze,</strong> tali da meritare un processo di revisione, non rappresenta la prova provata che Sempio sia colpevole.</p>
<p>Le due cose procedono su <strong>due binari paralleli</strong> che potrebbero non incontrarsi mai. E se ciò avvenisse, con la riabilitazione di Stasi e il proscioglimento dell’attuale indagato, non sarebbe affatto una sconfitta per la giustizia. Tutt’altro!</p>
<p>Claudio Romiti, 12 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/silenzio-parla-bruzzone/">Silenzio, parla Bruzzone</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Saidi, arrestato e rilasciato: l&#8217;errore imperdonabile</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/saidi-arrestato-e-rilasciato-lerrore-imperdonabile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina de Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 08:13:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Mohamed Saidi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=332021</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'uomo che ha aggredito la 23enne in metro a Milano era già stato fermato dalla polizia poche ore prima dell'aggressione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/saidi-arrestato-e-rilasciato-lerrore-imperdonabile/">Saidi, arrestato e rilasciato: l&#8217;errore imperdonabile</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni volta che leggiamo di persone fermate dopo aver devastato automobili, danneggiato beni pubblici o privati, identificate dalle forze dell&#8217;ordine e poi rimesse in libertà nel giro di poche ore, il riflesso è sempre lo stesso: indignazione. E non perché si pretenda il carcere automatico per chiunque, ma perché<strong> il cittadino percepisce una sproporzione</strong> sempre più evidente tra il rigore riservato a chi rispetta le regole e la tolleranza mostrata verso chi le viola.</p>
<p>Le forze dell&#8217;ordine fanno il loro lavoro. Intervengono, identificano, fermano, raccolgono prove. Poi, però, si apre un altro capitolo, quello giudiziario, nel quale troppo spesso il messaggio che arriva all&#8217;opinione pubblica è desolante: <strong>chi delinque corre rischi limitati</strong>, mentre chi subisce il danno resta solo con rabbia, spese e assicurazioni da contattare. E la vicenda di <strong>Mohamed Saidi</strong> ne è il chiaro esempio purtroppo: La sua follia non comincia nella stazione della metropolitana di piazza Duomo. È questo il dettaglio che rende la storia ancora più inquietante.</p>
<p>Il ventisettenne, infatti, <strong>non sbuca dal nulla</strong>. Poche ore prima dell&#8217;aggressione era già stato fermato dalle forze dell&#8217;ordine e si trovava nelle mani dello Stato. Nella notte tra mercoledì e giovedì,<strong> intorno alle quattro</strong>, alcune segnalazioni avevano portato la polizia in via Venini a Milano, dove un uomo stava danneggiando diverse auto in sosta. Gli agenti lo avevano sorpreso mentre tentava di forzare la serratura di un&#8217;altra vettura. Durante la perquisizione gli erano stati trovati addosso anche oggetti ritenuti provento di un precedente furto.</p>
<p>Accompagnato in questura, <strong>Saidi era stato arrestato</strong> con l&#8217;accusa di furto aggravato. La mattina successiva era comparso davanti al giudice per il processo con rito direttissimo, il procedimento che ogni giorno gestisce i reati commessi nelle ore precedenti: spaccio, furti, rapine e altri episodi di criminalità comune.</p>
<p>Secondo quanto emerso, gli elementi raccolti dagli investigatori delineavano un quadro tutt&#8217;altro che occasionale. Oltre al tentato furto dell&#8217;auto in via Venini, gli veniva contestato anche il possesso di re-furtiva proveniente da un&#8217;altra vettura scassinata poco distante. <strong>Furto aggravato, tentato furto e danneggiamento,</strong> con il concreto rischio di reiterazione del reato, anche alla luce del fatto che lo stesso Saidi aveva dichiarato di non avere un lavoro.</p>
<p>Nonostante ciò,<strong> il giudice ha disposto la sua rimessa in libertà</strong>, applicando come unica misura cautelare il divieto di dimora nel Comune di Milano. Una decisione destinata a far discutere. Saidi, infatti, risultava senza fissa dimora e nessuno avrebbe verificato l&#8217;effettivo rispetto del provvedimento. Di fatto non ha lasciato Milano. Ha continuato a vagare per la città fino a raggiungere il centro storico.</p>
<p>Poche ore dopo sarebbe ricomparso nella stazione della metropolitana di piazza Duomo,<strong> dove si è consumata la violenta aggressione</strong> che ha riportato il suo nome al centro della cronaca e ha riacceso il dibattito sull&#8217;efficacia delle misure cautelari e sulla capacità del sistema di prevenire la reiterazione dei reati.</p>
<p>Naturalmente ogni caso ha la sua storia, le sue garanzie costituzionali e le sue esigenze processuali. La custodia cautelare non può diventare una pena anticipata, ed è giusto che sia così. Ma un conto è il rispetto dello Stato di diritto; altro conto è costruire un sistema nel quale la probabilità di conseguenze immediate appare così bassa da non avere alcun effetto deterrente. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/saidi-sfregia-due-volte-la-vittima-ora-ribalta-tutto-si-e-ferita-da-sola/" target="_blank" rel="noopener">Saidi sfregia due volte la vittima, ora ribalta tutto: si è ferita da sola</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/milanoquotidiano/chi-e-mohammed-saidi-il-musulmano-che-ha-sfregiato-una-23enne-perche-lo-guardava-poche-ore-prima-era-stato-arrestato-e-messo-in-liberta/" target="_blank" rel="noopener">Chi è Mohammed Saidi, il musulmano che ha sfregiato una 23enne perché lo guardava: poche ore prima era stato arrestato e rimesso in libertà</a></li>
</ul>
<p><strong>Cresce la sensazione che esistano due pesi e due misure</strong>. Per il contribuente che sbaglia una dichiarazione, per il commerciante che dimentica un adempimento, per l&#8217;automobilista che nn paga un bollo, lo Stato è inflessibile. Sanzioni, interessi, procedure automatiche. Per chi invece distrugge, saccheggia o aggredisce, la percezione diffusa è quella di un sistema molto più indulgente e sempre attento a non urtare la &#8220;sensibilità&#8221; dell&#8217;aggressore.</p>
<p>Ed è proprio questa asimmetria a<strong> logorare la fiducia</strong> nelle istituzioni. Non tanto la singola scarcerazione, che può anche essere giuridicamente corretta, quanto la ripetizione di episodi che, agli occhi dei cit-tadini, sembrano trasformare l&#8217;eccezione nella regola. Una democrazia liberale vive di equilibrio tra diritti e responsabilità. Difendere le garanzie degli imputati è un dovere. Ma <strong>tutelare concretamente le vittime</strong> e assicurare che chi commette reati percepisca l&#8217;esistenza di conseguenze altrettanto certe è altrettanto indispensabile.</p>
<p>Cristina de Palma, 12 luglio 2026</p>
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		<title>Carabiniere ucciso, il colpo di scena arriva dalla Procura</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/carabiniere-ucciso-il-colpo-di-scena-arriva-dalla-procura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Carta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 15:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=331944</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo settimane di attesa arriva un passaggio destinato a far discutere. Ecco cosa sta succedendo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Taranto ha formulato richiesta di archiviazione nel procedimento nei confronti del viceispettore <strong>Ivan Lupoli e del sovrintendente Giuseppe Cavallo</strong> relativo alla morte di Michele Matropietro, accusato di essere il responsabile dell’omicidio del brigadiere capo dei Carabinieri <strong>Carlo Legrottaglie.</strong></p>
<p>Si tratta di una richiesta che, come difensori, io e l&#8217;avvocato Antonio La Scala, accogliamo con grande soddisfazione, nella consapevolezza che <strong>la decisione finale spetterà al Giudice per le indagini preliminari.</strong></p>
<p>Sin dall’inizio abbiamo sostenuto che i due eroici poliziotti erano due servitori dello Stato intervenuti in un contesto operativo drammatico, concitato e pericolosissimo, dopo l’assassinio di un carabiniere. <strong>Quei poliziotti hanno affrontato il pericolo</strong> compiendo eroicamente il proprio dovere nel momento più difficile, quando era necessario intervenire senza esitazione per fermare chi aveva appena colpito mortalmente un appartenente all’Arma dei Carabinieri.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/vergogna-indagati-i-poliziotti-che-hanno-fermato-il-killer-del-carabiniere/" target="_blank" rel="noopener">Vergogna: indagati i poliziotti che hanno fermato il killer del carabiniere</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/siamo-lo-stesso-sangue-la-struggente-lettera-del-carabiniere-agli-agenti-indagati/" target="_blank" rel="noopener">Siamo lo stesso sangue- La struggente lettera del carabiniere agli agenti indagati</a></li>
</ul>
<p>La richiesta di <strong>archiviazione</strong> della Procura conferma, allo stato, ciò che la difesa ha sempre evidenziato: l’intervento degli agenti deve essere valutato legittimo nella concretezza della situazione operativa.</p>
<p>Restano il dolore e il rispetto per <strong>il sacrificio del brigadiere capo</strong> Carlo Legrottaglie, ucciso mentre serviva lo Stato. Proprio per questo, riteniamo doveroso ribadire che chi interviene per fermare l’autore di un fatto così grave non può essere lasciato solo, né moralmente né giuridicamente.</p>
<p>Attendiamo ora con fiducia<strong> le determinazioni del Giudice</strong> per le indagini preliminari, confidando che anche questa fase saprà restituire piena dignità professionale e personale a Ivan Lupoli e Giuseppe Cavallo.</p>
<p>Considero<strong> la notizia di buon auspicio</strong> per il l&#8217;incarico recentemente assunto quale responsabile nazionale Sicurezza di Futuro Nazionale.</p>
<p>Giorgio Carta, 11 luglio 2026</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ranucci e Report sono nei guai. Zampolli: &#8220;Voglio 5 milioni di euro&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/ranucci-e-report-sono-nei-guai-zampolli-voglio-5-milioni-di-euro/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/ranucci-e-report-sono-nei-guai-zampolli-voglio-5-milioni-di-euro/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 14:01:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[paolo zampolli]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=331986</guid>

					<description><![CDATA[<p>Paolo Zampolli annuncia querela. Altre grane per Ranucci dopo il caso della bomba il cui presunto mandante sarebbe l'amico Lavitola</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ranucci-e-report-sono-nei-guai-zampolli-voglio-5-milioni-di-euro/">Ranucci e Report sono nei guai. Zampolli: &#8220;Voglio 5 milioni di euro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è detto che le querele si trasformino poi in condanne e quindi nel pagamento della cifra chiesta dalla parte lesa. Ma negli ultimi tempi, <em>Report</em> sta portando a casa un po&#8217; di citazioni in giudizio milionarie che &#8211; se dovessero malauguratamente andare male &#8211; si trasformerebbero in un bel salasso per l&#8217;azienda. <strong>Dopo il caso Minetti</strong>, <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/il-fatto-e-ranucci-nei-guai-ecco-la-denuncia-cosa-ha-in-mano-cipriani/" target="_blank" rel="noopener">con la società di Cipriani che ha depositato una denuncia per 250 milioni di dollari complessivi contro il <em>Fatto</em> e la <em>Rai</em>,</a> adesso anche Il rappresentante speciale degli Usa per le partnership globali, Paolo Zampolli, farà la stessa cosa. Chiedendo qualcosa come 5 milioni di euro.</p>
<p>&#8220;La verità sta emergendo &#8211; ha detto il braccio destro di Trump in una dichiarazione rilasciata al <em>Giornale</em> &#8211; Quello che è emerso in questi giorni sulla stampa italiana conferma quello che ho da sempre sostenuto e cioè che<strong> gli attacchi nei miei confronti di Report</strong> hanno natura politica. Si è voluto colpire me per colpire il mio Presidente Trump anche attraverso calunnie indirizzate alla first lady Melania. In questo modo si è puntato anche a indebolire il Governo Meloni e i rapporti che lo stesso ha con l&#8217;amministrazione statunitense. Inquietante, quindi, che siano stati fatti dei sondaggi per verificare i risultati di <a href="https://www.nicolaporro.it/attentato-a-ranucci-vai-con-laltra-ipotesi-volevano-fermare-il-flusso-di-notizie-a-report/" target="_blank" rel="noopener">una discesa in campo politica di Ranucci</a>. Per questi motivi ho dato chiara indicazione al mio avvocato Maurizio Miculan di chiudere la procedura di mediation che si terrà all’udienza di martedì e di diffidare la Rai a far rimuovere tutti i video e i post che mi riguardano nonché di procedere immediatamente con<strong> la richiesta risarcitoria di 5 milioni di euro</strong>. Ovviamente analoga richiesta di danni verrà avanzata negli Stati Uniti per i gravissimi danni reputazionali a me arrecati negli States&#8221;.</p>
<p>Report aveva dedicato a Zampolli due servizi a fine aprile e a maggio del 2026. E ora potrebbero costare caro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ranucci-e-report-sono-nei-guai-zampolli-voglio-5-milioni-di-euro/">Ranucci e Report sono nei guai. Zampolli: &#8220;Voglio 5 milioni di euro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Saidi sfregia due volte la vittima, ora ribalta tutto: &#8220;Si è ferita da sola&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/saidi-sfregia-due-volte-la-vittima-ora-ribalta-tutto-si-e-ferita-da-sola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 13:34:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[Mohammed Saidi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=331975</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Gip conferma il carcere per l'algerino che ha aggredito una donna a Milano. Peccato che era stato arrestato poche ore prima per furto. L'avessero trattenuto prima...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/saidi-sfregia-due-volte-la-vittima-ora-ribalta-tutto-si-e-ferita-da-sola/">Saidi sfregia due volte la vittima, ora ribalta tutto: &#8220;Si è ferita da sola&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mohammed Saidi</strong> resta in carcere. Il giudice per le indagini preliminari di Milano, <strong>Cristian Mariani,</strong> ha convalidato l&#8217;arresto del 27enne algerino <a href="https://www.nicolaporro.it/milanoquotidiano/chi-e-mohammed-saidi-il-musulmano-che-ha-sfregiato-una-23enne-perche-lo-guardava-poche-ore-prima-era-stato-arrestato-e-messo-in-liberta/" target="_blank" rel="noopener">accusato di aver ferito al volto con un coltello una giovane alla fermata Duomo della metropolitana</a>, disponendo nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.</p>
