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	<title>La posta dei lettori</title>
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	<description>Il giornale di Nicola Porro</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 Mar 2026 11:21:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Caro Porro, altro che senza politica: ti racconto cosa succede davvero a scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 12:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[anpi]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dallo ius soli alla guerra a Gaza: episodi vissuti in prima persona che sollevano dubbi sulla libertà di pensiero in classe</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-altro-che-senza-politica-ti-racconto-cosa-succede-davvero-a-scuola/">Caro Porro, altro che senza politica: ti racconto cosa succede davvero a scuola</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro,<strong> chi Le scrive è</strong> <strong>un insegnante di una scuola primaria genovese.</strong> In questi giorni molti hanno esaltato l&#8217;apporto dei giovani alla vittoria del no al referendum parlando, erroneamente, di lucidità di pensiero anziché vedere in ciò il frutto di anni di indottrinamento politico svolto nelle scuole sia dai docenti in prima persona che da organizzazioni esterne presentate come terze ma in realtà <strong>tutte vicine alla sinistra più o meno estrema</strong>.</p>
<p>Al riguardo le racconto due delle mie molte esperienze in tal senso. Nel 2019, durante la discussione relativa allo ius soli, i docenti della &#8220;scuola&#8221; dove lavoravo fecero fare agli alunni stranieri<strong> un autoritratto con scritto «io sono italiano» che appesero nei corridoi della &#8220;scuola&#8221;.</strong> Quando feci presente che la scuola, tanto più se pubblica e dunque pagata coi soldi di tutti, non dovrebbe fare politica di parte mi sentii rispondere, sia da colleghi sia dai genitori, che se non condividevo i loro valori non avrei dovuto insegnare in quell&#8217;istituto. L&#8217;anno seguente, nonostante la richiesta di essere confermato, fui trasferito in un&#8217;altra scuola.</p>
<p>Quest&#8217;anno nella mia scuola <strong>alcuni insegnanti hanno proposto una delibera di condanna della guerra a Gaza.</strong> Ho fatto notare loro l&#8217;opportunità di condannare tutte le guerre e non solo quella a Gaza per non far passare l&#8217;idea (sbagliata) che vi siano guerre e <strong>morti di serie A ed altri di serie B.</strong> Alla fine, seppur con qualche lieve aggiustamento, è stata approvata una mozione che presentava la guerra a Gaza come una guerra molto più importante delle altre.</p>
<p>Sempre quest&#8217;anno, nella medesima scuola,<strong> è stato appeso sulla porta di una delle classi il disegno di una bandiera palestinese con la scritta «Palestina libera»</strong>. Ho chiesto invano di rimuoverla o quanto meno togliere la scritta in quanto il messaggio che trasmette non è certo un messaggio pacifista ma un messaggio militante. Ad oggi è ancora al suo posto;</p>
<p>A tutto ciò <strong>si aggiungono la forte presenza nelle scuole dell&#8217;ANPI,</strong> la stessa che a Genova ha cercato di impedire un evento in ricordo di Norma Cossetto e che si attribuisce, in modo fascista o più correttamente fasciocomunista, il diritto di decidere chi è conforme alla Costituzione e può parlare e chi no; Music for peace che, al raduno da lei organizzato lo scorso 17 settembre, ha visto tra gli interventi quello di <strong><a href="https://www.nicolaporro.it/hannoun-e-compagni-chi-sono-i-finanziatori-di-hamas/" target="_blank" rel="noopener">Hannoun</a> indagato per finanziamento </strong>ad Hamas e Libera che pur dicendosi contro tutte le mafie e dunque apartitica, in realtà è assolutamente schierata tanto è vero che alcuni responsabili dei campi estivi organizzati dall&#8217;associazione, chiamavano Berlusconi «il mafioso di Arcore».</p>
<p>Purtroppo <strong>la scuola di oggi è sempre meno impegnata ad insegnare agli alunni</strong> a pensare limitandosi dire loro cosa devono pensare. A molti docenti non interessa che i propri alunni imparino a ragionare con la propria testa ma con la loro&#8230;..</p>
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<p>C. J., 28 marzo 2026</p>
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		<title>Caro Porro, siamo tre ex prefetti indagati e poi assolti. E nessuno ha pagato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 08:13:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo anni sotto inchiesta, l’assoluzione dimostra i limiti di un sistema che espone funzionari dello Stato a processi lunghi e dannosi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-siamo-tre-ex-prefetti-indagati-e-poi-assolti-e-nessuno-ha-pagato/">Caro Porro, siamo tre ex prefetti indagati e poi assolti. E nessuno ha pagato</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, con <strong>una lettera inviata al Direttore de “Il Gazzettino”</strong>, abbiamo voluto offrire ai lettori veneziani uno spunto di riflessione sulla scorta delle nostre esperienze processuali, da loro ben conosciute, visto l’ampio clamore avuto a suo tempo dalle <strong>inchieste che ci hanno riguardato</strong>.</p>
<p><strong>Il “Fatto Quotidiano”</strong>, nel commentare la nostra iniziativa, ha tenuto a precisare che qualora al referendum sulla giustizia dovessero prevalere i Sì, nulla cambierebbe rispetto alle disfunzioni lamentate. Dal tono usato sembra trasparire anche una certa insofferenza verso chi, come noi (da tempo, pensionati), nonostante le imputazioni a nostro carico (e quelle contano, eccome contano per chi si abbevera alla fonte della cultura del sospetto!) l’abbiamo fatta franca e restiamo pure ingrati verso <strong>un sistema che alla fin fine ci ha riconosciuto innocenti.</strong></p>
<p>Sarebbe troppo lungo ripercorrere le vicende che ci hanno coinvolto, ci limitiamo a indicarle in estrema sintesi, per esemplificare dei casi in cui <strong>indagini gestite con superficialità</strong> si sono basate su fatti appurati successivamente (magari a distanza di qualche anno) insussistenti, senza alcuna conseguenza per chi quelle indagini ha condotto (Polizia Giudiziaria e chi la dirige, cioè i Pm).</p>
<p>Relativamente a quanto ci ha riguardato, si è trattato di vicende dovute alla circostanza che in un periodo veramente difficile, quello che va dalla <strong>seconda metà del 2014 alla prima metà del 2017</strong>, siamo stati chiamati a fronteggiare un eccezionale afflusso di migranti, i quali, sbarcati sulle coste prevalentemente siciliane e calabresi, venivano distribuiti nel giro di poche ore sull’intero territorio nazionale.</p>
<p>Al pari di tutti i colleghi operanti nelle diverse province, ci siamo letteralmente immersi nel lavoro per garantire basilari condizioni di accoglienza, pur nella carenza di mezzi e strutture disponibili. Una descrizione analitica sarebbe troppo lunga e noiosa, visto il lungo tempo trascorso, <strong>riteniamo pertanto sufficiente richiamare le imputazioni che ci hanno riguardato</strong> e, a fronte di esse, riportare brevi stralci delle corrispondenti pronunce assolutorie.</p>
<h2>CUTTAIA DOMENICO</h2>
<p><strong>Imputazione contestate</strong>: falso in atto pubblico; rilevazione di segreto d’ufficio; frode in concorso (con i gestori di un centro di accoglienza) in pubbliche forniture. Nella sentenza, definitiva, di assoluzione, si da atto che i comportamenti ritenuti dai P.M. di integrare la prima ipotesi di reato, hanno riguardato attività che non andavano ricomprese nella predisposizione di “atti pubblici aventi natura fidefacente”, trattandosi di attività informali.</p>
<p>Quanto alla seconda imputazione, i comportamenti ritenuti di integrare la rivelazione di segreti d’ufficio erano invece da far rientrare “nell’esercizio discrezionale dei poteri spettanti al prefetto…in assenza di specifica disposizione di legge di segno contrario”.</p>
<p>Quanto all’ultima imputazione, quella più grave, <strong>concernente la frode</strong>, particolarmente lesiva della dignità di un servitore dello Stato, è da rilevare che essa è stata formulata senza ipotizzare che l’interessato avesse agito al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto patrimoniale, ma solo con l’intento di attuare le direttive ministeriali che prevedevano l’obbligo di dare un’accoglienza immediata ai migranti, sorvolando, per questo, secondo l’accusa, sulle inefficienze palesate dall’ente gestore.</p>
<p>Il Tribunale, <strong>nella sentenza di assoluzione,</strong> oltre a rilevare l’oggettiva insussistenza dei fatti dedotti dalla pubblica accusa, ha ritenuto di evidenziare che “va anzi valorizzato…che quando l’imputato Cuttaia ha avuto contezza di presunti irregolarità…ha provveduto immediatamente ad avvisare il Procuratore della Repubblica, le Forze dell’Ordine e il Direttore Provinciale dell’INPS per quanto di competenza…Va poi considerato il contesto in cui sono maturati i fatti in esame, che ha indotto l’imputato Cuttaia, in buona fede, a cercare di assolvere a complessi compiti affidatigli in materia di immigrazione con limitati strumenti a sua disposizione”.</p>
<h2>BOFFI CARLO</h2>
<p><strong>Le imputazioni sono state due.</strong> La prima consisteva nel reato di falso in atto pubblico, per aver sottoscritto una relazione che riguardava il periodo precedente il suo insediamento a Venezia.</p>
<p>La seconda imputazione riguardava la violazione colposa di segreto d’ufficio, per avere dato comunicazione al gestore del centro di accoglienza di una visita conoscitiva che si sarebbe ivi svolta. L’aspetto inquietante della superficialità investigativa sta nel fatto che il P.M. ha ritenuto ispettiva tale visita senza però accertare che effettivamente lo fosse.<br />
In sede dibattimentale queste evidenti incongruenze sono emerse e ne è conseguita <strong>l’assoluzione in via definitiva con formula piena.</strong></p>
<p>Particolarmente sintomatico è un aspetto: la sentenza di assoluzione è intervenuta in appello, mentre in primo grado, nel giudizio abbreviato richiesto dall’interessato, il GIP aveva pronunciato l’assoluzione per il primo reato e la condanna, per il secondo, al minimo della pena, <strong>cioè 20 giorni di reclusione.</strong> Come a dire, non poteva fare a meno di condannarlo!</p>
<h2>ZAPPALORTO VITTORIO</h2>
<p><strong>Il Prefetto Vittorio Zappalorto</strong> mentre prestava servizio a Venezia, veniva coinvolto in una inchiesta che lo riguardava nel periodo in cui aveva svolto in precedenza le funzioni di Prefetto di Gorizia. Le imputazioni a suo carico andavano dal concorso esterno in associazione per delinquere, alla frode in pubbliche forniture, alla frode semplice, alla omessa denuncia.</p>
<p>In particolare, veniva contestato che il Prefetto, <strong>non effettuando i controlli previsti sulla gestione del centro di accoglienza,</strong> avrebbe favorito la commissione di una serie di reati da parte di dipendenti e responsabili del consorzio cui era stata affidata la gestione dei migranti; inoltre la Prefettura, secondo le accuse, avrebbe pagato al gestore fatture “gonfiate”.</p>
<p>Il Prefetto recuperava tutta la documentazione a sostegno della sua totale estraneità ai fatti addebitatigli. A quel punto il P.M., che non aveva mai vagliato seriamente le informative della polizia giudiziaria, avrebbe dovuto chiedere al GIP l’archiviazione. Al contrario ha lasciato scadere i termini per l’esercizio dell’azione penale e messo tutto nel cassetto <strong>nella speranza che intervenisse la prescrizione.</strong></p>
<p>Il Prefetto si è rivolto quindi alla Procura Generale di Trieste, chiedendo l’avocazione dell’inchiesta che è stata concessa e si è conclusa con la richiesta di totale archiviazione della posizione del Prefetto e di quella di molti altri imputati, tra cui altri due prefetti e funzionari e dipendenti della Prefettura.</p>
<p>Nel chiedere l’archiviazione, <strong>il Procuratore Generale ha osservato,</strong> tra l’altro: “In linea generale, con valutazione globale ed assorbente, rileva questo PG che i vari illeciti ascritti ai funzionari operanti presso la Prefettura di Gorizia siano del tutto privi di fondamento: l’articolazione dei capi d’accusa si è limitata a ripercorrere le considerazioni della Guardia di Finanza senza un adeguato vaglio critico”. Come da prassi, P.M. e agenti della polizia giudiziaria non solo non hanno avuto alcuna conseguenza ma sono stati tutti promossi!</p>
<p>Come si può notare,<strong> i reati contestati sono stati diversi,</strong> alcuni lievi, altri gravi e con una caratteristica singolare, che la loro commissione non sarebbe stata compiuta per trarne vantaggi economici di alcun tipo (traducendo: né denaro, né oggetti, né cene, né vacanze, ecc.). Tant’è che per trovare i moventi dei supposti reati dolosi, i P.M. o hanno ipotizzato che siano stati compiuti dagli accusati per dimostrare di essere capaci di risolvere i problemi e quindi trarne giovamento per la progressione in carriera, oppure hanno proprio omesso di enunciare il movente.</p>
<p>Spiace anche rilevare, nella circostanza, come qualche campione di garantismo, allora, sia rimasto silente forse perché veniva comunque assestato dai P.M. un colpo all’operatività dell’accoglienza dei migranti. Pensiamo che il contenuto della lettera inviata al Direttore de “Il Gazzettino” possa costituire <strong>oggetto di interesse</strong> anche per coloro che consultano il sito nicolaporro.it anche se non hanno seguito, ai tempi, le vicende che ci hanno riguardato.<br />
Un post scriptum riteniamo che sia necessario.</p>
<p>L’infallibilità dei P.M., i quali non pagano quasi mai, neppure disciplinarmente, per i propri errori, copre anche l’attività della Polizia Giudiziaria, la quale, quando esegue le indagini avviate dai P.M., opera <strong>sotto le ali protettrici delle Procure della Repubblica.</strong></p>
<p>Ebbene, allorquando l’appartenente alle Forze dell’Ordine opera quale agente o ufficiale di pubblica sicurezza (quindi alle dipendenze delle Autorità di P.S.) è <strong>esposto a mille pericoli e ad ogni tipo di rischio processuale.</strong> Quando invece opera da agente o ufficiale di P.G. alle dirette dipendenze dei P.M. e nel seguire le direttive di questi ultimi, può permettersi qualsiasi errore, ricevendo premi (anche in denaro) e riconoscimenti per le “brillanti operazioni” portate a termine sotto il coordinamento operativo delle Procure della Repubblica, anche se dopo qualche tempo le stesse dovessero rivelarsi del tutto farlocche, perché evidentemente rilevano solo la notitia criminis del momento ed il relativo clamore mediatico.</p>
<p><strong>Il Governo farebbe bene anche a intervenire in questo settore</strong>, sollecitando gli Uffici e i Comandi delle Forze dell’Ordine a valutare attentamente l’operato dei propri appartenenti inquadrati nelle squadre di Polizia Giudiziaria poste alle dirette dipendenze dei P.M., naturalmente quando sia risultata incontrovertibilmente la commissione di errori marchiani.</p>
<p><strong>Un buon inizio</strong> potrebbe essere, ad esempio, anche quello di evitare che Poliziotti (della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria), Carabinieri e Finanzieri, facciano da sfondo, in uniforme, alle conferenze stampa dei Procuratori e Sostituti Procuratori di turno.</p>
<p>Un cordiale saluto a Lei e a Suoi Lettori.</p>
<p>Domenico Cuttaia, Carlo Boffi, Vittorio Zappalorto</p>
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		<title>Caro Porro, ero una bambina: anch&#8217;io strapazzata come la famiglia nel bosco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 16:25:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie nel bosco]]></category>
		<category><![CDATA[la posta dei lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi racconto la mia storia tra tribunali, assistenti sociali e decisioni contro la mia volontà</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ero-una-bambina-anchio-strapazzata-come-la-famiglia-nel-bosco/">Caro Porro, ero una bambina: anch&#8217;io strapazzata come la famiglia nel bosco</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, vi scrivo perché penso sia importante per la questione <strong>“famiglia nel bosco”</strong> ascoltare l&#8217;opinione di &#8220;una bambina&#8221;, oggi adulta, che ha vissuto sulla sua pelle l&#8217;incontro con <strong>certi giudici e assistenti sociali che sembrano cloni</strong> di quelli che si occupano dei signori Travallion. Con la mia storia, posso far capire che ciò che fanno certi giudici e assistenti sociali ai poveri malcapitati, solo perché anagraficamente più piccoli, è assolutamente <strong>assurdo e crudele</strong>.</p>
<p>Io ne sono fuori quindi posso parlare senza pericolo, all&#8217;epoca non potevo farlo, dovevamo solo assecondare e stare zitti perché c&#8217;era la<strong> continua minaccia</strong> che queste persone scrivessero relazioni negative sui familiari che amavo e, quindi, poi c&#8217;era il rischio che potessero separarci esattamente come stanno facendo con<strong> la signora Catherine</strong>.</p>
<p>Vorrei far capire al pubblico quanto sia importante rispettare la volontà dei bambini. È vergognoso togliere <strong>il diritto ad un minore</strong> di scegliere dove e con chi vivere, vorrei far capire a chi fa le leggi e al pubblico che portare via un bimbo, come anche un adulto, contro la sua volontà è <strong>sequestro di persona</strong>, e questa cosa deve finire, non può far parte di una democrazia civile. Ora che sono adulta posso dire quanto stia sbagliando e posso dirlo con certezza, perché adesso nessuno può più dirmi che se avessi voluto vivere con mia madre lo avrei dovuto dire, perché ero piccola e non capivo niente.</p>
<p><strong>Io sono nata negli anni ‘80</strong> e mi rendevo conto di vivere in un&#8217;epoca dove c&#8217;era la modernità e la democrazia per tutti <strong>ma non per me che ero minore.</strong> La legge sotto questo aspetto sembrava e sembra una beffa totale, e quindi, per questa grave falla, mi sono accadute tante cose vergognose solo perché per legge non basta semplicemente chiedere a un bambino &#8220;Dove vuoi vivere?&#8221;. Se si rispettasse questo principio non sarei stata obbligata continuamente ad andare in posti dove non volevo, <strong>separata da mia madre e lasciata piangere per ore</strong>, immobilizzata da carabinieri e assistenti sociali, oppure, in un’altra occasione, costretta a scappare lontano nei campi perché i carabinieri erano venuti per portarmi via come fossi stata una delinquente invece ero solo una bimba.</p>
<p><strong>Ho vissuto anni nel continuo terrore</strong> di non vedere più la mia famiglia. Avevo incubi notturni, nel sonno mi alzavo in piedi e chiamavo la mamma. Quando piangevo disperata gli assistenti sociali dicevano a mia madre che tutto ciò era per il mio bene, altri sbuffavano stressati dai miei pianti continui, dicevano che non ce la facevano più, che bastava così ma i colleghi gli rispondevano che non bastava, che bisognava andare avanti.</p>
<p>Tutto è cominciato perché i miei genitori si sono separati e mio padre voleva vendicarsi tramite me, perché non aveva potuto ottenere i beni dei miei nonni materni. Così ha fatto causa e nella nostra vita sono entrati <strong>giudici e assistenti sociali.</strong> Conoscere queste persone, per me e la mia famiglia, <strong>è stato come entrare in un incubo</strong>, da cui non riuscivamo più a svegliarci.</p>
<p>Siamo entrati in una palude che voleva risucchiarci a tutti i costi e da cui siamo riusciti a uscire con molta difficoltà, con grande danno alla salute, <strong>lottando con battaglie su battaglie</strong> fatte di giornate da avvocati e periti medici, ricorsi, udienze, incontri, perizie, sentenze, grossi fascicoli di giudici tutelari.</p>
<p><strong>Questa storia è durata dieci anni</strong> in cui sia mio padre che mia madre hanno speso una marea di soldi di avvocati e di periti di parte. Dieci anni in cui sono stati spesi invano anche i soldi dei cittadini italiani perché giudici, assistenti sociali e carabinieri sono dipendenti statali. Tutto questo assurdo dispiegamento di energie, forze e sofferenza psicofisica si poteva risparmiare facendomi solo una semplice domanda: <strong>“Con chi vuoi vivere?”</strong> Io avrei risposto e la questione si sarebbe chiusa subito ma ciò non è avvenuto perché la legge non rispetta la volontà dei bimbi.</p>
<p>Mio padre voleva affidarmi alle cure della sua nuova compagna, che mi vedeva come un ostacolo per i beni di lui di cui lei voleva impadronirsi. Se fossi andata a vivere con loro, come volevano i giudici, <strong>non so come mi avrebbe trattata</strong>.  Quindi, nella mia vita, nelle mie questioni familiari, come si permettevano questi giudici e assistenti sociali di tentare in tutti i modi di strapparmi da mia madre? <strong>Era un delirio e lo stesso vale per i bimbi del bosco:</strong> sono affari loro, lo sanno loro come stanno bene, perché si deve andare contro la loro volontà? Si torna sempre lì&#8230; alla questione che la loro volontà viene calpestata.</p>
<p>Ma quali sono le conseguenze di tutto ciò? <strong>Il trauma è rimasto per tutta la vita,</strong> anche ora, abbraccio spesso mia madre e i miei famigliari perché ho dei flashback di quei momenti in cui, per colpa di quelle persone, non potevo farlo. Si parla di abusi su minori solo quando c’è pedofilia o violenze fisiche ma io penso che gli abusi su di me li abbiano fatti le istituzioni con il comportamento sopra descritto e che non siano inferiori agli altri tipi di abusi, <strong>purtroppo vedo che la situazione non è cambiata.</strong></p>
<p>Ora c’è la proposta di legge di creare un team di psichiatri a decidere se un bambino deve essere tolto da un posto oppure no, sicuramente meglio delle assistenti sociali, ma <strong>i bimbi non hanno bisogno dello psichiatra</strong>! Hanno solo bisogno di vivere in pace dove vogliono, senza essere traumatizzati. Il team piuttosto dovrebbe analizzare la mente dei giudici prima di dargli certe cariche, ciò sarebbe indispensabile, io lo chiedo a gran voce! Il team, oltre alla mente, dovrebbe analizzare <strong>se il candidato è dotato di logica, etica, moralità, umanità</strong>, sensibilità, perché senza questo connubio, ed<em> in primis</em> la sensibilità, non può giudicare niente, tanto meno la tutela dei minori.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/la-famiglia-nel-bosco-gioca-la-carta-per-riavere-i-figli-ma-e-caos-sullassistente-sociale/" target="_blank" rel="noopener">La famiglia nel bosco gioca la carta per riavere i figli. Ma è caos sull&amp;#8217;assistente sociale</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/famiglia-nel-bosco-la-tremenda-strategia-per-colpire-catherine/" target="_blank" rel="noopener">Famiglia nel Bosco, la tremenda strategia per colpire Catherine</a></li>
</ul>
<p>Comunque, anche con la legge attuale, sia negli anni &#8217;80 sia oggi, se un giudice è dotato di queste qualità <strong>può fare il bene dei minori</strong>; infatti, nel mio caso vi fu un Giudice che mi salvò per lungo tempo, ed un altro che tentò di farlo anche se poi gli venne impedito da altri. Quindi, per me che l’ho vissuta, penso che innanzitutto la legge debba essere maneggiata solo da chi ne è in grado perché se no diventa <strong>un bisturi in mano a un macellaio</strong>.</p>
<p>Come si sentirebbe qualsiasi adulto, capace di intendere e di volere, se degli estranei entrassero all’improvviso nella sua vita e, senza ragione alcuna, lo volessero portare a casa di un parente per cui non ha simpatia o in <strong>una casa-famiglia con degli estranei</strong>? Sarebbe un delirio perché è adulto, ma<strong> se è bambino deve subire tutto questo, è assurdo!</strong> Vorrei veramente mettere a disposizione la mia esperienza per far capire alla società come è necessario che cambino le cose.</p>
<p>Vittoria Sonnino, 20 marzo 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ero-una-bambina-anchio-strapazzata-come-la-famiglia-nel-bosco/">Caro Porro, ero una bambina: anch&#8217;io strapazzata come la famiglia nel bosco</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, Cgil senza vergogna: occupa la scuola per propagandare il No</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-cgil-senza-vergogna-occupa-la-scuola-per-propagandare-il-no/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 09:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gentile Direttore Porro, le scrivo per sottoporre all&#8217;attenzione dei Suoi lettori un paradosso tutto italiano che sta consumandosi all’interno delle nostre istituzioni scolastiche, laddove la libertà di pensiero dovrebbe essere di casa e che invece, troppo spesso, si trasforma in teatro di un catechismo ideologico fuori tempo massimo. Parlo dell’atteggiamento della CGIL Scuola, che sembra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-cgil-senza-vergogna-occupa-la-scuola-per-propagandare-il-no/">Caro Porro, Cgil senza vergogna: occupa la scuola per propagandare il No</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Direttore Porro, le scrivo per sottoporre all&#8217;attenzione dei Suoi lettori <strong>un paradosso tutto italiano</strong> che sta consumandosi all’interno delle nostre <strong>istituzioni scolastiche</strong>, laddove la libertà di pensiero dovrebbe essere di casa e che invece, troppo spesso, si trasforma in <strong>teatro di un catechismo ideologico fuori tempo massimo</strong>. Parlo dell’atteggiamento della <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/se-la-cgil-vale-piu-della-polizia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>CGIL Scuola</strong></a>, che sembra aver confuso il proprio ruolo di tutela dei lavoratori con quello di un comitato elettorale permanente. È inaccettabile assistere all’occupazione sistematica delle assemblee sindacali per finalità che nulla hanno a che vedere con i diritti concreti dei docenti e del personale ATA, ma che servono unicamente a orientare il voto in vista del prossimo referendum Costituzionale.</p>