<p>Secondo quanto emerge dall&#8217;ordinanza, il gip ha ritenuto sussistenti sia la contestazione di<strong> sfregio permanente al viso</strong> sia l&#8217;aggravante dei <strong>futili motivi.</strong> Il provvedimento evidenzia inoltre la particolare <strong>pericolosità sociale</strong> dell&#8217;indagato, sottolineando come l&#8217;aggressione sia avvenuta poche ore dopo un precedente arresto e descrivendo una condotta caratterizzata, secondo il giudice, da assoluta spregiudicatezza e da una totale incapacità di controllare i propri impulsi nei confronti di una donna che non rappresentava alcuna minaccia.</p>
<p>In mattinata, nel carcere di San Vittore, si è svolto l&#8217;interrogatorio di garanzia. Al termine dell&#8217;udienza, il difensore Mara Bracco ha spiegato che il proprio assistito <strong>ha risposto alle domande del giudice</strong>, fornendo una ricostruzione dei fatti. L&#8217;avvocato non ha però voluto entrare nel merito delle dichiarazioni, richiamando il segreto istruttorio e spiegando che saranno gli ulteriori accertamenti a chiarire la vicenda. La legale ha inoltre precisato che nei confronti del 27enne vengono contestati i reati di porto d&#8217;arma, lesioni aggravate e aggressione a pubblico ufficiale. Al termine dell&#8217;incontro lo ha descritto come tranquillo, senza però aggiungere ulteriori dettagli sul contenuto dell&#8217;interrogatorio.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <em>Il Giornale</em>, durante l&#8217;interrogatorio Saidi avrebbe respinto le accuse, sostenendo una versione dei fatti radicalmente diversa da quella ricostruita dagli investigatori. L&#8217;indagato avrebbe infatti affermato di essere <strong>lui la vittima dell&#8217;episodio</strong> e che la giovane si sarebbe <strong>procurata da sola la ferita</strong> durante la colluttazione con la fibbia metallica della borsetta. Il sangue a terra, inoltre, sarebbe il suo e non quello della giovane: ai giudici ha anche mostrato una ferita al dito. Saidi è convinto che la ragazza lo aveva guardato male e insultato e ha anche negato di aver detto di essere mussulmano. Una ricostruzione che, almeno in questa fase, non ha convinto il giudice, che ha confermato la misura cautelare in carcere ritenendo sussistenti i gravi indizi e le esigenze cautelari, come il rischio di reiterazione del reato e la fuga.</p>
<p>La giovane ha dato tutt&#8217;altra versione, infatti. &#8220;<strong>Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla</strong> e il sangue mi impediva di respirare”, <a href="https://www.nicolaporro.it/milanoquotidiano/puo-colpire-ancora-il-22enne-lamin-saidilly-resta-in-carcere-dopo-il-brutale-accoltellamento-a-milano/" target="_blank" rel="noopener">ha raccontato a chi indaga</a>. “Che c. guardi?”, le avrebbe urlato lui. “Figlia di p.”. Poi le avrebbe sputato addosso e l&#8217;ha aggredita, colpendola con una lama al volto. &#8220;Come farò? Il mio viso è completamente rovinato. Ho solo 22 anni, sono ancora piccola&#8221;, ha detto poi la ragazza. &#8220;Ho fatto diversi lavori, da quando sono qui: la barista in un locale di narghilè, le pulizie, la parrucchiera. I soldi che guadagnavo li inviavo a mia mamma. Abita in Marocco, è malata di cuore. Sono sempre stata una ragazza brava con tutte le persone. Dio, perché a me?&#8221;.</p>
<p>Secondo il Giorno, durante l&#8217;interrogatorio Saidi avrebbe avuto un atteggiamento ostile e si sarebbe mostrato arrabbiato. Dopo aver riferito di essere arrivato in Italia dalla Francia un mese fa e di aver lavorato come idraulico, Saidi ha pure richiesto il rimpatrio in Algeria. Nel 2022 aveva fatto richiesta di asilo in Germania.</p>
<p>Ancora da chiarire invece la questione che riguarda le frasi dette da Saidi. Un testimone, che la procura deve ancora rintracciare, ha detto di averlo sentito dire &#8220;sono uomo e mussulmano&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/saidi-sfregia-due-volte-la-vittima-ora-ribalta-tutto-si-e-ferita-da-sola/">Saidi sfregia due volte la vittima, ora ribalta tutto: &#8220;Si è ferita da sola&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Eh la peppa, Ranucci la spara grossa: &#8220;Con Report sospesa la memoria del Paese&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/eh-la-peppa-ranucci-la-spara-grossa-con-report-sospesa-la-memoria-del-paese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe De Lorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 12:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=331971</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il conduttore fa la vittima dopo la decisione della Rai di non mandare in onda le repliche del programma. Poi pubblica l'elenco delle puntate ed emerge un dettaglio...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/eh-la-peppa-ranucci-la-spara-grossa-con-report-sospesa-la-memoria-del-paese/">Eh la peppa, Ranucci la spara grossa: &#8220;Con Report sospesa la memoria del Paese&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Eh la Peppa</em>, <strong>Sigfrido.</strong> Certo che devi proprio credere in te stesso. Certo che la modestia non deve essere esattamente il tuo forte. La decisione della Rai di sospendere le repliche (ripeto: repliche) di Report può rimanerti sul gozzo, ci sta. Nessuno si aspettava che stappassi champagne. Però signor Ranucci, anche meno: pensare che non vedere d&#8217;estate le repliche (ripeto: le repliche) della trasmissione d&#8217;inchiesta possa &#8220;sospendere la memoria&#8221; dell&#8217;Italia su &#8220;fatti importanti di questo Paese&#8221; sembra un tantino esagerato. Anche per chi è abituato a costruire teoremi attaccandosi a questo o a quel dettaglio.</p>
<p><strong>La mossa della Rai,</strong> comunicata ieri, lascia un po&#8217; il tempo che trova. In fondo &#8211; come dicevamo &#8211; si tratta di banali repliche, niente che non sia stato già visto. Quindi se da una parte è lecito nutrire il dubbio che possano davvero nuocere al marchio aziendale, come sostiene viale Mazzini, dall&#8217;altra è altrettanto vero che se non potremo vedere sopravviveremo lo stesso. Cioè, voglio dire: saranno anche interessantissime le inchieste sul Ponte Morandi, sulle stragi di Capaci e via D&#8217;Amelio (ancora?), sui crolli a scuola, sull&#8217;alta moda che esternalizza ai cinesi, sul garante della privacy, sul disastro della Nazionale, sul cantiere olimpionico di Cortina, sul cartello di Trump in Venezuela o sugli Amazon Files. Ma visto che sono già state pubblicate, chi vuole se le guarderà su RaiPlay. E il mondo procederà spedito come sempre, &#8220;memoria del Paese&#8221; inclusa.</p>
<p>Sapete però qual è la cosa interessante del post di Ranucci su Instagram, con cui si è lamentato della presunta censura della Rai nei suoi confronti e verso Report? Che nell&#8217;elenco delle inchiestone che il Paese proprio non può permettersi di dimenticare, ci sono quelle sugli uomini di Vannacci, sulla nomina di Beatrice Venezi, sulla gestione dei contributi al ministero della Cultura e, udite udite, un pezzo dal titolo &#8220;<em>Fratelli coltelli: faida di Fdi in Sicilia</em>&#8220;. Cosa manca? Manca il Pd. Manca il M5S. Manca la sinistra. E poi, scusate: <strong>ma con che faccia Ranucci fa la predica a Vannacci</strong> sui &#8220;presunti legami con la massoneria&#8221; quando lui era culo e camicia, o ristorante e amicizia, con quel <strong>Valter Lavitola</strong>, ex massone, pregiudicato, faccendiere, che di scheletri nell&#8217;armadio ne ha più di quanti non possano vantarne &#8220;gli uomini del generale?</p>
<p>&#8220;Come giornalista Rai sono rammaricato per i familiari delle vittime delle mancate manutenzioni delle infrastrutture dei ponti, a quelli dei magistrati e degli uomini delle scorte uccisi, ai familiari di chi è vittima della mala sanità e tutti gli altri&#8221;, conclude Ranucci. &#8220;Coltivare la memoria è una risorsa ma anche un incubo per chi la teme&#8221;. Il ruolo della <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/ho-fatto-il-sondaggio-sul-divino-ranucci-figlio-di-pdor-martire-a-prescindere/" target="_blank" rel="noopener">vittima a prescindere</a>, gli va dato atto, gli viene benissimo.</p>
<p>Giuseppe De Lorenzo, 11 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/eh-la-peppa-ranucci-la-spara-grossa-con-report-sospesa-la-memoria-del-paese/">Eh la peppa, Ranucci la spara grossa: &#8220;Con Report sospesa la memoria del Paese&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Lavitola preso con valigie pronte, gli incontri anche in Rai. E con Ranucci è lite: &#8220;Quello str&#8230;&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/lavitola-preso-con-valigie-pronte-gli-incontri-anche-in-rai-e-con-ranucci-e-lite-quello-str/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 07:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Lavitola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuove rivelazioni sulla bomba contro il conduttore di Report. Valter difende Tavares: "se la bomba l'ha davvero messa lui, allora l'ho messa pure io"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si colora sempre più di mistero la storia che ruota attorno all&#8217;attentato contro <strong>Sigfrido</strong> <strong>Ranucci</strong> per cui è indagato, come mandante, <strong>Valter Lavitola,</strong> amico del giornalista ed ex faccendiere. Per mettere insieme i tasselli del puzzle occorre leggersi i giornali, ognuno gravido di un qualche dettaglio.</p>
<h2>Le nuove rivelazioni</h2>
<p>Partiamo dal <em>Giornale</em>, secondo cui gli investigatori romani non escluderebbero l&#8217;ipotesi &#8211; tutta da verificare &#8211; che la pista più interessante sia proprio quella che porta al presunto &#8220;favore&#8221; per rendere Ranucci più appetibile come possibile leader del campo largo. In fondo, il sondaggio predisposto da Lavitola dimostra che un&#8217;idea &#8211; il faccendiere &#8211; ce l&#8217;aveva eccome. <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/ho-fatto-il-sondaggio-sul-divino-ranucci-figlio-di-pdor-martire-a-prescindere/" target="_blank" rel="noopener">E ne aveva parlato con lo stesso conduttore di Report</a>.</p>
<p>L&#8217;altra notizia ce l&#8217;ha il <a href="https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_luglio_11/habitue-ristorante-lavitola-c7cb129e-2c05-4849-b849-72d3236d7xlk.shtml" target="_blank" rel="noopener nofollow"><em>Corriere della Sera</em></a>, secondo cui &#8220;Valter Lavitola non solo ospitava nel suo bistrot di mare Cefalù, nel cuore di Monteverde, il suo amico Sigfrido Ranucci, ma lo andava a trovare anche in via Teulada, zona Prati, dove c’è la redazione della trasmissione d’inchiesta, o negli immediati dintorni. Sono i giornalisti di Report a raccontare al <em>Corriere</em> di averlo visto «almeno tre o quattro volte» bazzicare da quelle parti, in redazione o sotto gli studi Rai. Chiacchiere tra amici. Da una prima verifica degli accessi risulterebbe solo un pass a nome del ristoratore, ex faccendiere, risalente al 2021&#8243;.</p>
<p>Ed eccoci al colpo di scena, anticipato da Giletti in un video ieri sera e confermato oggi sia da <em>Repubblica</em> che dal <em>Domani</em>. Lavitola era pronto ad andarsene dall&#8217;Italia. Il giorno in cui è stato raggiunto dalle forze dell&#8217;ordine e formalmente indagato, il faccendiere aveva già le valigie pronte. Pare fosse in procinto di raggiungere in Camerun l&#8217;altro indagato, <strong>Clesio Gomes Tavares</strong>, l&#8217;uomo che avrebbe fatto da tramite con gli esecutori materiali e che la sera del sopralluogo era con lui sotto casa di Ranucci. Secondo la versione fornita dagli indagati ai pm, Tavares sarebbe in Africa per lavorare ad un progetto sui carbon credit. E non per sfuggire alla giustizia italiana. &#8220;Mi hanno fermato mentre caricavo le valigie in macchina e non mi hanno fatto niente — ha spiegato Lavitola al <em>Domani</em> — Se gli investigatori avessero avuto prove in mano perché non arrestarmi?&#8221;. Resta la stranezza di quel rapporto con Tavares  (&#8220;lo considero come mio figlio&#8221;) che, per sua stessa ammissione &#8220;non è uno stinco di santo, non escludo sia un picchiatore e recentemente è rimasto coinvolto in una rissa: ha avuto una denuncia&#8221;. Però &#8220;se la bomba l&#8217;ha davvero messa lui, allora l&#8217;ho messa pure io. Non c&#8217;entra niente in questa storia e mi ci gioco tutte e due le palle&#8221;.</p>
<p>Fanno discutere intanto i rapporti tra Lavitola e Ranucci. Rapporti che forse si stanno incrinando dopo che il conduttore di Report non ha escluso, in via ipotetica, che dietro l&#8217;attentato del 16 ottobre scorso ci sia l&#8217;amico ristoratore. &#8220;Se questo stronzo dice di avere anche <strong>un minimo dubbio sul fatto che possa essere stato io, vado lì dove si trova e gli sputo in faccia</strong>&#8220;, dice Lavitola. &#8220;Anni fa sono già stato tradito da mia sorella che davanti ai pm ha fatto dichiarazioni folli&#8221;. Eppure il giorno in cui è stato indagato, è proprio a Ranucci che Lavitola manda un messaggio &#8220;nel quale gli ho detto quasi addio&#8221;. A quel punto sono rimasti &#8220;2 ore e 40 al telefono&#8221;. A dirsi cosa? &#8220;Gli inquirenti credono che io abbia voluto aiutare Sigfrido, ma farò fare delle indagini difensive. Io ho capito com&#8217;è andata la vicenda, per tre quarti, ma non lo voglio dire agli inquirenti perché ci devono arrivare da soli&#8221;</p>
<h2>La Rai sospende Report</h2>
<p>Intanto la Rai ha deciso di sospendere &#8220;cautelativamente&#8221; le repliche estive della trasmissione &#8220;Report&#8221;, in attesa degli sviluppi delle indagini giudiziarie riguardanti Sigfrido Ranucci. L&#8217;inchiesta attualmente in corso riguarda un presunto attentato al giornalista e il possibile coinvolgimento di Valter Lavitola, indicato dagli inquirenti come sospetto mandante. Lavitola, noto per il suo ruolo in vari contesti politici e giudiziari, ha negato qualsiasi complicità o responsabilità nel caso.</p>
<p>La decisione della Rai riguarda esclusivamente le repliche estive. La nuova stagione di &#8220;Report&#8221; rimane confermata e riprenderà su Rai 3 nel novembre prossimo. Secondo quanto emerge dallo stesso ente, questa misura è stata presa a tutela del programma e del suo valore editoriale, pur garantendo un approccio &#8220;garantista&#8221; nei confronti di Ranucci.</p>
<p>Sigfrido Ranucci, conduttore e giornalista di &#8220;Report&#8221;, ha reagito con durezza alla decisione di sospendere le repliche estive del programma. Ranucci ha definito la scelta un atto di &#8220;delegittimazione&#8221; non solo del suo lavoro personale, ma anche di quello di tutta la redazione. Ha inoltre sottolineato come le puntate sospese fossero già state trasmesse in precedenza e si trattasse di inchieste giornalistiche di grande valore per l&#8217;informazione e la democrazia. Le dichiarazioni di Ranucci evidenziano la sua preoccupazione per il messaggio che questa decisione potrebbe trasmettere al pubblico.</p>
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		<title>&#8220;Gli sputerei in faccia&#8221;. Lavitola lancia un avvertimento a Ranucci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 19:47:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Lavitola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lavitola irritato con l'amico Ranucci: "Si poteva anche evitare di parlare della questione di mio figlio"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Valter Lavitola</strong> torna a parlare del rapporto con <strong>Sigfrido Ranucci,</strong> del sondaggio che avrebbe dovuto misurare la popolarità del conduttore di <em>Report</em> in vista di un possibile ingresso in politica e dell&#8217;inchiesta che lo vede indagato per l&#8217;attentato ai danni del giornalista. Lo fa prima in un&#8217;intervista a <em>Repubblica</em> e poi al <em>Tg1,</em> dove aggiunge nuovi dettagli e replica alle ultime dichiarazioni del conduttore.</p>
<p>Il passaggio più duro riguarda proprio le parole pronunciate da Ranucci sull&#8217;attentato. <strong>Il giornalista aveva affermato: &#8220;Non può averlo fatto Lavitola; se lo ha fatto, non lo ha fatto per farmi del male</strong>&#8220;. Un&#8217;ipotesi che il faccendiere giudica offensiva, perché in fondo ritiene possibile (anche solo in ipotesi) che a piazzarla sia stato proprio lui. «Mi dispiace, mi offende, se dubitasse davvero di me gli sputerei in faccia», aveva dichiarato a <em>Repubblica.</em> Al <em>Tg1</em> rincara la dose: «Il solo fatto che abbia messo quel &#8220;se&#8221; <strong>mi inizia a far mettere in discussione se c&#8217;è o non c&#8217;è questa amicizia</strong>. In più, si poteva anche evitare di parlare della questione di mio figlio, che è il motivo della mia enorme gratitudine nei suoi confronti».</p>
<p>Sull&#8217;inchiesta evita invece di entrare nei dettagli. «Non posso dire nulla dell&#8217;indagine, ho già parlato ai magistrati. Eravamo d&#8217;accordo? Ma figurarsi, saremmo stati dei pazzi», aveva detto a <em>Repubblica.</em> Un concetto ribadito anche al Tg1: «Io e Ranucci saremmo stati due stupidi a farci da soli l&#8217;attentato. E io altrettanto a farglielo come atto d&#8217;amicizia a ottobre per poi fare un sondaggio a giugno su di lui come candidato del campo largo».</p>
<p>Gran parte dell&#8217;intervista è dedicata proprio <a href="https://www.nicolaporro.it/lavitola-sgancia-la-bomba-con-ranucci-avevamo-fatto-un-sondaggio-sulla-sua-candidatura/" target="_blank" rel="noopener">alla nascita del sondaggio</a> che, secondo Lavitola, avrebbe dovuto valutare la spendibilità politica del conduttore di Report. «Tutto è nato a ridosso di Natale, ero all&#8217;estero, a un cocktail, una cena in piedi», racconta a Repubblica. «Posso solo dire che eravamo fuori dall&#8217;Italia. C&#8217;erano vecchi amici dell&#8217;internazionale socialista. <strong>Ho sempre mantenuto i contatti con i progressisti</strong>. Uno di loro, autorevolissimo, straniero, mi racconta che avevano sondato alcuni personaggi illustri italiani, in vista delle elezioni».</p>
<p>Secondo il suo racconto, il nome di Ranucci sarebbe emerso proprio in quella circostanza. «<strong>Forse perché avevano visto il suo servizio sui finanziamenti alle fondazioni di destra</strong>, anche negli Usa; in quel periodo se ne stava occupando. Comunque nel sondaggio Ranucci era andato fortissimo. Talmente bene che stentavo a crederci anche io». Al Tg1 aggiunge ulteriori particolari sulla genesi dell&#8217;idea: «Nell&#8217;ambito di quelli che sono gli ambienti internazionali e democratici socialisti, dove io ho militato tutta la vita e dove ho un sacco di contatti, mi hanno fatto vedere un sondaggio per potenziali e attuali leader della sinistra di tutta Europa e tra questi c&#8217;era pure Sigfrido».</p>
<p>Da lì sarebbe nato il tentativo di convincere il giornalista a candidarsi. «Un giorno l&#8217;ho invitato a pranzo, gli ho raccontato questa cosa, <strong>lui mi ha mandato a quel paese pensando quasi che scherzassi</strong>», racconta. «Ho insistito un po&#8217;, e ci sarà anche una caterva di messaggi che tanto avrà la procura, fine delle trasmissioni!».</p>
<p>A <em>Repubblica</em> Lavitola ricostruisce invece il successivo sviluppo della vicenda. «Sì, ci siamo visti intorno a Natale, a cena. Mi ha risposto: sei impazzito. Mi riteneva farneticante. <strong>Non ne voleva sapere di entrare in politica</strong>». Nonostante quel rifiuto, spiega di aver deciso comunque di proseguire. «È stato come con Berlusconi, con la casa di Montecarlo o con la compravendita dei senatori. Non è che aspetto il via libera, io agisco, poi a volte Berlusconi si incazzava, altre era d&#8217;accordo».</p>
<p>Successivamente avrebbe coinvolto altri giornalisti nella predisposizione del questionario. «Qualche tempo dopo quella cena con altri colleghi giornalisti, di cui ho grande stima, ragionavamo dei problemi della sinistra, della difficoltà di trovare un leader terzo. Mi è tornato in mente il sondaggio estero. Ho chiesto loro un aiuto per formulare i quesiti. <strong>L&#8217;ho fatto vedere anche a Sigfrido</strong>, che ha fatto qualche correzione finale. Poi ho fatto una colletta per pagare il sondaggista».</p>
<p>Un elemento ribadito anche nell&#8217;intervista al Tg1, con un racconto ancora più diretto: «Gli ho detto: senti sei un cafone, che ti costa dirmi se sta roba qua&#8230; hai paura? Insomma l&#8217;ho sfidato e lui mi ha corretto quattro domande». Lavitola aggiunge anche un particolare economico: «<strong>Mi aspettavo almeno 500 euro. Invece niente.</strong> Io ne ho messi mille, gli altri sono arrivati da amici che lo stimano e a cui poi ho offerto un paio di cene nel mio bistrot».</p>
<p>Il sondaggio, però, non sarebbe mai stato completato. «Non lo so. Lo stavano realizzando proprio nei giorni dei primi arresti&#8230; E ho chiesto di sospendere, per evitare che fosse falsato», spiega. Nel corso dell&#8217;intervista a <em>Repubblica</em> replica anche alle dichiarazioni del direttore degli Approfondimenti Rai, <strong>Paolo Corsini</strong>, che aveva sostenuto <a href="https://www.nicolaporro.it/deve-chiarire-intervista-mai-rilasciata-un-nuovo-caso-ranucci-mistero-sulle-frasi-rai/" target="_blank" rel="noopener">come chi avesse problemi con Report finisse a cena da Lavitola</a>. «Ho già dato mandato al mio legale di querelarlo. Forse Corsini è abituato a fare così, nella sua carriera», afferma. Lo stesso concetto viene ribadito al Tg1, con toni altrettanto netti: «Io ho già predisposto una querela, non te la far fare pure tu per favore», risponde alla domanda se fosse vero che chi aveva problemi con <em>Report</em> si rivolgesse a lui.</p>
<p>Infine, il faccendiere aggiorna anche sulla posizione del suo collaboratore Gomes <strong>Clesio Tavares</strong>, spiegando che «è ancora in Camerun. Non so se sperare che torni o non torni, ma mi ha scritto che tornerà», aggiungendo di essere pronto a consegnare agli inquirenti «gli elementi che spiegano tutto».</p>
<p>In chiusura, Lavitola torna a spiegare perché fosse convinto che Ranucci avrebbe dovuto lasciare il giornalismo per la politica. «<strong>Sigfrido è una persona perbene e avrebbe potuto fare tante cose per questo Paese</strong>», sostiene. E conclude con una battuta sul futuro del conduttore: «Lo spero. Così potrebbe fare i soldi, vivere ai Parioli anziché a Campo di Carne».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/gli-sputerei-in-faccia-lavitola-lancia-un-avvertimento-a-ranucci/">&#8220;Gli sputerei in faccia&#8221;. Lavitola lancia un avvertimento a Ranucci</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Il consulente di Report scarica Ranucci: &#8220;I rapporti con Lavitola? Sono allibito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 13:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giangaetano Bellavia  su Ranucci e Lavitola: "Uno gli amici li sceglie come vuole però...". E sulle inchieste: "Molto unilaterali"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-consulente-di-report-scarica-ranucci-i-rapporti-con-lavitola-sono-allibito/">Il consulente di Report scarica Ranucci: &#8220;I rapporti con Lavitola? Sono allibito&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto tra <strong>Sigfrido Ranucci</strong> e <strong>Valter Lavitola</strong> continua ad alimentare interrogativi. Dopo le rivelazioni sull&#8217;amicizia tra il conduttore di Report e il faccendiere, a intervenire è ora <strong>Giangaetano Bellavia,</strong> commercialista e consulente di numerose Procure, che da circa vent&#8217;anni collabora anche con la trasmissione di Rai 3. In un&#8217;intervista al <em>Giornale</em>, Bellavia racconta il proprio stupore per una relazione che, assicura, sarebbe stata sconosciuta anche all&#8217;interno dell&#8217;ambiente di Report.</p>
<p>La sua reazione è netta. Alla domanda se fosse sorpreso dalla notizia dell&#8217;amicizia tra Ranucci e Lavitola, risponde senza esitazioni: &#8220;Sorpreso? Allibito!&#8221;. Per Bellavia, infatti, il legame tra un giornalista noto per le sue inchieste e un personaggio come Lavitola rappresenta un elemento difficilmente comprensibile. &#8220;<strong>Uno gli amici li sceglie come vuole&#8221;, premette, &#8220;però noi poi abbiamo il diritto di sorprenderci</strong>&#8220;.</p>
<p>Bellavia sostiene di non aver mai saputo nulla di questo rapporto e aggiunge che la stessa ignoranza sarebbe stata condivisa anche dagli altri collaboratori della trasmissione. &#8220;Assolutamente no, ma <strong>non lo sapeva nessuno</strong>&#8220;, afferma quando gli viene chiesto se fosse a conoscenza dell&#8217;amicizia tra i due. Una circostanza che, a suo giudizio, rende ancora più sorprendente quanto emerso negli ultimi giorni.</p>
<p>Il consulente racconta di conoscere Ranucci da molti anni, ma precisa che il loro rapporto è sempre rimasto confinato all&#8217;ambito professionale. &#8220;Lo conosco da vent&#8217;anni, perché è da allora che ho rapporti di collaborazione con Report&#8221;, spiega, ricordando però di aver avuto rapporti più stretti con Milena Gabanelli e con gli storici autori del programma. Con Ranucci, invece, parla di una semplice conoscenza, limitata anche a <strong>qualche aperitivo</strong> quando il giornalista si trovava a Milano, sempre &#8211; precisa &#8211; &#8220;con la scorta&#8221;.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;intervista Bellavia descrive anche il funzionamento della redazione di Report, spiegando che sono gli autori a raccogliere e sviluppare le inchieste, mentre la scelta finale spetta al conduttore. Secondo lui, <strong>è Ranucci a decidere quali temi approfondire e questa selezione sarebbe caratterizzata da un preciso orientamento</strong>. Alla domanda se il programma privilegi inchieste di carattere politico rivolte prevalentemente contro il centrodestra, replica: &#8220;Molto unilaterale&#8221;.</p>
<p>Come esempio cita l&#8217;assenza di approfondimenti sul mondo della magistratura. &#8220;Lei ha mai visto un&#8217;inchiesta sulla magistratura?&#8221;, domanda alla giornalista. Di fronte alla risposta negativa, conclude: &#8220;Ecco, appunto. Si chieda perché. Di temi per inchieste sulla magistratura ce n&#8217;è quanti ne vuole&#8221;.</p>
<p>Bellavia affronta anche il tema dell&#8217;<strong>attentato subito da Ranucci</strong>, sul quale sono ancora in corso le indagini. Racconta di aver trovato la vicenda difficile da interpretare: &#8220;Ho pensato: mah, che cosa strana&#8221;, spiegando di non riuscire a individuare quale interesse potesse esserci nel colpire un giornalista della Rai. Dopo l&#8217;episodio, dice di avergli inviato soltanto un messaggio di solidarietà.</p>
<p>Infine, il consulente torna sulle dichiarazioni dello stesso Ranucci, che aveva raccontato di incontrare regolarmente <strong>Lavitola.</strong> Secondo Bellavia, questa circostanza apre inevitabilmente una riflessione. Alla domanda se esista una contraddizione tra l&#8217;immagine pubblica del conduttore e la sua frequentazione con il faccendiere, risponde: &#8220;Qualche contraddizione c&#8217;è&#8221;. Una valutazione che accompagna al giudizio favorevole <a href="https://www.nicolaporro.it/deve-chiarire-intervista-mai-rilasciata-un-nuovo-caso-ranucci-mistero-sulle-frasi-rai/" target="_blank" rel="noopener">sulle recenti dichiarazioni del direttore dell&#8217;Approfondimento Rai Paolo Corsini, definite &#8220;condivisibili&#8221;</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-consulente-di-report-scarica-ranucci-i-rapporti-con-lavitola-sono-allibito/">Il consulente di Report scarica Ranucci: &#8220;I rapporti con Lavitola? Sono allibito&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;Testa e spalle già fuori&#8221;. Terrore in volo: si rompe il finestrino, passeggero afferrato per non essere risucchiato</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/testa-e-spalle-gia-fuori-terrore-in-volo-si-rompe-il-finestrino-passeggero-afferrato-per-non-essere-risucchiato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:45:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Ryanair]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incidente durante la tratta Salonicco-Monaco di Baviera operato da Ryanair: quattro persone portate in ospedale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/testa-e-spalle-gia-fuori-terrore-in-volo-si-rompe-il-finestrino-passeggero-afferrato-per-non-essere-risucchiato/">&#8220;Testa e spalle già fuori&#8221;. Terrore in volo: si rompe il finestrino, passeggero afferrato per non essere risucchiato</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Momenti di paura su un volo Ryanair partito da <strong>Salonicco</strong> e diretto a <strong>Monaco di Baviera</strong> il 10 luglio 2026. L’aereo, un Boeing 737-8AS del volo FR1879, è stato costretto a rientrare dopo pochi minuti a causa di un grave guasto tecnico. Secondo le ricostruzioni, un frammento del motore destro del velivolo si sarebbe staccato, colpendo e rompendo uno dei finestrini durante il volo. L’incidente ha causato una decompressone della cabina e attimi di panico tra i passeggeri.</p>
<p>Il punto più delicato della vicenda si è verificato quando un passeggero serbo di 61 anni, seduto accanto al finestrino danneggiato, è stato <strong>parzialmente risucchiato verso l’esterno dalla forza dell’aria</strong>. L’uomo è stato trattenuto dalla moglie, che si trovava accanto a lui, e da altri passeggeri fino a quando la situazione è stata stabilizzata. Una testimone ha raccontato che &#8220;la testa e le spalle dell’uomo sporgevano dal finestrino rotto&#8221; prima di essere riportato all’interno della cabina con l’aiuto degli altri.</p>