<p>L’articolo 20 della Legge 300/1970 (lo Statuto dei Lavoratori) parla chiaro: <strong>le assemblee devono vertere su “materie di interesse sindacale e del lavoro”</strong>. Eppure, assistiamo a un <strong>uso dispotico e manipolatorio di questo diritto sacrosanto</strong>, piegato per fare politica attiva e ideologica su questioni di coscienza individuale che riguardano il cittadino, non il lavoratore in quanto tale. Il <em>modus operandi</em> è quasi intimidatorio: si agita lo spauracchio della denuncia per “condotta antisindacale” contro quei dirigenti scolastici che osano chiedere trasparenza sull&#8217;ordine del giorno, costringendo di fatto le scuole a sospendere il servizio e i lavoratori a subire una vera e propria &#8220;catechizzazione&#8221; pagata dai contribuenti.</p>
<p><strong>Questa non è democrazia, è malafede.</strong> Invece di occuparsi di precariato, scatti stipendiali e sicurezza negli edifici, la CGIL utilizza il potere conferitogli dalla legge per manipolare le menti e imporre una linea di partito,<strong> trasformando il diritto all&#8217;assemblea in un ufficio propaganda</strong>. È tempo che i lavoratori della scuola riprendano coscienza del proprio ruolo e non si lascino usare come massa di manovra da chi, anziché difenderne la dignità professionale, preferisce giocare a scacchi con la Costituzione sulla pelle della scuola pubblica. La libertà sindacale è un diritto nobile; usarla per fini elettorali è un insulto a chi quel diritto lo ha conquistato con la lotta.</p>
<p>Distinti saluti</p>
<p>Massimo Micheli</p>
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		<title>Caro Porro, siamo al paradosso: perché ai fuori sede non è permesso votare?</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-siamo-al-paradosso-perche-ai-fuori-sede-non-e-permesso-votare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:43:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si avvicina la data per il referendum. Ma studenti e lavoratori sono costretti a tornare nel loro Comune di residenza. Eppure basterebbe poco</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro,<br />
seguo tutte le Sue trasmissioni televisive e la stimo profondamente per la sua competenza ed onestà intellettuale. Vorrei porre alla Sua cortese attenzione la questione relativa al voto dei <strong>Fuori Sede</strong>, ovvero delle persone, lavoratori e studenti, che non sono domiciliate nel proprio comune di residenza.</p>
<p>Ebbene, alla platea dei Fuori Sede non è data la possibilità di votare al prossimo <strong>referendum sulla giustizia</strong>; non tutti, per svariati motivi, hanno la possibilità di tornare nel proprio Comune di residenza nei giorni del referendum e, di conseguenza, hanno hanno la possibilità, pur volendolo fortemente, di esercitare il proprio <strong>diritto di voto</strong>; non sono messe nelle condizioni di poterlo fare.</p>
<p>Considerato che, ad ogni tornata elettorale, nelle discussioni che si susseguono al voto, ci si lamenta sempre della bassa affluenza, mi domando e Le domando: &#8220;Perché non si fa nulla per agevolare le persone a recarsi alle urne, consentendo anche ai Fuori Sede, tutti, indipendentemente dalla categoria di appartenenza (studenti, lavoratori e quant&#8217;altro) di andare a votare nel proprio Comune di domicilio?&#8221;.  Non credo sia così complicato dal punto di vista organizzativo, specie per il referendum ove vi è un unico quesito che è sempre lo stesso ovunque ci si trovi a votare (Nord, Centro e Sud).</p>
<p>Agli Italiani all&#8217;Estero è sempre consentito di votare, per cui non vedo perché non si possa fare anche con i Fuori Sede che vivono in Italia. Francamente, mi sembra un paradosso.</p>
<p>Sono molto meravigliato, in negativo, che non si parli mai di questa questione, salvo poi lamentarsi a posteriori, in generale, della bassa affluenza scaricando il motivo sugli elettori che sono disaffezionati alla politica. Molti andrebbero a votare, ma non sono messi nelle condizioni di poterlo fare.</p>
<p>Vorrei un Suo parere in merito e, se possibile, di dibattere della questione con i politici ospiti delle Sue trasmissioni affinché dalle prossime elezioni sia possibile consentire di votare al di fuori del proprio comune di residenza.</p>
<p>Grazie per la cortese attenzione.</p>
<p>Maurizio Bove, 18 marzo 2026</p>
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		<title>Caro  Porro, ti racconto una storia di tributaria che non può essere ignorata</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ti-racconto-una-storia-di-tributaria-che-non-puo-essere-ignorata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 14:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accertamento iniziale oltre 500.000 euro nato da una fattura poi stornata e mai pagata: oggi il caso è davanti alla Cassazione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Nicola, sono un c<strong>ommercialista di Milano</strong> e ti scrivo perché condivido molte delle tue posizioni soprattutto sul tema giustizia. Il dibattito si concentra quasi sempre sul penale giustamente, viste le conseguenze sulla libertà personale, ma<strong> si trascura la giustizia tributaria,</strong> dove spesso vengono avanzate pretese fiscali infondate e sproporzionate che, pur non incidendo sulla libertà, hanno <strong>impatti economici e personali</strong> tutt&#8217;altro che indolori.</p>
<p>Ti porto un caso concreto, <strong>accertamento iniziale oltre 500.000 euro, ridotto in contraddittorio a 180.000</strong>, a fronte di una posizione che dalla documentazione risulterebbe addirittura a credito. La pretesa nasce dal coinvolgimento indiretto dell&#8217;azienda in verifiche su un fornitore terzo, fattura ricevuta, poi stornata con nota di credito e mai pagata, circostanza riconosciuta dalla stessa Agenzia. Nonostante ciò, l&#8217;Ufficio ha esteso il controllo all&#8217;intera contabilità 2014: su 640 fatture passive, 332 con descrizioni analoghe, ne sono state contestate 46, escluse dai costi senza criteri coerenti.</p>
<p>In appello, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio ha ribaltato <strong>la sentenza favorevole al contribuente</strong>, fondando la decisione sulla presunta genericità delle fatture. <strong>L&#8217;Agenzia ha inoltre introdotto nuovi elementi</strong>, richiamando avvisi di accertamento verso terzi indicati solo per numero, senza produrre i documenti, per giustificare esclusioni a campione, e il Collegio ne ha tenuto conto.</p>
<p>È stato ignorato il vizio centrale dell&#8217;accertamento: disparità di trattamento tra fatture identiche e assenza di criteri trasparenti, con evidente compressione del diritto di difesa. (il relatore era la PM di Roma Giammaria Antonia, quella dei dossieraggi&#8230;che di tributario a mio avviso ci prende poco!!). <strong>Siamo ora in Cassazione.</strong></p>
<p>Questo è solo uno dei casi che ho seguito, molti altri non arrivano nemmeno a giudizio perché, su importi più contenuti, i contribuenti preferiscono chiudere in contraddittorio riducendo la pretesa pur non dovendo nulla.<strong> Credo sia un tema che meriterebbe attenzione</strong>. Se ti interessa approfondire, posso condividere documentazione verificabile. Grazie e scusa se sono stato un po&#8217; lungo e complimenti per la trasmissione e per “La Zuppa”.</p>
<p>Paolo Porta, 14 marzo 2026</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, ti racconto il calvario di mio figlio per votare al referendum sulla giustizia</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ti-racconto-il-calvario-di-mio-figlio-per-votare-al-referendum-sulla-giustizia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 17:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[referendum costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[riforma della giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli italiani nel mondo sono celebrati nei discorsi ufficiali, ma dimenticati quando si tratta di diritti </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ti-racconto-il-calvario-di-mio-figlio-per-votare-al-referendum-sulla-giustizia/">Caro Porro, ti racconto il calvario di mio figlio per votare al referendum sulla giustizia</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gent. Dr. Porro, mi rivolgo a Lei per denunciare una realtà, che forse non tutti sanno: capita infatti che<strong> il diritto di voto per corrispondenza dei cittadini italiani</strong> residenti all&#8217;estero<strong> venga spesso negato</strong>, nonostante sia tutelato dalla Costituzione Italiana.</p>
<p>Ad esempio mio figlio, <strong>iscritto regolarmente all&#8217;A.I.R.E. e residente a New York da diversi anni,</strong> come in precedenza anche ora non riuscirà a votare in occasione del prossimo Referendum del 22 e 23 marzo 2026, semplicemente per non aver ricevuto dal Consolato Italiano il plico elettorale, che per legge deve essere spedito quasi un mese prima della data del voto in Italia.</p>
<p><strong>Sollecitare il Consolato al riguardo è risultato essere tempo perso.</strong> Come mio figlio, anche diversi suoi amici vivono la medesima esperienza. Sembra infatti che i plichi elettorali vengano spesso venduti o utilizzati furtivamente da estranei, attuando veri e propri &#8220;brogli elettorali&#8221;.</p>
<p>All&#8217;inizio di quest&#8217;anno si accennava ad un provvedimento governativo che consentisse il voto non più per corrispondenza, ma di persona presso <strong>il Consolato Italiano di competenza,</strong> così come peraltro avviene per cittadini di altre nazioni, ma anche questa volta si è trattato di una speranza delusa.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione e Buon Lavoro.</p>
<p>Massimo Domenici, 5 marzo 2026</p>
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		<item>
		<title>Caro Porro, chiudiamo Glovo e Deliveroo? I rider torneranno in nero</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-chiudiamo-glovo-e-deliveroo-i-rider-torneranno-in-nero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[deliveroo]]></category>
		<category><![CDATA[Glovo]]></category>
		<category><![CDATA[rider]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immaginiamo lo scenario nel quale Glovo e Deliveroo decidono di seguire Uber Eats ed escono dal mercato Italiano, cosa succede?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-chiudiamo-glovo-e-deliveroo-i-rider-torneranno-in-nero/">Caro Porro, chiudiamo Glovo e Deliveroo? I rider torneranno in nero</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/rider-glovo-e-deliveroo-i-magistrati-vogliono-imporci-il-loro-stato-etico/" target="_blank" rel="noopener">ho appena letto l&#8217;articolo sui rider e mi chiedo se effettivamente, come scrive Claudio Romiti, &#8220;Tertium non datur&#8221;</a>, perché purtroppo il &#8220;tertium&#8221; esiste ed è tutto a danno dei rider.</p>
<p>Immaginiamo lo scenario nel quale <strong>Glovo</strong> o <strong>Deliveroo</strong> decidono di seguire Uber Eats ed escono dal mercato Italiano, cosa succede? Le opzioni sono due: una poco credibile che prevede lo stop alle consegne a domicilio, nel quale i rider rimangono senza lavoro, il secondo più probabile è il ritorno alla frammentazione con ogni locale che gestisce le proprie consegne con propri rider che, probabilmente, <strong>pagherà in nero</strong>. Oltre alla mancanza di garanzie che è l&#8217;aspetto più importante, per i rider diminuisce il reddito visto che ha un solo &#8220;cliente&#8221; invece di una moltitudine aggregata in un consolidatore.</p>
<p>Insomma quella che sembra una difesa dei diritti diventa solo un modo per penalizzare questi lavoratori ed i consumatori. È triste vedere come per <strong>interessi corporativi,</strong> si va a far del male ad una fascia così ampia di popolazione ed è ancora più triste che personaggi pubblici usino il palco di Sanremo per perorare questa causa, senza possibilità di contraddittorio.</p>
<p>Un vostro assiduo lettore<br />
Alessandro</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-chiudiamo-glovo-e-deliveroo-i-rider-torneranno-in-nero/">Caro Porro, chiudiamo Glovo e Deliveroo? I rider torneranno in nero</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, altro che aiuti: così lo Stato rende la vita impossibile alle piccole Partite IVA</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-altro-che-aiuti-cosi-lo-stato-rende-la-vita-impossibile-alle-piccole-partite-iva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 17:46:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il corto circuito della riscossione che paralizza chi prova a mettersi in regola</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-altro-che-aiuti-cosi-lo-stato-rende-la-vita-impossibile-alle-piccole-partite-iva/">Caro Porro, altro che aiuti: così lo Stato rende la vita impossibile alle piccole Partite IVA</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, Le scrivo con una domanda che non mi fa dormire la notte: è<strong> giusto bloccare il conto corrente</strong> a una piccola partita IVA prima ancora che possa iniziare a pagare la rateizzazione concordata?</p>
<p>Mia moglie è una lavoratrice autonoma conto terzi.<strong> Non è un evasore,</strong> non ha nascosto capitali, non ha spostato fondi all’estero. <strong>Ha dichiarato tutto.</strong> Negli anni 2019–2021, con il crollo del lavoro, ha dovuto scegliere tra pagare le imposte arretrate o garantire alla famiglia il necessario per vivere.</p>
<p>Oggi, <strong>pur avendo aderito a una rateizzazione,</strong> si è vista bloccare il conto corrente prima della scadenza della prima rata. Senza la possibilità concreta di organizzarsi. <strong>Significa non poter fare carburante per lavorare,</strong> non poter pagare le utenze, non poter fare la spesa.</p>
<p>Alla richiesta di spiegazioni è stato risposto che <strong>avvisare prima permetterebbe di spostare i soldi.</strong> Ma qui non parliamo di milioni, parliamo di poche migliaia di euro e di una micro-attività che vive di liquidità quotidiana.</p>
<p>Il punto è semplice: <strong>se si impedisce a una persona di lavorare, come farà a pagare?</strong></p>
<p><strong>Le piccole partite IVA</strong> si trovano oggi schiacciate tra tasse arretrate e imposte correnti, con meccanismi di riscossione che rischiano di essere più punitivi che risolutivi.</p>
<p>Non è una polemica ideologica. <strong>È una richiesta di buon senso economico e umano</strong>.</p>
<p>Forse sarebbe il caso di aprire un dibattito pubblico su questo paradosso: <strong>recuperare crediti sì,</strong> ma senza spegnere chi sta cercando di restare in piedi.</p>
<p>Cordiali saluti,</p>
<p>Renato Di Leone</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-altro-che-aiuti-cosi-lo-stato-rende-la-vita-impossibile-alle-piccole-partite-iva/">Caro Porro, altro che aiuti: così lo Stato rende la vita impossibile alle piccole Partite IVA</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, abyssus abyssum invocat. Ecco la verità sul concorso notarile</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-abyssus-abyssum-invocat-ecco-la-verita-sul-concorso-notarile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 12:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Notaio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Irregolarità, tempi biblici e selezione che non premia i migliori: perché il concorso va ripensato</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-abyssus-abyssum-invocat-ecco-la-verita-sul-concorso-notarile/">Caro Porro, abyssus abyssum invocat. Ecco la verità sul concorso notarile</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, <strong>ho partecipato al concorso notarile tenutosi nel novembre del 2024</strong> i risultati del quale sono stati pubblicati a febbraio 2026.</p>
<p>Pochi giorni dopo, <strong>la stampa ha reso noto il contenuto di un documento contenente un elenco di Santi</strong> associati ad alcuni candidati. Non voglio esprimermi in merito a questa vicenda, ancora da chiarire, né sulla polemica che riguardò la formazione di questa commissione di concorso per la quale rimando al contributo <em>Se mantieni la calma quando tutti intorno a te hanno perso la testa, probabilmente non hai capito il problema.</em> Lettera al Presidente Biino e al notaio Miceli apparso su Federnotizie in data<strong> 13 novembre 2024.</strong></p>
<p>Ritengo però siano maturi i tempi per una<strong> riflessione sull’accesso al notariato,</strong> data l’importanza della figura del notaio per il corretto funzionamento del nostro sistema economico in generale, anche se qui posso limitarmi solo ad alcune considerazioni vaghe e, soprattutto, molto schematiche. L’importante è che non si accantoni il discorso in ordine all’accesso al notariato.</p>
<p>In prima battuta devo con rammarico constatare <strong>una mancanza di serietà nello svolgimento delle prove scritte</strong> del concorso: ho visto interi capannelli di candidati parlare costantemente tra loro, sia in bagno che al proprio posto, risolvendo in gruppo le problematiche sollevate dalle prove concorsuali.</p>
<p>Il servizio d’ordine su questo aspetto specifico dovrebbe essere intransigente e procedere <strong>all’espulsione immediata dei candidati</strong> colti a scambiarsi informazioni.</p>
<p>Frequentando delle scuole notarili, <strong>poco alla volta conosci le persone che siederanno vicino a te a Roma,</strong> visto che i posti sono assegnati in ordine alfabetico, e questo consente una migliore comunicazione durante le giornate concorsuali.</p>
<p>Peraltro proprio <strong>alcune scuole incentivano la formazione di gruppi di conoscenti,</strong> arrivando ad organizzare delle simulazioni di concorso durante le quali si simula, appunto, anche il momento in cui si andrà in bagno con il proprio vicino di banco per potersi esercitare a parlare senza essere visti dal servizio d’ordine.</p>
<p>Consapevole delle difficoltà logistiche della seguente proposta, il problema potrebbe essere in parte arginato disponendo<strong> i candidati a concorso non in ordine alfabetico</strong> ma in modo del tutto casuale.</p>
<p>Passando poi ad una rapida rassegna di quelli che a mio avviso sono i sempiterni problemi strutturali della selezione dei notai, <strong>devo evidenziare quanto segue.</strong></p>
<p>In primo luogo, <strong>il concorso non si celebra ogni anno</strong>, ma mediamente ogni diciotto mesi ed in più i risultati delle prove scritte si fanno attendere tendenzialmente per più di un anno (per dare un’idea delle tempistiche, si allega qui sotto una tabella relativa alle ultime annate). <strong>A febbraio 2026</strong> stiamo discutendo di un concorso svoltosi nel novembre del 2024 e questo accade ad ogni tornata concorsuale: inizi a sentirti un po’ come il tenente Drogo…</p>
<p><a href="https://www.nicolaporro.it/?attachment_id=305605" rel="attachment wp-att-305605"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-305605" src="https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/Nadalini-Abyssus-Tabella.png" alt="Nadalini-Abyssus-Tabella" width="648" height="849" srcset="https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/Nadalini-Abyssus-Tabella.png 648w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/Nadalini-Abyssus-Tabella-229x300.png 229w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/Nadalini-Abyssus-Tabella-360x472.png 360w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/Nadalini-Abyssus-Tabella-500x655.png 500w" sizes="(max-width: 648px) 100vw, 648px" /></a></p>
<p>Tempistiche così dilatate costituiscono un oggettivo sbarramento per i candidati meno abbienti: non tutti possono permettersi di dedicare anni essenzialmente ad attendere le prove di un concorso.<strong> Non è solo una questione di giustizia sociale</strong>, è altresì un problema per il notariato stesso che ha tutto l’interesse a selezionare i candidati migliori, a prescindere dalle proprie possibilità economiche, perché, parafrasando un discorso tratto da “Ratatouille” (sublime film d’animazione!) “non tutti possono diventare un grande notaio, ma un grande notaio può celarsi in chiunque”. <strong>Il fatto di non assegnare tutti i posti a concorso</strong> non costituisce, invece, un problema.</p>
<p>In secondo luogo, <strong>il concorso è estremamente aleatorio</strong>. Le tracce infatti vengono scritte la mattina stessa delle prove e questo per evitare che il loro contenuto sia diffuso prima delle prove. La conseguenza di ciò è che spesso le richieste sono ambigue e due soluzioni diverse, seppur giuridicamente fondate, possono portare ad esisti diversi in sede di correzione.</p>
<p>In terzo luogo, devo rilevare che i candidati più preparati potrebbero rischiare maggiormente di non superare le prove concorsuali, <strong>per tutta una serie di meccanismi che non posso qui sviscerare.</strong></p>
<p>Mi limito solo a riportare lo stralcio del contributo apparso su Federnotizie in data 30 aprile 2024 dal titolo Concorso: organizzazione, tracce e correzione.<strong> È tutto da rifare</strong> per il quale “Spesso vari vincitori hanno un livello di preparazione teorica più basso, non di poco, di altri candidati che non vengono promossi una o più volte. La ragione si rinviene, solitamente, nel fatto che tali vincitori hanno seguito negli elaborati la via della mediocrità, optando per soluzioni che non sono errate, ma che non mettono nemmeno in luce il loro effettivo livello di competenza e conoscenza dei problemi affrontati; <strong>un concorso che dovrebbe premiare l’eccellenza</strong> non può preferire chi non prende posizione su un problema rispetto a chi la prende, motivando adeguatamente, solo perché quella adottata da quest’ultimo non era “la soluzione della commissione&#8221;.</p>
<p>Il fatto è che il concorso attualmente <strong>tende a privilegiare i candidati che “studiano” per soluzioni</strong> – epigoni, forse ignari, di Bacone, Francesco, si intende, non Ruggero – e non quelli che studiano per principî e categorie.</p>
<p>Questo potrebbe <strong>creare non pochi problemi al futuro notaio</strong> che, rischiando di non avere una preparazione giuridica solida (e questo diversamente da chi vinceva il concorso in tempi più remoti), non sarà in grado di gestire problemi complessi.</p>
<p><strong>Se studi matematica studiando non delle regole ma delle soluzioni,</strong> per essere veramente preparato dovresti studiare tutte le soluzioni possibili, ma esse sono infinite, come peraltro probabilmente sono infiniti i numeri che sperano il numero 1 dal numero 2 ed il passaggio dal primo al secondo è possibile solo grazie a delle astrazioni concettuali.</p>
<p>Peraltro<strong> indurre una regola da un caso particolare è epistemologicamente sbagliato</strong> nel nostro campo. Se parlassimo di fisica – e già il seguente discorso forse non varrebbe per tutte le sue branche, si pensi alla fisica teorica pura &#8211; potremmo ammettere l’esistenza di regole già scritte nella natura delle cose e così il singolo evento potrebbe essere manifestazione di una regola data.</p>
<p><strong>Il diritto però non è già scritto nella natura delle cose.</strong> Esso è piuttosto una ragione artificiale ed i singoli fatti quotidiani non racchiudono in sé delle regole che consentano di passare dal particolare al generale. Il singolo evento è muto e buio ed assume un valore giuridico solo quando è irradiato da una regola giuridica che non è indotta dalla prassi, ma è dedotta dalla teoria.</p>
<p>La gravità non esiste perché qualcuno ne ha codificato la regola, ma qualcuno ne ha codificato la regola perché esiste; un fatto è invece giuridicamente rilevante solo perché qualcuno, con una regola posta a priori, dice che così deve essere. <strong>Questo per dire che è necessariamente sbagliata l’idea</strong> per cui, nel nostro campo, si impara facendo: prima si impara e poi si fa! Tutte cose abbastanza note e ovvie.</p>
<p>In quarto luogo, si deve <strong>porre attenzione nella scelta dei membri della commissione di concorso</strong> e non ho motivo di credere che ciò non sia stato fatto. Solo i migliori – con un percorso professionale coerente con le materie oggetto delle prove – possono selezionare i migliori, diversamente varrebbe il Salmo che recita <strong>“Abyssus abyssum invocat”. </strong></p>
<p>Ovviamente i fenomeni sono un caso a parte e rischiano di non essere intercettati da una procedura selettiva pubblica – che è ontologicamente <strong>la glorificazione teoretica della medietà</strong>, non voglio dire mediocrità perché è un termine connotato negativamente, mentre il senso del mio discorso è qui un altro – e comunque dovrebbero investire il loro tempo nel mondo accademico, per il bene collettivo, evitando la contingenza della prassi.</p>
<p><strong>Questo in un mondo ideale.</strong> Per i membri notai il discorso andrebbe sviluppato: infatti, se in esercizio, i notai hanno oggettivi problemi a prendere parte ininterrottamente alle sedute di correzione e questo concorre ad allungare i tempi di correzione.</p>
<p>Quanto qui evidenziato <strong>è noto a tutti coloro che gravitano attorno al mondo notarile</strong> e da tempo si discute in ordine alla modifica delle modalità di accesso, senza che si sia giunti a delle soluzioni concrete. Volendo concludere questo brevissimo contributo in termini propositivi, sintetizzo quella che a mio avviso sarebbe la riforma ideale del concorso (ideale rispetto alle due finalità qui poste: tempi rapidi e preparazione teorica solida), lasciando sempre una prova selettiva da <strong>“dentro o fuori subito”,</strong> ma si potrebbe, e sarebbe certo opportuno, ragionare anche su percorsi di selezione più graduale, sostanzialmente a step.</p>
<p><strong>Le prove dovrebbero rimanere tre da strutturare però nel modo seguente.</strong> Una prima prova di otto ore di sola teoria (per intenderci, come avviene a magistratura), con due o tre domande aperte, possibilmente da scrivere a computer. <strong>Una seconda prova di diritto civile della durata di sette ore</strong> che preveda la stesura dell’atto e la sua motivazione facendo riferimento, in motivazione, alle questioni fiscali relative alla traccia. Una terza prova estratta a sorte tra atto di diritto commerciale ed atto di ultima volontà della durata di sei ore che preveda la stesura dell’atto e la sua motivazione (senza riferimenti a problemi fiscali).</p>
<p>Volendo a tutti costi mantenere le tre prove pratiche, la prova teorica pura potrebbe essere semplicemente aggiunta alle altre tre, come qui immaginate. Segue poi l’orale. Q<strong>uanto proposto concorre a garantire una preparazione giuridica reale</strong> e non meramente casistica.</p>
<p>Per velocizzare poi le procedure di correzione si dovrebbe procedere come segue. Viene corretta inizialmente solo la prova teorica di tutti i candidati nell’arco di <strong>una manciata di mesi</strong> e vengono pubblicati subito i risultati di detta correzione.</p>
<p>Si procede poi con <strong>la correzione delle prove pratiche dei soli candidati che hanno superato la prova teorica.</strong> In questo modo i tempi sarebbero sicuramente ridotti: gli esclusi alla prova teorica lo saprebbero nell’arco di pochi mesi, mentre per gli ammessi alla correzione delle prove pratiche si tratterebbe di attendere qualche altro mese, avendo però ridotto drasticamente il numero di candidati le cui prove devono essere corrette. <strong>La composizione della commissione durante i tre momenti potrebbe poi variare.</strong> Questo in estrema sintesi.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ti-segnalo-un-fatto-gravissimo-lombra-dellatto-nullo-sul-concorso-notarile/" target="_blank" rel="noopener">Caro Porro, ti segnalo un fatto gravissimo: l’ombra dell’atto nullo sul concorso notarile</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-concorso-da-notaio-coi-santi-per-i-raccomandati-ti-svelo-un-segreto/" target="_blank" rel="noopener">Caro Porro, il concorso da notaio coi “santi” per i “raccomandati”? Ti svelo un segreto</a></li>
</ul>
<p><strong>Alcuni storceranno il naso davanti ad una proposta di riforma arrivata da un candidato,</strong> il nostro è pur sempre il Paese in cui non conta cosa si dice, ma chi lo dice. Peccato che la Verità prescinda dalla sua fonte, dalla quale si limita a ruscellare, e sia tale in sé e per sé.</p>
<p>In ogni caso, a conferma della centralità della preparazione teorica e non casistica, ricordo che già <strong>Aristotele</strong> diceva “Noi crediamo di non conoscere nulla se prima non abbiamo posto il perché di ciascuna cosa”; non proprio il primo che passa e sicuramente non un candidato al concorso, almeno fino a quando non lo faranno Santo e potremo allora trovare Sant’Aristotele vicino al nome del candidato corretto nel giorno della sua ricorrenza. <strong>Con buona pace dei baconiani,</strong> notai o aspiranti tali.</p>
<p><strong>“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”,</strong> mi pare dicesse Tancredi; io non voglio che cambi tutto, ma qualcosa, almeno, sì.</p>
<p>Edoardo Nadalini,</p>
<p><em><strong>Lettera pubblicata dall&#8217;Istituto Bruno Leoni:</strong></em> <a href="https://www.leoniblog.it/lettera-aperta-sul-concorso-notarile/" target="_blank" rel="noopener nofollow">https://www.leoniblog.it/lettera-aperta-sul-concorso-notarile/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-abyssus-abyssum-invocat-ecco-la-verita-sul-concorso-notarile/">Caro Porro, abyssus abyssum invocat. Ecco la verità sul concorso notarile</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, il prof Schettini mi sta sulle balle. Ma ha detto una verità (liberale) sulla scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 14:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Schettini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fisico youtuber e l'ospitata a Sanremo tra le polemiche su contenuti culturali "da mettere sul mercato". Noi lo difendiamo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-prof-schettini-mi-sta-sulle-balle-ma-ha-detto-una-verita-liberale-sulla-scuola/">Caro Porro, il prof Schettini mi sta sulle balle. Ma ha detto una verità (liberale) sulla scuola</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, chi ti scrive è <strong>uno &#8220;zuppista&#8221; della prima ora</strong>. Lascio perdere i convenevoli, ma ti sono realmente grato per il servizio che rendi ogni giorno: essere zuppisti è uno <em>state of mind</em>, un esercizio quotidiano di apertura mentale che, con la mole di contenuti che produci, è diventato quasi un secondo lavoro. Ma ne vale la pena!</p>
<p>Ti scrivo perché vorrei sottoporti una riflessione sulla &#8220;shitstorm&#8221; (licenza millennial 39enne, permettimelo) che ha travolto <strong>Vincenzo Schettini</strong>, il prof Youtuber.</p>
<p>Premessa doverosa: il personaggio mi è sempre stato sulle palle. Non digerisco quel suo entusiasmo perennemente ostentato, <strong>quel sorriso che trovo forzato</strong> e quel<em> politically correct</em> sull&#8217;inclusività che ormai ha stufato. Per non parlare del ciuffo da bimbominkia (aridaje con sto millennial) e della spettacolarizzazione della cattedra.</p>
<p>Eppure, bisogna dargli atto di un enorme merito: Schettini ha intercettato, prima di tanti altri, <strong>il linguaggio dei nuovi studenti</strong>. È stato un visionario in una platea di mummie. In una scuola italiana ferma a cinquant&#8217;anni fa, spesso ridotta a un centro di indottrinamento statalista e anticapitalista, Schettini ha rotto il sistema.<br />
Il punto di rottura è arrivato con una sua recente intervista (qui sotto il video).</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=308&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1227460266162819%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="308" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Schettini ha fatto un ragionamento moderno, quasi banale <strong>nella sua logica liberale</strong>: ha detto che l&#8217;insegnamento cambierà, che i docenti saranno professionisti anche part-time e che i loro contenuti culturali, se di valore, possono e devono poter essere <strong>venduti sul mercato</strong>. Apriti cielo. Per un liberale, sentire parlare di un sapere non più sussidiato esclusivamente dallo Stato spendaccione, ma validato dal mercato, è come volare sognando il sistema tra nuvole a forma dei voucher del mitico Milton Friedman.</p>
<p>Ma la verità, si sa, offende. Il &#8220;giornale manettaro&#8221; per eccellenza (che evito di citare per non alimentare la loro nota propensione alla querela facile) ha scatenato una polemica… selvaggia! <strong>Sono spuntate denunce di ex alunni su presunti voti di scambio in cambio di visualizzazioni</strong> (che poi, fosse anche vero, sarebbe solo un modo creativo per spingere i ragazzi a seguire la lezione) e colleghi pronti a infangarlo. Colleghi che magari lavorano in istituti che hanno visto impennare le iscrizioni proprio grazie alla visibilità mediatica di Schettini.<br />
La rete, meravigliosa rete, è questa: ti dà una visibilità esagerata e un attimo dopo ti getta nel fango. È il prezzo del successo, bellezza!</p>
<p>Torno al punto: Schettini continua a non starmi simpatico, ma proprio per questo <strong>lo difendo</strong>. Da liberale e libertario, difendo il principio. Lo abbiamo fatto con la Ferragni, lo abbiamo fatto con Sala (che considero il peggior sindaco di Milano): <strong>il garantismo e la libertà economica</strong> valgono per gli amici, ma soprattutto per i &#8220;nemici&#8221;. È il garantismo…sacro garantismo!</p>
<p>Abbasso la scuola vecchia, statalista e polverosa. Viva il merito, viva il mercato e, per quanto mi costi dirlo&#8230; viva Schettini.<br />
VIVA LA LIBERTÀ!</p>
<p>Angelo Margarito, 27 febbraio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-prof-schettini-mi-sta-sulle-balle-ma-ha-detto-una-verita-liberale-sulla-scuola/">Caro Porro, il prof Schettini mi sta sulle balle. Ma ha detto una verità (liberale) sulla scuola</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Caro Porro, ti segnalo un fatto gravissimo: l’ombra dell’atto nullo sul concorso notarile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 15:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[concorso notarile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una candidata solleva interrogativi su criteri, coerenza e parità di trattamento</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ti-segnalo-un-fatto-gravissimo-lombra-dellatto-nullo-sul-concorso-notarile/">Caro Porro, ti segnalo un fatto gravissimo: l’ombra dell’atto nullo sul concorso notarile</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Signor Porro, la ringrazio per l’attenzione che lei e i media state dedicando alla questione del <strong>concorso notarile</strong> e <strong>al file Excel pubblicato sulla RUN</strong> e poi rimosso. Il timore mio, e di molti praticanti, è che tutta la vicenda venga fatta passare in sordina e insabbiata.</p>
<p>Pensi che <strong>nemmeno le scuole notarili</strong> (con l’eccezione di una o due), alle quali ogni anno sborsiamo migliaia di euro, <strong>si sono espresse</strong> pubblicamente sulla questione.</p>
<p>Sono anch’io una <strong>concorsista</strong> e mi ritrovo pienamente nella lettera che lei ha ricevuto. Le chiedo gentilmente di garantirmi l’anonimato, per non ostacolare ulteriormente un percorso già estremamente complesso e difficile.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-concorso-da-notaio-coi-santi-per-i-raccomandati-ti-svelo-un-segreto/" target="_blank" rel="noopener">Caro Porro, il concorso da notaio coi “santi” per i “raccomandati”? Ti svelo un segreto</a></li>
</ul>
<p>Vorrei però aggiungere un fatto che è passato quasi inosservato ma che, a mio avviso, è gravissimo. In una pagina del file Excel che le allego compare la dicitura: <strong>“San Filippo Neri – Atto nullo”.</strong></p>
<p>Un atto nullo è inidoneo a produrre effetti fin dall’ origine e, in base ai principi del concorso notarile, dovrebbe<strong> comportare la non idoneità.</strong></p>
<p>Nella vita professionale, la ricezione di un atto minifestamente nullo integra una grave violazione <strong>dell’articolo. 28 della legge notarile,</strong> e comporta delle sanzioni disciplinari anche molto severe, fino alla sospensione e, nei casi più gravi, la destituzione.</p>
<p>Sembrerebbe dunque che, <strong>mentre chi non ha “Santi in paradiso” venga bocciato </strong>per motivi spesso discutibili, qualcuno – forse protetto – possa superare il concorso anche in presenza di una nullità.</p>
<p>La ringrazio ancora per l’attenzione e per il lavoro che sta svolgendo.</p>
<p>Cordiali saluti,</p>
<p>Una concorsista</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ti-segnalo-un-fatto-gravissimo-lombra-dellatto-nullo-sul-concorso-notarile/">Caro Porro, ti segnalo un fatto gravissimo: l’ombra dell’atto nullo sul concorso notarile</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, il concorso da notaio coi “santi” per i “raccomandati”? Ti svelo un segreto</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-concorso-da-notaio-coi-santi-per-i-raccomandati-ti-svelo-un-segreto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 12:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=304405</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sul sito del Consiglio nazionale spunta un documento con strani commenti a fianco dei candidati. In questi giorni previsto l'orale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-concorso-da-notaio-coi-santi-per-i-raccomandati-ti-svelo-un-segreto/">Caro Porro, il concorso da notaio coi “santi” per i “raccomandati”? Ti svelo un segreto</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, ho quasi 35 anni, sto dedicando anni di studio a questa professione ed al <strong>concorso</strong> da <strong>notaio,</strong> sacrificando anche la vita familiare, e sono una dei tanti <strong>candidati</strong> che purtroppo non ha passato gli scritti e che a giugno dovrà rifare nuovamente il concorso notarile, un concorso che dovrebbe essere meritocratico, selettivo con il quale viene istituto il soggetto per eccellenza “super Partes” il Notaio.</p>
<p>Attualmente lavoro da 5 anni presso un <strong>Notaio,</strong> e credo che in questi anni abbia appresso molto della professione, anche se non si finirà mai di studiare e di imparare.</p>
<p>Come tutti i concorsi, ho sempre pensato che ci fosse <strong>qualche soggetto raccomandat</strong>o, ma che comunque per la maggior parte fosse effettivamente meritocratico; tuttavia ho iniziato ad avere i miei dubbi con il concorso sostenuto nel 2022. Dopo l’esito della graduatoria degli scritti, avendo potuto visionare gli elaborati corretti ed il verbale, ho provato solo molta amarezza.</p>
<p>In primis perché ovviamente si possono fare errori, ma che<strong> la commissione considera tutti gravemente insufficienti</strong> ed allora sorge la domanda spontanea “se c’è un voto minimo ed un voto massimo, con quale criterio si giudicano gli elaborati? Quale può considerarsi un errore minimo?”, ma soprattutto amarezza perché hanno segnalato errori che non c’erano, dimostrando che l’elaborato ad un certo punto non è stato più letto o segnalato errori in formule notarili che uso quotidianamente nel mio lavoro, ed anche qui sorge spontanea la domanda “allora il notaio presso il quale lavoro, stipula atti nulli?” Eppure sono 27 anni che fa questa professione. Oppure altri errori che in alcuni casi non sono stati considerati tali per altri candidati che poi hanno superato il concorso.</p>
<p>A suo tempo <strong>ho preferito non fare ricorso solo per rassegnazione</strong>, perché ero una goccia in mezzo al mare, Don Chisciotte contro i mulini a vento e per paura promuovendo un ricorso, avrebbero potuto bocciarmi agli altri scritti o all’orale e per paura di pregiudicarmi i prossimi concorsi.</p>
<p>Il concorso del 2024 l’ho affrontato un po’ amareggiata e rassegnata visto, il precedente ma comunque l’ho sostenuto.</p>
<p>Il 18 febbraio quando sono usciti i risultati <strong>ho notato subito qualcosa di strano,</strong> una graduatoria non normale come le solite, ma non capivo così come non capiva il notaio dove lavoro.</p>
<p>Leggere<strong> i nomi dei santi che sono palesemente nomi in codice per soggetti raccomandati</strong>, e non voglio immaginare la raccomandazione ricevuta dal candidato chiamato “Papa”, o del “graziato al commerciale”, altro palesemente soggetto che non avrebbe passato il concorso in altre occasioni o ai commenti “secondo Astone é carina” o “per me è uomo e per lei è donna”, lasciano solo l’amaro in bocca dove ancora una volta si dimostra che se non si hanno le “giuste conoscenze” non si va avanti.</p>
<p>E allora la domanda è <strong>perché loro devono fare l’orale</strong>? Perché devono diventare notaio soggetti che palesemente hanno superato gli scritti solo per raccomandazione?</p>
<p>Un concorso che dovrebbe essere rivisto profondamente, a partire dal limite di consegne così come ai criteri di correzione, ai lunghissimi tempi di attesa. Infatti noi candidati dobbiamo consegnare tre elaborati, però se la commissione reputa anche solo un elaborato non sufficiente, gli altri non vengono corretti, e perché? <strong>Perché io devo consegnare tre elaborati, ma la commissione non li corregge</strong>? Non ho diritto di sapere se ho sbagliato tutti e tre o solo alcuni di questi? E’ un diritto mio e di chi come me studia anni, fa sacrifici anche con le proprie famiglie, passa le tre giornate intere infernali fino a tarda sera ad elaborare le tracce per poi cosa per non essere neanche corrette o se corrette neanche lette come dovrebbero.</p>
<p>Se davvero la politica ed il <strong>Ministero della Giustizia</strong> vuole dimostrare che il concorso notarile sia un concorso meritocratico e selettivo dovrebbe fare qualcosa, annullare lo stesso e far ripetere lo stesso ai soggetti ad oggi ammessi agli orali! Punire i soggetti in commissione che sono palesemente soggetti non in grado di poter esercitare le professioni nobili che ricoprono.</p>
<p>A dimostrazione di quanto scritto, vi allego il file incriminato e scaricato dal CNN prima che venisse rimosso unitamente ai miei verbali, specie quello del 2022 nel quale ho trovato errori che non vi erano.</p>
<p><strong>Chiedo la cortesia dell’anonimato</strong> per i motivi espressi sopra dovendo sostenere nuovamente a giugno il concorso e per paura di pregiudicare lo stesso.</p>
<p>Sicuramente la presente mail non verrà letta o presa in considerazione, ma credo che sia giusto che qualcuno dica qualcosa specie in virtù di quanto accaduto.</p>
<p>L’occasione è gradita per porgere i miei migliori saluti.</p>
<p>Lettera firmata</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-concorso-da-notaio-coi-santi-per-i-raccomandati-ti-svelo-un-segreto/">Caro Porro, il concorso da notaio coi “santi” per i “raccomandati”? Ti svelo un segreto</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Olimpiadi, queste immagini in diretta la Rai non ve le ha mostrate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 06:57:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[la posta dei lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi passi dall’Arena di Verona blindata per la cerimonia olimpica, il lungadige resta sommerso dai rifiuti e il sindaco rimane muto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/olimpiadi-queste-immagini-in-diretta-la-rai-non-ve-le-ha-mostrate/">Olimpiadi, queste immagini in diretta la Rai non ve le ha mostrate</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro,</p>
<p>a due giorni esatti dalla <strong>cerimonia di chiusura delle Olimpiadi nell&#8217;Arena di Verona,</strong> a 700 metri in linea d&#8217;aria da Piazza Brà (che è stata blindata come una base militare e interdetta, assieme alle vie adiacenti, a tutte quelle persone che non sono in possesso dello &#8220;yellow pass&#8221;), mentre tutti gli amministratori locali si beano dello stupendo biglietto da visita che l&#8217;evento costituirà per la città scaligera, le foto allegate mostrano <strong>la realtà delle condizioni in cui versa purtroppo il lungadige</strong> all&#8217;altezza di Via Rigaste di San Zeno.</p>
<p><strong>Dalla quantità di rifiuti è palese che la situazione versa così da giorni</strong>, se non settimane. La causa? Ho notato quasi sempre la presenza sui parapetti di uno delle più incantevoli passeggiate della città di gruppi di <strong>extracomunitari di 1° e 2° generazione</strong> che nel pomeriggio-sera bivaccano ubriacandosi e &#8220;fumando&#8221; di tutto, gettando poi in Adige ogni tipo di rifiuto.</p>
<p>Poi si sa <strong>maleducazione &#8220;chiama&#8221; altra maleducazione</strong>.</p>
<p>Dove sta l&#8217;<strong>Amministrazione locale che dovrebbe vigilare, intervenire,</strong> punire e almeno ripulire? Forse si attende la prossima piena del fiume che faciliti il lavoro e porti via tutto?</p>
<p>Mai visto una cosa del genere in tutta la mia vita nella mia amata città. <strong>Bel biglietto da visita ai turisti,</strong> soprattutto stranieri. Complimenti.</p>
<p>Davide Avesani</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-304379" src="https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-3-300x225.jpg" alt="Verona 2" width="525" height="394" srcset="https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-3-300x225.jpg 300w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-3-1024x768.jpg 1024w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-3-768x576.jpg 768w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-3-1536x1152.jpg 1536w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-3-360x270.jpg 360w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-3-720x540.jpg 720w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-3-500x375.jpg 500w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-3.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-304378" src="https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-2-225x300.jpg" alt="Verona 3" width="417" height="556" srcset="https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-2-225x300.jpg 225w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-2-768x1024.jpg 768w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-2-1152x1536.jpg 1152w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-2-360x480.jpg 360w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-2-720x960.jpg 720w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-2-500x667.jpg 500w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2026/02/verona-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px" /></p>
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		<title>Caro Porro, in nome della laicità stiamo cancellando la nostra identità</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-in-nome-della-laicita-stiamo-cancellando-la-nostra-identita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una Messa scolastica annullata e una domanda che non mi dà pace: per tutelare tutti stiamo rinunciando alle nostre radici cristiane?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div dir="ltr">
<p>Caro Porro,</p>
<p>C’è un momento in cui, <strong>da madre,</strong> ti accorgi che non stai discutendo di un’uscita scolastica. Stai discutendo di identità. La scuola di mio figlio aveva organizzato, in occasione del Mercoledì delle Ceneri, <strong>la partecipazione alla Messa.</strong> Una tradizione semplice, radicata nella storia della nostra comunità. Un momento che per molti rappresenta fede, per altri cultura, per altri ancora solo appartenenza.</p>
<p>È bastata l’obiezione di un genitore per annullare tutto. La motivazione? <strong>La laicità della scuola. </strong>Ma quale laicità stiamo difendendo<strong>, se per proteggerla finiamo per rinunciare a ciò che siamo?</strong> Quando la neutralità si trasforma in cancellazione, non stiamo più tutelando qualcuno: stiamo impoverendo tutti. La scuola pubblica è – giustamente – laica. La laicità tutela chi non crede, chi crede diversamente, chi non vuole partecipare. <strong>È un presidio di libertà.</strong> Ma la libertà non dovrebbe mai diventare uno strumento per rimuovere ogni espressione della cultura maggioritaria, soprattutto quando questa non impone nulla, ma semplicemente si propone.</p>
<p>Vivo in un piccolo paese, quello che affettuosamente chiamo <strong>il mio “piccolo mondo antico”.</strong> Ho sempre pensato che qui, più che nei grandi centri dove molte tradizioni si sono già dissolte, saremmo riusciti a custodire con maggiore forza la nostra identità culturale e religiosa. Non per chiuderci, non per escludere, ma per non perdere ciò che ci ha formato. L’Italia – piaccia o no – ha oltre millecinquecento anni di storia intrecciata con il cristianesimo. L’arte che studiamo nei libri, la filosofia che ha fondato l’idea di persona, il concetto stesso di dignità umana,<strong> i valori di solidarietà e libertà</strong> che sostengono la società liberale: tutto questo è cresciuto dentro quella tradizione.</p>
<p>Raccontarlo non significa fare catechismo. Significa fare cultura. Mi domando: <strong>l’istruzione non dovrebbe anche abbracciare queste dimensioni?</strong> Non dovrebbe aiutare i nostri figli a comprendere le radici storiche e spirituali del Paese in cui vivono? La cosa che più mi ferisce non è la decisione in sé. È il messaggio che passa. Come lo spiego a mio figlio che non andrà a Messa con i suoi compagni perché “la legge tutela la minoranza e non la maggioranza”? Come gli spiego che, <strong>per non urtare qualcuno,</strong> abbiamo preferito cancellare tutto invece di trovare una soluzione che rispettasse tutti?</p>
<p><strong>La tutela della minoranza è un pilastro della democrazia.</strong> Ma una democrazia matura non funziona per sottrazione continua. Funziona per equilibrio. Funziona quando si protegge chi non vuole partecipare, senza negare a chi vuole farlo la possibilità di vivere un momento condiviso. Qui non si trattava di obbligare nessuno. <strong>Si poteva prevedere un’attività alternativa.</strong> Si poteva scegliere il dialogo. Si poteva insegnare ai bambini che convivere significa rispettare, non eliminare.</p>