<h2>Emergenza in volo e atterraggio a Salonicco</h2>
<p>Le procedure di emergenza sono state attivate immediatamente. <strong>Le maschere d’ossigeno sono scese in cabina automaticamente</strong>, mentre il comandante ha invertito la rotta e diretto l’aereo verso l’aeroporto &#8220;Macedonia&#8221; di Salonicco. Il rientro è avvenuto in circa 20 minuti, e l’atterraggio è stato completato senza ulteriori complicazioni. L’aereo è stato poi spostato in un’area riservata per i controlli tecnici.</p>
<p>In seguito all’atterraggio, quattro passeggeri sono stati trasportati in ospedale per accertamenti. Il passeggero serbo ha riportato lievi ferite al collo, ustioni da sfregamento causate dal finestrino e uno stato di choc. Le sue condizioni sono stabili. Una donna incinta, anche lei sottoposta a controlli in ospedale per precauzione, è stata dimessa poco dopo. Anche gli altri passeggeri coinvolti non hanno riportato conseguenze gravi.</p>
<h2>Indagini in corso sulle cause dell’incidente</h2>
<p>Le autorità aeronautiche hanno aperto un’indagine per determinare le cause della rottura del finestrino. Alcune ricostruzioni preliminari suggeriscono che parti staccatesi dal motore possano aver provocato il danno, ma questa ipotesi non è ancora stata confermata ufficialmente. Ryanair ha inviato un aereo sostitutivo per completare il viaggio verso Monaco di Baviera. La compagnia non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="tr" dir="ltr">Ryanair adına Malta Air tarafından işletilen Boeing 737-800 tipi yolcu uçağının kabin camlarının biri kırıldı. Büyük bir facianın eşiğinden dönüldü <a href="https://t.co/nHK8TS2kNC">pic.twitter.com/nHK8TS2kNC</a></p>&mdash; AirportHaber (@AirportHaber) <a href="https://x.com/AirportHaber/status/2075508343553056802?ref_src=twsrc%5Etfw">July 10, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/testa-e-spalle-gia-fuori-terrore-in-volo-si-rompe-il-finestrino-passeggero-afferrato-per-non-essere-risucchiato/">&#8220;Testa e spalle già fuori&#8221;. Terrore in volo: si rompe il finestrino, passeggero afferrato per non essere risucchiato</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Attentato a Ranucci, vai con l&#8217;altra ipotesi: &#8220;Volevano fermare il flusso di notizie a Report&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:27:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Lavitola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il conduttore proprio non crede alla pista investigativa dei magistrati che puntano sull'amico Valter Lavitola</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sigfrido Ranucci</strong> torna a parlare dell&#8217;attentato subito davanti alla propria abitazione e indica quello che, a suo giudizio, potrebbe essere il vero movente. In un&#8217;intervista rilasciata al <em>Corriere della Sera</em>, il conduttore di <em>Report</em> afferma di ritenere ancora valida l&#8217;ipotesi di un&#8217;azione finalizzata a fermare il lavoro giornalistico della trasmissione. «Penso ancora si volesse interrompere un flusso di informazioni nei confronti di Report», dice Ranucci, spiegando di non aver cambiato idea rispetto a quanto già riferito ai magistrati che stanno indagando sull&#8217;esplosione dell&#8217;ordigno.</p>
<p>Secondo il giornalista, la pista più credibile sarebbe quella legata a una delle <strong>ultime inchieste realizzate dalla trasmissione di Rai 3</strong>. «Penso che la più sensata sia quella relativa al servizio che ha riguardato la società Cantiere Navale Vittoria», afferma, riferendosi all&#8217;inchiesta firmata da Daniele Autieri sull&#8217;azienda che produce, tra l&#8217;altro, motovedette militari. Ranucci respinge invece le ricostruzioni che collegano l&#8217;attentato alla vicenda del sondaggio sulla sua popolarità commissionato da Valter Lavitola, emerso nei giorni scorsi. Alla domanda se abbia mai pensato di entrare in politica, la risposta è netta: «Balle. Non ho mai voluto».</p>
<p>Il conduttore sostiene di aver ricevuto nel tempo manifestazioni di interesse da più parti politiche, senza però prendere mai in considerazione una candidatura. «Non ho ceduto a lusinghe di tutti gli schieramenti. Centrosinistra. Centrodestra. Movimenti», racconta, aggiungendo di aver sempre risposto negativamente alle proposte ricevute. <a href="https://www.nicolaporro.it/lavitola-sgancia-la-bomba-con-ranucci-avevamo-fatto-un-sondaggio-sulla-sua-candidatura/" target="_blank" rel="noopener">Quanto al sondaggio elaborato da Lavitola</a>, Ranucci spiega di non aver mai incoraggiato quell&#8217;iniziativa perché, a suo dire, il faccendiere conosceva già la sua posizione. «Sapeva bene che non mi sarei candidato», afferma, ipotizzando che Lavitola cercasse piuttosto di «accreditarsi verso altri».</p>
<p>Nell&#8217;intervista il giornalista affronta anche il rapporto personale con Lavitola, figura controversa con numerose vicende giudiziarie alle spalle. <strong>Ranucci nega di esserne stato influenzato e rivendica di aver sempre mantenuto il controllo del rapporto con quella che considera una fonte giornalistica</strong>. «Non penso di averlo subìto ma di averlo governato», sostiene, spiegando che tra i due vi erano interessi professionali comuni e che Lavitola avrebbe fornito indicazioni utili anche per un&#8217;inchiesta sui cantieri navali.</p>
<p>Ranucci respinge inoltre l&#8217;idea che attraverso Lavitola si potesse ottenere un trattamento più favorevole da parte di <em>Report</em>. «È l&#8217;illazione che più mi fa male. Ranucci può avere degli amici. Report no. Si ripassino le nostre puntate», afferma. Infine ribadisce la propria disponibilità a collaborare con la Procura che indaga sull&#8217;attentato e liquida come infondata l&#8217;ipotesi secondo cui l&#8217;ordigno potesse essere collegato a una sua presunta discesa in politica. «L&#8217;ipotesi dell&#8217;attentato in stile Trump? Peccato che abbia sempre rifiutato di candidarmi. Non regge», conclude.</p>
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		<title>Marocchino corre tutto nudo &#8220;sotto casa&#8221; di Vannacci: caos a Viareggio, aggrediti gli agenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 08:58:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Vannacci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il clandestino di 25 anni era in stato di alterazione psicofisica. Ha anche opposto resistenza e aggredito gli agenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/marocchino-corre-tutto-nudo-sotto-casa-di-vannacci-caos-a-viareggio-aggrediti-gli-agenti/">Marocchino corre tutto nudo &#8220;sotto casa&#8221; di Vannacci: caos a Viareggio, aggrediti gli agenti</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È finita con il trasferimento al Centro di permanenza per i rimpatri di Roma la vicenda che ha visto protagonista un cittadino <strong>marocchino</strong> di 25 anni, fermato dalla Polizia di Stato dopo aver seminato il caos nel centro di Viareggio.</p>
<p>L&#8217;episodio risale alla serata alla sera dell&#8217;8 luglio. Intorno alle 21.20 la sala operativa della Questura ha ricevuto diverse segnalazioni da parte dei cittadini che riferivano della presenza di<strong> un uomo completamente nudo</strong> mentre correva lungo via Mazzini in direzione della Passeggiata. Si tratta di una via molto vicina alla zona dove abita anche <strong>Roberto Vannacci,</strong> come raccontato dalla moglie Camelia Mihailescu <a href="https://www.lanazione.it/viareggio/cronaca/moglie-vannacci-dito-medio-risposta-lptjj1xz" target="_blank" rel="noopener nofollow">in un video al <em>Giornale</em> per spiegare cosa fosse successo (davvero) quando i due coniugi sono stati &#8220;accolti&#8221; da una band cantando Bella Ciao di fronte al Bar Irene.</a></p>
<p>La corsa &#8220;come mamma l&#8217;ha fatto&#8221; del marocchino è stata immortalata da alcuni passanti, turisti e residenti, rimasti di stucco di fronte a quella paradossale sceneggiata. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di <strong>Viareggio,</strong> che sono riusciti a bloccare il giovane anche con l&#8217;aiuto dei carabinieri. Secondo quanto riferito dalla Polizia, il 25enne si trovava in un evidente stato di alterazione psicofisica, ritenuto presumibilmente riconducibile all&#8217;assunzione di sostanze stupefacenti, e avrebbe opposto resistenza durante le operazioni di contenimento. Considerata la situazione, è stato richiesto l&#8217;intervento del personale sanitario del 118. Dopo essere stato sedato, il giovane è stato trasportato al Pronto soccorso dell&#8217;ospedale Versilia, dal quale è stato dimesso nel pomeriggio del giorno successivo.</p>
<p><strong>Il cittadino marocchino si trovava irregolarmente sul territorio italiano</strong> ed era già destinatario di precedenti provvedimenti di espulsione. Che ovviamente aveva candidamente ignorato. Per questo motivo è stato denunciato con le accuse di atti osceni, resistenza a pubblico ufficiale e violazione della normativa sull&#8217;immigrazione.</p>
<p>Una volta conclusi gli adempimenti sanitari, il 25enne è stato affidato all&#8217;<strong>Ufficio Immigrazione della Questura di Lucca</strong>. Il Prefetto ha quindi firmato un nuovo decreto di espulsione, mentre il Questore ha disposto il trattenimento presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Roma.</p>
<p>L&#8217;immediato rimpatrio non è stato possibile perché l&#8217;uomo era privo di documenti di identificazione. Dopo la convalida del provvedimento da parte del giudice di pace competente, <strong>resterà quindi nel Cpr fino al completamento delle procedure</strong> necessarie per il rientro nel Paese d&#8217;origine.</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1389778489688512%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>&#8220;Nella sentenza c&#8217;era una bufala&#8221;: la confessione che scuote il caso Stasi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 08:18:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Stasi]]></category>
		<category><![CDATA[Garlasco]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Cedrangolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oscar Cedrangolo, protagonista del giudizio in Cassazione, critica uno dei passaggi centrali della condanna definitiva</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/nella-sentenza-cera-una-bufala-la-confessione-che-scuote-il-caso-stasi/">&#8220;Nella sentenza c&#8217;era una bufala&#8221;: la confessione che scuote il caso Stasi</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì scorso <strong>Zona Bianca, condotto su Rete4 da Giuseppe Brindisi,</strong> ha tirato fuori dal cilindro uno scoop che in pochi si aspettavano. Trattando come di consueto le novità sul caso di Garlasco, Brindisi ha stupito tutti, annunciando la prima parte di una intervista rilasciata da Oscar Cedrangolo, il magistrato che in Cassazione sostenne l’accusa nei riguardi di Alberto Stasi.</p>
<p>Da quel fatidico 12 dicembre del 2015, in cui la Suprema Corte confermò la condanna dell’Appello bis, pare che sia la prima volta che Cedrangolo accettasse di farsi intervistare. E quello che ha detto in estrema sintesi<strong> non ha lasciato adito a dubbi</strong> circa il suo punto di vista di allora; ovvero che il “Biondino dagli occhi di ghiaccio” non avrebbe dovuto essere condannato.</p>
<p>Ma prima che partisse l’intervista – registrata lunedì scorso a Napoli – il conduttore ha voluto leggere l’incipit della requisitoria di Cedrangolo, a mio avviso estremamente istruttiva per chiunque voglia <strong>addentrarsi nei meandri del nostro assai complesso sistema giudiziario,</strong> soprattutto quando ci si trova di fronte ai casi finiti sotto i riflettori dei media: “In questa sede, in queste aule non si giudicano gli imputati, ma si giudicano le sentenze, non si decide se un imputato è colpevole o innocente perché non abbiamo gli strumenti per deciderlo, ma si stabilisce se una sentenza è fatta bene o è fatta male.</p>
<p>Se è fatta male si annulla, se è fatta bene si rigetta il ricorso perché serve a tentare di limitare quella perniciosa forma di spettacolarizzazione che spesso purtroppo investe alcune vicende processuali. Le investe, le mercifica, le sconvolge, attraverso quei discutibili processi televisivi che inquinano e compromettono la serenità di giudizio degli spettatori, ivi compresi tra essi i potenziali giudici togati o popolari di quelle stesse vicende. che purtroppo non hanno niente di spettacolare, a meno che <strong>non si voglia considerare spettacolare la disperazione</strong>, la sofferenza, l’angoscia, il dolore, tutti sentimenti che meritano solo rispetto e che non meriterebbero invece di essere mercificati”.</p>
<p>Ebbene, in queste parole si manifesta, a mio avviso, <strong>un evidente riferimento alla pressione mediatica,</strong> colpevolista in grandissima parte, che funestò in lungo in largo un iter processuale conclusosi dopo ben due assoluzioni consecutive e cinque gradi di giudizio. Una pressione esercita dal circo mediatico &#8211; a parte qualche rarissima mosca bianca affetta da garantismo endemico &#8211; che sin dall’inizio aveva individuato in Alberto Stasi il colpevole perfetto da immolare.</p>
<p>Tuttavia, è quando Brindisi entra nel merito della sentenza di condanna che riemerge un elemento, di cui abbiamo dato conto più volte su queste pagine, che ancora oggi grida vendetta. In particolare, quando il giornalista, dopo aver ricordato che <strong>Cedrangolo smontò “pezzo per pezzo” i famigerati sette indizi a carico di Stasi,</strong> gli chiede quale di questi egli lo ritenesse il più fragile, la risposta del magistrato è stata netta e senza appello: “L’anello debole non era nessuno dei sette indizi di cui parlava la sentenza, ma era quello che l’appello bis riteneva il primo e grave indizio a carico dell’imputato, il tentativo di accreditare l’ipotesi di un incidente domestico. Questo indizio, ritenuto il primo e grave, si è rivelato una bufala, un vero e proprio travisamento processuale&#8221;.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/il-video-intimo-sparito-era-nel-pc-di-stasi-parlano-i-consulenti-della-famiglia-poggi/" target="_blank" rel="noopener">“Il video intimo sparito? Era nel pc di Stasi”. Parlano i consulenti della famiglia Poggi</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/quei-suicidi-misteriosi-a-garlasco-su-cui-nessuno-ha-indagato-pochi-elementi-contro-sempio/" target="_blank" rel="noopener">“Quei suicidi misteriosi a Garlasco su cui nessuno ha indagato. Pochi elementi contro Sempio&amp;#8221;</a></li>
</ul>
<p>Per la cronaca, furono i due carabinieri accorsi per primi sulla scena del crimine che ventilarono tale ipotesi, mentre già <strong>nella telefonata al 118</strong> il fidanzato della vittima parlava di un omicidio.</p>