<p>Invece abbiamo scelto la via più semplice: <strong>annullare</strong>. Così facendo, però, la laicità diventa uno scudo dietro cui si nasconde la paura del confronto. E <strong>quando la scuola rinuncia a educare alla complessità,</strong> perdiamo tutti. Perdiamo un’occasione di insegnare cosa sia davvero il pluralismo. <strong>Perdiamo un pezzo della nostra memoria collettiva.</strong> Perdiamo la possibilità di spiegare ai nostri figli che identità e rispetto possono coesistere.</p>
<p>Io continuo a credere nel <strong>dialogo tra scuola e famiglia</strong>. Continuo a credere che la scuola debba formare cittadini liberi, non individui culturalmente neutri. Perché la neutralità assoluta non esiste: esiste solo il rischio di svuotare tutto di significato. E una scuola che smette di raccontare <strong>le proprie radici,</strong> prima o poi, smette anche di trasmettere valori.</p>
<p>Firmato: Una mamma del “piccolo mondo antico”</p>
</div>
</blockquote>
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		<title>Caro Porro, più carabinieri in Italia? No, il problema è un altro</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-piu-carabinieri-in-italia-no-il-problema-e-un-altro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 15:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buona sera dott. Porro, anche l&#8217;altra sera le ho sentito dire la frase: ma dove sono tutti poliziotti ed il ministro Piantedosi, non le ha risposto. Proverò a spiegarle, perché mancano sempre poliziotti, carabinieri, agenti delle Guardie di Finanza. Sono stato un Sottufficiale dell&#8217;Esercito Italiano, Arma delle Trasmissioni. Questa carenza in tutte le Forze Armate [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buona sera dott. Porro,</p>
<p>anche l&#8217;altra sera le ho sentito dire la frase: ma dove sono tutti poliziotti ed il ministro Piantedosi, non le ha risposto. Proverò a spiegarle, perché mancano sempre poliziotti, carabinieri, agenti delle Guardie di Finanza. Sono stato un Sottufficiale dell&#8217;Esercito Italiano, Arma delle Trasmissioni. Questa carenza in tutte le Forze Armate e corpi militarizzata dello stato, ha in comune un unico colpevole, <strong>l&#8217;introduzione dello straordinario</strong>. Si sono trasformati questi corpi armati in mercenari.</p>
<p>Ipotizziamo che abbiamo 90mila carabinieri, vale per tutti gli altri Corpi dello Stato, è una pia illusione perché nella realtà ne disponiamo solamente di 30mila, poiché 30mila sono a riposo, in licenza, in malattia, in permesso e 30mila sono in recupero. Perché così tanti, semplicemente non hanno i soldi per pagarli e le ore di straordinario maturate, non vengono retribuite fatte scontare a casa. <strong>È chiaro che la legge non è uguale per tutti</strong>. Gli altri gradi, non ci sono santi, quelli li prendono e come, come i loro diretti dipendenti. Chi sta vicino al sole, si scalda. Abitudine abbastanza diffusa dei Comandanti di tutti i livelli, l&#8217;orario lavorativo termina alle 17, il Comandante inizia la firma qualche minuto prima, la firma è quell&#8217;operazioni con la quale ufficializza tutti i documenti che sono stati portati, risposte ufficiali, licenze, punizioni, tanta carta che ogni comando produce, se poi c&#8217;è qualche errore, la lettera va corretta e riportata ai dattilografi e ripresentata.</p>
<p>Tutto ciò comporta tempi lunghi e varie figure che si alternano per il buon andamento della &#8220;firma&#8221;. A volte può andare avanti per ore. <strong>Operazione che poteva essere svolta durante l&#8217;orario di servizio</strong>. Questi personaggi assorbono la quasi totalità dei fondi del capitolo straordinari, costringendo quelli lontani dal sole a rimanere a casa. In tutte le caserme, c&#8217;è la parte addestrativa e quella lavorativa, officine, laboratori, magazzini, questa attività viene quotidianamente sabotata per la mancanza di personale. Lavoro in officina, o in un laboratorio radio, interrompo il mio lavoro, per riprenderlo a fisarmonica dopo tre, cinque giorni, una settimana, con i marini che girano a mille, perché poi ci ha provocato il danno, ti dirà: come mai quest&#8217; auto, questo camion, questa radio, non è ancora pronto!</p>
<p>Poi si arriva al mercimonio, un comandante chiede: questa sera bisogna restare c&#8217;è da fare un lavoro, l&#8217;occhio, va subito all&#8217;orologio e puntualmente la risposta è &#8220;quante ore ci dà?&#8221;. Considerando che una Forza Armata deve essere disponibile 24 ore su 24, come è sempre stato, arrivare all&#8217;assurdo che un giorno di servizio armato, viene ricompensati con quattro giorni a casa. Dal mio punto di vista, eliminare questa assurdità, assegnando parte dei fondi del capitolo straordinario, a tutti i gradi inferiori, con la esclusione dei gradi più elevati, cioè gli ufficiali superiori, da maggiore compreso in poi, intanto loro con i figli di viaggio, non hanno l&#8217;obbligo di portarli a firmare alla locale stazione dei carabinieri. Abbiano avuto Comandanti che hanno fatto diventare il mese di 34 giorni. Ora sa perché disponiamo di un terzo di tutti i corpi armati dello Stato.</p>
<p>I migliori saluti</p>
<p>Lettera firmata</p>
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		<title>Caro Porro, il bimbo è morto: il dolore della mamma di Domenico è anche il mio</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-bimbo-e-morto-il-dolore-della-mamma-di-domenico-e-anche-il-mio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 12:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[la posta dei lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre mesi in rianimazione, poi quella frase che ha spezzato mia madre. So cosa significa sentirsi dire che tuo figlio non tornerà a casa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-bimbo-e-morto-il-dolore-della-mamma-di-domenico-e-anche-il-mio/">Caro Porro, il bimbo è morto: il dolore della mamma di Domenico è anche il mio</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro,</p>
<p>non è facile raccontare <strong>storie dolorose</strong> anche se i social sembrano attestare il contrario e in tv abbondano testimonianze sulle disgrazie più incredibili e toccanti, ultima quella del <strong>piccolo Domenico</strong> e del suo trapianto fallito.</p>
<p>Sono convinta che la presenza della mamma in tv fosse finalizzata solo a divulgare il più possibile <strong>il dramma del suo bambino</strong> nella speranza di poterlo risolvere. Ha tentato il tutto per tutto, con i mezzi che aveva a disposizione, mettendo al corrente tutta l&#8217;Italia di quanto stava accadendo.</p>
<p>Capisco il suo dolore forse più di molte altre persone <strong>perché una cosa analoga è accaduta nella mia famiglia</strong>. Mio fratello era un giovane uomo che si è trovato ad attendere inutilmente un cuore che non è arrivato.</p>
<p>Nonostante siano trascorsi alcuni anni rivedo e rivivo la scena della rianimazione,<strong> l&#8217;ECMO con i tubi</strong> che entravano e uscivano da sotto le lenzuola di un letto dove un corpo ancora vivo ma morente trascorse quasi tre mesi.</p>
<p>Non so se qualche errore medico sia stato fatto. <strong>Mia madre, a fronte della reticenza dei medici, chiamò anche le forze dell&#8217;ordine</strong> per tentare di forzare quella che per lei era un&#8217;inspiegabile situazione su cui le comunicazioni non erano chiare. Infine giunse una frase lapidaria che mai dovrebbe essere rivolta a una madre: <strong>&#8220;suo figlio non uscirà vivo da questo ospedale&#8221;.</strong> Il tono non era  affatto compassionevole ma quasi astioso.</p>
<p>La mamma del piccolo Domenico <strong>ha subìto un oltraggio analogo</strong> perché sembra che per più di un mese le sia stato taciuto quello che era accaduto.</p>
<p><strong>Sento un dolore acuto e insopprimibile quando penso a lei,</strong> come quando il pensiero torna  alla mia mamma che è mancata due anni dopo la morte di mio fratello.</p>
<p>Mi piacerebbe che la mia lettera fosse condivisa nella rubrica dedicata alla posta. Grazie.</p>
<p>Mt. Romagnoli</p>
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		<item>
		<title>Caro Porro, in questa guerra tra magistrati ci rimettiamo noi cittadini</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-in-questa-guerra-tra-magistrati-ci-rimettiamo-noi-cittadini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 08:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Nordio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giustizia è amministrata in nome del popolo italiano: ma noi possiamo davvero incidere?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, si continua a polemizzare su chi dice cosa. L&#8217;ultima battuta l&#8217;ha detta il <strong>Ministro Nordio</strong> ricordando una frase di Di Matteo <strong>su “mentalità e metodo mafioso”</strong> al CSM e anche Palamara, mai smentito, dice che il sorteggio dei componenti spezzerebbe il “meccanismo para-mafioso”. Ovviamente queste parole hanno infiammato ulteriormente il dibattito, Sì /No, dove la presa di posizione della<strong> segretaria Schlein</strong>, quindi del Pd, è quella di redarguire Nordio e presentare le proprie scuse.</p>
<p>Una cosa è certa, <strong>i morti per mafia e per terrorismo non appartengono ad alcun partito</strong>, sono figli/e del Popolo e noi li possiamo solo piangere perché questa perdita riguarda tutti indistintamente.</p>
<p>Domanda: <strong>perché alcuni togati se la prendono tanto a cuore?</strong> Se sbagliano paga il popolo (non hanno un&#8217;assicurazione privata come i medici), se una persona viene ingiustamente condannata e detenuta le responsabilità non sono mai loro, se commettono degli atti gravi è riscontrato che solo un circa il 25% viene perseguito e altro ancora.</p>
<p>Ebbene, <strong>perché loro si dovrebbero sentirsi offesi ed il popolo no?</strong> La giustizia viene amministrata “in nome del popolo italiano” di conseguenza gli attori veri dovemmo essere noi. Ma è veramente così?</p>
<p>Ognuno ha un&#8217;opinione diversa e oggi, a far data 22 e 23 marzo, la possiamo esprimere votando ed in questo caso il risultato sarà veramente pronunciato dal <strong>POPOLO ITALIANO.</strong></p>
<p>Ezio Pozzati, 19 febbraio 2026</p>
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		<item>
		<title>Caro Porro, a Milano puniscono me anziché i delinquenti</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-a-milano-puniscono-me-anziche-i-delinquenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 14:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[illegalità]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[multa]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gentile Direttore, scrivo come cittadino milanese che ancora crede nella propria città, ma che sente il dovere di segnalare una deriva che definire paradossale è ormai riduttivo. Il mio è un racconto che parte da un episodio minimo, ma emblematico. Qualche mattina fa, alle 8:15, entravo in Galleria Vittorio Emanuele spingendo la bicicletta lentamente con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Direttore,</p>
<p>scrivo come cittadino milanese che ancora crede nella propria città, ma che sente il dovere di <strong>segnalare una deriva che definire paradossale è ormai riduttivo</strong>. Il mio è un racconto che parte da un episodio minimo, ma emblematico. Qualche mattina fa, alle 8:15, entravo in Galleria Vittorio Emanuele spingendo la bicicletta lentamente con il piede sinistro a causa dei postumi di una grave slogatura alla caviglia destra che mi impedisce di camminare senza appoggio, ma non di andare in bicicletta.</p>
<p>Nonostante la Galleria fosse semideserta, <strong>sono stato immediatamente bloccato da un gruppo di agenti della Polizia Locale</strong> (almeno cinque, in passeggiata da Palazzo Marino) che, con toni sproporzionati rispetto alla situazione, hanno proceduto all&#8217;identificazione. Quando ho cercato di spiegare la mia condizione fisica, mi hanno addirittura accennato di &#8220;elezione di domicilio&#8221; – termine del tutto fuori luogo e francamente intimidatorio. Formalmente ero nel torto? Forse sì. Ma il tema non è questo, bensì la scala delle priorità di una città che sembra aver perso ogni bussola. Mentre <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/sala-si-occupi-di-cose-serie-fa-piu-paura-lice-o-un-maranza/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Milano affronta quotidianamente furti, aggressioni, spaccio alla luce del sole, degrado urbano crescente</strong></a>, l’energia repressiva sembra concentrarsi quasi esclusivamente sui cittadini comuni, su chi lavora e si sposta in modo sostenibile.</p>
<p>Alla mia osservazione sulla crescente percezione di insicurezza che si vive nelle strade – tra <strong>buche profonde come crateri, piste ciclabili ostruite</strong> e una giungla dei mezzi pubblici dove è spesso più facile essere derubati che trovare un posto a sedere – la risposta dello &#8220;sceriffo&#8221; è stata: “Ci sono i mezzi pubblici”. Ecco, questa frase riassume tutto! Milano vive oggi una frattura profonda ed insanabile. Da un lato la “città vetrina”, celebrata per il lusso, per i grandi eventi come il Salone del Mobile e le Fashion Week, e per prezzi al metro quadro che superano stabilmente i 10mila euro. Una città che attrae miliardari e grandi patrimoni grazie a regimi fiscali di favore, senza che ciò si traduca in un reale beneficio per la collettività, né in termini di sicurezza, né di servizi, né di qualità della vita urbana.</p>
<p>Dall’altro lato c’è la realtà quotidiana vissuta da residenti, famiglie e anziani che stringono la borsa in metropolitana per paura di scippi, da commercianti soffocati da burocrazia e costi crescenti, da lavoratori che vedono la propria città diventare sempre più espulsiva per la classe media. <strong>Una città in cui l&#8217;illegalità vera prospera indisturbata</strong> – tra spacciatori che presidiano stazioni e parchi, borseggiatori seriali nei mezzi pubblici, occupazioni abusive – mentre lo &#8220;sceriffo&#8221; di turno si accanisce su chi si appoggia a una bicicletta per non sentire dolore a una caviglia. Colpisce, infine, il silenzio di molti che subiscono queste disavventure ma non trovano il coraggio di denunciarle apertamente. Io ho deciso di farlo perché non riconosco più questa Milano.</p>
<p><strong>Non può esserci ordine pubblico senza buon senso</strong>, proporzionalità e rispetto dei cittadini. Non può esserci sicurezza se lo Stato è forte con i deboli e latitante con chi minaccia davvero la convivenza civile. Spero che il Comune voglia finalmente interrogarsi sulla direzione intrapresa, prima che la cosiddetta &#8220;capitale morale&#8221; si trasformi definitivamente in una città per soli ricchi protetti, dove chi resta è costretto a vivere – e camminare – a sguardo basso.</p>
<p>Distinti saluti</p>
<p>Corrado Abbondi</p>
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		<title>Caro Porro, non ci crederai: l&#8217;Ue mi vieta di mettere i doppi fornelli a casa</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-non-ci-crederai-lue-mi-vieta-di-mettere-i-doppi-fornelli-a-casa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 11:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ennesima idiozia targata Bruxelles in nome della C02 o di chissà quale altra scemenza green. E niente fornelli doppi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-non-ci-crederai-lue-mi-vieta-di-mettere-i-doppi-fornelli-a-casa/">Caro Porro, non ci crederai: l&#8217;Ue mi vieta di mettere i doppi fornelli a casa</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
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<p>Sto ristrutturando casa e ho deciso di farmi un regalo: <strong>una cucina nuova</strong>, un monoblocco con forno, <span class="il">fornelli</span> e cappa, come le cucine di una volta. Ho scelto un noto marchio italiano di qualità con un piano cottura che ha 6 <span class="il">fornelli</span> ed è personalizzabile. Nella configurazione scelta, oltre a diversi <span class="il">fornelli</span> medi e piccoli, ci sono anche due <span class="il">fornelli</span> doppi, i più grandi disponibili, per avere più potenza di cottura. Amo cucinare su pentole grandi, amo i <span class="il">fornelli</span> potenti e poi perché la mia cucina nuova la volevo così! Quindi un mese fa sono andato al negozio e <strong>l&#8217;ho ordinata lasciando l&#8217;acconto</strong>. La cucina dovrebbero arrivare tra un mese.</p>
<p>Nein! Nein! Mi ha richiamato pochi giorni fa la ditta dicendomi che dal 2026,<strong> una nuova normativa <span class="il">europea</span></strong> non permette più di un fornello doppio per piano cottura. Altrimenti si emette troppa CO2 o qualche altra stronzata legata al clima. Costernati, mi hanno offerto il rimborso dell&#8217;acconto se avessi deciso di annullare l&#8217;ordine, cosa che alla fine non ho fatto.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/macron-incassa-due-porte-in-faccia-cosi-lasse-meloni-merz-lo-mette-allangolo/">Macron incassa due porte in faccia. Così l&#8217;asse Meloni-Merz lo mette all&#8217;angolo</a> di Alessandro Bonelli</li>
</ul>
<p>Questa sciocchezza però mi preoccupa. Sono un paio di giorni che ci rimugino su al punto che ho voluto segnalartela. Ma davvero siamo arrivati al punto che l&#8217;Europa, con i disastri economici e sociali che la affligge, l<strong>egifera su come dobbiamo avere i <span class="il">fornelli</span> a casa nostra</strong>? Ma poi, perché io che ho 5 figli e dunque un nucleo familiare di 7 persone devo avere i <span class="il">fornelli</span> come una coppia che magari figli non ne ha? Il severo legislatore europeo a questo non ci ha pensato? E davvero il parlamento europeo ha discusso in aula e ha persino votato a maggioranza questa cazza**? Tra qualche anno rischieremo divieti ancora più demenziali se non cacciamo a calci nel sedere questa gente qua. Snell!</p>
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<p>Igino Angelini, 11 febbraio 2026</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, ti racconto l&#8217;ennesima, surreale beffa del Comune di Milano</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ti-racconto-lennesima-surreale-beffa-del-comune-di-milano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 14:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[tari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La città del sindaco Sala considerata uan smart city? Provate a prenotare un appuntamento per pagare la TARI</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ti-racconto-lennesima-surreale-beffa-del-comune-di-milano/">Caro Porro, ti racconto l&#8217;ennesima, surreale beffa del Comune di Milano</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
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<p>Ciao Nicola, ti scrivo per raccontarti ANCORA<strong> l&#8217;ennesimo disservizio del comune di Milano</strong>, su una questione <strong>TARI 2024,</strong> che sto provando semplicemente a chiarire… ma mi stanno rendendo impossibile perfino prendere un appuntamento.</p>
<p>Premessa: negli ultimi anni ho cambiato più residenze e ho fatto anche un cambio di destinazione d’uso. Da lì, <strong>il Comune ha già sbagliato nei miei confronti almeno 5/6 volte:</strong> morosità inesistenti, attribuzioni di box legati a residenze cessate da decine di anni, e altre situazioni surreali che ogni volta richiedono tempo, documenti e pazienza per essere sistemate.</p>
<p>Il colmo è successo oggi. Provo a prenotare un appuntamento per “chiarimenti TARI” e mi compare un messaggio digitale totalmente incomprensibile che, di fatto, dice che <strong>NON ESISTE UN SERVIZIO </strong>per chiarimenti TARI. Cioè: vuoi chiarire una TARI, ma il sistema ti informa che quel servizio… non esiste.</p>
<p>Chiamo. Il primo operatore mi risponde con sufficienza come se fosse la cosa più normale del mondo: <strong>“Il Comune ha bloccato le prenotazioni”.</strong> Poi parte con una specie di terzo grado per chiedermi perché mi servisse quel servizio (come se stessi chiedendo un favore personale), e dopo un paio di battute mi chiude pure la chiamata in faccia, liquidandomi con un “<strong>deve sperare di trovare un buco tra qualche settimana”</strong>.</p>
<p>Richiamo — incavolato nero — e per fortuna trovo una ragazza molto gentile che mi spiega la situazione in modo civile: oggi <strong>gli appuntamenti sono bloccati,</strong> domani mattina dovrei riprovare; quel messaggio assurdo è semplicemente un errore di comunicazione/gestione del sistema.</p>
<p>Ora: io sono giovane e ho insistito al telefono. Ma un anziano? <strong>Uno che non ha dimestichezza con queste piattaforme?</strong> Davanti a un portale che dice PRATICAMENTE “il servizio non esiste”, e a un call center che ti risponde “speri”… cosa si fa?</p>
<p>Non sto chiedendo scorciatoie: sto chiedendo il minimo sindacale, cioè <strong>poter prenotare un appuntamento per chiarire un tributo</strong> che, tra l’altro, è già stato gestito con errori ripetuti nel mio caso. Ma sembra che il sistema sia progettato per scoraggiarti.</p>
<p>Un saluto,</p>
<p>R.R., 11 febbraio 2026</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, il caso Pucci conferma: Repubblica giornale classista</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-caso-pucci-conferma-repubblica-giornale-classista/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-caso-pucci-conferma-repubblica-giornale-classista/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 19:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Pucci]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo dedicato al comico trasuda radicalchicchismo da tutti i pori. Ma forse in redazione dimenticano quanti "con la terza media" mandano avanti il Paese</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-caso-pucci-conferma-repubblica-giornale-classista/">Caro Porro, il caso Pucci conferma: Repubblica giornale classista</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, il caso Pucci conferma che <em>Repubblica</em> (quale espressione di un certo pensiero di sinistra) <strong>è un giornale classista</strong>. Ti scrivo qualche riflessione dopo<a href="https://www.nicolaporro.it/il-circoletto-de-sinistra-colpisce-ancora-pucci-minacciato-rinuncia-a-sanremo/"> la rinuncia di Pucci a Sanremo</a>, con cui non voglio rimarcare un fatto notorio e già messo in evidenza: che la satira in questo Paese può avere solo una determinata direzione. Voglio piuttosto far conoscere il classismo che caratterizza alcune testate giornalistiche: ieri il <em>Corriere</em> (in modo più blando e sottile) e soprattutto oggi Repubblica, con il pezzo “Pucci e le battute contro le donne, meridionali e gay: fenomenologia di un comico da terza media”.</p>
<p>Tralascio la prima parte del titolo, su cui ciascuno può avere la propria idea e sensibilità, ma mi soffermo su “da terza media”. Vorrei capire qual è il loro problema con chi ha conseguito<strong> la sola licenza media</strong>. E poi: si ricordano cosa si è visto a Sanremo nelle scorse edizioni?</p>
<p>L’Italia è un Paese costruito da chi si è fermato alla quarta elementare, altri alla quinta e sì, molti alla terza media. Certo, era un’altra generazione; <strong>forse non c’era il pericolo di trovare insegnanti come Ilaria Salis</strong>, ma il punto non cambia: si deve smettere di classificare le persone sulla base dei titoli di studio. Ma quante volte l’intellighenzia di sinistra è scaduta in questo? Non le contiamo più, e poi hanno pure il coraggio di chiedersi perché molte tra le persone più in difficoltà non li seguano più.</p>
<p>Detto questo, ci si dovrebbe piuttosto chiedere se chi ha i titoli di studio li stia usando bene oppure no. Prendiamo brevemente ad esempio le riflessioni <a href="https://www.nicolaporro.it/politicoquotidiano/referendum-giustizia-i-5-motivi-per-votare-no-che-non-stanno-in-piedi/" target="_blank" rel="noopener">sulla riforma della giustizia</a> proposte ieri sera da <em>Report</em>: non viene da chiedersi se ci siano lacune nella comprensione del testo? O si sta forse usando il proprio titolo di studio per <strong>divulgare riflessioni incomplete, faziose, al limite del falso</strong>?</p>
<p>Probabilmente è difficile che questi intellettuali se ne rendano conto; d’altronde molti di loro hanno gridato subito al fascismo o hanno evocato le liste di proscrizione quando <a href="https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/zuppa-di-porro-del-29-gennaio-2026/" target="_blank" rel="noopener">hanno saputo del sondaggio dei giovani di FdI sugli insegnanti di sinistra</a>. Va bene, l’iniziativa è sbagliata, ma non si può negare che nella scuola statale il problema ci sia eccome. Ci si potrà legittimamente chiedere quanti ragazzi e ragazze debbano ogni giorno far finta di nulla per non pagare il prezzo di un giudizio negativo motivato solo dall’ideologia politica.</p>
<p>Forse è questa la scuola “da terza media” che ben conoscono e a cui fanno riferimento, dove di “fascista” rimane solo il loro pensiero a senso unico, per il quale Pucci doveva essere iscritto nella loro lista di proscrizione.</p>
<p>Un assiduo lettore</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-il-caso-pucci-conferma-repubblica-giornale-classista/">Caro Porro, il caso Pucci conferma: Repubblica giornale classista</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, ho una proposta: ecco come incastrare i black bloc</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ho-una-proposta-ecco-come-incastrare-i-black-bloc/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 10:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[black bloc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla violenza all’identificazione: vi dico come tracciare i facinorosi senza colpire le persone</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ho-una-proposta-ecco-come-incastrare-i-black-bloc/">Caro Porro, ho una proposta: ecco come incastrare i black bloc</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera, <strong>il cameriere arrestato per il pestaggio del poliziotto</strong> e’ stato individuato perché indossava un giubbotto rosso nel gruppo di violenti vestiti di nero che è la loro divisa.</p>
<p>Molto semplicemente bisognerebbe fornire alle forze dell’ordine dispositivi non letali che <strong>consentano di colpire e identificare i violenti</strong> mediante palline di gelatina, animali o vegetali, contenenti vernice gialla e sparate con marker ad aria compressa</p>
<p>Oppure mescolare l’acqua degli idranti della polizia con un tracciante fluorescente. <strong>Sarebbero facilmente individuabili</strong> anche al buio per essere fermati.</p>
<p>Cordialità</p>
<p>B. C., 7 febbraio 2026</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, la cauzione per i cortei mi puzza. E ti spiego perché</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-cauzione-per-i-cortei-mi-puzza-e-ti-spiego-perche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 09:47:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=301658</guid>

					<description><![CDATA[<p>Caro Porro, ne è passato di tempo da quando ho sostenuto l&#8217;esame di Diritto Costituzionale ma, dato che avevo studiato seriamente, qualcosa avevo capito e me ne ricordo. Il fermo preventivo non sarà mai tale, penso che lo sappia benissimo anche chi lo propone e che sia un ballon d&#8217;essai, un modo per saggiare l&#8217;opinione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-cauzione-per-i-cortei-mi-puzza-e-ti-spiego-perche/">Caro Porro, la cauzione per i cortei mi puzza. E ti spiego perché</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, ne è passato di tempo da quando ho sostenuto l&#8217;esame di Diritto Costituzionale ma, dato che avevo studiato seriamente, qualcosa avevo capito e me ne ricordo. <strong>Il fermo preventivo non sarà mai tale,</strong> penso che lo sappia benissimo anche chi lo propone e che sia un <em>ballon d&#8217;essai</em>, un modo per saggiare l&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>La Costituzione è chiarissima sul fatto che <strong>la privazione della libertà personale può avvenire solo su pronuncia giurisdizionale</strong>, quindi &#8220;fermare&#8221;, che significa trattenere in camera di sicurezza o in carcere, sia pur per dodici ore, un soggetto che non ha (ancora) commesso un reato, è impossibile.</p>
<p>Potrebbe essere invece possibile modificare il codice penale prevedendo <strong>una aggravante specifica per il porto di oggetti atti a offendere </strong>in occasione di pubbliche adunanze, in modo da rendere obbligatorio l&#8217;arresto del reo, che verrebbe poi rilasciato dopo l&#8217;udienza di convalida ma che comunque sarebbe per una giornata almeno fuori dalla circolazione.</p>
<p>Anche la pretesa del <strong>versamento di una cauzione</strong> per il ristoro di eventuali danni è improponibile: se una associazione di morti di fame volesse manifestare contro l&#8217;aumento del prezzo del pane, come si potrebbe pretendere il pagamento? Sarebbe subordinare l&#8217;esercizio di un diritto alla capacità del portafogli verrebbe violato il principio di uguaglianza dei cittadini.</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/due-pesi-due-liberta-cosa-ce-e-cosa-limare-sul-decreto-siccurezza/" target="_blank" rel="noopener">Due pesi, due libertà. Cosa c&#8217;è e cosa limare sul decreto Sicurezza</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/erano-li-per-cosa-ha-confessato-il-poliziotto-alla-meloni/" target="_blank" rel="noopener">Erano lì per..Cosa ha confessato il poliziotto alla Meloni</a></li>
</ul>
<p>Una considerazione su un argomento che è stato portato a galla da poco:<strong> l&#8217;uso dei laser a luce verde durante le manifestazioni.</strong> L&#8217;utilizzo di laser al fine di accecare il nemico è vietato dalle convenzioni internazionali, forse l&#8217;unico caso di divieto intervenuto ancora prima che l&#8217;uso di tale pratica divenisse comune, tanto è aberrante. Nel nostro codice penale militare di guerra la pena può arrivare all&#8217;ergastolo ma nessun soldato nemico che usasse una simile atrocità, se catturato, arriverebbe vivo al processo.</p>
<p>Personalmente, dato che sono convinto della responsabilità dell&#8217;individuo, <strong>sono contrario a misure che possono colpire collettivamente un diritto</strong>, meglio i proiettili di gomma, che sono mirati direttamente (è ovvio che anche quelli, come i martelletti, possono uccidere).</p>
<p><strong>Termino con una nota:</strong> i martelletti sono quella parte del meccanismo del pianoforte che colpisce le corde per produrre il suono: non sono gli utensili usati dai carpentiere per piantare ed estrarre chiodi.</p>
<p>Cordiali saluti</p>
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<p>Antonio maselli, 6 febbraio 2026</p>
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</div>
</blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-cauzione-per-i-cortei-mi-puzza-e-ti-spiego-perche/">Caro Porro, la cauzione per i cortei mi puzza. E ti spiego perché</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Caro Porro, la dittatura Askatasuna: vogliono &#8220;conquistare Torino&#8221; picchiando noi poliziotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 12:04:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Askatasuna]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi racconto la realtà rovesciata: sotto Askatasuna chi aggredisce è tutelato, chi fa il suo dovere viene punito</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-dittatura-askatasuna-vogliono-conquistare-torino-picchiando-noi-poliziotti/">Caro Porro, la dittatura Askatasuna: vogliono &#8220;conquistare Torino&#8221; picchiando noi poliziotti</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È una notizia recente quella secondo cui <a href="https://www.ilgiornale.it/news/nazionale/scontri-pro-pal-tar-sospende-i-daspo-i-giovani-indagati-2598798.html" target="_blank" rel="noopener nofollow"><strong>il TAR della Lombardia avrebbe sospeso tre dei quattro DASPO</strong></a> urbani emessi nei confronti di coloro che hanno devastato la stazione di Milano Centrale, agendo in nome della Palestina e di una presunta pace che, a loro avviso, può essere perseguita solo attraverso le armi.</p>
<p>Ecco, diciamo pure che non ci sarebbe bisogno di preoccuparsi per questi fomentati di <strong>Askatasuna</strong> se al primo sasso se ne andassero tutti dritti in galera per almeno 3 anni. Invece la nostra inquietudine vera non è tanto farci male quanto dover far rispettare la Legge difendendoci, <strong>avendo di fronte gente puntualmente tutelata e impunita.</strong></p>
<p>Gente che scende in piazza per devastare e malmenare i poliziotti e che <strong>viene sempre giustificata.</strong> Perché alla prima sacrosanta e legittima “manganellata&#8221; scatta il &#8220;tana libera tutti&#8221; e in un baleno tutti liberi di tornare con le loro armi a giocare ai piccoli anarchici.</p>
<p>Tutti poi provenienti e confluenti nella solita area politica, vicini a quei politici che esistono solo per metterci il numero sul casco e per disarmarci. Che poi <strong>quando c’è davvero da fermare i criminali, ci vanno loro in prima persona?</strong> O come spesso accade, si limitano a nascondersi dietro di noi?</p>
<p>Noi chiediamo semplicemente che vengano applicate misure come il <strong>DASPO urbano</strong> per certi balordi già al primo lancio di un petardo (come succede negli stadi con i tifosi) e che vengano poi adottate misure cautelari nei confronti di chi usa violenza contro di noi.</p>
<p>Oddio, <strong>sto sognando, lo so, siamo in Italia,</strong> dove il poliziotto che ha sparato difendendosi 2 giorni fa a Milano è stato indagato per omicidio volontario, come se fosse uscito di casa apposta per andare ad uccidere.</p>
<p>Ricordiamo che a uno dei<strong> <a href="https://www.nicolaporro.it/cerciello-rega-ridotta-la-pena-al-killer-quanto-vale-la-vita-di-un-carabiniere/" target="_blank" rel="noopener">due americani che hanno ucciso il brigadiere Cerciello</a></strong> con 11 coltellate sono stati dati 15 anni di carcere, all&#8217;altro 10 anni e 11 mesi, mentre l&#8217;extracomunitario che ha sparato e ucciso i due poliziotti a Trieste è ancora a piede libero!!</p>
<p><strong>Leggi anche: </strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/milano-lira-della-polizia-dallatto-dovuto-allomicidio-volontario-si-presume-che-andiamo-in-servizio-per-uccidere/" target="_blank" rel="noopener">Milano, l&#8217;ira della polizia:Dall’atto dovuto all’omicidio volontario. Si presume che andiamo in servizio per uccidere?;</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/sparatoria-milano-nordafricano-ucciso-il-poliziotto-e-gia-indagato/" target="_blank" rel="noopener">Sparatoria Milano, nordafricano ucciso. Il poliziotto è già indagato</a></li>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/tutti-con-i-poliziotti-ma-solo-quando-vengono-uccisi/" target="_blank" rel="noopener">Tutti con i poliziotti, ma solo quando vengono uccisi</a></li>
</ul>
<p>Se ci penso mi viene la febbre alta, a tutti noi poliziotti viene la febbre alta a sentire queste notizie. <strong>La vera sovversione dello stato democratico</strong> passa per queste cose, altroché. Uccidere o malmenare un poliziotto è ormai considerato qualcosa di giusto, mentre diventa quasi sacrosanto condannarlo e distruggerlo anche quando ha semplicemente svolto il proprio dovere.</p>
<p>Ma c&#8217;è un<strong> dato ancor più preoccupante degli oltre 300 poliziotti feriti nel 2025</strong> durante le manifestazioni: questo Stato, tramite anche suoi organi illustri, sta generando un pericoloso vizio di emulazione tra le giovani leve, e non solo!</p>
<p>Prima c’era <strong>un rischio-emulazione</strong>, ora è un vero vizio, perché hanno compreso che tutto è lecito, uccidere un poliziotto non è reato e condannarlo a prescindere è diventato uno sport nazionale. Se solo si capisse lo stato di sconforto in cui vive la gente perbene, che non può più uscire di casa per paura di essere aggredita&#8230;<strong>Ci vuole la Polizia per far rispettare le regole, non i delinquenti.</strong></p>
<p>Ma <strong>questo Paese si sta purtroppo abituando ai criminali</strong> al punto da gioire alla notizia di un poliziotto indagato. O forse dovremmo andare in giro a dire &#8220;ehi, malvivente, che dici, andiamo al bar a prenderci un caffè?&#8221;, magari mentre ti punta addosso una pistola&#8230;.</p>
<p>Ecco com’è la dittatura di chi, come Askatasuna, vorrebbe vivere in società. <strong>Stiamo vivendo il surreale</strong>, si nota una cattiveria nel malmenare i poliziotti pari a quella di trovare un cavillo a tutti i costi per rovinarli.</p>
<p>Questo non è uno Stato di diritto, <strong>è uno Stato di pericolo sociale</strong>, troppi giovani vorrebbero mascherarsi e andare a fare quello che fanno quelli di Askatasuna o degli ultras che bloccano le autostrade. Evidentemente <strong>alla maggioranza questo va bene</strong>, perché continuiamo ad avere poliziotti feriti, indagati e condannati mentre spacciatori, ultras violenti e antagonisti sono liberi di continuare a terrorizzare il Paese.</p>
<p><strong>La responsabilità è di chi può ma non fa. </strong>Non si risolve tutto con un manganello, è vero e la penso così, ma nemmeno con una molotov, un coltello e devastando senza pietà. E chi difende i violenti come quelli di Askatasuna, che si allenano per malmenarci, evidentemente segue la dittatura degli anarchici.</p>
<p>Andrea Cecchini – Italia Celere, 29 gennaio 2026</p>
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		<title>Caro Porro, guarda questa follia: la burocrazia romana contro il buonsenso</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-guarda-questa-follia-la-burocrazia-romana-contro-il-buonsenso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 18:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Porro, ti seguo sempre e so quanto ti stia a cuore la lotta contro l&#8217;irrazionalità della burocrazia. Per questo voglio sottoporti un caso che accade ad Acilia Sud (Roma) e che sembra uscito da un romanzo di Kafka, ma purtroppo è realtà. Vogliono radere al suolo un boschetto naturale cresciuto spontaneamente vicino alla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-guarda-questa-follia-la-burocrazia-romana-contro-il-buonsenso/">Caro Porro, guarda questa follia: la burocrazia romana contro il buonsenso</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, ti seguo sempre e so quanto ti stia a cuore la lotta contro l&#8217;irrazionalità della burocrazia. Per questo voglio sottoporti un caso che accade ad Acilia Sud (Roma) e che sembra uscito da un romanzo di Kafka, ma purtroppo è realtà.</p>
<p><strong>Vogliono radere al suolo un boschetto naturale</strong> cresciuto spontaneamente vicino alla nuova stazione per farne un parcheggio di scambio. L&#8217;assurdo: a dieci metri di distanza esiste l’area ex ATAC, una distesa di cemento già pronta, che una Delibera del 2021 indicava esplicitamente come il luogo dove fare il parcheggio. Eppure, l&#8217;amministrazione ignora le sue stesse carte e preferisce distruggere l&#8217;unico polmone verde della zona, col rischio concreto di creare danni idrogeologici (allagamenti) alle case e ai garage dei residenti di Via Bepi Romagnoni. Voglio precisare che il rimessaggio ex Atac, è stato acquistato dal comune di Roma e l&#8217;azienda la sta ancora usando&#8230; pagheranno un affitto?</p>
<p>In un&#8217;epoca in cui ci riempiono la testa di <strong>&#8220;Green Transition&#8221;</strong> e sostenibilità, qui si sceglie di distruggere il verde esistente invece di riqualificare il cemento già presente. È la vittoria dell&#8217;illogicità sulla realtà.</p>
<p><strong>I volontari di Fare Verde sono in strada</strong>, davanti alle scuole (come oggi alla Scuola Mirò), <strong>non per fare ideologia</strong>, ma per difendere il buonsenso e la sicurezza delle proprietà dei cittadini.</p>
<p>Ti segnalo questa storia non per chiederti un favore, ma perché incarna perfettamente quel <strong>&#8220;mondo al contrario&#8221;</strong> che denunci ogni mattina nella tua Zuppa. Se avessi voglia di darci un&#8217;occhiata, vedrai che è un caso di scuola di come la burocrazia sappia complicare le cose semplici.</p>
<p>Pochi giorni fa, <a href="https://aciliatrasparente.altervista.org/" target="_blank" rel="noopener nofollow">abbiamo messo su un sito per dar ancora più visibilità</a>.</p>
<p>Un caro saluto e buona Zuppa,</p>
<p>Acilia Trasparente</p>
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		<item>
		<title>Caro Porro, ti svelo cosa so sui servizi sociali della famiglia nel bosco</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ti-svelo-cosa-so-sui-servizi-sociali-della-famiglia-nel-bosco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 14:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia bosco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accendere un faro sui 30.000 bambini prelevati in Italia: dobbiamo rivedere il modo di gestire tutto il sistema della sottrazione dei minori alle famiglie.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro,</p>
<p>poco prima di Natale ricevo la telefonata degli<strong> avvocati della famiglia del bosco</strong> con la richiesta di accettare l&#8217;incarico di <strong>consulente di parte</strong>. Accetto con entusiasmo. Prometto a me stesso di lavorare sodo e di stare lontano dal circuito mediatico. Mi sembrava che il dibattito fosse troppo concentrato sulla eccentricità della famiglia trascurando la <strong>devastante potenzialità traumatica del prelievo</strong> e della eradicazione di tre bimbi da un contesto non violento né abusante, ma anzi denso di amore, immerso nella natura, digital detox e caratterizzato da un sostanziale assetto valoriale (essenzialità, no allo spreco, no al lusso, famiglia unita e non conflittuale).</p>
<p>Cosicché ne parlo con un giornalista. E da lì il dibattito si polarizza sul trauma. E capisco che il circo mediatico, pur tra tante contraddizioni, ha dato vita ad uno spettacolo buono e ricco: ha acceso un riflettore enorme su un caso che, potremmo dire, <strong>ci costringerà a rivedere il modo di gestire tutto il sistema della sottrazione dei minori alle famiglie</strong>. E sì, perché al di là delle buone intenzioni, il sistema rischia di creare più danni ancora.</p>
<p>Torniamo al caso Trevallion. Chi si è occupato di questo dice di aver fatto per un anno prima del prelievo tutto il possibile, ma ha incontrato la rigidità della famiglia, della serie &#8220;e che ci volete fare, il disastro l&#8217;hanno combinato loro&#8221;. Gli avvocati mi confidano che &#8220;tutto il possibile&#8221; è stato questo: un incontro preliminare insieme alle Forze dell&#8217;Ordine, tre incontri solo con operatori del servizio sociale e poi un incontro finale con le Forze dell&#8217;Ordine durante il quale avviene il prelievo. <strong>E chi non avrebbe avuto paura</strong>? E chi non si sarebbe messo sulla difensiva? E questa è solo una pillola.</p>
<p>Onestamente, quando tutto sarà finito, questo caso dovrà insegnarci molte cose. Dobbiamo rivedere procedure e studiare strumenti più competenti e flessibili. E questo sarà possibile se, grazie al tanto vituperato circo mediatico, sarà acceso un riflettore<strong> sui 30mila bambini prelevati in Italia</strong> e attualmente collocati in varie situazioni strutturali con una spesa di un miliardo e mezzo quasi. Le affido questo appello.</p>
<p>Tonino Cantelmi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ti-svelo-cosa-so-sui-servizi-sociali-della-famiglia-nel-bosco/">Caro Porro, ti svelo cosa so sui servizi sociali della famiglia nel bosco</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, sul bonus facciata sono decisamente incaz****</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-sul-bonus-facciata-sono-decisamente-incaz/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-sul-bonus-facciata-sono-decisamente-incaz/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 19:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Porro, capisco molto bene ciò che descrive il lettore che purtroppo non ha potuto detrarre la quota per la ristrutturazione del suo palazzo. E soprattutto sono avvilito e disgustato dai commenti in risposta a quel grido di amarezza. Le chiedo quindi di concedermi quindi uno spazio per esprimere la mia personale opinione. Io ho [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-sul-bonus-facciata-sono-decisamente-incaz/">Caro Porro, sul bonus facciata sono decisamente incaz****</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, capisco molto bene <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-beffa-del-bonus-ristrutturazione/">ciò che descrive il lettore</a> che purtroppo non ha potuto detrarre la quota per la ristrutturazione del suo palazzo. E soprattutto sono avvilito e disgustato dai commenti in risposta a quel grido di amarezza. <strong>Le chiedo quindi di concedermi quindi uno spazio</strong> per esprimere la mia personale opinione.</p>
<p>Io ho subito qualcosa di molto simile a ciò che descrive il lettore Anche nello stabile dell’appartamento ricevuto in eredità dalla mia mamma hanno deciso di <strong>aderire all’opportunità del “bonus facciata”</strong> con la detrazione fiscale al 50%.</p>
<p>Anche io finora ho fatto solo delle collaborazioni esterne che da qualche anno si sono decisamente rarefatte (…&#8221;grazie&#8221; anche al post-COVID) quindi anche io non ho versato alcun contributo.</p>
<p>Anche io ho fatto quindi l’amara scoperta che non avendo redditi …<strong>non avrei avuto alcun diritto alla detrazione fiscale</strong>.</p>
<p>Sono felice per coloro che avendo sempre avuto un lavoro hanno potuto versare i contributi ma sinceramente dimostrano di non sapersi mettere nei panni altrui&#8230; E poi insomma che c’entro io se non ho avuto mai un lavoro fisso e stabile?</p>
<p>Ebbene sì, i miei genitori mi hanno lasciato dei fondi con i quali &#8211; per ora &#8211; io vivo comprese alcune somme che mi sono saputo conservare come la formichina della favola. Ma ciò che sfugge a chi ha commentato stizzosamente senza soffermarsi a riflettere è che io la consistente somma per la ristrutturazione (circa 20.000€!) <strong>l’ho versata come tutti i condomini</strong>! Per quale ragione non avrei diritto ad un rimborso?</p>
<p>Uno dei lettori saccentemente risponde “Come vive? Se non ha pagato tasse, non ha pagato contributi, ha campato sulle spalle di noi poveri tassati!!”. Quanta superficialità!! Un altro lettore altrettanto ottusamente si chiede “ma se non ha reddito come può pensare di fare una ristrutturazione?”.</p>
<p>E qui io trasecolo: come potevo sottrarmi dalla ristrutturazione se tutto il resto dei condòmini aveva deciso di fare quei lavori? Anche perché appunto avevo alcuni fondi da cui attingere e sapevo (o immaginavo) che una parte mi sarebbero stati rimborsati.</p>
<p>Leggere quelle parole così superficiali e <em>tranchant</em> dei commentatori mi hanno fatto inviperire. Anzi se mi permette il francesismo, sono proprio incazzato. <strong>Chiamatela detrazione o rimborso o agevolazione</strong> ma dovrebbe valere per tutti. E chi elabora questi stratagemmi fiscali deve tener conto anche di eventuali eccezioni come la mia e quella del lettore. Ripeto: occorre tener conto che quella (cospicua!) somma io l’ho versata come tutti e quindi i cari commentatori saccenti mi dovrebbero spiegare perché anche io non dovrei aver diritto ad un rimborso!</p>
<p>Confidando di poter aver modo di esprimere questa situazione che <strong>mi pesa dentro l’animo</strong> (e soprattutto dentro il portafogli) porgo cordiali saluti.</p>
<p>Federico, 10 gennaio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-sul-bonus-facciata-sono-decisamente-incaz/">Caro Porro, sul bonus facciata sono decisamente incaz****</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, la folle multa presa dal sindaco &#8220;sceriffo&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-folle-multa-presa-dal-sindaco-sceriffo/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-folle-multa-presa-dal-sindaco-sceriffo/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 10:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[multa]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pago il parcheggio, sbaglio di un soffio ed ecco la multa: la solita burocrazia che non aiuta ma punisce, basta con i "sindaci sceriffo"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-folle-multa-presa-dal-sindaco-sceriffo/">Caro Porro, la folle multa presa dal sindaco &#8220;sceriffo&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, ho visitato Lido di Camaiore per <strong>Capodanno</strong>, con moglie e figlia abbiamo cenato, passeggiato, ammirato i fuochi. Il 31 ho parcheggiato, pagando il dovuto, negli stalli a strisce blu. Il mattino di Capodanno sono sceso alle 10:45 per mettere le valigie in auto e ripartire. Mi hanno <strong>multato per mancato pagamento del parcheggio</strong>.</p>
<p>A Torino, dove vivo, nei giorni festivi non è necessario pagare, e questo mi ha tratto in inganno. Il torto ufficiale, burocratico e formale è certamente mio, ed ho già pagato il dovuto. Ma quello che mi chiedo è se questo non sia <strong>puro e semplice accanimento</strong>. &#8220;Cattiveria&#8221;, l&#8217;ha descritta una gentile signora anziana che ha assistito alla cosa. E &#8220;cattiveria&#8221; è. Non ho procurato danno a nessuno (c&#8217;erano altri parcheggi), ho contribuito anzi all&#8217;economia del posto (nel mio piccolo).</p>
<p><strong> Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-beffa-del-bonus-ristrutturazione/">Caro Porro, la beffa del bonus ristrutturazione</a></li>
</ul>
<p>Con la sola ragione della forza burocratica si è punita una famiglia, alle 10:31 del mattino di Capodanno. Siamo andati via senza fare colazione, per compensare il &#8220;danno&#8221;. A mia figlia ho spiegato che lo Stato (o semplicemente un Comune) a volte è <strong>patrigno</strong>, e bisogna guardarsene. Mio papà era un vigile urbano (si chiamavano così, allora). Si vantava di aiutare la gente, non di fare quello che oggi si chiamerebbe bullismo. Chissà se chi ha redatto il verbale oggi penserà di aver contribuito a rendere il mondo un posto migliore.<br />
Spero di tornare presto a Camaiore, ma quella sensazione di &#8220;ti punisco perché posso&#8221;, e non perché sia giusto, rimane: <strong>quando la si finirà con i sindaci &#8220;sceriffo&#8221;?</strong></p>
<blockquote>
<div dir="ltr">
<div class="gmail_quote">
<blockquote class="gmail_quote">
<blockquote>
<div dir="ltr">
<p>Roberto Casalegno, 10 gennaio 2026</p>
</div>
</blockquote>
</blockquote>
</div>
</div>
</blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-folle-multa-presa-dal-sindaco-sceriffo/">Caro Porro, la folle multa presa dal sindaco &#8220;sceriffo&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, la beffa del bonus ristrutturazione</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-beffa-del-bonus-ristrutturazione/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-beffa-del-bonus-ristrutturazione/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 14:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[bonus]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=296354</guid>

					<description><![CDATA[<p>Zero reddito, zero detrazioni: così il fisco “ottuso” trasforma le agevolazioni in una beffa per chi ha già dato</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-beffa-del-bonus-ristrutturazione/">Caro Porro, la beffa del bonus ristrutturazione</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro,</p>
<p>dopo aver letto lo struggente racconto dell’<a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-fisco-amico-un-corno-ti-racconto-il-mio-incubo-per-aver-saltato-una-rata/">incubo fiscale di un pensionato trasferitosi in Austria</a>, vorrei chiedervi cortesemente un po’ di spazio per un mio sfogo, che, in un certo senso, ha anch’esso a che fare con il fisco applicato in modo ottuso e schematico. Non vorrei tirare in ballo il principe Talleyrand e la sua frase secondo cui l&#8217;eccesso di zelo provoca sempre disastri, ma aiuta a capire il mio sfogo.</p>
<p>Premetto che vorrei non addentrarmi in questioni che mi imporrebbero di rivelare dettagli troppo personali. Io ho appena compiuto sessant’anni ma dal punto di vista professionale sono – forse a causa della mia ingenuità? – rimasto al palo. Con una laurea in giurisprudenza e un master in comunicazione creativa appese al muro ho sempre svolto solo delle collaborazioni lavorative come <strong>“freelance”</strong> (quindi saltuarie!) nell’ambito del giornalismo e della comunicazione. Aggiungiamo poi che talvolta queste collaborazioni si fondavano su una pacca sulla spalla e un approccio «visto che a te piace scrivere…». Ovvero ho fatto volontariato! (E questo conferma la mia ingenuità!) Idem nel settore bancario dove per svolgere la mansione di procuratore finanziario in un istituto di credito sono stato obbligato ad essere titolare di partita Iva salvo poi interrompere la collaborazione “ex abrupto” da parte della banca! Morale della favola (senza alcun lieto fine!) quindi senza aver versato alcun contributo ai fini pensionistici.</p>
<p><strong>Vado al dunque.</strong> Alcuni anni fa ho ricevuto in eredità dalla mia cara mamma l&#8217;appartamento dove tuttora vivo e nel cui palazzo hanno deciso di… approfittare del cosiddetto <strong>“Bonus Ristrutturazioni”</strong> detraibile al 50 per cento in 10 anni e i cui beneficiari sono i proprietari, inquilini. Ecco quindi che io ci rientro perfettamente. E invece no. E qui purtroppo sono cascato dalle nuvole! Mi sono informato dal mio commercialista (oltre che dall’amministratore del condominio!) ed ho fatto l&#8217;amara e cocente scoperta che non avendo redditi da dichiarare non avrò neppure alcun diritto alla detrazione fiscale.</p>
<p><strong>Il danno e la beffa?</strong> Solo un genio (malefico?) può aver ideato questa follia lunare che prevede la detrazione per la ristrutturazione esclusivamente sulla base alle imposte! Io sarò quindi l’unico in tutto il mio palazzo a non poter usufruire delle agevolazioni! Nè ora nè tra 10 anni! Capisco bene che il mio caso – dal punto di vista statistico e fiscale – sia irrilevante ma basandoci su fatti reali e concreti (e contanti), io la somma prevista per la ristrutturazione l&#8217;ho versata come tutti! Concludendo… più che “bonus” questo per me è si è trasformato in un decisamente<strong> “pessimus”</strong>. Perdonate il mio sfogo ma cercate di comprendere il mio stato d’animo!</p>
<p>Con stima,</p>
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		<title>Caro Porro, Fisco amico un corno: ti racconto il mio incubo per aver saltato una rata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 14:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Porro, in questi giorni leggo spesso sul suo sito notizie relative a nuove imposizioni fiscali che il nostro governo sta alacremente implementando ma io vorrei con questa mia lettera soffermarmi su un aspetto che non è sicuramente nuovo ma che io ho scoperto dolorosamente in tempi recenti. Sono un pensionato che, per motivi familiari, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, in questi giorni leggo spesso sul suo sito <strong>notizie relative a nuove imposizioni fiscali</strong> che il nostro governo sta alacremente implementando ma io vorrei con questa mia lettera soffermarmi su un aspetto che non è sicuramente nuovo ma che io ho scoperto dolorosamente in tempi recenti.</p>
<p>Sono un pensionato che, per motivi familiari, vive da alcuni anni in Austria. Incasso la mia pensione dall&#8217;INPS al lordo e pago le tasse qui in Austria questo non per risparmiare, visto che le percentuali applicate sono più o meno le stesse che in Italia ma per comodità. Possiedo però alcuni appartamentini in Italia affittati ad Equo Canone sul quale ho sempre pagato la Cedolare Secca. Ho sempre avuto problemi con l&#8217;Agenzia delle Entrate perché regolarmente non trova i miei bonifici effettuati dall&#8217;estero sul corretto C/C come segnalato sul sito della stessa e <strong>ricevo delle ingiunzioni di pagamento</strong> che mi costringono a rientrare e dopo aver preso appuntamento portare tutta la documentazione e cercare di risolvere la pratica. Cosa che spesso non è ne semplice ne veloce al punto cha da un paio di anni, per evitare lo stesso problema, due volte all&#8217;anno rientro e pago le scadenze in una banca italiana tramite l&#8217;F24.</p>
<p>Ma la scoperta più dolorosa l&#8217;ho avuta alcuni mesi fa quando ho ricevuto la solita ingiunzione relativa all&#8217;anno fiscale 2021. In effetti in quell&#8217;anno, anche perché in quel periodo la mia salute mi ha dato dei problemi, ho proprio dimenticato di fare il Modello Unico e di conseguenza anche di pagare la Cedolare Secca. <strong>Cedolare che ho pagato l&#8217;anno successivo in un&#8217;unica rata</strong>. Il mio consulente fiscale all´epoca mi aveva segnalato che<strong> avrei dovuto pagare delle sanzioni e anche degli interessi</strong> ma la sorpresa spiacevole è stata che mentre gli interessi in effetti sono logici le sanzioni sono assurde e vengono calcolate due volte perché le scadenze saltate sono due e cioè l&#8217;acconto e il saldo.</p>
<p>Da un calcolo veloce ne è risultato che la cifra da pagare per chiudere la pratica supera il 30% dell&#8217;importo che ho pagato con un anno di ritardo (per essere precisi l&#8217;acconto con un anno e il saldo con circa sei mesi).</p>
<p>Siccome in questi anni ho sentito spesso parlare di Fisco Amico mi è venuto in mente un proverbio che usano spesso qui in Austria che dice: &#8220;Con amici di questa fatta non mi serve nessun nemico&#8221;.</p>
<p>Ringraziandola per l&#8217;attenzione la saluto cordialmente.</p>
<p>Olivo Matuella</p>
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		<title>&#8220;Farlo a tutti i costi&#8221;. Caro Porro ti svelo il vero comandamento dei nostri tempi</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/farlo-a-tutti-i-costi-caro-porro-ti-svelo-il-vero-comandamento-dei-nostri-tempi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2025 16:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vero comandamento del XXI° secolo è più semplice: DIVERTIRSI A TUTTI I COSTI. Ecco che come corollario le amministrazioni delle nostre città hanno pensato da tempo di ispirarsi al “panem et circenses” già adottato in epoca romana per organizzare eventi a Capodanno. Parto da un punto di vista etimologico: “divertire” deriva infatti da &#8220;devertere&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/farlo-a-tutti-i-costi-caro-porro-ti-svelo-il-vero-comandamento-dei-nostri-tempi/">&#8220;Farlo a tutti i costi&#8221;. Caro Porro ti svelo il vero comandamento dei nostri tempi</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vero comandamento del XXI° secolo è più semplice: DIVERTIRSI A TUTTI I COSTI. Ecco che come corollario le amministrazioni delle nostre città hanno pensato da tempo di ispirarsi al “panem et circenses” già adottato in epoca romana per organizzare eventi a Capodanno. Parto da un punto di vista etimologico: “divertire” deriva infatti da &#8220;<strong>devertere</strong>&#8221; ovvero spostare l’attenzione, allontanarsi. E il filosofo <strong>Blaise Pascal</strong> con la teoria del &#8220;divertissement&#8221; inteso come fuga dalla realtà aveva capito tutto già. Quattro secoli fa! Gli uomini, non riuscendo ad annullare i problemi che affliggono la loro vita, hanno pensato, secondo il filosofo, matematico e inventore francese, di convincersi di essere felici semplicemente spostando l’attenzione dalla realtà, non pensando… ovvero tappandoci gli occhi (e le orecchie). Anestetizzando i pensieri. Abbiamo una tremenda paura della noia e cerchiamo sempre qualcosa che distragga la mente. Hai un problema? Non pensarci! C’est plus facile!</p>
<p><strong>L’ozio e solitudine ci costringono a pensare</strong> e l’uomo, non essendo più capace di elaborare un pensiero autonomo, preferisce rifugiarsi nel divertimento a tutti i costi. Per distrarsi. Appunto! E questa non è solo una folle elucubrazione di Vincenzo Mangione ma il parere del prof. Vittorino Andreoli, noto psichiatra e neurofarmacologo che parla del concetto del «fare come segno dell’essere: ovvero “faccio, dunque esisto”» (…con buona pace del caro René Descartes!). In questo mondo ipercinetico, se tu non sei attivo, se tu non sei operativo, se tu non ti fai trascinare dalla frenesia, se ti soffermi un attimo… beh, <strong>sei un’ameba</strong>! Abbiamo perso il piacere di approfittare delle vacanze per (ri)trovare noi stessi nel silenzio, nella calma, nella pacatezza, e se necessario, anche nell’atarassia!</p>
<p>Vincenzo Mangione, 26 dicembre 2025</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, ho deciso di dissentire contro l&#8217;ultima &#8220;tassa sulla salute&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ho-deciso-di-dissentire-contro-lultima-tassa-sulla-salute/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Dec 2025 18:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per lo Stato sono un contribuente quando c’è da incassare ma un fantasma quando si parla di tutele</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ho-deciso-di-dissentire-contro-lultima-tassa-sulla-salute/">Caro Porro, ho deciso di dissentire contro l&#8217;ultima &#8220;tassa sulla salute&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo testo nasce a seguito della pubblicazione odierna in Gazzetta Ufficiale del decreto relativo alla cosiddetta<strong> “tassa sulla salute”</strong>. Scrivo quanto segue a titolo strettamente personale, senza alcuna volontà di fomentare polemiche, né di invitare a proteste aggressive o conflittuali.</p>
<p>Ritengo corretto chiarire fin da subito un punto essenziale: il principio di contribuire ai costi del sistema sanitario non mi è estraneo né inaccettabile. <strong>La solidarietà è un valore</strong>, e una forma di contributo può essere anche equa.</p>
<p>Ciò che contesto, e che mi preoccupa come cittadino italiano e come frontaliere “vecchio”, è il modo in cui la tassa sulla salute è stata strutturata. In particolare:</p>
<ul>
<li>La retroattività della misura, che incide su scelte già compiute in buona fede;</li>
<li>⁠il ricorso all’autocertificazione, con responsabilità e rischi rilevanti trasferiti<br />
integralmente sul contribuente;</li>
<li>I procedimenti previsti in caso di omissioni o errori, anche non dolosi.</li>
</ul>
<p><strong>Un’ulteriore criticità riguarda la determinazione della base imponibile</strong>: la norma non chiarisce quale tasso di conversione utilizzare per il calcolo del salario netto. Per il 2024 è disponibile il tasso medio pubblicato dalla Banca d’Italia, mentre per il 2025, sarà disponibile solo nella prima parte del 2026, creando incertezza per i frontalieri che devono pagare entrambe le annualità.</p>
<p>Questi elementi, nel loro insieme, danno la sensazione di <strong>una rigidità amministrativa verso cittadini italiani</strong> che hanno esercitato una scelta lavorativa pienamente legittima, conforme alla Costituzione e alle normative europee e bilaterali tra Italia e Svizzera.</p>
<p>Per questo motivo, a titolo esclusivamente individuale, <strong>ho deciso di manifestare il mio dissenso in modo formale</strong>, civile e trasparente, attraverso strumenti istituzionali messi a disposizione di ogni cittadino. In particolare:</p>
<ul>
<li>⁠una segnalazione al Garante del Contribuente, per sottoporre i dubbi relativi alla<br />
retroattività della norma e alla tutela della buona fede del contribuente;</li>
<li>una comunicazione alle istituzioni europee competenti, per rappresentare le perplessità<br />
circa la compatibilità della misura con i principi di libera circolazione, lasciando ogni<br />
valutazione alle autorità competenti;</li>
<li>un’informazione agli amministratori locali, affinché siano consapevoli dell’impatto<br />
concreto di questa misura sulle famiglie dei territori di confine.</li>
</ul>
<p>Non si tratta di sottrarsi ai doveri fiscali, né di “fare rumore”, ma di chiedere attenzione, proporzionalità e chiarezza.</p>
<p>Qualunque sarà l’esito di questa vicenda, <strong>rimarrò comunque felice e orgoglioso della scelta di essere diventato frontaliere.</strong> Una scelta fatta per merito, per capacità di adattamento e per la libertà – che ritengo fondamentale – di poter scegliere dove lavorare.</p>
<p>Rimane tuttavia l’amarezza di sentirsi spesso un cittadino in una posizione di limbo: spesso penalizzato nelle condizioni lavorative in <strong>Svizzera</strong> mentre lavora, e penalizzato in Italia proprio perché lavora in Svizzera.</p>
<p>Un cittadino che esiste pienamente quando deve pagare le tasse – spesso più di altri – ma che rischia di diventare invisibile quando si parla di diritti.</p>
<p>È un peccato, perché questa condizione rischia di trasformare sempre di più il frontaliere in un vero e proprio “<strong>cittadino fantasma</strong>”: presente fiscalmente, ma assente politicamente e socialmente.</p>
<p>Condivido questa riflessione nella speranza che il dialogo, anche critico ma rispettoso, resti uno strumento possibile e utile in uno Stato di diritto.</p>
<p>Firmato: <em>Un Frontaliere</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, gli artigiani sono in difficoltà ma a nessuno interessa</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-gli-artigiani-sono-in-difficolta-ma-a-nessuno-interessa/</link>
					<comments>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-gli-artigiani-sono-in-difficolta-ma-a-nessuno-interessa/commenti</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 17:26:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[partigiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritenute che bloccano la liquidità e assenza di difesa da parte delle associazioni: così le piccole imprese restano sole</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-gli-artigiani-sono-in-difficolta-ma-a-nessuno-interessa/">Caro Porro, gli artigiani sono in difficoltà ma a nessuno interessa</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div dir="ltr">
<blockquote>
<div dir="ltr">
<p>Mi chiedo <strong>dove fossero le associazioni degli artigiani quando il nostro ministro dell’Economia ha aumentato la ritenuta d’acconto sui bonifici parlanti</strong> dall’8 all’11%. Oggi Confartigianato si lamenta per l’eliminazione o la riduzione delle certificazioni sulle caldaie, ma allora dov’era?</p>
<p>L’11% di trattenute sui bonifici parlanti non riguarda solo la manodopera, ma anche i materiali. Questo comporta, a fine anno, un disavanzo economico molto importante per le imprese artigiane, con gravi difficoltà nel far fronte alle spese correnti, al pagamento delle tasse e delle tredicesime ai dipendenti.</p>
<p>A tutto questo si aggiunge il fatto che le somme trattenute da gennaio a dicembre vengono recuperate solo dopo 7–8 mesi, tra luglio e agosto dell’anno successivo, con la dichiarazione dei redditi, senza che lo Stato riconosca alcun interesse per il denaro anticipato.</p>
<p><strong>Oltre al danno, la beffa:</strong> a novembre lo Stato ci chiede anche l’acconto delle imposte per l’anno successivo, pur avendo già incassato somme considerevoli attraverso le ritenute d’acconto. A questo punto la domanda è inevitabile: cosa dovremmo fare noi artigiani? Come possiamo pagare le tredicesime e mantenere in equilibrio i conti aziendali?</p>
<p><strong>È su questi temi concreti che ci aspettiamo una presa di posizione chiara e tempestiva da parte delle associazioni di categoria</strong>, a tutela delle imprese che ogni giorno lavorano, investono e garantiscono occupazione.</p>
<p>Maurizio Monardo, Artigiano settore Ascensori,  16 dicembre 2025</p>
</div>
</blockquote>
</div>
</blockquote>
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			</item>
		<item>
		<title>Propaganda alle elementari: per Natale il canto palestinese (in arabo)</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/propaganda-alle-elementari-per-natale-il-canto-palestinese-in-arabo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 11:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[palestina]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci scrive un lettore: il coro di 180 bambini per la festa natalizia intona un canto sui bimbi palestinesi. Il papà: "È ingiusto e intollerabile"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/propaganda-alle-elementari-per-natale-il-canto-palestinese-in-arabo/">Propaganda alle elementari: per Natale il canto palestinese (in arabo)</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno dott. Porro, sabato 29 novembre u.s.: ore 10,00; Milano, scuola primaria Moscati, <strong>festa Natalizia</strong>. Siamo ad un passo dall&#8217;Arena di Milano, forse la zona più caucasica rimasta in città. <strong>180 ragazzini</strong> presenti ai quali si aggiungono i genitori. La spensieratezza c&#8217;è: anche un pò di rottura di coglio**, diciamoci la verità. Sulla noiosità dei saggi natalizi dei figli ci hanno fatto pure una pubblicità che trovo persino balsamica. O sono un pessimo genitore (probabile) o forse ho ancora qualche traccia di buon senso.</p>
<p>Ma vengo al punto.</p>
<p>Il <strong>professore di musica</strong> &#8211; che dirige l'&#8221;orchestra&#8221; e il coro di tutti i 180 bambini &#8211; preannuncia che la canzone natalizia preparata sarà in palestinese: una canzone palestinese, sui bambini palestinesi, cantata in arabo.</p>
<p>È successo.</p>
<p>Così com&#8217;è successo che abbia scritto alla mia ex moglie dicendo che mi sarei rifiutato di filmare e che me ne sia uscito a fumare una sigaretta (elettronica, non un narghilè). Ovviamente la risposta della mia ex moglie è stata: <em>ma perché, sei filo-israeliano?</em> Non è difficile comprendere la reazione. Forse.</p>
<p>È intollerabile che siano stati utilizzati da un professore 180 bambini come <strong>strumenti per il proprio credo politico</strong>. Per Natale?! In arabo?! Vicino alla Arena civica di Milano, con studenti milanesi o quantomeno italiani, e con tutte le caz** di canzoni natalizie che abbiamo?</p>
<p>Non dico di avere l&#8217;intuizione di utilizzare una canzone della <strong>Vanoni</strong>, magari, milanese, intramontabile cantante che ci ha appena lasciati. Non pretendo questo. Ma <strong>la canzone cantata in arabo</strong> da 180 ragazzini ignari di che cosa caz*** sia la Palestina (come quasi tutti gli adulti, me compreso)&#8230; quello no.</p>
<p>Ovviamente il risultato è stato quello di utilizzare una canzone araba per la pace con il risultato di <strong>dividere anziché di unire</strong>. Trovo personalmente il comportamento del professore, prima ancora che intollerabile, ingiusto.</p>
<p>INGIUSTO nel senso letterale del termine: <strong>contrario ai principi di giustizia</strong> (morali e forse anche costituzionali). Avrei scritto molto di più, ma mi trattengo (forse sono già stato troppo prolisso).</p>
<p>Grazie per avermi ascoltato e per essere un punto di riferimento di buon senso in un mondo e in un paese popolato da persone, in massima parte, inaffrontabili.</p>
<p>Lettera firmata</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/propaganda-alle-elementari-per-natale-il-canto-palestinese-in-arabo/">Propaganda alle elementari: per Natale il canto palestinese (in arabo)</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, la Famiglia nel Bosco colpevole del &#8220;reato di pensare&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-famiglia-nel-bosco-colpevole-del-reato-di-pensare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 12:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia nel bosco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nicolaporro.it/articoli/?p=292110</guid>

					<description><![CDATA[<p>I genitori dei bambini deportati sono colpevoli proprio perché hanno pensato di poter gestire da soli l'educazione dei loro figli. Senza affidarli allo Stato</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-la-famiglia-nel-bosco-colpevole-del-reato-di-pensare/">Caro Porro, la Famiglia nel Bosco colpevole del &#8220;reato di pensare&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile dottor Porro, la sua <em>Quarta Repubblica</em> si distingue (in positivo) dal panorama desolante degli altri talk show, zeppi di <strong>ospiti starnazzanti</strong> e di <strong>conduttori invadenti</strong> e dispotici che usano la trasmissione stessa come palcoscenico delle proprie idee. In questo la Gruber è maestra.</p>
<p>L&#8217;assenza dei fastidiosissimi applausi a <em>Quarta Repubblica</em> facilita <strong>un ascolto disteso</strong> e lei concede sempre a tutti gli interlocutori il tempo necessario per dipanare le loro idee.</p>
<p>Tuttavia sarebbe utile per tutti che lei talvolta stimolasse e contraddicesse maggiormente gli ospiti facendo leva sulle loro opinioni più controverse o addirittura poco sostenibili. È il caso di <strong>Paolo Crepet:</strong> vero è che lui stesso si definisce nella sua pagina web &#8220;psichiatra, sociologo, educatore, saggista e opinionista&#8221; ma ciò non lo abilita a innondarci, come ieri, di una marea di pensieri indistinti e confusi sulla <strong>Famiglia del Bosco</strong>.</p>
<p>Non si è compreso nulla della sua posizione che furbescamente non ha voluto far riferimento all&#8217;ordinanza del giudice che ha deportato i bambini. <strong>Crepet ha dimostrato di non conoscere la scuola attuale</strong>, dove la maggior parte dei bambini sono incontrollabili e ingestibili (resi tali anche dalla esposizione precoce ai <em>device</em>) e obbligano gli insegnanti a chiedere per loro delle &#8220;certificazioni&#8221; <strong>sperando nell&#8217;assegnazione di un insegnante di sostegno</strong>. I docenti sono ingabbiati nelle carte e nella burocrazia. La socializzazione è affidata a discutibili tecniche con cui i docenti sono indottrinati nei corsetti di formazione. Basti pensare ai &#8220;circle time&#8221;&#8230;</p>
<p>Per essere &#8220;socializzati&#8221; non occorre semplicemente andare a scuola, anzi&#8230; Tant&#8217;è che esiste legalmente la possibilità di attuare l&#8217;educazione parentale. <strong>Montessori,</strong> Lodi, <strong>don Milani</strong>, citati da Crepet, sono figure mitiche del passato della nostra pedagogia e Crepet pensa che possano replicarsi nella scuola attuale, quella gestita dallo Stato, nella quale i principi educativi di quelle esperienze pedagogiche uniche non sono replicabili se non in parte, come nelle scuole Montessori che hanno comunque un carattere elitario, come quelle steineriane.</p>
<p>L&#8217;intervento di Crepet non solo è stato dissonante rispetto a molti passaggi delle interviste che ha rilasciato sul caso della Famiglia del Bosco ma anche rispetto al suo libro che è stato citato in trasmissione: IL REATO DI PENSARE. <strong>I genitori dei bambini deportati sono colpevoli</strong> perché PENSANTI: hanno ritenuto, secondo me giustamente, di poter garantire ai figli una crescita armoniosa in cui sono loro, genitori, a fare da perno della loro crescita. Si è scoperto e si scoprirà probabilmente ancora meglio che tutti i rilievi mossi dagli assistenti sociali non sono fondati. L&#8217;obbligo scolastico per la bimba di 8 anni risulta assolto; hanno molti amici i cui figli si incontrano con i loro; frequentano il paese; non sono sconosciuti ai vicini uno dei quali si è accorto del malore dovuto all&#8217;intossicazione da funghi. La casa non è un rudere e hanno i pannelli solari, quindi l&#8217;elettricità. <strong>Non so a cos&#8217;altro si appelleranno: manca la playstation</strong>?</p>
<p>La politicizzazione del caso non è negativa: sta venendo a galla il tema della<strong> ingerenza dello Stato</strong> che in forma attiva (togliendo i figli) o passiva (consentendo l&#8217;eutanasia) decide di fatto della nostra vita, indica i valori a cui dobbiamo non dobbiamo attenerci, ci punisce e ci terrorizza. <strong>In questo certi giudici sono uno strumento potente, arrogante, dispotico</strong>. Il giudice che ha firmato l&#8217;ordinanza ha dei trascorsi professionali che probabilmente spiegano il suo modo di affrontare il caso di questa &#8220;anomala&#8221; famiglia che bisogna a tutti i costi rieducare e riallineare.</p>