<p>Quindi, a beneficio degli ultimi adoratori del cosiddetto giudicato, in sentenza viene scritta nero su bianco una “bufala”, una cosa totalmente destituita di fondamento. E non lo diciamo noi, bensì lo sostiene ancora oggi <strong>il coraggioso Oscar Cedrangolo.</strong></p>
<p>Dopodiché, di fronte a questo semplice ma deflagrante dettaglio, ci si stupisce ancora che la maggioranza del popolo italiano, nel cui nome vengono pronunciate le sentenze, si sia convinto che abbiamo tenuto in carcere per oltre 10 anni la persona sbagliata?</p>
<p>Claudio Romiti. 10 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/nella-sentenza-cera-una-bufala-la-confessione-che-scuote-il-caso-stasi/">&#8220;Nella sentenza c&#8217;era una bufala&#8221;: la confessione che scuote il caso Stasi</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il clandestino sfregia una sconosciuta. Arrestato poco prima, il giudice lo aveva rimesso subito in libertà</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/il-clandestino-sfregia-una-sconosciuta-arrestato-poco-prima-il-giudice-lo-aveva-rimesso-subito-in-liberta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Balsamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 06:15:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[duomo]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[musulmano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=331636</guid>

					<description><![CDATA[<p> Arrestato poche ore prima e rimesso in strada: così l’irregolare ha sfregiato la giovane in Duomo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-clandestino-sfregia-una-sconosciuta-arrestato-poco-prima-il-giudice-lo-aveva-rimesso-subito-in-liberta/">Il clandestino sfregia una sconosciuta. Arrestato poco prima, il giudice lo aveva rimesso subito in libertà</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una frase  pesa come un macigno, perché non è soltanto una frase. È il manifesto brutale di una prevaricazione: <a href="https://www.nicolaporro.it/milanoquotidiano/cosa-guardi-sono-uomo-e-musulmano-e-sfregia-al-volto-una-ragazza-alla-fermata-del-duomo-di-milano/">“Che cos’hai da guardare. Sono uomo e sono musulmano”</a>. Poi non sono arrivate scuse, non è arrivato un equivoco chiarito, non è arrivato il passo indietro. È arrivato un pugno. E poi un coltellino. Sul volto di una ragazza di 22 anni. È successo ieri a <strong>Milano</strong>, in pieno centro, sulla banchina della metropolitana M3 di piazza Duomo. Non in una zona isolata, non in una periferia lasciata al degrado, non nel cuore della notte. Nel cuore della città, in pieno giorno, in uno dei luoghi più frequentati del capoluogo lombardo.</p>
<p>L&#8217;aggressore è un 27enne di origini algerine, <strong>irregolare</strong> in Italia: si è avventato su una giovane di origini marocchine, prima colpendola al volto e poi ferendola alla guancia e al labbro con un coltellino. La ragazza è stata soccorsa dal 118 e portata in ospedale in codice giallo. L’uomo, dopo aver tentato la fuga, è stato bloccato dagli agenti in superficie, in via Torino. Questa è la cronaca. Ma fermarsi alla cronaca, in casi come questo, significa fare solo metà del lavoro. Perché il punto non è soltanto ciò che è accaduto sulla banchina della metro. Il punto è ciò che era accaduto prima.</p>
<p>L’uomo, infatti, <strong>era già stato arrestato dalla polizia la notte precedente</strong>. Non per una sciocchezza amministrativa, non per una multa non pagata, ma <strong>per furto e per il danneggiamento di alcune auto in sosta</strong>. Era già finito nelle mani dello Stato. Era già stato identificato come soggetto problematico. Era già entrato nel circuito della giustizia. Eppure, <strong>poche ore dopo, era di nuovo libero</strong>. Libero di girare per Milano. Libero di trovarsi in metropolitana. Libero di colpire una ragazza e di ferirla al volto con un’arma da taglio. E allora la domanda diventa inevitabile: era davvero impossibile impedirlo? Davvero non esisteva alcuno strumento per trattenere un soggetto irregolare, appena arrestato per furto e danneggiamenti? Davvero il sistema non poteva valutare che rimetterlo immediatamente in circolazione avrebbe potuto rappresentare un rischio per i cittadini?</p>
<p>Qui non si tratta di invocare vendette sommarie o di sostituire i tribunali con le piazze. Si tratta di una cosa molto più semplice: chiedere che lo Stato protegga le persone perbene prima che accada l’irreparabile. Perché la giustizia non può arrivare sempre dopo. Dopo il pugno. Dopo il coltello. Dopo il sangue. Dopo il volto ferito di una ragazza. Il garantismo è un principio sacrosanto quando serve a evitare abusi. Ma quando diventa automatismo, quando si trasforma in una porta girevole per chi delinque, allora <strong>smette di tutelare la libertà e comincia a tradire le vittime</strong>. E se un irregolare viene arrestato per reati contro il patrimonio e poche ore dopo è di nuovo libero, fino a commettere un’aggressione ancora più grave, il problema non è la propaganda di chi lo denuncia. Il problema è il sistema che lo ha permesso.</p>
<p>Sarebbe bastato non rimetterlo subito in libertà per evitare il dramma? Alla luce dei fatti, la risposta appare difficilmente eludibile: molto probabilmente sì. Se quell’uomo fosse stato trattenuto, non sarebbe stato su quella banchina. Se non fosse stato su quella banchina, quella ragazza non sarebbe stata colpita. È una catena semplice, persino banale. Ma proprio per questo insopportabile. E qui arriva il nodo politico, quello che molti preferirebbero non toccare. Quando il protagonista di episodi simili è uno straniero irregolare, il dibattito pubblico italiano entra in cortocircuito. Si abbassa la voce, si invitano tutti alla prudenza,<strong> si dice di non generalizzare</strong>, si parla di marginalità, disagio, fragilità, percorsi di integrazione mancati. Tutte parole che possono avere un senso in un saggio sociologico, ma che diventano insopportabili quando una ragazza finisce in ospedale con il volto ferito.</p>
<p>Il problema non è “lo straniero” in quanto tale. Lo sanno anche i sassi, solo qualche solone di sinistra finge di non capire. Il problema è lo straniero irregolare che delinque e che, nonostante questo, <strong>continua a restare libero sul territorio italiano</strong>. Il problema è l’incapacità dello Stato di distinguere tra chi viene qui per lavorare, rispettare le regole e costruirsi una vita, e chi invece trasforma le nostre città in terreno di caccia. Mettere tutto nello stesso calderone sarebbe ingiusto. Ma far finta che non esista un tema specifico legato all’irregolarità, alla recidiva e alla mancata espulsione è semplicemente irresponsabile.</p>
<p>E invece la sensazione è sempre la stessa: severità massima con il cittadino comune, indulgenza infinita con chi vive ai margini della legalità. Il commerciante che sbaglia una pratica viene travolto dalla burocrazia. Il contribuente che ritarda un pagamento viene inseguito. Il cittadino normale deve dimostrare ogni giorno di essere in regola. Poi però chi è irregolare, viene arrestato per furto e danneggiamenti, e poche ore dopo lo ritroviamo libero nella metropolitana del centro di Milano. È questa sproporzione che fa esplodere la rabbia. Non il colore della pelle. Non la nazionalità. Non la religione. La sproporzione. <strong>La sensazione, sempre più diffusa, che la legge sia rigidissima con chi ha qualcosa da perdere e debolissima con chi non rispetta nulla</strong>.</p>
<p>Naturalmente, nelle prossime ore, qualcuno proverà a spostare il discorso. Dirà che bisogna attendere le indagini. Giusto. Dirà che la responsabilità penale è personale. Giustissimo. Dirà che non si deve trasformare un caso di cronaca in un manifesto politico. Ma qui non siamo davanti a un episodio piovuto dal cielo. Siamo davanti a una sequenza: arresto, rilascio, nuova aggressione. E quando la sequenza è così chiara, la politica ha il dovere di fare domande. Anche scomode. La Procura ipotizza reati gravissimi. Si parla di lesioni personali aggravate e di possibile sfregio permanente al viso, una fattispecie che può portare a pene molto pesanti. Ma<strong> il punto, ancora una volta, è che tutto questo arriva dopo</strong>. Dopo che una giovane donna è stata colpita. Dopo che il suo volto è stato ferito. Dopo che una giornata qualunque in metropolitana si è trasformata in un incubo.</p>
<p>E allora torniamo alla seconda grande ipocrisia: <strong>l’emergenza sicurezza a Milano</strong>. Esiste o non esiste? Perché a sentire una certa sinistra, no. Non esiste. È percezione. Così la definiva il sindaco Sala fino a qualche tempo fa. È propaganda. È allarmismo. È la destra che soffia sul fuoco. È la stampa che enfatizza. È il cittadino che ha paura perché guarda troppi telegiornali. Davvero? Provino a spiegarlo alla ragazza aggredita in Duomo. Provino a spiegarlo ai pendolari che ogni giorno attraversano stazioni e banchine con crescente inquietudine. Provino a spiegarlo ai commercianti che abbassano le serrande tra furti, vandalismi e aggressioni. Provino a spiegarlo ai residenti che non riconoscono più intere zone della città. Provino a dire ancora, con la solita aria di superiorità morale, che Milano è sicura e che chi protesta è solo vittima della propaganda securitaria.</p>
<p>La sicurezza non è un capriccio di destra. È il primo diritto sociale. <strong>Senza sicurezza non c’è libertà, non c’è uguaglianza, non c’è vita urbana degna di questo nome</strong>. Una donna che ha paura di prendere la metro non è libera. Un anziano che evita certe strade non è libero. Un lavoratore che torna a casa guardandosi continuamente alle spalle non è libero. E una città che costringe i cittadini normali ad adattarsi alla violenza non è una città aperta: è una città arresa. Qualcuno a sinistra continuerà a dire stupidaggini sul fatto che a Milano non esista alcuna emergenza sicurezza? Probabilmente sì. Continuerà a parlare di percezioni mentre la realtà presenta il conto. Continuerà a minimizzare, distinguere, relativizzare. Continuerà a indignarsi più per le parole di chi denuncia il problema che per i fatti che lo dimostrano.</p>
<p>Ma la domanda resta lì, semplice e brutale: quanti episodi servono ancora? Quante aggressioni in metropolitana? Quanti arresti seguiti da rilasci? Quante vittime devono passare dalla cronaca prima che il problema diventi finalmente dicibile? <strong>Milano non ha bisogno di frasi fatte. Ha bisogno di ordine</strong>. Ha bisogno di controlli. Ha bisogno di espulsioni effettive per gli irregolari che commettono reati. Ha bisogno di misure cautelari adeguate per chi dimostra di essere pericoloso. Ha bisogno di una giustizia che non si limiti a convalidare gli arresti, ma che si chieda seriamente cosa possa accadere un’ora dopo, una notte dopo, un giorno dopo.</p>
<p>Perché <strong>il punto è tutto qui</strong>. Lo Stato non può limitarsi a inseguire i violenti dopo che hanno colpito. Deve impedirgli di colpire quando ne ha già avuto la possibilità. In questo caso quella possibilità c’era stata. L’uomo era già stato arrestato. Era già nelle mani delle autorità. E invece è tornato fuori. Il risultato è una ragazza ferita al volto nella metropolitana di piazza Duomo. Il resto sono chiacchiere. E Milano, ormai, di chiacchiere ne ha sentite fin troppe.</p>
<p>Massimo Balsamo, 10 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/il-clandestino-sfregia-una-sconosciuta-arrestato-poco-prima-il-giudice-lo-aveva-rimesso-subito-in-liberta/">Il clandestino sfregia una sconosciuta. Arrestato poco prima, il giudice lo aveva rimesso subito in libertà</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Ranucci e il mistero dell&#8217;ordigno: chi aveva interesse a trasformarlo in un gigantesco caso mediatico?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio Alfredo Galetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 05:41:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Lavitola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se davvero quello era un "aiuto", resta una sola domanda: chi aveva interesse a trasformare un attentato in un gigantesco caso mediatico?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ranucci-e-il-mistero-dellordigno-chi-aveva-interesse-a-trasformarlo-in-un-gigantesco-caso-mediatico/">Ranucci e il mistero dell&#8217;ordigno: chi aveva interesse a trasformarlo in un gigantesco caso mediatico?</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono ragioni logiche per le quali un amico di lunga data, che hai ospitato a casa tua, con il quale pranzi una o due volte a settimana, ti fa esplodere due auto davanti casa con un chilo di gelignite, appena dopo il tuo rientro? Parrebbe di sì&#8230;<strong> Non un nemico, ma un amico vero,</strong> dice lui.</p>
<h2><strong>LE DUE VERSIONI DI VALTERINO</strong></h2>
<p>Mentre i carabinieri gli perquisiscono casa, <strong>Valter Lavitola scrive a Sigfrido Ranucci:</strong> gli investigatori lo indicano come mandante, ma l&#8217;obiettivo non era fargli del male, semmai aiutarlo. In cosa consistesse il soccorso, non è dato sapere.</p>
<p>Ieri, davanti al procuratore Lo Voi, la versione muta di segno. Lavitola si avvale della facoltà di non rispondere, poi rende dichiarazioni spontanee per due ore: non sono stato io, non ho idea del movente. <strong>Delle due l&#8217;una</strong>. O il gesto era un aiuto, e allora qualcuno lo commissionò. O non è stato lui, e l&#8217;aiuto non esiste. Le due versioni non possono coesistere</p>
<p>Peccato che, se mai (Dio non voglia)<strong> il probo Ranucci fosse stato consapevole di quell&#8217;aiuto,</strong> verrebbe indagato insieme agli esecutori. Ranucci si pone la stessa domanda con malcelato fastidio, ricordando che solo dieci giorni prima aveva invitato lo stesso Lavitola a un evento pubblico con 1300 persone.</p>
<p>L&#8217;amicizia, nemmeno adesso, viene messa in discussione. Il rapporto nasce in chiave professionale: Lavitola ex editore dell&#8217;Avanti, protagonista dell&#8217;affaire della casa a Montecarlo di Fini-Tulliani, massone dichiarato, è prima oggetto delle inchieste di Report, poi fonte, sui Canadair, <strong>su Berlusconi, sulla vicenda del cambio casacca</strong> dei senatori che fecero cadere Prodi, su Tarantini e le sue escort pugliesi. Il rapporto diventa personale nel 2019, quando riceve consigli anche dalla figlia del giornalista. Da lì un rapporto quotidiano: «è venuto a casa mia, ha mangiato coi miei figli».</p>
<p>La benevola ipotesi di Ranucci è che l&#8217;amico sia stato lo strumento, non la testa. Ma non tiene conto del pedigree: pregiudicato, latitante otto mesi in Sudamerica, condannato per truffa sui fondi all&#8217;editoria, estorsione a Berlusconi e corruzione internazionale.<strong> Uno da imprese a dir poco corsare.</strong></p>
<p>Si fa sfuggire, secondo Bei che lo scrive su Repubblica,  l&#8217;ammirazione per Sigfrido Ranucci, che vorrebbe vedere a Palazzo Chigi, con lui stesso nel ruolo di abile suggeritore, <strong>alla Gianni Letta.</strong></p>
<h2><strong>LA FILIERA SECONDO LA PROCURA</strong></h2>
<p>Per la DDA il tracciato è netto. Lavitola avrebbe incaricato Gomes Clesio Tavares, 47 anni, dipendente della società che gestisce il suo ristorante Cefalù di Monteverde, di reperire esplosivo ed esecutori. Il 16 settembre, un mese prima, il sopralluogo sotto casa. Dopo il botto, l&#8217;interessamento all&#8217;allontanamento dell&#8217;intermediario, oggi in Camerun.<strong> Lavitola nega tutto.</strong></p>
<p><strong>La banda avellinese è stata arrestata il 30 giugno.</strong> A incastrarla le telecamere sulla Pontina, una Fiat 500X noleggiata in Campania, le celle e conversazioni esplicite in cui si vantano dell&#8217;impresa. Ai quattro si contestano detenzione, porto e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso. A Lavitola, in più, la strage e l&#8217;associazione mafiosa.</p>
<h2><strong>LA CRONOLOGIA DELLA SERA</strong></h2>
<p>16 ottobre 2025, Campo Ascolano, tra Roma e Pomezia.</p>
<ul>
<li>21.40 la Ford Ka della figlia parcheggia di fronte all&#8217;ingresso.</li>
<li>Poco dopo rientra Ranucci con la sua Opel Adam. La scorta lo saluta e riparte.</li>
<li>22.17<strong> lo scoppio distrugge le due auto.</strong> Nessun ferito, lievi danni al muro della casa accanto.</li>
</ul>
<p>Gli artificieri accertano la miscela:<strong> circa un chilo di gelatina da cava</strong>, esplosivo industriale fuori commercio, e polvere pirica, in un vaso accanto al cancello. Innesco a miccia. Nessun timer, nessun radiocomando: qualcuno era lì, fisicamente, ad accendere&#8230; Fin qui i fatti accertati.</p>
<p><strong>Sul movente ci si può sbizzarrire</strong>. L&#8217;ombra della camorra ha tenuto banco per settimane. Poi i pm l&#8217;hanno accantonata: azione su commissione, pagata poche migliaia di euro. Gli effetti dello scoppio, sul piano criminale, sono un palese anticlimax. Su quello reputazionale invece, <strong>un climax perfetto:</strong> vicinanza, solidarietà, empatia verso un personaggio che, nell&#8217;autunno scorso, attraversava delicati passaggi professionali.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/lavitola-sgancia-la-bomba-con-ranucci-avevamo-fatto-un-sondaggio-sulla-sua-candidatura/" target="_blank" rel="noopener">Lavitola sgancia la bomba con Ranucci avevamo fatto un sondaggio sulla sua candidatura</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/zuppa-di-porro-del-9-luglio-2026/" target="_blank" rel="noopener">Adesso per Ranucci si mette male</a></li>
</ul>
<p>Ranucci ipotizza <strong>un gesto trasversale,</strong> un messaggio destinato a terzi. E cita dall&#8217;ordinanza una frase dell&#8217;intermediario che vale più di mille perizie: <em>ci pagano perché non li facciamo arrivare a Corrado</em>. Chi sia Corrado, nessuno lo dice ma si sussurra possa trattarsi dell&#8217;avversario Mancini che proprio Sigfrido Ranucci contribuì a fare dimettere dopo i famosi <a href="https://www.nicolaporro.it/renzi-allautogrill-e-la-prof-lombra-dei-servizi-deviati/" target="_blank" rel="noopener"><strong>&#8220;Babbi all&#8217;Autogrill&#8221;. </strong></a></p>
<p>Forse l&#8217;ipotesi dell&#8217;aiuto è assai pertinente ed è sicuramente una di quelle al vaglio degli inquirenti.  Chi ha scelto il vaso conosceva bene il cancello, gli orari, e soprattutto le abitudini, per non nuocere con un botto rivelatosi poi MOLTO MEDIATICO.</p>
<p>Giulio Galetti, 10 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ranucci-e-il-mistero-dellordigno-chi-aveva-interesse-a-trasformarlo-in-un-gigantesco-caso-mediatico/">Ranucci e il mistero dell&#8217;ordigno: chi aveva interesse a trasformarlo in un gigantesco caso mediatico?</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Lavitola sgancia la bomba: &#8220;Con Ranucci avevamo fatto un sondaggio sulla sua candidatura&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 17:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Lavitola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il conduttore non smentisce: "Lo vidi, sapeva che non mi sarei candidato"</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ipotesi di <strong>una candidatura politica</strong> viene respinta con decisione. Ma il vero elemento nuovo emerso dalle dichiarazioni di <strong>Sigfrido</strong> <strong>Ranucci</strong> riguarda il sondaggio che <strong>Valter</strong> <strong>Lavitola</strong> stava preparando sulla sua popolarità: un&#8217;iniziativa che il conduttore di Report ammette di conoscere, pur sostenendo di non aver mai avuto alcuna intenzione di scendere in politica. È questo uno dei passaggi più delicati dell&#8217;intervista concessa al <em>Corriere della Sera</em>, perché si intreccia con le rivelazioni rese dallo stesso Lavitola a <em>La Verità</em> e con gli sviluppi dell&#8217;inchiesta sull&#8217;attentato subito dal giornalista.</p>
<p>Secondo quanto raccontato dall&#8217;ex editore, oggi indagato come presunto mandante dell&#8217;ordigno esploso davanti all&#8217;abitazione di Ranucci, il progetto era concreto. «A giugno ho commissionato un sondaggio», afferma Lavitola, spiegando che il lavoro sarebbe stato interrotto soltanto dopo gli arresti dei presunti esecutori dell&#8217;attentato. Ancora più significativa è la ricostruzione sulle modalità di preparazione del questionario: «Le domande sono state preparate da me, da Sigfrido e da due importantissimi giornalisti».</p>
<p><strong>Una versione che Ranucci smentisce solo in parte</strong>. Il conduttore nega categoricamente di aver mai pensato a una candidatura politica, ma conferma di aver ricevuto da Lavitola lo schema delle domande del sondaggio. «Non ho mai voluto entrare in politica», dice al <em>Corriere</em>. E alla domanda sul perché non abbia scoraggiato l&#8217;iniziativa dell&#8217;amico replica: «Lavitola non aveva bisogno che lo scoraggiassi. Sapeva bene che non mi sarei candidato». Una risposta che lascia però aperto un interrogativo: se la candidatura non è mai stata presa in considerazione, perché partecipare almeno alla fase preliminare di un&#8217;indagine demoscopica sulla propria popolarità? Per Ranucci la spiegazione è un&#8217;altra. A suo giudizio Lavitola <strong>avrebbe utilizzato quel sondaggio per «accreditarsi verso altri»</strong>, senza che vi fosse un reale progetto politico condiviso. Una ricostruzione che punta a ridimensionare il significato dell&#8217;iniziativa, pur senza negarne l&#8217;esistenza.</p>
<p>Alla Verità la versione di Lavitola è leggermente differente. Il faccendiere è infatti molto convinto che Ranucci sarebbe la carta vincente del centrosinistra. «Non fac­cio nomi, ma non lo penso solo io. Sono state fatte ricer­che, e non da me e Sig­frido, secondo cui farebbe gua­da­gnare alla coa­li­zione di cen­tro­si­ni­stra molti punti». E ancora: «Io ho visto dei son­daggi fatti da per­sone di asso­luta cre­di­bi­lità dove i numeri erano del tutto incre­di­bili. Mi ha chia­mato un amico impor­tante e mi ha mostrato i risul­tati». <strong>I sondaggi Lavitola li avrebbe fatti vedere a Ranucci a Natale</strong>. Poi a giugno è tornato alla carica per chiedergli aiuto in questo famoso sondaggio. «Ho detto: “Sto cer­cando di far fare un son­dag­gio”. Sig­frido mi ha rispo­sto: “Siete una massa di pazzi. Che cavolo me ne frega di fare que­sta cosa. Per me Report vale di più della pre­si­denza del Con­si­glio”. Sue testuali parole. Per­ché per lui Report è tutto». Poi uno strano aneddoto: «Una sera Sig­frido ha cenato con due magi­strati di altis­simo livello, impor­tan­tis­simi, mega top, ma non fac­cio nomi. Dopo mi ha detto: “Val­ter, non ti sei messo solo tu a rom­permi il cazzo. Siamo andati a cena l’altra sera con Tizio e Caio e ci siamo pure diver­titi a fare la squa­dra di governo”».</p>
<p>Ma Lavitola alla Verità ha detto anche altro. Tipo: «<strong>Che fos­simo d’accordo lo pen­sano e dicono in molti, ma non lo scrive nes­suno</strong>. Forse per­ché così si costrin­ge­reb­bero i pm a iscri­vere sul regi­stro degli inda­gati anche Ranucci. Tanti pen­sano che se la bomba l’ho messa io e Ranucci mi difende, allora l’abbiamo fatto insieme. È indi­scu­ti­bile, ok? L’ho detto pure ai Cara­bi­nieri: “Mo’ lo devono inda­gare”. Ma voglio vedere chi cazzo ha il corag­gio di farlo». Nega poi che Tavares, quello che avrebbe fatto con lui i sopralluoghi, sia un suo dipendente: «Non è mai stato dipen­dente della Cefalù Srl da me fon­data, con­tra­ria­mente a quanto si legge nel decreto di per­qui­si­zione. Lui è il mio fac­to­tum e lavora con me per la que­stione dei car­bon cre­dits». E ancora: «Se io e Sig­frido abbiamo pia­ni­fi­cato l’atten­tato assieme e se Sig­frido e Gomes si cono­scono, ma che cazzo di biso­gno c’era che io por­tassi Gomes a fare il sopral­luogo?».</p>
<p>Nell&#8217;intervista al Corsera, il giornalista torna anche sull&#8217;attentato subito nell&#8217;ottobre scorso e ribadisce di <strong>ritenere plausibile un movente diverso da quello politico</strong>. Secondo Ranucci, la pista «più sensata» resta quella legata all&#8217;inchiesta di Report sul Cantiere Navale Vittoria, mentre continua a escludere qualsiasi collegamento con una sua presunta discesa in campo. «Non ho ceduto alle lusinghe di tutti gli schieramenti», sostiene, raccontando di aver ricevuto proposte provenienti dal centrosinistra, dal centrodestra e da altri movimenti politici, tutte respinte.</p>
<p>Respinge anche un&#8217;altra delle accuse circolate negli ultimi giorni: quella secondo cui l&#8217;amicizia con Lavitola avrebbe potuto garantire un trattamento di favore da parte di Report. «È l&#8217;illazione che più mi fa male. Ranucci può avere degli amici. Report no», afferma, invitando a giudicare il lavoro della trasmissione attraverso le sue inchieste. Sul rapporto personale con Lavitola, invece, il conduttore offre una ricostruzione articolata. <strong>Spiega di aver coltivato quell&#8217;amicizia per tre ragioni</strong>: la possibilità di ottenere un&#8217;intervista con Marcello Dell&#8217;Utri, l&#8217;attenzione verso la vicenda familiare dell&#8217;ex editore, padre di un figlio con autismo, e alcuni interessi giornalistici comuni. Rivela inoltre che proprio Lavitola avrebbe collaborato alla realizzazione della puntata dedicata ai cantieri navali indicata oggi come possibile movente dell&#8217;attentato.</p>
<p>Ranucci difende infine la scelta di frequentarlo ricordando come, a suo dire, Lavitola fosse presente «nelle agendine di gran parte dei direttori di giornali italiani» e raccontando di essergli stato presentato dal giornalista Guido Ruotolo. «Tutti vanno in quel ristorante», osserva, sostenendo che il rapporto con l&#8217;ex editore non fosse un&#8217;eccezione nel panorama dell&#8217;informazione italiana.</p>
<p>Sullo sfondo resta però anche un altro elemento destinato ad alimentare il dibattito. Nei giorni scorsi <em>Domani</em> ha pubblicato il contenuto di un sms attribuito a Lavitola, interpretato da alcuni come il riferimento a un presunto favore ottenuto per il conduttore di Report. &#8220;Mi dicono che hanno elementi inconfutabili per i quali io sarei il mandante del tuo attentato e che non sarebbe stato fatto per farti realmente del male, sostanzialmente lo avrei fatto per aiutarti&#8221;, ha scritto in questo sms Lavitola mentre i carabinieri lo stavano perquisendo. Ranucci ha respinto con decisione ogni ricostruzione di questo tipo e, secondo quanto riportato, ha negato ai magistrati qualsiasi beneficio ricevuto attraverso l&#8217;amico.</p>
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		<title>A Bologna maxischermi per Francia-Marocco. E scoppia la polemica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:57:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'attacco contro il sindaco Lepore: "Per la finale di Coppa Italia non si fece". Il Comune precisa: "Iniziativa privata"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/a-bologna-maxischermi-per-francia-marocco-e-scoppia-la-polemica/">A Bologna maxischermi per Francia-Marocco. E scoppia la polemica</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa sera, 9 luglio 2026, alle ore 22 si terrà il match <strong>Francia-Marocco</strong> per i quarti di finale dei Mondiali di calcio. In molte città italiane, compresa Bologna, sono stati allestiti maxischermi per permettere ai tifosi di seguire insieme la partita. A <strong>Bologna,</strong> i quartieri come Pilastro e Pescarola sono stati indicati tra i luoghi dove è possibile partecipare alla <strong>visione collettiva.</strong> Iniziativa che ha generato polemiche, sollevando critiche all’amministrazione comunale guidata da Matteo Lepore.</p>
<p>Il Comune ha concesso infatti il via libera all’organizzazione dei maxischermi nelle piazze per vedere la partita. &#8220;È un momento importante e tanti di noi saranno insieme a loro a godere di un qualcosa che la nazionale italiana non ci fa vivere — ha detto l’assessore comunale Daniele Ara — . Ma è solo un esempio di una città che vuole crescere insieme costruendo la convivenza di domani&#8221;. La scelta non è stata priva di polemiche, con critiche indirizzate verso l’amministrazione locale. <strong>Matteo Di Benedetto</strong> della Lega ha attaccato la Giunta &#8220;impegnata a organizzare i maxi schermi&#8221;. Mauro Sorbi di Fratelli d’Italia ha criticato i &#8220;compagni non solo di merenda, ma anche di cous cous&#8221;. Per Giovanni Favia, il Comune &#8220;non fa il maxi schermo in piazza per la storica finale del Bologna ma proietta in piazza Lucio Dalla i quarti di finale del Marocco&#8221;.</p>
<p>In realtà il Comune ha fatto sapere che le proiezioni sono state organizzate da privati o associazioni, proprio come accadde un anno fa anche per gli ottavi e i quarti del Bologna.</p>
<h2>I rischi per l&#8217;ordine pubblico</h2>
<p>A preoccupare è anche il tema sicurezza. Il Comune ha deciso di transennare il Nettuno, la storica statua della città. E Stefano Cavedagna, eurodeputato di FdI, chiede un’ordinanza con &#8220;misure cautelari a difesa dei cittadini, non si può rischiare la città sia messa a soqquadro come capitato altrove: qualsiasi disordine post partita sarà da imputare al sindaco&#8221;.</p>
<p>Infatti a Parigi la partita è considerata <strong>un evento ad alto rischio per l’ordine pubblico</strong>, motivo per cui la città è stata blindata. Un totale di almeno 5.000 agenti di polizia e gendarmi è stato dispiegato per prevenire eventuali disordini. La circolare dei servizi di informazione francesi indica che bisogna prestare particolare attenzione a possibili raduni in piazze e strade, così come all’uso di materiali pirotecnici, indipendentemente dal risultato dell’incontro.</p>
<h2>Il significato della sfida e i potenziali disordini</h2>