<p>La ringrazio dell&#8217;attenzione.</p>
<p>Anna Maria Briganti, 9 dicembre 2025</p>
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		<title>Caro Porro, un incubo il Pass Auto a Milano: ti racconto il calvario di mio padre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 18:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[beppe sala]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ciao Nicola ti allego una situazione tipica e frequente, che sta succedendo a mio padre. Con il pass auto abbiamo raggiunto il culmine di una serie di disservizi mostruosi (capitano frequente anche su cose delicate tipo rinnovo medico) del Comune di Milano. ​​Buonasera, sto cercando di rinnovare il pass auto per dimoranti domiciliati a Milano, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
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<p>Ciao Nicola ti allego una situazione tipica e frequente, che sta succedendo a mio padre. Con il <strong>pass auto</strong> abbiamo raggiunto il culmine di una serie di disservizi mostruosi (capitano frequente anche su cose delicate tipo rinnovo medico) del <strong>Comune di Milano</strong>.</p>
<hr />
<p>​​<em>Buonasera,</em><br />
<em>sto cercando di rinnovare il pass auto per dimoranti domiciliati a Milano, da 1 mese. Sono venuto allo sportello di piazza del Duomo, perdendo una mattinata (sono pure in difficoltà motorie), ma non è stato possibile accogliere la richiesta in quanto da fare &#8220;esclusivamente in digitale&#8221; a quanto detto dal vostro operatore. Faccio notare che negli anni scorsi era bastato presentare una decina di documenti allo sportello (già questa operazione estremamente artificiosa per un pass A PAGAMENTO.)</em></p>
<p><em>Ora mi trovo in difficoltà perché NESSUNO dei vostri portali funziona correttamente. Con la consulenza di mio figlio che fa l&#8217;informatico (quindi non potete neanche usare la scusa della mia incompetenza), non siamo riusciti mai ad accedere neanche alla richiesta del pass, in ordine: pagina in manutenzione, pagina non accessibile, Otp sbagliato, sia mail che sms (falso e documentato da screenshot).</em></p>
<p><em>Ora, visto che il pass è scaduto mi spiegate<strong> come è possibile districarsi in questo labirinto burocratico</strong> visto che ora rischio di prendere multe sotto casa.</em></p>
<p><em>Tutto questo è un processo non solo estremamente artificioso, complicato (sopratutto per una persona anziana) e stupido (dal momento che è pure un servizio a pagamento), ma <strong>pure difficoltoso</strong> per evidenti negligenze tecniche del Comune.</em></p>
<p><em>(Abbiamo provato in più momenti e giorni differenti la procedura non funziona).</em></p>
<p><em>Attendo vostre notizie sperando non nella solita risposta &#8220;si può rivolgere a&#8230;&#8221; come su tutto in questo Comune senza mai <strong>risolvere niente</strong>.</em></p>
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<p>Paolo Ricotti, 8 dicembre 2025</p>
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		<item>
		<title>Caro Porro, c&#8217;è un&#8217;occupazione di Ateneo (pacifica) di cui nessuno parla</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-ce-unoccupazione-di-ateneo-pacifica-di-cui-nessuno-parla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 10:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia dell'Università di Matematica di Pisa che, stranamente, stavolta non fa notizia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, gli studenti della <strong>facoltà di matematica</strong> dell&#8217;Università di <strong>Pisa,</strong> da circa cinque giorni, hanno occupato il proprio dipartimento a seguito della decisione del Rettore di interrompere, con la chiusura, una tradizione che durava da più di trent&#8217;anni: quella secondo cui gli studenti iscritti potevano accedere liberamente alle aule di studio in qualsiasi ora del giorno e della notte, indipendentemente dal fatto se la facoltà fosse aperta o chiusa.</p>
<p>Momenti in cui ogni studente poteva recarsi in facoltà per studiare, confrontarsi con i propri colleghi, approfondire, ecc.  Una metodologia di studio molto particolare, ma che negli anni<strong> ha enormemente accresciuto il prestigio stesso della facoltà</strong> per i risultati ottenuti dai propri studenti, oramai abituati a confrontarsi con la matematica senza avere orari prestabiliti. Ed, a differenza di tanti altri casi di occupazioni, gli studenti hanno deciso che, proprio per i motivi che li hanno indotti a protestare, la loro occupazione dovesse essere diversa dalle altre. Infatti, <strong>non è impedito l&#8217;accesso al dipartimento ai professori</strong>, al personale amministrativo, agli operai che stanno eseguendo lavori di ristrutturazione dell&#8217;edificio, nè sono impedite le lezioni e le altre attività del dipartimento.</p>
<p>Non vi sono atti di vandalismo ed, anzi, gli stessi studenti stanno provvedendo alla pulizia dell&#8217;edificio. Eppure, due cose mi sorprendono di fronte a quanto sta accadendo a Pisa. La prima è che <strong>questa occupazione non fa notizia</strong>, forse perché mossa unicamente dalla passione per lo studo e non da motivazioni più o meno politiche.</p>
<p>La seconda, ancora più sorpredente, il disagio degli organi universitari che non si trovano a fronteggiare una occupazione violenta e che, ciononostante, tentano di addossare agli studenti inesistenti responsabilità sul salto delle lezioni, degli appelli, e quant&#8217;altro. Forse sarebbe il caso di accendere una luce informativa su quanto sta accadendo a Pisa alla facoltà di matematica.</p>
<p>Con stima.</p>
<p>Pietro Palozzo, 2 dicembre 2025</p>
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		<title>Caro Porro, riformiamo le toghe: ti parlo da locatore cornuto e mazziato</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-riformiamo-le-toghe-ti-parlo-da-locatore-cornuto-e-mazziato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 16:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Affitti]]></category>
		<category><![CDATA[sfratto]]></category>
		<category><![CDATA[toghe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giustizia al contrario: il conduttore sbaglia ricorso, ma è il proprietario a doversi difendere</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-riformiamo-le-toghe-ti-parlo-da-locatore-cornuto-e-mazziato/">Caro Porro, riformiamo le toghe: ti parlo da locatore cornuto e mazziato</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Nicola, <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-rivoglio-la-mia-casa-ti-racconto-il-mio-calvario-per-uno-sfratto/" target="_blank" rel="noopener">a luglio ti avevo raccontato il mio calvario con uno sfratto</a>. Oggi ti aggiorno sull’assurda piega che ha preso la vicenda.</p>
<p>Il giudice responsabile dei giudici esecutivi ha emesso una ordinanza di sospensione del ricorso del conduttore, che aveva ottenuto dallo stesso ufficio una proroga al 30 gennaio 2026 senza convocare le parti. Uno dei punti cardine dell’ordinanza di sospensione è proprio la mancanza del contraddittorio, come peraltro evidenziato nel ns controricorso.</p>
<p>Il problema è che ha incanalato il procedimento negli art. 617-618 del c.p.c. perciò il locatore deve iscrivere a ruolo causa di merito relativa al ricorso di giugno presentato dal conduttore.</p>
<p>Art. 618 c.p.c.: “Se la parte interessata [locatore, NdR] non introduce il giudizio di merito nel termine fissato, l’opposizione si intende improcedibile e cessano gli effetti della sospensione.”</p>
<p>Secondo te, se il ricorso del conduttore non era corretto (no convocazione delle parti e assenza di documentazione prevista dalla legge, come scrive il giudice esecutivo) è il locatore che deve attivarsi x una causa di merito o il conduttore che lo ha presentato?</p>
<p><strong>Per capire meglio, ho chiesto aiuto anche all’AI</strong>: “Il Giudice, forse per ragioni di prassi, ha trattato il vizio di contraddittorio come un vizio dell’atto esecutivo, anziché come un errore procedurale da correggere nel procedimento del conduttore. Così facendo ha innescato l’art. 617 c.p.c. — che ribalta l’onere sul locatore.</p>
<p>Se invece avesse riqualificato l’istanza del conduttore (e non l’opposizione del locatore), l’onere di procedere nel merito sarebbe stato in capo al conduttore, che aveva chiesto la proroga e doveva provare di averne diritto.” Guarda caso ha preso una decisione che favorisce il conduttore: pura casualità, sicuramente…</p>
<p><strong>Riassumendo</strong>: la sospensione del ricorso del conduttore riattiva la procedura esecutiva, ma solo se il locatore iscrive a ruolo il giudizio di merito sul ricorso presentato in giugno dal conduttore e accolto da un giudice esecutivo, che ora è stato sospeso dall’ordinanza emessa dal responsabile dei giudici esecutivi.</p>
<p>Se ciò non avviene nei termini indicati, viene a meno la sospensione del provvedimento, che quindi torna ad avere validità e blocca la procedura esecutiva fino al 30 gennaio. Della serie: <strong>locatore cornuto e mazziato. </strong>Unica nota positiva è che continua a pagare il canone mensile, altrimenti credo si potrebbe applicare il nuovo decreto sicurezza sulle occupazioni.</p>
<p>Conclusioni: votiamo sì al referendum sulla giustizia, la magistratura deve tornare nel sul alveo costituzionale. Sarà un percorso lungo, tortuoso e pieno di ostacoli, ma con la riforma si inverte una tendenza pericolosa.</p>
<p>Diversamente arriveremo alla <strong>Repubblica delle Toghe</strong>.</p>
<p>Alla prossima puntata…</p>
<p>lettera firmata</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, e se madre natura non fosse femminista?</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-e-se-madre-natura-non-fosse-femminista/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 15:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[woke]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contro il conformismo e le ideologie dominanti, una riflessione senza filtri sul politicamente corretto, il woke e le libertà individuale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-e-se-madre-natura-non-fosse-femminista/">Caro Porro, e se madre natura non fosse femminista?</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E, aggiungo, nemmeno inclusiva, multiculturalista e ambientalista? Un interrogativo, diventato una serie di domande, che mi ha accesa come una lampadina nella notte.</p>
<p>“E se madre natura non fosse femminista?” chiede <strong>Christina Hoff Sommers, filosofa e saggista americana,</strong> che ha animato le lotte femministe degli anni 70&#8242;. Che interrogativo coraggioso. E questo mio pensiero un po’ mi intristisce. Oggi, chi contempla i grigi dell’esistenza, chi osa porre domande, o semplicemente dire ad alta voce ciò che la maggior parte pensa soltanto, è etichettato come la causa dei mali planetari. Per questo parlo di coraggio. Perché l’esclusione, l’aggressività verbale — perché per criticare ci vuole conoscenza e neuroplasticità — e il moralismo, non sono semplici da gestire.</p>
<p>Mio padre mi ha sempre incoraggiata a non vendermi, ma al contempo mi ricorda sempre che: non sono ancora nessuno per dire la mia, e quindi di aspettare piuttosto che bruciarmi la (non) carriera. Eppure, non mi riesce fare diversamente. E quindi, <strong>come fanno i benpensanti della nostra era</strong>, dò ovviamente tutta la colpa a mio padre. In fin dei conti, è lui che mi ha fatto scrivere il mio primo articolo all’età di sette anni. Che tenerezza. Poi ci ha pensato la vita.</p>
<p>Come sempre divago, ma so più o meno dove vado. La domanda iniziale si mischia a un’altra lettura che ho da poco portato a termine: <em>“La cultura del piagnisteo”</em> di Robert Hughes. Quando l’ho finito, ho finalmente capito perché in alcuni bandi chiedano: <em>“con quale persona defunta vorresti parlare?”</em> Robert sarebbe nella mia lista, anche se credo che mi avrebbe mandata all’angelo dopo pochi minuti.</p>
<p>Vi, anzi, mi parlo di questa lettura perché mi ha fatta profondamente angosciare con il sorriso. Sono davvero troppi i concetti che mi hanno colpita. Formulazioni cerebrali che si ancorano a un lungo poema di W.H.Auden scritto nel “lontano” 1942. Si tratta di una successione di monologhi drammatici che, purtroppo, si sono avverati sia nel presente di Hughes, che nel mio.</p>
<p>Cos’è diventato l’Uomo? Anzi, come direbbe Hughes: “Abbiamo tirato fuori il Bambino che è in noi, ma dov’è finito l’adulto?” Aveva ragione. Ci stiamo sempre più allontanando dalla Natura, dalle sue leggi e dalla sua gerarchia. <strong>Le vittime sono diventati oppressori acclamati;</strong> i deboli con le loro unghie incarnite fanno i titoli di testa della cronaca; la linea verticale che permette all’animale di essere animale, è diventata una linea orizzontale che si schianta contro a un muro; chi più non sa, più fa; e infine la costruzione è stata annientata alla decostruzione. E a dirlo non sono io, ma Tocqueville. E a dimostrarlo, sono ancora di meno io, ma la scienza con l’Universo 45. E noi che facciamo? Ci comportiamo da labrador impazziti che camminano senza sapere perché.</p>
<p>E io, ho paura. Ho paura perché non posso immaginarmi di vivere imprigionata in una società dove la doglianza è la più grande fonte di potere. Di ricatti emotivi e sensi di colpa, penso che ne abbiamo tutti abbastanza nella sfera intima, quindi perché dobbiamo subire la stessa sorte anche quando proviamo a evadere dal sistema casa?</p>
<p><strong>Camille Paglia</strong> mi risponderebbe che la libertà risiede dentro di me, e in parte ha ragione, però non riesco a ingoiare in silenzio. Proverò ad andare dritta al punto: non sopporto più questo non dibattito socio-politico che si sputa addosso bava bianca o nera.</p>
<p>Sono stufa che mi si venga a spiegare come funzioni il Senegal — dove sono nata e cresciuta. Che mi si faccia la lezione sul conflitto Israelo-Palestinese come se a qualcuno fosse dato sapere (e per di più dagli stessi che fanno finta di niente quando muoiono dei neri non affiliati a Hamas, all’Isis o a simili). <strong>Mi sento irritata da quest’ondata femminista radicale</strong> che mi urla addosso come sia più giusto essere donna e femminista, mettendomi però a tacere — devo dire che hanno imparato bene dagli uomini che additano. Sono sconcertata dalla deriva del politicamente corretto, che ha generato censura dell’uomo contro l’uomo, appellandosi alla libertà. Provo a mettere in pratica il pranayama — inspiro ed espiro — ma mi sento ben oltre l’arrabbiatura che posso inspirare ed espirare. Mi chiedo: come si può non essere rivoltati da questa folle, assurda, utopia che stiamo vivendo?</p>
<p>E <strong>datemi pure della fascista, della razzista, della maschilista</strong> vittima del patriarcato, e di tutti i nuovi termini in -ista che sono stati coniati. Ditemi pure che sono pericolosa se invito semplicemente alla contemplazione di diverse sfaccettature. Perché solo questo sanno fare le menti limitate: usare un gergo emotivo, e attaccare senza sapere realmente che cosa mordere.</p>
<p>Alle volte mi sento come una pentola a pressione. <strong>Allora penso a Charlie Hebdo</strong>, alla libertà di espressione, e quindi mi impedisco di intervenire, mi auto modero o auto censuro. Facendo però così il gioco di questa assurda paranormalità. Sarò sincera: alle volte vorrei non essere nata in quest’epoca. E quindi, di nuovo, me la prendo i miei. Con i Padri Padroni che quest’epoca adora additare, scordandosi che facendolo puntano tre dita contro di sé. In tutto questo so di aver reiterato un grande cliché, ma forse solo in un buco mi potrei sentire in pace.</p>
<p>E più ci penso e più mi sembra assurdo, perché alla fine tutto questo non è che il ripetersi di epoche già revolute. Questo perbenismo che tappa la bocca a chi non gli va a genio, torna ciclicamente fuori come spore velenose. L’Uomo è così: <strong>ciclicamente fedele a sé stesso.</strong> Quindi, cos’è che mi fa inquietare così tanto? Che Hughes pensasse che fosse tutto passeggero, quando a me sembra che la situazione vada rafforzandosi. In giornate come queste, in cui parliamo unicamente di un nuovo sindaco che si appella all’intifada ed è apertamente antisemita, quando in Sudan e in Nigeria stanno morendo persone nell’omertà perbenista più totale, come posso io mantenere la calma e pensare che: “prima o poi passerà”?</p>
<p>Sono nata nel 1996. Ho 29 anni. Sono stata abbastanza fortunata di aver vissuto incredibili coincidenze, di cui sono profondamente grata. Ho inoltre avuto la fortuna di dirigere un documentario che parla di ambiente — sempre con il sorriso però. Ma ciò che mi preoccupa, e ciò che in parte mi frena nel pensare di avere dei figli, è proprio questa umanità. Se domani il mare si ribellasse e ci soffocasse tutti, la vedrai come una liberazione. Ma, purtroppo, ci vorranno svariati anni per questo. Prima, patiremo le pene del Purgatorio, e c<strong>i faremo sempre più moralizzare dai demoni paradisiaci</strong> che sputano sentenze come a una degustazione di vino.</p>
<p>Avrete capito: mi sto facendo venire l’orticaria gastrica. I pochi amici che mi sono rimasti mi dicono sempre di calmarmi. Non comprendono questa mia rivoltosa avversione, e in fondo nemmeno io. Mi costerebbe meno, da ogni punto di vista, fare come l’olio sull’acqua. Eppure no, eccomi qua, ancora con le vene di fuori a scrivere pensieri vagheggianti.</p>
<p>E quindi? Che cosa volevo dire? Nulla, perché per dire qualcosa bisogna essere qualcuno. E quindi semplicemente avere cultura e senso critico. Nel mio caso, <strong>si tratta al contempo di uno sfogo, di una provocazione</strong> e di un bisogno. Mi preme lasciare una traccia per chi verrà dopo di me e si chiederà se qualcuno la pensasse diversamente. Mi preme incidere parole per chi, oggi, ha paura di esprimersi.</p>
<p>Ilaria Congiu, 7 novembre 2025</p>
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		<title>Caro Porro, così ho spiegato a mia figlia perché il comunismo è peggio di Voldemort</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 16:20:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Porro, ieri sera una delle mie figlie mi ha chiesto cosa sia il comunismo. Il dialogo si è svolto così: Figlia: ⁠Papà cosa è il comunismo? Padre:⁠ U⁠na cosa bruttissima. Figlia: In che senso? Padre: Pensa a questa cosa: il tuo voto in spagnolo è 8 e quello di Ugo è 1. Figlia: Eh [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, ieri sera una delle mie figlie mi ha chiesto cosa sia il <strong>comunismo</strong>. Il dialogo si è svolto così:</p>
<p><em>Figlia</em>: ⁠Papà cosa è il comunismo?<br />
<em>Padre</em>:⁠ U⁠na cosa bruttissima.<br />
<em>Figlia:</em> In che senso?<br />
<em>Padre</em>: Pensa a questa cosa: il tuo voto in spagnolo è 8 e quello di Ugo è 1.<br />
<em>Figlia</em>: Eh sì, è così.<br />
<em>Padre</em>: Bene. Immagina che domani il maestro decide di mettere a tutti e due 4,5. E vi boccia entrambi.<br />
<em>Figlia</em>: Ma non è giusto!<br />
<em>Padre</em>: Appunto. Questo è il comunismo.<br />
<em>Figlia</em>: Hai ragione papà, è la cosa più brutta del mondo dopo la morte.</p>
<p>Dieci minuti dopo si è alzata l&#8217;altra figlia e mi ha detto: &#8220;Papà non riesco a dormire pensando al comunismo. Fa più paura di Voldemort&#8221;.</p>
<p>Mi sa che ho fatto centro.<br />
Saluti</p>
<p><em>Lettera firmata</em></p>
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		<title>Caro Porro, sono stufo di Landini e delle sue (finte) rivoluzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 15:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Porro, senza tanti giri di parole dovremmo prendere atto che la Cgil di Landini non è più un Sindacato, ma è nella sostanza e non nella forma, un Partito politico di opposizione. Insomma, il nuovo campo largo composto da PD, AVS e M5S ha nella CGIL una costola fondamentale senza la quale provare a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, senza tanti giri di parole dovremmo prendere atto che<strong> la Cgil di Landini non è più un Sindacato,</strong> ma è nella sostanza e non nella forma, un Partito politico di opposizione.</p>
<p>Insomma, <strong>il nuovo campo largo composto da PD, AVS e M5S ha nella CGIL una costola fondamentale</strong> senza la quale provare a scalzare da Palazzo Chigi Giorgia Meloni diventa quasi impossibile. Che lo sciopero fosse una manifestazione diretta di attacco al Governo ne è la prova ed è data anche dal fatto che gli altri Sindacati della triade non si sono visti.</p>
<p><strong>La CGIL</strong> oramai è una organizzazione politica che non rappresenta i lavoratori ma solo se stessa ed <strong>evita come la peste di parlare dei diritti dei lavoratori</strong> e di tutte le crisi aziendali presenti sul territorio prima fra tutte la devastazione del mondo ex FIAT.</p>
<p>Per fare opposizione politica e supportare l&#8217;opposizione parlamentare hanno trovato un argomento molto in voga, molto remunerativo politicamente e soprattutto senza possibilità di contraddittorio vista la quasi totale convergenza dei #media su un argomento così semplice da colorare oltremodo e che passa, purtroppo, dalla pancia e non dalla testa delle persone.</p>
<p><strong>Landini</strong>, vista la mala parata di qualche giorno fa con un medesimo sciopero proclamato dalla sigle sindacali di base, non è voluto restare indietro e si è inventato nottetempo <a href="https://www.nicolaporro.it/atlanticoquotidiano/quotidiano/aq-politica/perche-lo-sciopero-di-landini-e-illegittimo/" target="_blank" rel="noopener">uno sciopero generale illegale</a> sbattendosene ampiamente delle regole che tanto decanta quando riguardano gli altri. Cosa mi viene da dire?</p>
<p>Grazie Landini: <strong>ci sei costato un miliardo di mancato PIL, milioni in danni tra vandalismi e disagi,</strong> e pure il vilipendio degli uomini in divisa che proteggono, ahimè&#8217;, anche la libertà di chi fomenta odio e divisione come Lei. Il tutto, come spesso accade, con i soldi dei contribuenti. Anche di quelli che, anziché scioperare, ogni giorno si alzano e vanno a lavorare&#8230;</p>
<p>Massimo Micheli, 6 ottobre 2025</p>
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		<title>Caro Porro, la sinistra non vuole elettori ma convertiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2025 18:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Porro, la sinistra ha un problema di posizionamento quando il gioco si fa duro perché non riesce a cavalcare i cambiamenti che auspica, i movimenti che accende direttamente o indirettamente e soprattutto non riesce a interpretare bene le svolte del paese. Insomma la sinistra italiana riesce solo a muoversi sul piano dello status quo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro,</p>
<p><strong>la sinistra ha un problema di posizionamento</strong> quando il gioco si fa duro perché non riesce a cavalcare i cambiamenti che auspica, i movimenti che accende direttamente o indirettamente e soprattutto non riesce a interpretare bene le svolte del paese. Insomma la sinistra italiana riesce solo a muoversi sul piano dello status quo e quando la realtà richiede spostamenti diversi, non ce la fa a superare gli schemi, anche se assurdi e incomprensibili dai cittadini, anche di quelli che sono sempre stati ligi alla lieta novella.</p>
<p>Errori che continuano a perpetrarsi nel tempo senza aver dato al paese un minimo segnale di discontinuità solo e soltanto &#8220;foglie di fico&#8221; e mai riforme e cambiamenti per poter dire agli italiani “ora siamo diversi”. <strong>Sono orgogliosi del niente</strong> e la convinzione è sempre la stessa: “Essere da sempre dalla parte giusta&#8221;! Essere orgogliosi e convinti però non significa essere autorevoli e se la persona comune, non ideologizzata dai soliti lavaggi di cervello non ti riconosce meriti, resta ovviamente indifferente ai richiami delle Sibille. Continuano a sostenere di essere maggioranza nel paese ed essere alternativi a quelli di cui il paese vuole liberarsi. Ma è veramente così?</p>
<p><strong>L’ideale sarebbe stato rinnovarsi realmente</strong>, aggiornarsi, entrare in sintonia con cosa succede al di fuori dei circoli della sinistra o meglio dei circoli di Madame Verdurin che tendono mostruosamente a non vedere cosa succede “là fuori” convinti come sono che il &#8220;loro mondo&#8221; sia il &#8220;mondo intero&#8221;. Si è invece scelto di fare il contrario, cioè di dire a tutti “siamo noi, sempre più noi, non cambieremo mai”.</p>
<p>È un problema di interpretazione, di comportamenti e soprattutto, è un problema di narrazione e la narrazione è fatta di contenuti e di atti simbolici, di forma, ma non di sostanza. La sinistra italiana composta non solo dalla componente politica oggi è connotata da <strong>sentimenti di odio, arroganza, violenza verbale e fisica</strong> con una totale incapacità ad accettare il responso delle urne quando non corrisponde al proprio sentire. La proverbiale e <strong>sistematica capacità di stravolgere la realtà</strong> e darla in pasto all&#8217;opinione pubblica è la cartina di tornasole di quello che è sempre accaduto quando si trovano nelle condizioni di non poter gestire il potere.</p>
<p>Massimo Micheli, 21 settembre 2025</p>