<p>L’importanza simbolica della partita e la possibilità di una vittoria del Marocco rappresentano elementi centrali per le autorità francesi. Secondo i rapporti, una vittoria marocchina potrebbe essere celebrata attraverso raduni molto animati e visibili, che necessitano di un monitoraggio attento. Le misure di sicurezza includono, inoltre, un aumento della vigilanza nei pressi dei luoghi di culto, spesso presi di mira durante episodi di disordine, e nelle zone in cui si stanno preparando le installazioni per la parata del 14 luglio, festa nazionale francese.</p>
<p>In considerazione dei rischi elevati, le autorità parigine hanno disposto <strong>la chiusura totale della Place de l’Étoile</strong>, che circonda l’Arco di Trionfo, uno dei luoghi simbolici della città. Questa area, spesso punto di ritrovo per celebrazioni o proteste, sarà sorvegliata da un numero significativo di agenti, per garantire il rispetto delle misure adottate. Le forze dell’ordine cercheranno di mantenere il controllo anche nelle altre piazze di Parigi, prevenendo manifestazioni eccessivamente movimentate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/a-bologna-maxischermi-per-francia-marocco-e-scoppia-la-polemica/">A Bologna maxischermi per Francia-Marocco. E scoppia la polemica</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>“Agenti efficienti ma palesemente violenti”. La folle sentenza dei giudici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Balsamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assolti i sei imputati del caso Gibus, il Tribunale critica la forza usata dai poliziotti negli arresti e manda gli atti in Procura sull’agente Sammarco</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sei imputati assolti, un agente di polizia finito nel mirino della Procura</strong> e una sentenza che finisce per spostare<strong> il peso dell’accusa dagli arrestati agli uomini in divisa</strong>. È questo il cuore della decisione del Tribunale di Milano sul caso nato nella notte del 4 ottobre 2025, quando un intervento per una segnalazione di imbrattamento davanti al Gibus Cafè di viale Tunisia degenerò in una lunga e caotica operazione di polizia, con tredici persone arrestate, proteste, telefonini puntati, agenti circondati e tre operatori refertati.</p>
<p>I giudici hanno assolto i sei imputati dall’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Ma nelle motivazioni non si limitano a registrare l’insufficienza del quadro probatorio. Vanno oltre. Parlano di arresti eseguiti con <strong>modalità “palesemente violente”</strong>, ipotizzano che la percezione degli agenti sia stata alterata da una sensazione di accerchiamento e dispongono la trasmissione degli atti alla Procura sull’agente Sammarco per valutare l’ipotesi di falsa testimonianza.</p>
<p>Così una notte di ordine pubblico, vissuta dagli operatori in mezzo al caos, viene riletta mesi dopo al rallentatore. E il risultato è un ribaltamento netto: i ragazzi assolti, la Polizia sotto processo nelle motivazioni. Con <strong>una domanda che resta sul tavolo</strong>: come si pretende che gli agenti eseguano un arresto in mezzo a una folla che urla, si avvicina, filma e si frappone, se poi ogni uso della forza rischia di diventare il vero capo d’accusa?</p>
<p>I sei imputati accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale sono stati assolti. La formula è perentoria: “per non aver commesso il fatto”. Ma la parte più significativa non è solo l’assoluzione. È il linguaggio utilizzato per descrivere l’operato degli agenti. I giudici arrivano a definire l’azione della polizia rapida ed efficiente, sì, ma anche “palesemente violenta”. Parlano di una percezione condizionata da allarme e accerchiamento. Ipotizzano perfino che le lesioni riportate dagli agenti possano essere riconducibili al loro stesso modo di operare. <strong>E qui nasce il cortocircuito</strong>.</p>
<p>Perché quella notte, davanti al Gibus, non c’era un seminario universitario sul diritto di critica. C’era un intervento di polizia nato da una segnalazione per imbrattamento. C’erano persone che protestavano, urlavano, si avvicinavano agli agenti, riprendevano con i cellulari, si frapponevano, contestavano, cercavano di capire o di impedire, a seconda dei casi. C’erano agenti impegnati a portare via un arrestato. C’erano auto di servizio circondate. C’era una situazione che la stessa sentenza definisce una “operazione di Polizia piuttosto complessa”, durata circa venti minuti, con molte pattuglie intervenute e tredici arresti complessivi. E allora la domanda è semplice: <strong>che cosa dovrebbe fare un poliziotto in quel momento?</strong></p>
<p>Dovrebbe forse fermarsi e distinguere, con la freddezza di un montaggio video, chi protesta, chi intralcia, chi trattiene, chi spinge, chi urla, chi filma, chi si avvicina solo per chiedere spiegazioni e chi invece contribuisce ad aumentare la tensione? Dovrebbe compilare mentalmente una tabella, mentre intorno la scena si muove, le persone gridano, l’arrestato deve essere caricato in macchina e i colleghi cercano di creare un cordone? Il punto è tutto qui. La giustizia guarda i fatti dopo. La polizia li vive durante.</p>
<p>Nella <strong>ricostruzione</strong> della sentenza ci sono passaggi che dovrebbero far riflettere. Si legge che, mentre tal Hagos viene portato verso l’auto di servizio, alcuni presenti entrano fisicamente nella scena. Una ragazza si lancia tra i poliziotti e la vettura. Un’altra trattiene un agente cingendolo al petto e ne spinge un altro fino quasi a farlo cadere. Qualcuno si attacca alla maniglia della portiera. Gli agenti riescono con fatica a far salire l’arrestato in macchina. Un poliziotto tiene aperta la portiera con le gambe mentre spinge l’uomo all’interno, altri tengono lontani i presenti e li invitano a spostarsi. Questa sarebbe una scena da derubricare a semplice protesta?</p>
<p>Il nodo, ormai, sembra essere diventato persino più profondo: si pretende che la Polizia garantisca l’ordine pubblico, ma senza usare davvero la forza quando la forza diventa necessaria. <strong>Come si respinge una violenza? Con i gessetti colorati?</strong> Con un appello alla buona educazione? Con un corso accelerato di comunicazione non ostile mentre qualcuno si frappone a un arresto, strattona un agente o impedisce a una volante di partire? La forza pubblica si chiama così per una ragione. Deve essere proporzionata, controllata, verificabile. Ma se ogni intervento fisico viene letto come un’anomalia, se ogni atterramento diventa automaticamente “violento”, se ogni uso dell’energia necessaria a eseguire un arresto viene sospettato come abuso, allora il messaggio è devastante: la Polizia deve intervenire, ma possibilmente senza toccare nessuno.</p>
<p>Tanto più che la stessa sentenza, nel descrivere quei momenti, riconosce che “l’atteggiamento della Polizia verso gli astanti” appariva “ancora controllato”, salvo le fasi di maggiore concitazione. <strong>Ecco il punto</strong>. Gli agenti, in quel contesto, non potevano traccheggiare. Stavano tentando di concludere un arresto, proteggere i colleghi, evitare che la situazione degenerasse e portare via una persona mentre attorno a loro cresceva la pressione del gruppo.</p>
<p>Nessuno dice che l’uniforme renda infallibili. Nessuno sostiene che ogni intervento di polizia sia, per definizione, perfetto. Ma c’è una differenza enorme tra controllare l’operato degli agenti e trasformare ogni intervento energico in un sospetto abuso. <strong>C’è una differenza enorme</strong> tra assolvere degli imputati perché manca la prova oltre ogni ragionevole dubbio e suggerire che, in fondo, il problema vero siano stati i poliziotti.</p>
<p>Il Tribunale sottolinea che i ragazzi non avevano armi. Bene. Ma da quando l’assenza di armi rende innocuo un contesto di massa? Da quando, per creare pericolo o impedire un intervento, servono coltelli, bastoni o spranghe? Un gruppo numeroso, agitato, ravvicinato, che contesta e si frappone durante un arresto può diventare un problema di ordine pubblico anche a mani nude. Anzi, spesso <strong>è proprio lì che il rischio cresce</strong>: nella confusione, nel contatto fisico, nella pressione del gruppo, nell’effetto domino.</p>
<p>E infatti tre agenti riportano lesioni documentate da referti. Poi si potrà discutere se quelle lesioni siano state causate da condotte specifiche, da urti, da cadute, dalla concitazione dell’intervento. È materia processuale. Ma liquidare il tutto ipotizzando che possano derivare dal modo di operare degli stessi agenti è un passaggio che lascia perplessi. Perché chi fa ordine pubblico non agisce in laboratorio. Agisce nel caos. E il caos produce urti, cadute, strappi, errori, percezioni imperfette.</p>
<p>Altro punto: <strong>i video</strong>. La sentenza li valorizza molto. Ma riconosce anche che si tratta di una “documentazione parziale dell’accaduto”: filmati realizzati da alcuni ragazzi, girati dopo l’inizio dell’intervento e con l’intento di documentare ciò che veniva percepito come abuso. Non sono la realtà intera. Sono pezzi di realtà. Utilissimi, certo. Ma non possono cancellare ciò che un agente vede, sente e teme in diretta, dentro una scena che cambia di secondo in secondo.</p>
<p><strong>Il paradosso finale riguarda l’agente Sammarco</strong>. Dopo l’assoluzione degli imputati, il Tribunale dispone la trasmissione degli atti alla Procura perché venga valutata l’ipotesi di “falsa testimonianza”. E il messaggio che rischia di passare alle forze dell’ordine è devastante: intervenite, rischiate, prendetevi insulti, spintoni e denunce, poi aspettate che qualcuno analizzi tutto al rallentatore e vi spieghi che avete percepito male.</p>
<p>C’è poi un dettaglio che dice molto. La stessa sentenza dà atto dell’<strong>assenza di specifici protocolli</strong> della Questura di Milano in materia di arresto e gestione delle situazioni di rischio per l’ordine pubblico. E allora eccolo il vero scandalo: chiediamo agli agenti di gestire situazioni esplosive senza strumenti chiari, senza copertura operativa sufficiente, senza una cornice precisa. Poi, quando qualcosa va storto, li lasciamo soli. Prima in strada. Poi in aula. Infine sui giornali.</p>
<p><strong> Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/lunico-atto-dovuto-e-il-buon-senso-dei-giudici/">L’unico atto dovuto è il buon senso dei giudici</a></li>
</ul>
<p>La magistratura fa il suo mestiere. Ma anche noi dobbiamo fare il nostro: non accettare la caricatura per cui chi protesta è sempre una vittima e chi indossa una divisa è sempre un potenziale carnefice. Si può assolvere un imputato senza demolire moralmente un agente. Si può riconoscere l’insufficienza della prova senza trasformare un intervento difficile in un atto d’accusa contro la polizia.</p>
<p>Perché alla fine il punto non è solo viale Tunisia. Il punto è che in Italia l’ordine pubblico viene invocato da tutti quando le strade bruciano, ma viene difeso da pochi quando chi deve garantirlo finisce sotto processo mediatico e giudiziario. E allora diciamolo chiaramente: le forze dell’ordine devono rispettare la legge. Sempre. Ma uno Stato serio deve rispettare anche loro. Soprattutto quando, alle quattro del mattino, sono gli unici a metterci la faccia.</p>
<p>Massimo Balsamo, 8 luglio 2026</p>
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		<title>&#8220;Deve chiarire&#8221;, &#8220;Intervista mai rilasciata&#8221;. Un nuovo caso Ranucci: mistero sulle frasi Rai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 19:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Corsini]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Lavitola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Corsera pubblica le frasi del direttore degli Approfondimenti, Paolo Corsini. Che però poi smentisce tutto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/deve-chiarire-intervista-mai-rilasciata-un-nuovo-caso-ranucci-mistero-sulle-frasi-rai/">&#8220;Deve chiarire&#8221;, &#8220;Intervista mai rilasciata&#8221;. Un nuovo caso Ranucci: mistero sulle frasi Rai</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più che le parole, stavolta, fanno discutere le non parole. O meglio: un&#8217;intervista pubblicata, rilanciata e poi clamorosamente smentita dal diretto interessato. È il nuovo capitolo del caso che ruota attorno all&#8217;inchiesta sull&#8217;attentato a <strong>Sigfrido Ranucci</strong> e al coinvolgimento, come presunto mandante secondo l&#8217;accusa, di Valter Lavitola.</p>
<p>Tutto nasce da un&#8217;intervista attribuita al direttore degli Approfondimenti Rai, <strong>Paolo Corsini,</strong> pubblicata dal <em>Corriere della Sera</em> e firmata da <strong>Simone Canettieri.</strong> Di solito molto preciso. Nell&#8217;intervista, Corsini affrontava sia il futuro di Report sia gli sviluppi dell&#8217;indagine. Sul programma di Rai3 il messaggio appariva netto: «Report è un marchio Rai, quindi nel palinsesto c&#8217;è, andrà avanti comunque. Poi <strong>Ranucci può esserci o no, può condurlo Giorgio Mottola o un altro</strong>». Una frase destinata inevitabilmente ad alimentare le indiscrezioni sul futuro del conduttore.</p>
<p>Non solo. Il direttore degli Approfondimenti Rai <strong>definiva la vicenda «inquietante»</strong>, ricordando che Ranucci è attualmente parte lesa nell&#8217;inchiesta, ma aggiungeva anche una stoccata al metodo giornalistico della trasmissione: «Se altri avessero usato il metodo Report su questa vicenda, <strong>Ranucci sarebbe stato già al gabbio</strong>. Pensa se fosse successo a me: mi avrebbero già crocefisso». Un riferimento al rapporto di amicizia tra Ranucci e Lavitola, che lo stesso conduttore ha sempre riconosciuto pubblicamente, spiegando di aver continuato a frequentarlo e di averlo utilizzato anche come fonte per alcune inchieste.</p>
<p>Sempre secondo quanto riportato nell&#8217;intervista, Corsini prendeva le distanze anche dal ristorante romano riconducibile a Lavitola: «Io a mangiare pesce da lui non ci sono mai andato. Ma so che chi aveva un problema con Report ci passava». E aggiungeva: «<strong>Come è uscito il nome di Lavitola ho pensato che ci fosse qualcosa dietro</strong>. Ranucci comunque la bomba ce l&#8217;ha avuta, poi se vera o farlocca non lo so. A questo punto deve chiarire».</p>
<p>Sembrava un&#8217;intervista destinata a far discutere. E invece, poche ore dopo, è arrivato il colpo di scena. Corsini ha infatti diffuso una durissima smentita: «In relazione a un&#8217;intervista che mi viene attribuita e che sta circolando in queste ore, <strong>smentisco categoricamente di averla mai rilasciata</strong>. Le dichiarazioni riportate non rispecchiano in modo corretto il mio pensiero e invito pertanto a non attribuirmi contenuti privi di fondamento».</p>
<p>Il direttore Rai rincara poi la dose: «Ricostruire una <strong>sedicente intervista,</strong> utilizzando parole e <strong>battute</strong> <strong>tra</strong> <strong>colleghi</strong> estrapolate dal proprio contesto, nega i principi cardine della nostra professione, tanto più quando l&#8217;obiettivo appare quello di alimentare ad arte polemiche per delegittimare il Servizio Pubblico, anche alla luce della recente presentazione dei nuovi palinsesti».</p>