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		<title>Caro Porro, i bimbi rom picchiano e rubano? Ecco come risolvere il problema</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-i-bimbi-rom-picchiano-e-rubano-ecco-come-risolvere-il-problema/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 18:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[rom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal caso di Fidene alla donna travolta a Milano: i casi di cronaca che coinvolgono piccolissimi bambini rom</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, leggo dell&#8217;episodio accaduto a Fidene, <a href="https://www.nicolaporro.it/festeggia-8-anni-bimbo-preso-a-sprangate-sono-stati-3-piccoli-rom/" target="_blank" rel="noopener">dei tre bambini (rom), non imputabili, che han rotto la faccia a un altro bambino</a>.</p>
<p>Che io sappia, esiste una potestà, quella cosa per la quale i genitori vengono sanzionati, ad esempio, se non mandano i figli a scuola. A proposito dell&#8217;impunità dei minori, dei più giovani, ritengo che questa debba essere non diminuita, ma completata con una responsabilità in solido dei genitori. Cioè coinvolgendo gli adulti sanzionandoli al posto del figlio <strong>perché responsabili loro delle sue azioni</strong>. In questo modo si avrebbe almeno una deterrenza verso quei gruppi sociali, senza che vi entri l&#8217;etnia, che sfruttano l&#8217;impunità dei bambini per &#8220;farli crescere prima&#8221;.</p>
<p><strong>Processare i genitori, attribuire responsabilità in solido e levar loro i figli</strong>. E ancora: infliggere la pena al padre come fosse complice di un omicidio stradale o di lesioni aggravate, appesantire la pena con tutte le possibili aggravanti o considerare aggravante la mancanza di sorveglianza delle loro azioni. Del resto si viene sanzionati se il proprio cane procura danni a terzi, perché non un figlio?</p>
<p>Non sono assolutamente d&#8217;accordo con l&#8217;abbassare la soglia dell&#8217;età: a certa gente non interessa perdere un figlio, considererebbero la sanzione come una scuola di vita.</p>
<p>Spero che le mie riflessioni siano utili.</p>
<p>Un caro saluto</p>
<p>Marcello Stefanelli</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Charlie Kirk, il peggio lo danno i media italiani</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/charlie-kirk-il-peggio-lo-danno-i-media-italiani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 17:43:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Kirk]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Porro, come ogni mattina, ho sentito la tua zuppa. Devo dirti che l’assassinio di Charlie Kirk, che seguivo spesso, mi ha profondamente toccato. La sua unica colpa è stata di cercare di avere dibattiti aperti con le persone, specialmente quelle più giovani dei college americani, e spiegare usando le parole le sue posizioni. Nei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro,</p>
<p>come ogni mattina, ho sentito la tua zuppa. Devo dirti che <a href="https://www.nicolaporro.it/charlie-kirk-qual-e-la-lezione-per-litalia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l’assassinio di Charlie Kirk</strong></a>, che seguivo spesso, mi ha profondamente toccato. La sua unica colpa è stata di cercare di avere dibattiti aperti con le persone, specialmente quelle più giovani dei college americani, e spiegare usando le parole le sue posizioni. Nei tanti video che ho visto dei suoi dibattiti<strong> non ha mai usato toni aggressivi</strong>, mai una parola fuori posto, semplicemente fatti.</p>
<p>La cosa che però ancora più mi lascia perplesso, tralasciando gli schifosi tweet come quello di Alan Friedman, è <strong>il poco rilievo dato dai media italiani all’accaduto</strong> e soprattutto i toni utilizzati per descrivere il personaggio. Sono proprio questi toni e questa narrativa usata dai media che portano a queste tragedie. Se tu non la pensi come loro allora sei un fascista ed un bigotto, propagatore di odio e quindi<strong> il nemico della libertà</strong>. È chiaro che questo poi fomenta dei lunatici a commettere questi gesti. Fosse stato l’assassinato della parte opposta, i media sarebbero in subbuglio, Schelin e compagnia sarebbero già <strong>in piazza a gridare all’autoritarismo</strong> ed alla censura dittatoriale.</p>
<p>Lorenzo R</p>
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		<item>
		<title>Caro Porro, l&#8217;Ucraina l&#8217;avranno pure invasa. Ma non è senza torti</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-lucraina-lavranno-pure-invasa-ma-non-e-senza-torti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 14:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[armi ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Porro, sono un suo assiduo ascoltatore della Zuppa, ancorché in differita, e spesso condivido le sue considerazioni. Sul AGW in toto anche come membro della CLINTEL foundation! Per sfaticataggine ho rinunciato alla mia offerta di recensione del suo libro “La Bugia Verde” . Ci sono pero alcune affermazioni ricorrenti ed un po’ troppo assolutiste, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-lucraina-lavranno-pure-invasa-ma-non-e-senza-torti/">Caro Porro, l&#8217;Ucraina l&#8217;avranno pure invasa. Ma non è senza torti</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, sono un suo assiduo ascoltatore della <strong>Zuppa</strong>, ancorché in differita, e spesso condivido le sue considerazioni. Sul AGW in toto anche come membro della <a href="https://clintel.org/" target="_blank" rel="noopener nofollow">CLINTEL foundation</a>! Per <em>sfaticataggine</em> ho rinunciato alla mia offerta di recensione del suo libro “La Bugia Verde” .</p>
<p>Ci sono pero alcune affermazioni ricorrenti ed un po’ troppo assolutiste, a mio avviso (e mi dirà chi se ne frega ma per amor di dialettica le riporto):</p>
<ul>
<li>Ripete spesso, come un mantra: l’Ucraina è stata invasa, i dazi sono una <em>minchiata</em>.<br />
Sull’Ucraina, non ve dubbio che l’affermazione sia corretta, ma da qui a dedurre che tutto il torto sta nell’invasore e l’invaso sia un puro c’è molta strada. Per capire come succedono le guerre, un antico storico greco (citato anche da quel comunista di Canfora a questo proposito) ricordava che bisogna studiare la pace prima, per capire la guerra dopo. E senza essere il Travaglio che tutto giustifica, qualche considerazione a più ampio raggio sarebbe auspicabile. Che l’Occidente (USA+EU) si voglia, si sia voluta, espandere ad Est è nei fatti, e lo diceva anche un non certo <em>putiniano</em> come l’Ambasciatore Romano. <strong>Che tutto sommato all’Europa convengano buoni rapporti con la Russia è evidente</strong> viste le sue notevoli risorse naturali, e forse sicuramente meglio che la dipendenza dalla Cina Comunista auspicata dai ns. Dem. Che la Meloni, che apprezzo per molte cose (sanità ed Ambiente NO) insista sui patrioti Ucraini, lo trovo un po’ retorico per esigenze di Realpolitik, ma non ci prenda per fessi. Nel Mondo ci son tanti patrioti maltrattati ed invasi, a cominciare dagli Armeni per fare un esempio, ma non vedo analoghe iper-reazioni come per l’Ucraina, e forse nemmeno reazioni.</li>
<li>Sui <strong>dazi</strong> tutti, da liberali di mercato, non li amiamo, ma ripetere il vecchio slogan ottocentesco “dove non passano le merci passano le armi” sembra un po’ obsoleto con una società mondiale che ha ben altri vincoli e <em>giuochi</em> geo politici. Chi ha le risorse naturali necessarie agli altri può anche fare “dumping”; chi invece si illude che eliminando i motori endotermici e le emissioni di CO2 renderà stabile il clima (e su questa idiozia ideologica chiede di riempire paginate di relazioni sulla “sostenibilità” appesantendo i costi di produzione di beni, e le possibilità di accedere ai prestiti per fare impresa) fa molto peggio dei dazi.<br />
Certo la parola dazi, ed il sovranismo, si scontrano con l’idea globalista dove il mercato decide tutto, e la politica orma quasi niente specie in presenza di potenze economiche finanziarie ben più grandi di molte delle nazioni che si affacciano sullo scenario mondiale. Per ironia della sorte son proprio gli eredi del buon <strong>Marx</strong>, <strong>che di economia non capiva una mazza</strong>, che sposano queste idee globaliste ed avverse ai dazi, confondendo il “proletari di tutto il mondo unitevi” con la globalizzazione dei mercati e la omologazione dei consumatori, proletari si, di tutto il mondo. Che tristezza!</li>
</ul>
<p>Non pretendo tanto ma un po’ più di equilibri, qualche riflessione a più ampio raggio che so, anche un accenno al <em>fair market</em> di Tremonti memoria contro il <em>free market</em> attuale.<br />
Cordialità</p>
<p>Francesco Martelli, 20 agosto 2025</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro Porro, lo rivendico: ho scritto il libro (per bimbi) con l&#8217;aiuto dell&#8217;AI</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-lo-rivendico-ho-scritto-il-libro-per-bimbi-con-laiuto-dellai/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Aug 2025 14:29:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Leo e la Sedia volante" racconta ai bambini il tema della disabilità. Ho collaborato con l'intelligenza artificiale e sono trai i primi a dichiararlo in copertina</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-lo-rivendico-ho-scritto-il-libro-per-bimbi-con-laiuto-dellai/">Caro Porro, lo rivendico: ho scritto il libro (per bimbi) con l&#8217;aiuto dell&#8217;AI</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, mi chiamo <strong>Niccolò</strong> <strong>Raffaelli</strong>, sono un designer e imprenditore fiorentino e in questo caso autore del mio primo libro per bambini, &#8220;<strong>Leo e La Sedia Volante</strong>&#8221; pubblicato su <em>Amazon</em> frutto di una collaborazione tra l’intelligenza artificiale ed il cuore e la testa umana.</p>
<p>Non sono uno scrittore di professione ma un papà e una persona curiosa, appassionata di tecnologia, che ha voluto lanciare un progetto editoriale improntato all’inclusione “giocando” con l’intelligenza artificiale e affrontando temi attuali come la <strong>disabilità</strong>, l’inclusione, l’educazione e i valori di gentilezza che spesso anche nel mondo degli adulti risultano ormai obsoleti.</p>
<p>Si tratta di  “Leo e la sedia volante”, <strong>un libro per bambini</strong> nato con l’idea di spiegare ai miei due figli di 6 e 4 anni, con parole semplici, cosa significano la disabilità, la gentilezza e l’inclusione. <strong>Il protagonista è Leo, un bambino disabile</strong> che diventa un supereroe non grazie a poteri straordinari, ma grazie alla forza dei piccoli gesti, della gentilezza quotidiana, dell’empatia.</p>
<p><strong>Un libro illustrato dove i bambini possono ricevere una prima introduzione al tema della disabilità</strong> ma allo stesso tempo vorrebbe far loro percepire la forza che risiede in ogni persona disabile ogni giorno, a partire dai piccoli gesti quotidiani che per molti di noi sono invece scontati. Questa forza è il superpotere che rende Leo e tutte le persone con disabilità esempi da seguire, bambini e bambine con cui giocare senza che la sedia dove Leo è seduto diventi un ostacolo.</p>
<p>Oltre al messaggio, c’è un altro elemento che rende il progetto particolare, è uno dei primi libri per l’infanzia scritti in collaborazione con l’intelligenza artificiale, e soprattutto <strong>sono uno dei primi autori a dichiararlo</strong> apertamente in copertina. Una scelta di trasparenza ma anche un punto di partenza per riflettere su come la tecnologia possa entrare in modo etico nel mondo dell’editoria per ragazzi e non solo.</p>
<p>Un argomento che sicuramente può essere fonte di dibattito ma col quale credo che tutti dovremmo imparare a convivere e regolamentare. Questo libro ad esempio può essere considerato<strong> come tra i primi libri “ibridi”</strong> ovvero per metà umano e per metà AI.</p>
<p>Come imprenditore ho già avviato con<a href="https://www.nicolaporro.it/economia-finanza/inchiostro-e-affari/caro-porro-ho-inventato-la-prima-app-al-mondo-capace-di-fare-traduzioni-simultanee-continuee/" target="_blank" rel="noopener"> l’altro mio progetto di startup TRADOOKO</a> un progetto improntato all’inclusione delle persone straniere e delle persone sorde negli ambienti pubblici e privati grazie al nostro software per la traduzione e trascrizione simultanea delle conversazioni e dei meeting che utilizza le librerie linguistiche dell’intelligenza artificiale.</p>
<p>Niccolò Raffaelli, 11 agosto 2025</p>
<p><a href="https://www.nicolaporro.it/unnamed-1-2/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-271716" src="https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2025/08/unnamed-1-768x1024.jpg" alt="Libro" width="768" height="1024" srcset="https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2025/08/unnamed-1-768x1024.jpg 768w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2025/08/unnamed-1-225x300.jpg 225w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2025/08/unnamed-1-1152x1536.jpg 1152w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2025/08/unnamed-1-360x480.jpg 360w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2025/08/unnamed-1-720x960.jpg 720w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2025/08/unnamed-1-500x667.jpg 500w, https://nicolaporro.np.ticdn.it/wp-content/uploads/2025/08/unnamed-1.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-lo-rivendico-ho-scritto-il-libro-per-bimbi-con-laiuto-dellai/">Caro Porro, lo rivendico: ho scritto il libro (per bimbi) con l&#8217;aiuto dell&#8217;AI</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>Caro Porro, guarda qui: al Tg su West Nile han detto cose vergognose</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 16:14:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[green]]></category>
		<category><![CDATA[west nile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buongiorno ed Augh estivi a tutti. Purtroppo ieri sera 28 luglio 25, col TG1 delle ore 20, ho scoperto, tra le prime notizie, che tentano subdolamente di incutere terrorismo psicologico citando la cronaca di ben due nuovi morti col nuovo virus delle zanzare, riportando a fine servizio e con molta meno enfasi che si trattava [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno ed <em>Augh</em> estivi a tutti. Purtroppo ieri sera 28 luglio 25, col <strong>TG1</strong> delle ore 20, ho scoperto, tra le prime notizie, che tentano subdolamente di incutere <strong>terrorismo psicologico</strong> citando la cronaca di ben <a href="https://www.nicolaporro.it/west-nile-ci-risiamo-con-lallarmismo-e-tornato-burioni/" target="_blank" rel="noopener">due nuovi morti col nuovo virus delle zanzare</a>, riportando a fine servizio e con molta meno enfasi che si trattava di due persone anziane con molteplici complicazioni cliniche. Siamo tornati alla conta dei morti <em>con</em> Covid anziché <em>di</em> Covid. Una vergogna giornalistica senza attenuanti.</p>
<p>Poi ho scoperto anche che le nuove campionesse italiane delle varie nazionali femminili, celebrate con esclusive interviste, sono tutte fiere ed orgogliose del loro lavoro, ma tutte si rammaricano e si augurano un paese che un giorno possa riconoscere liberamente ed orgogliosamente le differenze, soprattutto sui diversi colori della pelle. Lasciando liberamente intendere che purtroppo oggi non è così. Seconda vergogna giornalistica senza attenuanti.</p>
<p>Immancabili qualsiasi previsione del tempo, dove la cartina europea per indicare le temperature è costantemente, quotidianamente, riportata in colore rosso mattone. Monito incessante e ripetitivo nel &#8220;<strong>ricordati che devi morire&#8221; per colpa del cambiamento climatico</strong> e soprattutto tua che critichi i tappi di bottiglia attaccati e soprattutto <em>tu</em> maledetto pezzente che non ti sei ancora comprato un&#8217;auto elettrica cinese che risolve tutti i problemi di questo mondo. Climatici ma non solo.</p>
<p>Ps: vorrei solo aggiungere che sulle Alpi in questi giorni vedo da foto di alcuni miei amici che nelle vette ha nevicato, che in alcune città sono spuntati <strong>maglioncini</strong> e <strong>giacche</strong>. Ma di tutto questo in televisione non c&#8217;è alcuna traccia. Quasi fosse vietato.</p>
<p>Pierpaolo Erroi, 31 luglio 2025</p>
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		<title>Che errore con Gergiev: la censura è l&#8217;anima delle dittature</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 17:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[reggia di caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Valerij Gergiev]]></category>
		<category><![CDATA[Vladimir Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci scrive Flavio Maria Coticoni, 18 anni: “L'arte non ha colori politici o nazionali, Gergiev andava fatto esibire”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/che-errore-con-gergiev-la-censura-e-lanima-delle-dittature/">Che errore con Gergiev: la censura è l&#8217;anima delle dittature</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto accaduto con <a href="https://www.nicolaporro.it/ha-vinto-la-censura-annullato-il-concerto-in-italia-del-putiniano-gergiev/">l’annullamento dell’esibizione</a> di <strong>Valerij Gergiev</strong> prevista alla <strong>Reggia di Caserta</strong>, per quanto giustificabile con le simpatie putiniane del noto direttore d’orchestra russo, resta <strong>un grossolano errore</strong>. Dal momento che Gergiev avrebbe dovuto esibire la sua arte, e non fare un comizio politico, non andava ostacolato. Io ritengo che non vi sia una cultura della pace vera e propria, a meno che non si entri sul piano delle filosofie orientali o dei nostri sentimenti di umanità, che però trovano difficile conciliazione con le secolari tensioni internazionali e con i voleri dei “potenti”, proprio quelli a cui si riferiva Trilussa nella “Ninna nanna della guerra”; esiste invece una cultura, quella vera, fondata sulla bellezza, che può alleviare il dolore delle guerre e mostrarsi tesa ad interromperle. Le guerre nascono dall’ignoranza, dai contaminatori moti di massa e dalla propaganda interna. Se non vi è dialogo, è difficile vedere ciò che vi è dall’altra sponda.</p>
<p>Vorrei porre <strong>una domanda</strong> ai molti che vorrebbero la morte della cultura e in nome di un occidentalismo cieco ed anti-liberale la fine del dialogo artistico: che facciamo, cancelliamo tutta l’arte scaturita dalle guerre o da intellettuali che nella storia hanno avuto un rapporto ambiguo con i regimi? Che vogliamo fare? Visto che Pirandello, Ungaretti, Marinetti, D’Annunzio e Malaparte hanno firmato il “Manifesto degli intellettuali fascisti” di Giovanni Gentile, non li leggiamo più, li censuriamo? Forse andrebbe ripreso in mano il “Manifesto dell’estetismo” di Oscar Wilde; ci ricorderebbe che l’arte non ha morale, si pone al di là del bene e del male. È pura bellezza, una bellezza che unisce.</p>
<p>La verità è che le guerre sono abominevoli. Durante o dopo il loro corso l’unica cosa che ha rappresentato un <strong>baluardo di speranza</strong> sono stati proprio l’arte e l’incontro tra culture. Dallo scontro tra Achei e Troiani è nata la civiltà greca; sono nate l’Iliade e l’Odissea. Polibio, più avanti, ha rappresentato un’unione prolifica ed immortale della civiltà greca con quella romana, come testimonia la citazione di Orazio “Graecia capta ferum victorem cepit”. E non è il solo, vi è anche Plutarco. Nonostante fosse stata sconfitta militarmente, la Grecia conquistò Roma sul piano culturale, con un vero e proprio ammaliamento artistico, intellettuale. Un lascito eterno.</p>
<p><strong> Leggi anche:</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.nicolaporro.it/censurare-gergiev-ci-mette-al-livello-di-putin/">Censurare Gergiev ci mette al livello di Putin</a></li>
</ul>
<p>Durante una guerra o un regime, <strong>il rapporto tra intellettuale e potere è sempre controverso</strong>. Un vero intellettuale raramente non si schiera, anche indirettamente. Non si sa la reale proporzione tra vero convincimento ed adesione, o paura ed asservimento al regime; poi ovviamente c’è anche chi i regimi li combatte. In Italia dalla lotta al fascismo sono nati i capolavori di Beppe Fenoglio e Giovanna Zangrandi, a testimonianza di come l’arte e la cultura siano l’unico antidoto alle guerre a alle dittature. Se vogliamo realmente esportare la nostra democrazia, c’è bisogno anche e soprattutto di dialogo e cultura. Non di censura.<strong> La censura, anche nei casi giusti e motivati, è l’anima delle dittature</strong>.</p>
<p>Mi piacerebbe che queste mie parole sappiano di dialogo e di pace come le note dell’Opera 10 N. 12 (composta da Chopin durante la repressione russa della rivolta polacca) quando venivano suonate dal grande pianista sovietico Svjatoslav Richter. Potrebbero essere un monito a capire che<strong> l’arte non ha colori politici o nazionali</strong>, e che Gergiev andava assolutamente fatto esibire.</p>
<p>Flavio Maria Coticoni, 24 luglio 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/che-errore-con-gergiev-la-censura-e-lanima-delle-dittature/">Che errore con Gergiev: la censura è l&#8217;anima delle dittature</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;Caro Porro, sono uno studente&#8230;&#8221;. La lezione di un diplomato ai finti &#8220;ribelli&#8221;</title>
		<link>https://www.nicolaporro.it/caro-porro-sono-uno-studente-la-lezione-di-un-diplomato-ai-finti-ribelli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La Posta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 08:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La posta dei lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[maturità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Porro, ho 18 anni, mi sono appena diplomato. Mi piacerebbe intervenire riguardo agli studenti ribelli che hanno rifiutato l’orale di maturità. Prendo spunto dagli articoli di Max del Papa ed Alessandro Bonelli pubblicati sul suo sito, che leggo sempre con piacere. Io credo che questi studenti non vadano repressi (e nessuno lo sta facendo), [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-sono-uno-studente-la-lezione-di-un-diplomato-ai-finti-ribelli/">&#8220;Caro Porro, sono uno studente&#8230;&#8221;. La lezione di un diplomato ai finti &#8220;ribelli&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Porro, ho 18 anni, mi sono appena diplomato. Mi piacerebbe intervenire riguardo agli <strong>studenti ribelli</strong> che hanno rifiutato l’orale di maturità. Prendo spunto dagli articoli di <a href="https://www.nicolaporro.it/scema-muta/" target="_blank" rel="noopener">Max del Papa</a> ed <a href="https://www.nicolaporro.it/questa-non-e-ribellione-e-marketing/" target="_blank" rel="noopener">Alessandro Bonelli</a> pubblicati sul suo sito, che leggo sempre con piacere.</p>
<p>Io credo che questi studenti non vadano repressi (e nessuno lo sta facendo), anche perché si penalizzano da soli, ma sono decisamente in disaccordo con il loro atteggiamento. <strong>Io sono riuscito ad uscire con un voto alto</strong> da un liceo classico difficile e sicuramente competitivo proprio perché ho sempre preso i voti per quello che realmente sono, ovvero <strong>una misura imperfetta</strong> e tesa all’oggettivazione delle nostre prestazioni, ma mai del mio valore come persona.</p>
<p>Attraverso lo studio ho cercato di far uscire la mia persona, non i voti, quelli sono venuti di conseguenza. Non mi sono mai realmente preoccupato delle valutazioni; ho sempre inteso la scuola come un ambiente sano in cui <strong>formare il mio spirito critico</strong>, oltre allo studio, aiutando sempre chi fosse in difficoltà. Ho sempre preso i voti come una conseguenza della mia prestazione e, qualora non la rispecchiassero, come un motivo per fortificarmi caratterialmente e prepararmi ad accettare le tante ingiustizie che mi troverò sicuramente davanti nella vita.</p>
<p>Il problema non è la scuola, il cui fine, tra tutte le problematiche, è e rimarrà sempre la cultura. Il problema è la disposizione alla vita scolastica, oltre che alla vita vera e propria, della mia generazione. La reale questione è che si va a scuola con la pressione di dover dimostrare di essere qualcuno, di essere migliore degli altri, di fare contenti i genitori. <strong>Non si va più a scuola per se stessi e per la cultura</strong>! Questo è il vero scandalo.</p>
<p>La scuola avrà qualche colpa? Sicuramente sì. Ma io credo che il primo nodo cruciale sia l’atteggiamento e lo stato d’animo con cui i giovani di oggi si pongono di fronte alle difficoltà della vita, con <strong>rassegnazione e presunzione</strong>. Questo non accade solo a scuola, ma in generale in altri aspetti della vita giovanile. C’è una competizione malsana che si esplica anche nelle amicizie, negli amori e nell’ostentazione del denaro. Credo nei miei coetanei, e sono convinto che più che preoccuparci dei voti la nostra generazione si debba informare su quello che sta accadendo nel mondo e prepararsi a fare qualcosa per cambiarlo.<br />
Un sentito ringraziamento,</p>
<p>Flavio Maria Coticoni, 21 luglio 2025</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nicolaporro.it/caro-porro-sono-uno-studente-la-lezione-di-un-diplomato-ai-finti-ribelli/">&#8220;Caro Porro, sono uno studente&#8230;&#8221;. La lezione di un diplomato ai finti &#8220;ribelli&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.nicolaporro.it">Nicolaporro.it</a>.</p>
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