<p>Infine precisa quella che definisce la sua reale posizione: «Sigfrido Ranucci ha subito un attentato, è parte lesa ed è una risorsa Rai. <strong>Sono note le voci che circolano sul faccendiere Lavitola</strong>. Siamo tutti in attesa del lavoro della magistratura. Report tornerà regolarmente in onda il prossimo autunno».</p>
<p>Resta così un interrogativo destinato ad alimentare il dibattito: che cosa è successo davvero? Da una parte un&#8217;intervista pubblicata sul <em>Corriere della Sera</em> e firmata da un cronista notoriamente preciso come Simone Canettieri; dall&#8217;altra una smentita totale del diretto interessato, che sostiene di non aver mai concesso quell&#8217;intervista e parla di frasi estrapolate da conversazioni informali. Un mistero nel mistero, destinato probabilmente a far discutere almeno quanto l&#8217;inchiesta giudiziaria.</p>
<p>Nel frattempo Valter Lavitola <a href="https://www.nicolaporro.it/lavitola-davanti-ai-pm-non-sono-stato-io-ecco-la-tesi-difensiva/" target="_blank" rel="noopener">è stato sentito dal procuratore capo Francesco Lo Voi</a> in relazione alle accuse di tentata strage e associazione per delinquere di tipo mafioso che gli vengono contestate. L&#8217;imprenditore respinge le accuse e ha illustrato la propria versione dei fatti ai magistrati.</p>
<p>Se preferisci, posso renderlo ancora più &#8220;da retroscena&#8221;, con un&#8217;apertura più incisiva e un taglio maggiormente giornalistico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/deve-chiarire-intervista-mai-rilasciata-un-nuovo-caso-ranucci-mistero-sulle-frasi-rai/">&#8220;Deve chiarire&#8221;, &#8220;Intervista mai rilasciata&#8221;. Un nuovo caso Ranucci: mistero sulle frasi Rai</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Lavitola davanti ai pm: &#8220;Non sono stato io&#8221;. Ecco la tesi difensiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 18:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Lavitola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'interrogatorio alla Procura di Roma. Non ha risposto alle domande ma ha rilasciato dichiarazioni spontanee</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 luglio 2026, Valter Lavitola è stato convocato presso la Procura di Roma in merito all&#8217;indagine sull&#8217;attentato dinamitardo avvenuto nell&#8217;ottobre 2025 fuori dall&#8217;abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci a Pomezia. Lavitola, imprenditore, è ritenuto dai magistrati il presunto mandante del gesto. Durante l&#8217;interrogatorio, svoltosi nell&#8217;ufficio del procuratore Francesco Lo Voi, Lavitola si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha rilasciato dichiarazioni spontanee. &#8220;Non sono stato io, non so chi possa essere stato e non ho idea del movente&#8221;, avrebbe dichiarato.</p>
<h2>Le posizioni di Lavitola e del suo difensore</h2>
<p>L&#8217;imprenditore ha espresso sorpresa e sconcerto per l&#8217;accusa di aver orchestrato l&#8217;attentato, affermando che tra lui e Ranucci vi sarebbe un rapporto di &#8220;fraternità&#8221;. Lavitola ha anche fornito spiegazioni sulla sua presenza nella zona dell&#8217;abitazione del giornalista circa un mese prima dell&#8217;evento, precisando che si recava frequentemente a trovare Ranucci per motivi personali.</p>
<p>L&#8217;avvocato difensore di Lavitola, Sergio Cola, ha ribadito l&#8217;amicizia tra i due, dichiarando che il suo assistito è &#8220;sconvolto&#8221; per le accuse che gli sono state rivolte. &#8220;Ci vediamo quasi tutti giorni, le nostre famiglie si frequentano, andiamo a cena spesso. È un&#8217;amicizia così stretta che è incompatibile con qualsiasi tipo di movente&#8221;, ha aggiunto.</p>
<h2>Indagini in corso e dichiarazioni sulle accuse</h2>
<p>Secondo la Procura, le perquisizioni effettuate lo stesso 4 luglio hanno portato al sequestro di telefoni e computer di Lavitola, che verranno analizzati per identificare possibili elementi utili all’inchiesta. Durante l’interrogatorio, Lavitola ha escluso qualsiasi coinvolgimento diretto o indiretto con il presunto intermediario Gomes Clesio Tavares, sostenendo che l&#8217;uomo è spesso in Camerun per attività commerciali, come documentabile dai suoi spostamenti. In merito alla sua presenza sul luogo dell&#8217;attentato circa un mese prima dei fatti, l&#8217;indagato ha sostenuto che spesso &#8220;andava lì a trovare Ranucci&#8221;.</p>
<h2>Il ruolo di Sigfrido Ranucci e le parole di Paolo Corsini</h2>
<p>Sigfrido Ranucci, noto conduttore di Report, è al momento considerato parte lesa nel caso. Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti Rai, ha commentato la vicenda definendola &#8220;inquietante&#8221; e ha sottolineato il necessario confine tra i giornalisti e le loro fonti. Corsini ha anche precisato che il programma Report continuerà ad essere trasmesso nei palinsesti Rai, indipendentemente dal coinvolgimento di Ranucci.</p>
<p>Corsini ha aggiunto: &#8220;La bomba potrebbe essere stata vera o farlocca, ma l&#8217;evento resta grave. Aspettiamo i risultati dell&#8217;indagine per capire meglio cosa sia successo&#8221;. Salvo poi smentire di aver rilasciato quella intervista.</p>
<h2>Gli sviluppi delle indagini</h2>
<p>Gli inquirenti stanno esaminando i materiali sequestrati a Lavitola per comprendere se vi siano prove che possano confermare il suo ruolo come mandante dell&#8217;attentato. La Procura di Roma prosegue con l&#8217;analisi e le verifiche legate al caso, cercando riscontri utili a chiarire i dettagli del gesto esplosivo avvenuto alle porte della casa del giornalista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/lavitola-davanti-ai-pm-non-sono-stato-io-ecco-la-tesi-difensiva/">Lavitola davanti ai pm: &#8220;Non sono stato io&#8221;. Ecco la tesi difensiva</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Ma vi rendete conto? I bimbi nel bosco dai giudici &#8220;scortati dalla polizia&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/ma-vi-rendete-conto-i-bimbi-nel-bosco-dai-giudici-scortati-dalla-polizia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Romiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 16:57:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia nel bosco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I bimbi Trevallion sentiti dai giudici: ma non era più ragionevole ascoltare i tre piccoli a cavallo del loro allontanamento dalla loro casa e non dopo 8 mesi?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ma-vi-rendete-conto-i-bimbi-nel-bosco-dai-giudici-scortati-dalla-polizia/">Ma vi rendete conto? I bimbi nel bosco dai giudici &#8220;scortati dalla polizia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come riporta l’<em>Ansa,</em> la mattina del 7 luglio “scortati da polizia e carabinieri, i bambini della <strong>famiglia nel bosco</strong> sono stati ascoltati per circa tre ore dai giudici del Tribunale per i minorenni dell&#8217;Aquila&#8221;. Non c’erano i due genitori, considerati per quasi otto mesi inidonei a svolgere il loro ruolo (sebbene sembra che attualmente i servizi sociali li abbiano quasi del tutti abilitati, a patto che iscrivano i figli alla scuola pubblica), e nemmeno il loro attuale avvocato, l’ex senatore leghista Simone Pillon.</p>
<p>Sempre secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa, “<strong>l&#8217;ascolto si è svolto nel più stretto riserbo e con rigorose misure di sicurezza</strong> (quasi che si trattasse di una caso legato alla criminalità organizzata). Al termine dell&#8217;udienza non sono arrivati commenti.”  Infine il pezzo dell’<em>Ansa</em> ribadisce un tormentone che si ripete si dall’inizio di questa assai controversa vicenda: “Secondo quanto si è appreso – si legge &#8211; i giudici si sono riservati la decisione. L&#8217;ascolto dei minori rappresenta uno dei passaggi più delicati del procedimento e sarà uno degli elementi su cui si baseranno le prossime valutazioni del collegio. Non si esclude che questo passaggio possa contribuire a delineare anche gli scenari futuri, compresa l&#8217;eventuale ipotesi di un ricongiungimento familiare.”</p>
<p>Complimenti a chi ha scritto l’articolo, dunque, dato che è riuscito a rubricare come mera ipotesi il ricongiungimento di una famiglia ai cui due adulti è stato imposto un <em>tour de force,</em> con un lungo elenco di obblighi imperativi da osservare, da far impallidire le mitologiche 7 fatiche di Ercole.</p>
<p>Non solo, e questo riguarda anche molti altri organi di stampa che hanno dato la notizia, pare che nessun giornalista si sia posto la seguente e semplicissima domanda: <strong>ma non era più ragionevole ascoltare i tre piccoli a cavallo del loro allontanamento dalla loro casa</strong> e dai loro affetti, animali compresi, anziché audirli dopo un vero a proprio calvario di circa otto mesi?<br />
Ma ovviamente noi siamo solo dei semplici e comuni mortali che non possono avere le capacità e l’esperienza di chi, in questo disgraziato Paese, si occupa alacremente dei diritti dei minori, anche se qualcosa proprio non ci “sconfinfera” in tutta questa storia.</p>
<p>Claudio Romiti, 8 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/ma-vi-rendete-conto-i-bimbi-nel-bosco-dai-giudici-scortati-dalla-polizia/">Ma vi rendete conto? I bimbi nel bosco dai giudici &#8220;scortati dalla polizia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Per Ranucci si mette male. Il direttore Rai: &#8220;Deve chiarire su Lavitola, vicenda inquietante&#8221;. Poi smentisce</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/per-ranucci-si-mette-male-il-direttore-rai-deve-chiarire-su-lavitola-vicenda-inquietante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 15:50:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura, tv e spettacoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corsini e la strana amicizia tra il conduttore di Report: "Non so se la bomba era farlocca. Il programma avanti anche senza lui"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/per-ranucci-si-mette-male-il-direttore-rai-deve-chiarire-su-lavitola-vicenda-inquietante/">Per Ranucci si mette male. Il direttore Rai: &#8220;Deve chiarire su Lavitola, vicenda inquietante&#8221;. Poi smentisce</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le dichiarazioni del direttore degli Approfondimenti Rai, <strong>Paolo Corsini,</strong> riaccendono il dibattito sul caso dell&#8217;attentato a Sigfrido Ranucci e sul nuovo capitolo dell&#8217;inchiesta che vede tra gli indagati, come presunto mandante, Valter Lavitola, imprenditore ed ex editore da anni legato al conduttore di Report da un rapporto di amicizia.</p>
<p>Intercettato davanti a <strong>Montecitorio,</strong> Corsini ha affrontato sia il futuro della trasmissione di Rai3 sia gli sviluppi giudiziari della vicenda. Sul programma non lascia spazio a dubbi: «Report è un marchio Rai, quindi nel palinsesto c&#8217;è, andrà avanti comunque. Poi Ranucci può esserci o no, può condurlo Giorgio Mottola o un altro». Parole che confermano la volontà dell&#8217;azienda di garantire la continuità della trasmissione, ma che allo stesso tempo lasciano aperta la questione sulla conduzione, in un momento in cui il nome di Ranucci è tornato al centro dell&#8217;attenzione mediatica per ragioni che vanno ben oltre <strong>l&#8217;attività giornalistica</strong>.</p>
<p>Corsini definisce l&#8217;intera vicenda <strong>«inquietante»,</strong> ricordando che allo stato attuale Ranucci è la persona offesa dell&#8217;inchiesta. Tuttavia, il direttore degli Approfondimenti Rai accompagna questa premessa con una critica al metodo investigativo che, a suo giudizio, avrebbe caratterizzato negli anni le inchieste di Report. «Se altri avessero usato il metodo Report su questa vicenda, <strong>Ranucci</strong> sarebbe stato già al <strong>gabbio.</strong> Pensa se fosse successo a me: mi avrebbero già crocefisso», afferma Corsini, sostenendo che, in circostanze analoghe, il programma avrebbe probabilmente dedicato ampio spazio ai rapporti personali e alle frequentazioni del protagonista della vicenda.</p>
<p>Il riferimento è al rapporto tra <strong>Ranucci</strong> e <strong>Lavitola,</strong> che lo stesso giornalista ha definito pubblicamente un amico, spiegando di averlo frequentato anche dopo le inchieste che lo riguardavano e di considerarlo una fonte per alcune puntate di Report. Dopo l&#8217;iscrizione di Lavitola nel registro degli indagati, Ranucci ha dichiarato di essere «sconcertato» e di non credere che l&#8217;amico avrebbe mai voluto fare del male a lui o alla sua famiglia.</p>
<p>Corsini prende inoltre le distanze dal ristorante romano riconducibile a Lavitola, luogo frequentato negli anni da esponenti della politica, dell&#8217;imprenditoria e del giornalismo. «Io a mangiare pesce da lui non ci sono mai andato. <strong>Ma so che chi aveva un problema con Report ci passava</strong>», osserva. Sul fronte delle indagini, il direttore Rai evita conclusioni definitive ma sottolinea come il coinvolgimento di Lavitola abbia immediatamente attirato la sua attenzione. «Come è uscito il nome di Lavitola ho pensato che ci fosse qualcosa dietro. <strong>Ranucci</strong> comunque la bomba ce l&#8217;ha avuta, poi se vera o farlocca non lo so. A questo punto deve chiarire».</p>
<p>Poi però il colpo di scena. Corsini smentisce tutto. «In relazione a un&#8217;intervista che mi viene attribuita e che sta circolando in queste ore, <strong>smentisco categoricamente di averla mai rilasciata</strong>. Le dichiarazioni riportate non rispecchiano in modo corretto il mio pensiero e invito pertanto a non attribuirmi contenuti privi di fondamento». E ancora: «Ricostruire una sedicente intervista, utilizzando parole e battute tra colleghi estrapolate dal proprio contesto, nega i principi cardine della nostra professione, tanto più quando l&#8217;obiettivo appare quello di alimentare ad arte polemiche per delegittimare il Servizio Pubblico, anche alla luce della recente presentazione dei nuovi palinsesti», aggiunge Corsini. «Sigfrido Ranucci ha subito un attentato, è parte lesa ed è una risorsa Rai. Sono note le voci che circolano sul faccendiere <span class="hilg1">Lavitola</span>. Siamo tutti in attesa del lavoro della magistratura. Report tornerà regolarmente in onda il prossimo autunno».</p>
<p>Intanto Valter Lavotola è è stato sentito dal procuratore capo Francesco Lo Voi in merito alle accuse a suo carico di tentata strage e associazione per delinquere di tipo mafioso (<a href="https://www.nicolaporro.it/lavitola-davanti-ai-pm-non-sono-stato-io-ecco-la-tesi-difensiva/">Leggi qui la sua tesi difensiva</a>).</p>
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